L'endoscopia spinale è una disciplina in continua evoluzione con molteplici applicazioni. Ad oggi è possibile il trattamento endoscopico anche di alcune forme di stenosi lombare trattabili grazie allo sviluppo di microtrapani utilizzabili attraverso la cannula endoscopica. L'approccio endoscopico alla colonna permette di ridurre la degenza ed il dolore postoperatorio ed in particolare di limitare il rischio di cicatrici postoperatorie.
Origini e Sviluppo della Tecnica
La metodica originariamente è nata negli anni ’90, con l’affermarsi della consapevolezza che il futuro della chirurgia ortopedica risieda nella riduzione dell’invasività, ovvero minori complicanze e applicabilità anche in età avanzata delle tecniche (con una popolazione che invecchia sempre di più). Una delle prime “rivoluzioni” di approccio mini-invasivo è stata l’artroscopia di ginocchio, un sistema di telecamere utilizzato nel ginocchio per rimuovere solo la parte lesionata del menisco, al posto di un intervento molto distruttivo utilizzato in precedenza (la meniscectomia totale in artrotomia). L’introduzione dell’Endoscopia Vertebrale è stata nei primi anni frenata da limiti tecnologici che condizionavano le possibili indicazioni: inizialmente infatti non era possibile accedere alle strutture della colonna se non passando attraverso il disco intervertebrale, limitando così le indicazioni ad alcuni tipi di ernia (sottolegamentose, contenute).
Circa 50.000 interventi sono stati fatti ad oggi nel mondo (soprattutto in Stati Uniti e Germania) ed i primi report compaiono in letteratura scientifica, indicando un ottimo tasso di successo, ma soprattutto confermando la bassa invasività della metodica. La tecnica è stata introdotta in Piemonte e Lombardia dal 2013 dal dott. Dott.
Cos'è la Discectomia Endoscopica Lombare (PELD)
La discectomia endoscopica lombare (PELD) è una tecnica minimamente invasiva che consente di asportare ernie discali lombari anche espulse e migrate. La bassa invasività della tecnica consente di non asportare tessuto osseo della colonna, il rispetto dei muscoli e la minima manipolazione epidurale.
Che cos'è la discectomia endoscopica lombare/cervicale La discectomia endoscopica lombare (PELD) è una tecnica innovativa e minimamente invasiva per il trattamento delle ernie discali lombari, comprese quelle espulse e migrate.
Tra le tecniche percutanee con incisioni cutanee di dimensioni ridotte, l'endoscopia spinale è l'unica in grado di trattare ernie del disco di dimensioni considerevoli, come le ernie espulse o migrate. Negli ultimi decenni, questa tecnica si è affermata come una scelta sicura ed efficace per i pazienti che desiderano un trattamento mininvasivo dell'ernia del disco.
Vantaggi della Tecnica Endoscopica
- Nessuna anestesia generale (sedazione + anestesia locale)
- Accesso mininvasivo percutaneo: taglio di 0,7 cm senza danneggiamento di tessuti muscolari, legamenti, osso
- Riduzione del rischio di sanguinamento, di infezioni e danni nervosi
- Stabilità della colonna e assenza di cicatrici nel canale midollare
- Riduzione della frequenza di una sindrome “post-discectomia”
- Riduzione del dolore postoperatorio ( per la bassissima invasività)
- Il paziente può alzarsi immediatamente dopo l‘intervento
- Degenza ospedaliera ridotta: il paziente viene dimesso il giorno stesso
- L‘intervento potrebbe essere eseguito anche in regime ambulatoriale
- Riduzione dei tempi di riabilitazione e rapido rientro alla vita quotidiana e professionale.
Oggi ernie discali, stenosi laterali e artrosi vertebrali sono tra le patologie che possono essere trattate con questo tipo di tecnica, chiamata anche ernia endoscopica.
Il rischio di recidiva dell'ernia è paragonabile a quello delle tecniche a cielo aperto (circa 3-4%).
Gli Approcci Endoscopici
Gli approcci endoscopici variano in base al tipo di ernia del disco. Un approccio posterolaterale è indicato per asportare ernie contenute e protrusioni discali, quello interlaminare paramediano per asportare ernie espulse e/o voluminose in genere a livello L5/S1; infine l’approccio laterale transforaminale è utile nell’asportazione di ernie espulse e migrate.
La Procedura
La procedura consiste nell’introduzione percutanea di una cannula (camicia esterna) dell'endoscopio dal diametro di 0,7 cm sotto controllo radiologico intraoperatorio fino al raggiungimento del livello della colonna colpito dell’ernia. Dopo aver posizionato la cannula si introduce l'endoscopio rigido e si inizia l’asportazione del materiale discale con lavaggio continuo e sotto visione endoscopica diretta. Il controllo radiologico prima e la visione diretta poi, consentono la massima sicurezza e il rispetto delle radici nervose e del sacco durale.
L'endoscopio è fornito di una cannula di lavoro che permette l’utilizzo di micropinze, forbici, sonde a radiofrequenze e laser. L'obiettivo dell'intervento è liberare la radice nervosa ed il sacco durale dalla compressione esercitata dal materiale erniario e quindi far scomparire il dolore.
Al termine della procedura viene semplicemente estratta la cannula e la cicatrice che rimane è minore di 1 cm, viene suturata con un singolo punto di sutura riassorbibile. L’intervento ha una durata variabile tra 25 e 45 minuti.
Il Post-Operatorio
La degenza postoperatoria è estremamente contenuta e mai superiore alle 24h salvo complicanze. Questa procedura può esser eseguita in regime day-surgery. Il ritorno alla vita lavorativa avviene in genere 7 giorni dopo l'intervento anche se questo intervallo può variare in ragione dei sintomi pre-operatori e del tipo di ernia trattata.
Considerazioni Aggiuntive
Come è noto il dolore muscolo-scheletrico lombare è la principale causa di visita medica dopo la malattia cardiovascolare ed il suo trattamento costituisce uno dei principali problemi socio-economici e medici in termini di spesa sanitaria e perdita di giornate lavorative. Questo sintomo è molto frequentemente legato alla patologia degenerativa discale, soprattutto alla presenza di una ernia del disco.
Ad oggi l’enorme quantità di dati in nostro possesso grazie al lavoro di colleghi fisiatri, radiologi, medici di famiglia, ortopedici, ha permesso di considerare con sicurezza l’ernia discale come una modificazione del disco invertebrale da trattare all’80% dei casi in modo conservativo, con prognosi favorevole per remissione spontanea, indipendentemente dal trattamento scelto, in un periodo che varia dalle 3 alle 8 settimane.
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