Endoscopia delle Corde Vocali: Informazioni Dettagliate

L’endoscopia ORL (Otorinolaringoiatrica) è una tecnica diagnostica minimamente invasiva che consente di esaminare con precisione le vie aeree superiori, inclusi naso, faringe, laringe e corde vocali. Utilizzando strumenti ottici ad alta definizione, è possibile visualizzare in modo dettagliato le mucose e rilevare eventuali anomalie.

Quando è Indicata l'Endoscopia ORL?

L’endoscopia è particolarmente indicata per la diagnosi e il monitoraggio di diverse condizioni:

  • Rinologia: Patologie nasali, come polipi, sinusiti croniche e deviazioni del setto.
  • Faringo-laringologia: Infiammazioni croniche della gola e problematiche delle corde vocali.
  • Foniatria: Disturbi della voce, come disfonie e afonie.
  • Deglutologia: Disturbi della deglutizione e del reflusso faringo-laringeo.
  • Diagnosi precoce dei tumori ORL: Individuazione tempestiva di lesioni sospette nelle vie aeree superiori.

Come si Svolge l’Esame Endoscopico?

L’esame endoscopico è rapido e non invasivo.

  1. Preparazione: il paziente può essere sottoposto a una leggera anestesia locale in spray per ridurre il fastidio.
  2. Esecuzione: lo specialista introduce delicatamente l’endoscopio attraverso il naso o la bocca.
  3. Visualizzazione: le immagini vengono proiettate su un monitor per un’analisi in tempo reale.
  4. Durata: l’intera procedura dura generalmente dai 10 ai 15 minuti.

Laringoscopia: Tipi e Tecniche

Oggi con il termine “laringoscopia” si tende a indicare l’esame endoscopico delle vie aerodigestive superiori (in sigla, VADS), che comprendono le fosse nasali, il rinofaringe, l’orofaringe, l’ipofaringe e la laringe.

L’esame può essere condotto in ambulatorio utilizzando fibre ottiche sia rigide sia flessibili. In particolare, la fibrolaringoscopia permette una valutazione sia morfologica sia dinamica delle VADS.

Questo esame rileva cause di ostruzione respiratoria nasale o faringea, infezioni, neoformazioni faringee o laringee che possono interferire rispettivamente con deglutizione e fonazione, provocando per esempio l’alterazione della voce (disfonia). Consente anche lo studio dinamico della deglutizione e della motilità delle corde vocali con l’utilizzo di luce stroboscopica (laringostroboscopia). Inoltre, è importante nello studio delle apnee del sonno (OSAS).

In ambito oncologico, la video-fibrolaringoscopia con “Narrow-Band Imaging” (in sigla NBI, imaging a banda stretta) rappresenta uno strumento di grande valore per la diagnosi precoce di lesioni precancerose o tumori in stadio iniziale che colpiscono la laringe.

Che cos’è la laringoscopia indiretta tradizionale?

La laringoscopia indiretta tradizionale è un esame semplice che si può effettuare in ambulatorio, per esempio in caso di mal di gola. Consiste nell’introduzione di uno specchio laringeo in fondo alla bocca, dietro il palato. La luce riflessa consente allo specialista l’esame della laringe.

Che cos’è la laringoscopia diretta?

È un esame che si esegue in sala operatoria in anestesia generale e intubazione orotracheale. Il laringoscopio, uno strumento tubulare, viene introdotto nella cavità orale e fatto scivolare fino a esporre la laringe. Il “canale operatorio” così formato consente sia l’esame obiettivo della laringe sia l’esecuzione di procedure chirurgiche, come la rimozione di polipi delle corde vocali o di tumori della laringe. Oggi queste procedure sono svolte prevalentemente in microscopia con laser ad anidride carbonica o laser a CO2.

Che cos’è la fibrolaringoscopia?

È un esame che utilizza un laringoscopio, ovvero un tubicino sottile e flessibile, composto di fibre ottiche (fibroscopio) rigide o flessibili. Il laringoscopio a fibre rigide è particolarmente utile per studiare le caratteristiche di vibrazione fisiologica o patologica delle corde vocali, grazie anche all’ausilio di luce stroboscopica. In questo caso, per una valutazione ottimale, può essere necessaria la vaporizzazione di spray anestetici sulla faringe, in modo da poter eseguire l’esame senza troppo disagio per i pazienti.

Il laringoscopio a fibre ottiche flessibili, invece, è più indicato per osservare lo stato delle prime vie aeree e digestive, ovvero le fosse nasali, il rinofaringe, la faringe, la laringe e le corde vocali, verificando se il rivestimento della loro superficie, cioè la mucosa, presenta anomalie (infiammazioni, polipi o tumori).

Per eseguire l’esame, il fibroscopio è introdotto attraverso il naso del paziente, permettendo al medico una visione diretta dell’area da analizzare. Lo strumento può essere anche collegato a una microtelecamera, in modo da trasmettere le immagini su un monitor. Queste in genere vengono registrate affinché possano essere esaminate successivamente.

Grazie a questo esame è possibile studiare le vie aeree superiori e le corde vocali anche durante il respiro e mentre il paziente parla. Alcuni fibrolaringoscopi sono dotati di un canale attraverso cui far passare strumenti con i quali effettuare piccoli interventi chirurgici.

Che cos’è la video-fibrolaringospia con NBI?

Nella video-fibrolaringospia, a differenza di quanto avviene utilizzando un fibroscopio tradizionale, il chip per il recupero delle immagini è posizionato sulla punta dello strumento e dunque offre una visione della struttura laringea molto più ingrandita e con un dettaglio maggiore. I video-fibrolaringoscopi di ultima generazione sono inoltre dotati di tecnologia “Narrow-Band Imaging” (NBI), che permette di valutare le anomalie vascolari, in particolare delle corde vocali. Questo è un aspetto molto importante in ambito oncologico, perché consente di individuare le lesioni precancerose e di distinguerle da quelle benigne.

Per questo tipo di esame è necessario preparare il paziente, vaporizzando spray anestetici sulla faringe per inibire il riflesso della tosse e del vomito e di conseguenza il disagio. La visione ottimale delle strutture esaminate, infatti, si ottiene solo posizionando la punta del video-endoscopio in prossimità della lesione.

Come si esegue la fibrolaringoscopia?

Il fibrolaringoscopio viene introdotto attraverso una narice, in modo che passi prima dal rinofaringe, cioè la parte posteriore del naso, prosegua più in basso verso la faringe e, infine, raggiunga la laringe. L’esame si esegue in un ambulatorio di otorinolaringoiatria e può essere effettuato senza necessità di anestetico oppure in anestesia locale (viene vaporizzato un anestetico a livello faringo-laringeo).

La possibilità di archiviazione di immagini e filmati riduce di fatto i tempi di esecuzione consentendo di rivedere con maggior calma quanto esaminato.

Chi può fare l’esame?

La fibrolaringoscopia è un esame che non presenta controindicazioni e può essere effettuato in pazienti di qualsiasi età (anche neonati), nella comune pratica ambulatoriale. Maggiori cautele occorrono in pazienti con gravi difficoltà respiratorie.

Quanto dura?

Qualsiasi esame laringoscopico ambulatoriale ha una durata relativamente breve, indicativamente intorno ai 15-30 minuti, ma molto dipende dalle condizioni dei pazienti e da eventuali interventi chirurgici effettuati direttamente durante l’esame.

La laringoscopia diretta ha una durata variabile in relazione al tipo di intervento da eseguire. Il semplice esame di ipofaringe e laringe o l’esecuzione di manovre bioptiche durano pochi minuti. Gli interventi in microscopia con laser a CO2 possono durare più a lungo a seconda della complessità della lesione da trattare.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all’esame?

Non sono richieste procedure particolari per prepararsi a una fibrolaringoscopia; tuttavia è consigliabile non bere e non mangiare nelle 2-3 ore precedenti l’esame, poiché l’introduzione del laringoscopio potrebbe causare l’induzione del riflesso del vomito. Inoltre, se presenti, le protesi dentali mobili sono da rimuovere al momento dell’esame.

Per quanto riguarda la laringoscopia diretta effettuata in anestesia generale, bisogna presentarsi all’esame dopo essere rimasti a digiuno almeno dalla sera prima.

In caso di procedure terapeutiche complesse, è necessario sospendere l’assunzione di farmaci antiaggreganti, anticoagulanti e antinfiammatori in previsione dell’intervento.

Bisogna essere accompagnati da qualcuno all’esame? Si può guidare la macchina per tornare a casa?

Per effettuare la laringoscopia indiretta con specchio laringeo o a fibre ottiche rigide e flessibili non è necessario che i pazienti siano accompagnati. Anche in caso si esegua un’anestesia locale, l’effetto dell’anestetico svanisce dopo qualche minuto come in caso di procedure odontoiatriche. La persona è autonoma e autosufficiente già immediatamente dopo l’esame.

La laringoscopia diretta si esegue in anestesia generale: se non ci sono controindicazioni particolari, i pazienti possono lasciare l’ospedale dopo un periodo di osservazione di almeno 4 ore, ma necessariamente accompagnati.

Per i pazienti più fragili è opportuno il ricovero notturno. Le procedure più complesse possono richiedere qualche giorno di ricovero.

La laringoscopia è dolorosa?

L’esame clinico non è doloroso ma può essere fastidioso per ragioni anatomiche, come cavità nasali strette, o un maggior riflesso faringeo che induce il vomito. In questo caso l’anestetico vaporizzato sulla faringe minimizza il disagio.

È molto importante che lo specialista mantenga il contatto con la persona che esegue l’esame, spiegando passo per passo la procedura, suggerendo la corretta postura delle spalle e la corretta respirazione e fonazione. In caso l’ambulatorio sia dotato di un doppio monitor, l’esame può essere visto dal paziente stesso in diretta oppure, se le immagini sono state registrate, in un secondo momento.

La tensione da parte del paziente può amplificare il fastidio, specie al primo esame. Inoltre, l’anestetico inibisce il funzionamento dei recettori a livello faringeo e può dare la sensazione di mancanza di passaggio d’aria. Per non spaventarsi, è importante farsi spiegare nel dettaglio dal medico cosa succederà.

Al termine dell’esame è possibile percepire una sensazione di intorpidimento della bocca, legata all’uso dell’anestetico, che è destinata a scomparire nell’arco di pochi minuti.

L'esame comporta rischi immediati?

La laringoscopia è un esame sicuro, durante il quale la persona può respirare e parlare normalmente. Piccoli disagi immediati possono essere il sanguinamento della mucosa nasale, che a volte si verifica in pazienti con un’anatomia complessa, oppure una sensazione di gonfiore in faringe come conseguenza dell’anestetico.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

Rischi a lungo termine non sono noti.

Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione? Per quanto?

Al termine dell’esame clinico ambulatoriale si può tornare immediatamente a casa.

In caso di laringoscopia diretta, l’anestesia generale necessita di un tempo minimo di osservazione di 4 ore dal risveglio e il paziente deve tornare al proprio domicilio accompagnato. I pazienti più fragili vengono ospedalizzati almeno per una notte.

È possibile riprendere da subito le normali attività quotidiane? Si devono avere particolari accortezze?

Si può tornare subito alla vita di tutti i giorni, ma in caso di anestesia locale è opportuno non mangiare o bere per almeno 30-60 minuti dalla fine della procedura. In caso di laringoscopia diretta con anestesia generale, la persona non potrà bere o mangiare per almeno 2-3 ore.

FAQ - Endoscopia ORL

L'endoscopia ORL è dolorosa?

No, l’endoscopia ORL non è dolorosa. In alcuni casi, per ridurre al minimo il disagio, può essere utilizzato uno spray anestetico locale. La procedura è minimamente invasiva e ben tollerata dalla maggior parte dei pazienti.

È necessario un digiuno prima dell'esame?

Nella maggior parte dei casi non è richiesto il digiuno, poiché l’endoscopia ORL non coinvolge lo stomaco o l’apparato digerente. Tuttavia, in presenza di esami specifici come la valutazione della deglutizione, il medico potrebbe consigliare di evitare cibi e bevande prima dell’esame.

Quanto dura e quando si ricevono i risultati?

L’esame ha una durata di circa 10-15 minuti. I risultati sono generalmente disponibili immediatamente, con un resoconto dettagliato e, se necessario, la proposta di un percorso terapeutico personalizzato.

La Microlaringoscopia Diretta Endoscopica con Laser a CO2

La microlaringoscopia diretta endoscopica rientra nell'ambito della chirurgia mini-invasiva otorinolaringoiatrica e viene impiegata principalmente nel trattamento della regione sovraglottica o glottica della laringe.

Il laser a CO2 è un'onda elettromagnetica non visibile che si situa nella zona degli infrarossi. L'intervento si svolge in anestesia generale.

Per poter realizzare l'intervento bisogna prima di tutto esporre la laringe, cioè ottenere una buona visualizzazione dell'organo. L'esposizione si ottiene mediante un tubo rigido metallico (laringoscopio) che viene introdotto dalla bocca, senza quindi incisioni cutanee; il laringoscopio fa leva sull'arcata dentaria superiore che viene protetta mediante un paradenti.

Una volta ottenuta un'adeguata esposizione laringea, il tessuto patologico viene asportato con l'ausilio di un microscopio, al cui sistema ottico viene applicato il laser. In caso di patologia neoplastica della laringe, il tipo di demolizione da effettuare viene stabilito sulla base dell'estensione della lesione stessa.

La struttura delle corde vocali è molto complessa; dalla superficie alla profondità si possono riconoscere cinque strati: l'epitelio, la lamina propria, a sua volta suddivisibile in tre strati (uno strato superficiale, che costituisce il così detto spazio di Reinke, uno strato intermedio e uno strato profondo, che insieme costituiscono il legamento vocale) e il muscolo vocale.

La microlaringoscopia diretta endoscopica con laser a CO2 è un intervento che si svolge solitamente in regime di Day Hospital: il paziente viene dimesso il giorno stesso dell'intervento con la prescrizione di una terapia domiciliare e con l'indicazione a evitare sforzi vocali e a eseguire una visita di controllo a distanza di circa 10 giorni dall'intervento.

In casi selezionati, quali pazienti sottoposti a laringectomiesovraglottiche endoscopiche, il decorso post-operatorio può prevedere una degenza ospedaliera di maggior durata e un percorso di riabilitazione alla deglutizione.

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