Complesso della Troponina: Funzione e Struttura

La troponina è un complesso proteico regolatore presente nelle fibre muscolari scheletriche e cardiache. Questo complesso è essenziale per la contrazione muscolare e include tre subunità principali: troponina C (TnC), troponina I (TnI) e troponina T (TnT). Le troponine sono classificate in tre subunità molecolari: TnC (Troponina C), TnT (Troponina T) e TnI (Troponina I).

Struttura e Funzione delle Subunità

  • Troponina C (TnC): Si lega agli ioni calcio. La contrazione muscolare è possibile nel momento in cui aumentano i livelli di calcio e grazie al legame di quest’ultimo con la troponina C.
  • Troponina I (TnI): È una proteina inibitrice che si lega all'actina e impedisce l'interazione tra actina e miosina, in assenza di calcio. Questa inibizione è essenziale per evitare contrazioni muscolari indesiderate.
  • Troponina T (TnT): È una proteina che lega il complesso troponina alla tropomiosina, un'altra proteina muscolare, stabilizzando l'intero complesso. La troponina T si lega alla tropomiosina.

Troponine Cardiache: TnI e TnT

Le troponine cardiache sono isoforme specifiche del cuore e, normalmente, sono presenti nel sangue in quantità molto piccole. Mentre la troponina TnC è espressa sia dal muscolo cardiaco che da quello scheletrico, la TnI e la TnT sono troponine cardiache specifiche del cuore. Di queste, solo la TnI e la TnT sono isoforme specifiche per i cardiomiociti e vengono rilasciate nel sangue solo in seguito a determinati danni. Esse vengono rilasciate nel sangue da parte del tessuto miocardico soltanto in seguito a determinati eventi o insulti che causano un danno cardiaco o un'importante sofferenza del cuore.

Si sono sviluppati degli immunodosaggi basati su anticorpi monoclonali che ci consentono di riconoscere solo ed esclusivamente la c-TnT e la c-TnI. Le troponine cardiache sono particolari isoforme presenti esclusivamente nei miociti cardiaci.

Importanza Diagnostica

Uno degli utilizzi principali della troponina cardiaca sta nella diagnosi di infarto miocardico acuto (IMA). Il dosaggio della troponina consente di capire se il paziente ha avuto un infarto o un altro danno cardiaco. In caso di infarto miocardico, la Troponina T (una delle tre subunità che compongono la troponina) inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore, raggiunge valori massimi verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore e rimane elevata fino a circa 14 giorni. Quando il paziente ha subìto un infarto, le concentrazioni di TnI e TnT (troponine cardio-specifiche) aumentano entro 3-4 ore dal danno e possono rimanere alte per 10-14 giorni. Il test della troponina permette, inoltre, di valutare un eventuale peggioramento dell'angina pectoris (sindrome clinica dovuta a episodi di ischemia miocardica transitoria e caratterizzata da dolore toracico accessuale).

La troponina I e la troponina T rappresentano componenti fondamentali non solo nella biochimica della contrazione muscolare, ma anche nella pratica clinica per la diagnosi e gestione delle malattie cardiache. Il riscontro di un basso livello di troponine cardiache indica l'improbabile infarto e/o danno al cuore. Le evidenze scientifiche dimostrano che, a prescindere dalla patologia principale di cui soffrono, i pazienti con valori elevati di troponina sono maggiormente a rischio di eventi cardiaci maggiori ed altri possibili esiti sia nel breve che nel lungo termine.

Valori di Riferimento e Misurazione

Il valore plasmatico di troponina cardiaca nei soggetti normali è pressoché uguale a zero. In pazienti sani, senza particolari patologie, i livelli di troponina nel sangue dovrebbero essere così bassi da non poter essere misurati. Valori di troponina inferiore al range cut-off del laboratorio di analisi sono considerati fisiologici.

Il dosaggio della troponina viene effettuato su un campione di sangue, prelevato da una vena del braccio. L'esame si esegue prelevando un campione di 5 ml di sangue in una provetta contenente gel polimerico con silice micronizzata. Il parametro viene misurato 2-3 volte in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dall'insorgenza del dolore toracico o degli altri sintomi associati a un attacco cardiaco. Generalmente, non è richiesta alcuna preparazione da parte del paziente. Valori normali di troponina in una serie di misurazioni successive, distanziate da qualche ora, sono indicative dell'improbabilità di una sofferenza cardiaca.

Se le concentrazioni del parametro sono significativamente elevate e l'incremento si riscontra in una serie di test fatti in ore diverse, allora è probabile che il paziente abbia avuto un infarto o altri danni cardiaci. Livelli ematici alti di troponina sono, generalmente, il principale indicatore di un danno a carico del miocardio. L’incremento dei livelli di troponina avviene nelle prime tre o quattro ore di distanza dal danno.

Valori di riferimento:

  • Troponina I: 0,1 mg/l. Il valore normale di riferimento per la Troponina I è di 0,1 mg/l. cTnI: tipici valori normali sono inferiori a 0.04 ng/mL.
  • La Troponina T ha una concentrazione plasmatica normale di 0,2 mg/l.

Il dosaggio viene effettuato più volte, nell'immediato (come primo esame al pronto soccorso) e nelle ore successive dall'insorgenza delle manifestazioni. Essendo un test ad alta specificità per l’infarto del miocardio, le analisi della troponina è il primo esame che viene effettuato in pronto soccorso ad un paziente con sospetto di infarto. Il dolore toracico, tuttavia, pur essendo uno dei sintomi di infarto più comuni, non è sempre presente.

Anche uno sforzo fisico particolarmente intenso, come quello a cui si sottopongono i maratoneti o i triatleti, può accompagnarsi a un rialzo significativo delle troponine cardiache nel siero. Poiché le due troponine sono markers molto sensibili, il loro rialzo è suscettibile anche a sforzi fisici intensi soprattutto in soggetti molto muscolosi.

Cause di Aumento della Troponina

Un qualsiasi insulto a carico del miocardio determina un rilascio in circolo della troponina, a prescindere dalla causa specifica che lo ha causato. Tuttavia, va sottolineato che non si tratta di un esame particolarmente specifico: le troponine possono infatti risultare aumentate in una serie di condizioni slegate dall’infarto del miocardio e spesso prive di pericoli per il paziente.

Oltre all'infarto miocardico, altre condizioni che possono causare un aumento dei livelli di troponina includono:

  • Tachicardia severa
  • Interventi di cardiochirurgia
  • Traumi
  • L’infiammazione del miocardio o miocardite

Va detto comunque che molte di queste condizioni hanno ripercussioni importanti anche a livello cardiaco, il che giustifica il rialzo di markers così sensibili e specifici.

Troponine ad Alta Sensibilità

Oggi siamo arrivati alla determinazione delle troponine ad alta sensibilità (di quarta generazione). I metodi, che usiamo oggi, ci consentono di dosare concentrazioni infinitesimali di troponina (addirittura ng/L). Di contro, in più del 50% dei pazienti noi dosiamo la troponina, quindi se prima trovarla aumentata nel sangue era equivalenza di danno acuto del miocardio, oggi abbiamo una certa percentuale di pazienti in cui la troponina è dosabile e non necessariamente questi sono pazienti che hanno infarto acuto del miocardio.

L'analisi della concentrazione plasmatica di questi enzimi cardiaci specifici consente di valutare pertanto lo stato di salute del cuore.

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