Endoscopia del Tratto Digestivo Superiore: Cos'è e Come Funziona

L’endoscopia digestiva rappresenta una componente fondamentale nella pratica della gastroenterologia, dedicandosi all’esplorazione visiva e diagnostica dell’apparato digerente. È uno step diagnostico indispensabile per quasi tutte le malattie gastro-enterologiche. L'endoscopia è oggi uno step diagnostico indispensabile per tutte le malattie gastroenterologiche. È una tecnica diagnostica ma a volte anche terapeutica che consente di valutare dall’interno alcuni organi e verificare l’eventuale presenza di alterazioni o lesioni.

Preparazione all'Esame Endoscopico

Prima dell’indagine il paziente viene sottoposto ad un’accurata anamnesi e ad una visita medica finalizzata alla verifica dell’indicazione e dell’appropriatezza dell’esame. Quindi viene informato sulle modalità di esecuzione dell’esame e sui rischi legati all’indagine. Nel caso in cui il paziente scelga di eseguire l’esame in sedazione, viene preventivamente sottoposto a visita anestesiologica finalizzata a verificare le condizioni di sicurezza per eseguire la sedazione stessa.

Nel colloquio precedente l’esame è indispensabile che il medico venga informato di eventuali malattie e/o allergie di cui il paziente soffre, se il paziente assume farmaci e se è portatore di pacemaker o di altra apparecchiatura impiantabile che possa interferire con strumenti elettromedicali. Eventuali protesi dentarie mobili dovranno essere rimosse prima dell’esame.

Nel caso in cui il paziente assuma farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti, in previsione dell’esame, potrebbe rendersi necessaria la loro sospensione o sostituzione previo consulto con lo specialista di riferimento. In condizioni cliniche particolari, può rendersi necessario l’utilizzo di farmaci che permettano il ripristino di valori adeguati dei test di coagulazione. Nel caso di allergia al lattice si renderà necessario uno specifico allestimento della sala di endoscopia e l’utilizzo di materiali particolari.

Se tra le indicazioni dell’esame vi è anche la ricerca dell’infezione da Helicobacter Pylori il paziente deve sospendere l’assunzione di antisecretori, come gli inibitori di pompa protonica, da almeno 2 settimane e l’assunzione di antibiotici da almeno un mese.

Il Ruolo del Digiuno

Lo stomaco vuoto consente la migliore e più sicura esplorazione endoscopica. A tal fine è necessario essere a digiuno da almeno 6 ore; la presenza di cibo o residui alimentari limita il campo visivo inficiando l’attendibilità diagnostica della procedura e, in caso di vomito, può favorire il passaggio di residui alimentari nelle vie respiratorie.

Come Viene Eseguita l'Endoscopia Digestiva?

L’esame viene eseguito da un medico esperto in endoscopia digestiva con l’ausilio di un infermiere che lo collabora nel corso dell’indagine specie nel caso in cui bisogna ricorrere a tecniche interventistiche (per esempio asportazione di polipi) o all’esecuzione di prelievi bioptici.

L’Esofago-Gastro-Duodeno-Scopia (spesso detta semplicemente gastroscopia) si esegue con una sonda flessibile (gastroscopio), che viene introdotta attraverso la bocca. In alcuni casi, utilizzando uno strumento particolare di diametro ridotto, l’esame può anche essere eseguito introducendo l’endoscopio attraverso le narici, previa leggera anestesia locale. È un esame endoscopico che permette di esaminare, in visione diretta, il tratto superiore del tubo digerente (esofago, stomaco e le prime due porzioni duodenali).

Dopo aver acquisito il consenso del paziente, generalmente si posiziona un accesso venoso periferico e si monitorizzano la frequenza cardiaca, la saturazione d’ossigeno del sangue e la pressione arteriosa. A seconda del giudizio del medico operatore, e in accordo con il paziente, può essere eseguita una sedazione mediante somministrazione di un sedativo/analgesico endovena ed eventualmente una anestesia faringo-laringea.

L’esame viene eseguito preferibilmente sul fianco sinistro. Per aiutare il paziente a mantenere la bocca aperta durante la procedura e per evitare che possa mordere la lingua e/o lo strumento, si utilizza uno specifico boccaglio.

L’esame viene eseguito con un gastroscopio dotato in punta di una sorgente luminosa e di una piccola telecamera che invia le immagini ad un processore e quindi ad uno schermo. Gli endoscopi vengono inseriti nel corpo attraverso la bocca o l’ano, a seconda della zona da esplorare. L’endoscopia viene effettuata attraverso degli specifici strumenti chiamati endoscopi, costituiti da un piccolo tubo flessibile alla estremità del quale è montata una piccola telecamera (CCD) in grado di trasmettere su monitor le immagini dell’interno del tubo digerente, opportunamente illuminato mediante sottilissime fibre ottiche.

Colonscopia

Colonscopia: permette di visualizzare le pareti dell’intestino crasso e l’ultimo tratto del tenue.

Il Paziente viene posto in posizione supina e viene sottoposto ad incannulamento di una vena periferica al fine di procedere alla somministrazione dei farmaci. Si insuffla aria in quantità adeguata a distendere le pareti degli organi da esaminare e facilitarne la visione; questo può causare al paziente una sensazione di distensione addominale che non deve allarmare, in quanto assolutamente transitoria. L’esame dura in media da 15 a 30 minuti, ma tale tempo può diminuire o aumentare in funzione del grado di difficoltà alla progressione dell’endoscopio lungo il colon e della pulizia del colon stesso.

Indicazioni per la Colonscopia

La colonscopia generalmente è indicata:

  • Se sono presenti alterazioni visualizzate in corso di esami radiologici (per esempio difetti di riempimento, stenosi, inspessimenti di parete, ecc…)
  • Se presente sangue rosso vivo nelle feci (< 50 aa: in assenza di fonti evidenti di sanguinamento anale > 50 aa: anche in presenza di fonti di sanguinamento anale)
  • Se presente melena (dopo EGDS neg)
  • Se presente sangue occulto nelle feci con anemia sideropenica non spiegata
  • Nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD)
    • Per stadiazione (estensione di attività)
    • Per sorveglianza displasia e cancro
  • Se presente diarrea cronica clinicamente significativa
  • Nei casi di calo ponderale significativo (escluse altre eziologie)
  • Se presenti alterazioni significative e persistenti dell’alvo
  • In caso di stipsi + almeno 1 tra
    • Sangue rosso vivo nelle feci
    • Sangue occulto positivo
    • Anemia sideropenica
    • Calo ponderale
    • Recente variazione alvo variazione calibro feci
    • Episodi subocclusivi/ occlusivi
  • Per lo screening e sorveglianza di neoplasie del colon
    • in pz asintomatici a rischio generico
    • in pz.

È un’indagine indispensabile per diagnosticare patologie organiche del colon e dell’ultima ansa ileale. A seconda dell’indirizzo diagnostico e del reperto endoscopico, in corso di esame è possibile eseguire prelievi bioptici oppure asportare (qualora esistano le condizioni di sicurezza) polipi.

La buona riuscita della colonscopia dipende molto dalla corretta pulizia del viscere. È indispensabile, pertanto, che il paziente aderisca a tutte le norme indicate dal Centro di endoscopia, riportato nel foglio di preparazione all’esame. È dimostrato che un’incompleta pulizia intestinale aumenta il rischio di non visualizzare lesioni durante la colonscopia.

Biopsia Endoscopica: Un Approfondimento Diagnostico

La biopsia endoscopica è una di queste rivoluzionarie procedure che hanno cambiato il modo in cui vengono identificate e valutate le condizioni cliniche di un paziente. La biopsia endoscopica è una tecnica minimamente invasiva che consente ai medici di estrarre campioni di tessuto dagli organi interni del corpo senza ricorrere alla chirurgia. Guidato da un endoscopio, un tubo flessibile dotato di luce e telecamera, la procedura fornisce ai medici una visione dettagliata dell'area in esame. I campioni di tessuto estratti vengono poi analizzati in laboratorio, consentendo di effettuare una diagnosi accurata.

La procedura è tipicamente indolore e presenta tempi di recupero più rapidi rispetto ai metodi chirurgici tradizionali. La biopsia endoscopica inizia con l'introduzione dell'endoscopio nella zona del corpo da esaminare, che può essere la bocca, il retto o l'uretra. L'endoscopio è equipaggiato con una piccola telecamera e una fonte di luce che fornisce immagini chiare e dettagliate dell'area interessata.

Una volta raggiunta l'area, il medico utilizza strumenti speciali che passano attraverso l'endoscopio per prelevare un campione di tessuto. Questo campione sarà poi analizzato in laboratorio per determinare la presenza di anomalie o cellule malate. È importante notare che durante l'intera procedura il paziente è generalmente sotto sedazione per garantire comfort e minimizzare qualsiasi disagio.

Vantaggi della Biopsia Endoscopica

  • Minore Invasività: A differenza delle procedure chirurgiche tradizionali, questo metodo non richiede grandi incisioni o interventi chirurgici invasivi.
  • Diagnosi Precisa: La telecamera e la fonte di luce dell'endoscopio forniscono immagini ad alta risoluzione e dettagliate dell'area dell'esame.
  • Guida al Trattamento: Dopo l'esecuzione di una biopsia endoscopica e l'analisi del campione di tessuto, il medico svilupperà un piano di trattamento adatto basandosi sulla diagnosi.
  • Rilevamento Precoce: Grazie alla sua capacità di esaminare dettagliatamente i tessuti interni e prelevare campioni per ulteriori analisi, le malattie possono essere identificate nelle loro fasi iniziali.

Polipectomia Endoscopica

La polipectomia (asportazione dei polipi) è una pratica consolidata e abbastanza sicura seppur con rischi legati a due principali complicanze che sono sanguinamento e perforazione. È una tecnica endoscopica che consente l’asportazione dei polipi del colon, mediante l’utilizzo di particolari accessori (anse da polipectomia) che generalmente vengono collegati ad un elettrobisturi che eroga corrente diatermica. In alcuni casi la polipectomia può essere effettuata senza far uso di corrente diatermica (cosiddetta “tecnica a freddo”).

Complicanze della Polipectomia

Le complicanze sono rare. Le più frequenti sono rappresentate da:

  • Perforazione (0.04-1.0%): La perforazione in corso di polipectomia pur essendo una complicanza rara, tende ad aumentare quanto più complessa è la manovra terapeutica.
  • Emorragia (0.3-6.1%): L’emorragia post-polipectomia rappresenta la complicanza più frequente.

In circa l’1.5% dei pazienti sottoposti a polipectomia si verifica un sanguinamento immediato che normalmente viene controllato endoscopicamente. In circa il 2% dei pazienti si può verificare un sanguinamento tardivo che si può presentare fra i 7 ed i 30 giorni dopo la polipectomia.

Ecoendoscopia (EUS)

L’ecoendoscopia ha anche la possibilità di indagare, con elevata accuratezza, alcuni organi e distretti strettamente adiacenti al tubo digerente quali il pancreas, le vie biliari, il mediastino e il meso-retto e indagare le relative stazioni vascolari e linfonodali. L’esame viene effettuato con uno strumento simile a quello utilizzato per l’endoscopia tradizionale: l’ecoendoscopio.

L’ecoendoscopio dispone alla estremità distale, oltre che di un’ottica endoscopica, anche di una sonda ecografica miniaturizzata la quale, emettendo ultrasuoni a diverse frequenze, ha la possibilità di visualizzare i diversi strati della parete gastrointestinale e gli organi e/o distretti adiacenti.

L’EUS è un esame di secondo livello in grado di fornire informazioni molto dettagliate che altre metodiche diagnostiche, non invasive, non sono in grado di fornire. Essa è utile per un’accurata valutazione e stadiazione delle lesioni neoplastiche epiteliali identificate ad un precedente esame endoscopico; in particolare, l’EUS valuta la profondità di infiltrazione della parete e la eventuale diffusione locale della neoplasia in rapporto ai linfonodi, mediante esecuzione di biopsie ecoendoguidate (EUS-FNA) e ai vasi sanguigni distrettuali.

Inoltre essa è in grado di valutare e differenziare le lesioni sottomucose (es. Gastro-Intestinal Stromal Tumor - GIST) da lesioni vascolari o compressioni ab-extrinseco fornendo (attraverso la FNA) dati sulla loro precisa origine e natura per una corretta decisione terapeutica. L’EUS è inoltre la metodica migliore per la diagnosi delle malattie infiammatorie del pancreas e delle vie biliari (pancreatite acuta e cronica, calcolosi della via biliare principale) così come delle neoplasie esocrine ed endocrine del pancreas, delle vie biliari extraepatiche e della regione ampollare.

L’esame ecoendoscopico del tratto digestivo superiore è teoricamente molto simile alla gastroscopia ma necessita di un tempo di esecuzione significativamente maggiore che può variare a seconda del quesito clinico-diagnostico richiesto e a seconda che la procedura sia esclusivamente diagnostica o che sia completata con l’esecuzione di un prelievo cito/istologico o che sia una procedura operativa terapeutica. Inoltre la particolare ottica degli strumenti ecoendoscopici che è rivolta obliquamente e non frontalmente come in un gastroscopio standard rende il movimento dello strumento di maggiore difficoltà rispetto ad una diagnostica endoscopica normale.

Per rendere più confortevole e meno traumatico l’esame, vengono abitualmente somministrati farmaci sedativi e analgesici per via endovenosa eseguendo una Sedazione Cosciente. In Centri ad alto volume viene normalmente eseguita una Sedazione Profonda con assistenza anestesiologica che migliora la performance della procedura ed il confort del paziente. Tale forma di sedazione è, invece, routinaria in caso di procedure operative complesse o terapeutiche e per pazienti con caratteristiche cliniche che controindichino la procedura senza assistenza anestesiologica. In alcuni casi selezionati potrà essere necessaria l’anestesia generale con intubazione oro-tracheale.

È importante ricordare anche per le procedure del tratto inferiore che gli esami operativi e/o terapeutici che comportano l’esecuzione di ago biopsie (FNA) o drenaggio di raccolte, richiedono ovviamente tempi di esecuzione più lunghi.

Agoaspirazione sotto Guida Ecografica (EUS-FNA)

Agoaspirazione sotto guida ecografica (EUS-FNA) consiste nel prelievo di una minima quantità di materiale (tessuto nel caso di lesioni solide, materiale liquido nel caso di lesioni cistiche) che viene eseguito mediante l’utilizzo di aghi dedicati che vengono inseriti, sotto visione ecoendoscopica, nel tessuto dell’organo da tipizzare.

Complicanze della EUS

Le complicanze della EUS diagnostica sono molto rare (perforazione 0.03 - 0.06%; mortalità 0.02%). La presenza di neoplasia esofagea e in generale di stenosi del viscere sono fattori di rischio indipendenti per la perforazione.

La EUS operativa (EUS-FNA/FNB) è di per se gravata da un numero di complicanze, che seppur numericamente maggiore, rispetto alla diagnostica, è comunque sempre molto trascurabile. In caso di ago-aspirato si può verificare una emorragia dalla sede della biopsia (0 - 0.5%), solitamente, nel contesto della parete intestinale nel caso di lesioni solide (1.3-2.6%) o intraluminale nel caso di lesioni cistiche pancreatiche (4-6%).

Al termine della procedura, sia che sia stata eseguita in Sedazione Profonda con assistenza anestesiologica, che in Sedazione Cosciente, il paziente verrà tenuto in osservazione in Recovery Room e la misurazione dei parametri vitali proseguita per alcune ore fino a quando l’effetto della Sedazione sarà smaltito ea giudizio del Medico Responsabile sarà possibile la sua dimissione.

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