Ecocardiogramma: Valori Normali della Frazione di Eiezione (FE)

La frazione di eiezione (o FE) è una misurazione medica che indica la capacità contrattile di una delle camere cardiache, misurando la quantità di sangue espulsa dal cuore ogni volta che si contrae. È utilizzata come indice di funzionalità cardiaca ed è alla base di diagnosi di molte patologie cardiache. La frazione di eiezione è una misurazione della capacità di un ventricolo cardiaco di contrarsi e di espellere sangue ad ogni battito, ed è fondamentale per la valutazione della funzione sistolica globale. È spesso usata nella clinica dei pazienti con diagnosi di scompenso cardiaco per valutare gli effetti della terapia o la progressione della malattia.

In questo articolo comprenderai tutto l’essenziale da sapere sul valore della FE, ma per comprendere appieno, è importante avere una buona conoscenza dell’anatomia e della fisiologia del cuore e dei suoi componenti. Per ulteriori informazioni sull’argomento, ti consigliamo inoltre un manuale che ti insegni a interpretare l’ecocardiogramma in modo semplice ed essenziale. Questo ti aiuterà a comprendere meglio i meccanismi del cuore e le sue funzioni.

Cos'è la Frazione di Eiezione (FE)?

Ripetiamo, la frazione di eiezione (FE) è un parametro che indica la funzione sistolica globale del ventricolo. Questa percentuale di sangue che viene espulsa nel circolo arterioso o in quello venoso viene definita frazione di eiezione (FE) ed è un parametro fondamentale per scegliere la migliore strategia diagnostica e terapeutica.

Come si misura la FE?

La frazione di eiezione è ad oggi la metodica più utilizzata nella clinica per misurare la funzione sistolica globale. Non è una valutazione della sola contrattilità ma di come quest’ultima si associ al precarico e postcarico e realizzi un volume sistolico di sangue pompato fuori dal ventricolo sinistro ad ogni ciclo cardiaco.

Per valutare i volumi nelle fasi di telediastole (EDV) e telesistole (ESV) sono state valutate diverse forme geometriche da applicare alle immagini ecografiche e ognuna di essa ha manifestato pregi e limiti; perciò la figura emiellissoide di rotazione è solo una delle varie approssimazioni che si fanno del ventricolo sinistro. Al suo interno, la camera del ventricolo sinistro ha una forma pressoché simile a quella di un proiettile: un cilindro tronco sulla base leggermente arrotondato sull’apice. Questa forma rappresenta un’approssimazione generica che può raggruppare anatomie diverse (non tutti i ventricoli hanno esattamente la stessa forma e il cuore, a causa di alcune patologie, può cambiare notevolmente forma nel tempo). Il nome di questa geometria è spesso definita “emiellissoide di rotazione”.

Ad oggi il modello geometrico che aderisce maggiormente alle forme dei ventricoli e che presenta ampia flessibilità tra cuore e cuore è quello ricavato dal metodo Simpson modificato. Si misura contornando durante l’ecografia cardiaca, in due differenti immagini eco, i bordi endocardici nei momenti di telediastole (quando il ventricolo è al massimo del riempimento di volume) e in telesistole (quando ha espulso tutto il sangue possibile).

L’ecografista o il sonographer eseguirà una serie di immagini del cuore da prospettive diverse in momenti diversi del ciclo cardiaco ricavando due immagini in telediastole e due immagini in telesistole dello stesso ventricolo ma da “inquadrature” diverse.

Valori Normali della Frazione di Eiezione

Le linee guida ufficiali dell’American Society of Echocardiography e la European Association of Cardiovascular Imaging indicano piccole differenze di valori tra uomini e donne, in generale. Una frazione di eiezione normale ha valori compresi tra 54% e 74% con una tolleranza di ±2% (negli uomini considerare meno due punti); al di sotto del 54% e fino al 41% la frazione di eiezione è considerata lievemente ridotta; dal 40% al 30% la FE è moderatamente ridotta; per definirla severamente ridotta dovremmo avere di fronte un valore inferiore al 30%.

Quando si ha un normale valore della FE (50-70%) si parla di Scompenso Cardiaco a Frazione di Eiezione preservata. Quando si ha una riduzione della FE si parla di Scompenso Cardiaco a Frazione di Eiezione Ridotta. In questo caso i ventricoli non sono in grado di contrarsi normalmente perché risultano ingranditi e con le pareti assottigliate.

Interpretazione dei Valori

Questi valori dovranno sempre essere contestualizzati in base al quadro clinico del paziente per cui in presenza di un’insufficienza mitralica moderata o severa, una FE che non sia superiore al 60% non può essere definita normale perché il volume di sangue che ritorna in atrio a causa della valvola incontinente dovrà essere conteggiato. Oppure, una frazione di eiezione di un ventricolo severamente dilatato (che si riempie più del normale) di un paziente a riposo, può essere adeguata anche se intorno al 30%, perché il 30% di un grosso volume può corrispondere comunque ad una sufficiente percentuale di volume circolante.

Il cuore scompensato è un organo che funziona male e fatica a soddisfare le richieste dell’organismo. Generalmente la sua funzione viene espressa con un termine chiamato frazione di eiezione che (semplificando molto) ne esprime la capacità.

Quando la frazione di eiezione (FE) è superiore al 45% generalmente il paziente non si accorge della differenza (i valori normali sono a partire dal 50-55% in assenza di valvole malate). Quando i valori scendono dal 35 al 45% iniziano a comparire i primi disturbi generalmente per sforzi quotidiani (salire le scale, portare la spesa) mentre al di sotto del 35% i disturbi possono comparire anche a riposo o da sdraiati.

Scompenso Cardiaco e Ricoveri

I pazienti affetti da scompenso hanno una probabilità di andare in contro a continui ricoveri per riacutizzazione della malattia che generalmente si verifica con l’accumulo di liquidi alle gambe o nei polmoni. La conseguenza più comune e temibile è la mancanza di respiro che può peggiorare sino a portare ad un vero e proprio soffocamento.

È dimostrato che ad ogni ricovero per scompenso il paziente perde una parte di autonomia residua e il cuore riduce ulteriormente la sua capacità di funzionare predisponendolo ad un altro ricovero in una sorte di spirale che peggiora notevolmente la qualità e la quantità di vita. Infatti ogni volta che si scompensa acutamente il cuore è sottoposto a una tempesta neuro-ormonale (fatta erroneamente dal nostro organismo che cerca di migliorarne la sua performance) che causerà un ulteriore piccolo danno sommandosi a quello già esistente.

Non è infrequente vedere pazienti che nelle fasi avanzate vengano ricoverati ogni 1-2 mesi passando così più tempo in ospedale che a casa. Se non si interviene tempestivamente e con le cure giuste il povero paziente vivrà malissimo, andando incontro a ospedalizzazioni prolungate, perdita dell’autonomia e infine morte. Per tale motivo bisogna assolutamente evitare nuovi episodi di scompenso, prevenendoli.

Cause di Insufficienza Cardiaca

Ovviamente bisogna prima capire cosa ha causato l’indebolimento del nostro cuore perché alcune forme richiedono un trattamento specifico. La causa più comune di insufficienza cardiaca è la cardiopatia ischemica, ovvero l’ostruzione delle arterie che portano il sangue al cuore. I pazienti che hanno avuto precedenti infarti di grandi dimensioni o plurimi episodi sono la maggioranza degli scompensati.

Un’altra causa molto comune è l’ipertensione di lunga data e non controllata che porta all’ispessimento e alla rigidità del cuore determinando lo scompenso. Anche le gravi malattie delle valvole, non corrette, portano ad un insufficienza cardiaca.

Una minoranza invece è rappresentata da malattie infiammatorie, infettive o da accumulo del muscolo cardiaco (miocarditi, amiloidosi, sarcoidosi), oppure ancora da malattie genetiche del muscolo (cardiopatia ipertrofica) o del sistema nervoso (distrofia miotonica, di Duchenne, di Becker).

Tabella dei Valori di Riferimento della Frazione di Eiezione

Valore FE (%) Interpretazione
54-74 Normale
41-54 Lievemente Ridotta
30-40 Moderatamente Ridotta
< 30 Severamente Ridotta

Controllare la quantità di acqua giornaliera che non può più essere assunta seguendo lo stimolo della sete (perché gli scompensati hanno una alterazione dei meccanismi della sete e tendono a bere eccessivamente), pertanto a seconda della funzione non si possono generalmente superare 1,5.2 litri al giorno complessivi. Se riscontri problematiche a livello del cuore, come aritmie o extrasistoli, non aspettare. Contatta subito uno specialista cardiologo per una consulenza e diagnosi accurata.

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