Lo stress è una condizione ciclica, il cui corso si può dividere in tre fasi: allerta, resistenza ed esaurimento. Ma qual è la relazione che intercorre tra stress, cortisolo e dieta? Al giorno d’oggi le persone sono messe continuamente alla prova e sotto pressione per ottenere risultati migliori nella vita professionale, privata o nello sport.
Che cos'è lo stress?
Quante volte ripetiamo questa parola nell’arco della giornata? Lo stress tuttavia non è necessariamente un male: c’è infatti uno stress buono, chiamato eustress, che consente al nostro organismo di far fronte a piccole e grandi emergenze, dandoci una forza e una resistenza inaspettate. Ma se la situazione di stress si protrae troppo a lungo nel tempo, e non è seguita da una fase di rilassamento, si ripercuote in una serie di ricadute dannose per l’organismo. Si parla allora di stress cattivo, o distress.
Il Cortisolo: L'Ormone dello Stress
Il cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, è l’ormone simbolo dello stress: nei momenti di maggior tensione determina l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, mettendo a disposizione l’energia di cui il corpo ha bisogno. Insieme al cortisolo vengono poi liberate adrenalina e noradrenalina (catecolamine); la combinazione di questi tre elementi aumenta la pressione sanguigna per migliorare le prestazioni fisiche e la prontezza. Passata la situazione di stress l’organismo torna in equilibrio (diminuiscono tono muscolare, respiro frequenza cardiaca e pressione sanguigna) e il corpo si rilassa. Questa fase è essenziale: senza di essa si verificano le condizioni per l’esaurimento.
Il livello di cortisolo prodotto varia, descrivendo una curva, durante tutto l’arco della giornata e l’energia di cui disponiamo si modifica proprio seguendone l’andamento. Il picco maggiore si verifica nel momento che precede il risveglio, per fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno per affrontare la giornata. Lo stress incide su questa curva, facendo in modo che il livello di cortisolo resti alto anche alla fine della giornata. Ciò consente di lavorare fino a notte fonda, ma ostacola il sonno e a lungo andare modifica il ritmo sonno-veglia: al mattino ci si sente stanchi perché i livelli di cortisolo sono bassi, ma aumentano nell’arco della giornata fino a raggiungere picchi eccessivi di sera.
Il cortisolo, definito comunemente “ormone dello stress”, nonostante l’accezione negativa, è uno dei più importanti ormoni glucocorticoidi che viene prodotto dalla corteccia surrenale. Gli ormoni sono spesso paragonati a dei messaggeri in grado di influenzare il nostro stato di salute, nonché la nostra fisiologia ed il metabolismo cellulare. La loro produzione è sotto stretta osservazione da parte del nostro organismo e viene finemente regolata: un eccesso o una carenza di qualsiasi ormone causerà e determinerà l’insorgenza di condizioni patologiche alle volte molto serie - motivo per cui, come vedremo in seguito, spesso diventa necessaria una dieta per il cortisolo alto. Nello specifico, la produzione di questo ormone viene finemente regolata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L’ipotalamo è coinvolto nella produzione di ACTH (ormone adrenocorticotropo). Il cortisolo deriva dal colesterolo trasportato principalmente dalle LDL. L’assorbimento delle LDL avviene grazie alla presenza di specifici recettori disposti sulla membrana delle cellule corticali del surrene, che permettono l’internalizzazione del colesterolo. La cellula è comunque in grado di sintetizzare cortisolo, sebbene in piccole quantità, a partire dall’acetil-coenzima A.
Nell’arco della giornata le concentrazioni plasmatiche di cortisolo subiscono delle oscillazioni. L’oscillazione circadiana di cortisolo deriva da una complessa regolazione di carattere nervosa ed endocrina, grazie all’azione del Sistema Nervoso Centrale che agisce attraverso diversi meccanismi. Tuttavia la riduzione a cui si assiste nel corso della giornata non è mai regolare e del tutto prevedibile, in quanto è intervallata da picchi di secrezione dovuti ad esempio a stimoli psicofisici causati da vari tipi di stress.
Perché la produzione eccessiva di cortisolo fa male?
Cerchiamo di capirlo insieme. La risposta a situazioni stressanti determina un aumento dei livelli di cortisolo soprattutto quando lo stress diventa cronico. In questo caso la quantità totale prodotta nelle 24 ore non sarà molto diversa da quella di un soggetto non stressato, quella che effettivamente varierà sarà la curva circadiana di cortisolo che apparirà inversa: ci sarà un picco basso al mattino e paradossalmente alto la sera. Questa inversione è dovuta al rallentamento del catabolismo. Nell’organismo dei soggetti stressati si innesca una sorta di cortisolo resistenza e cioè l’incapacità del cortisolo di esplicare appieno la sua funzione antinfiammatoria: si avrà in circolo abbondante cortisolo ma inattivo.
L’aumento di situazioni stressanti, il consumo giornaliero di caffeina e uno stile di vita sedentario sono tutti fattori che rendono non solo difficile abbassare i livelli di questo ormone, ma continuano a stimolare il nostro organismo a produrne sempre di più. Questo a lungo andare causa inevitabilmente alcuni effetti negativi come la riduzione della sintesi di collagene, la riduzione delle difese immunitarie e stanchezza cronica. Ma come abbiamo visto, se ci sono troppi ormoni dello stress in circolo, questo meccanismo si blocca. Così, anche se stanchi, vi ritroverete ad addormentarvi con fatica, sentendovi nuovamente stanchi il giorno successivo.
Il cortisolo, noto come ormone dello stress, controlla l’omeostasi del nostro organismo ed interviene nel metabolismo degli zuccheri, delle proteine e dei grassi. Questo ormone garantisce la presenza di una giusta quantità di glucosio nel sangue e riduce la sensibilità insulinica per risparmiare zuccheri (regolando gli effetti degli zuccheri sul colesterolo). È in grado di aumentare la ritenzione di acqua e sodio e controllare la produzione di adrenalina, che avviene a livello della porzione midollare del surrene.
Lo stress attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e stimola la produzione di cortisolo, che a sua volta si lega alle cellule immunitarie, inibendo la produzione di citochine proinfiammatorie. Purtroppo, una secrezione costantemente elevata di cortisolo potrebbe causare una resistenza da parte del sistema immunitario e come conseguenza si avrà l’incapacità dello stesso cortisolo di regolare l’infiammazione.
Una elevata produzione di cortisolo determina una serie di conseguenze che si ripercuotono inesorabilmente sull’omeostasi biochimico-fisiologica. L’ipercortisolemia (o ipercortisolismo) determina un’alterazione del metabolismo proteico: in altri termini è associato ad una riduzione della massa proteica, del tessuto osseo (osteoporosi) e della funzionalità muscolare.
Nell’ipercortisolismo è stata riscontrata un’aumentata produzione di VLDL a livello epatico e una deposizione di grasso a livello addominale. Di conseguenza la persistenza di livelli elevati di questo ormone contribuisce allo sviluppo di dislipidemia, ipertensione e obesità, patologie che richiedono un immediato intervento e l’inizio di una dieta per abbassare il cortisolo.
I soggetti con cortisolo alto avvertono un senso di debolezza e stanchezza, mancato appetito o al contrario fame nervosa. È possibile anche notare casi di irsutismo o alopecia.
Colesterolo e Stress
Colesterolo e stress possono avere un legame molto stretto e influenzarsi a vicenda, soprattutto in certi momenti della vita particolarmente estenuanti. Anche se il nostro organismo è una macchina straordinaria che sa esattamente come affrontare alcune situazioni, a volte necessita di un aiuto esterno per evitare che il colesterolo in eccesso diventi un problema per la nostra salute.
Colesterolo e stress: c’è davvero una correlazione?
Sì, lo stress influisce sui livelli di colesterolo nel sangue. Una parte di colesterolo, infatti, viene prodotta dal nostro organismo per proteggersi e fronteggiare le situazioni legate all’ansia e al sovraffaticamento. Secondo cui lo stress viene percepito dal nostro cervello come una situazione di pericolo. Per proteggersi, il corpo può innescare alcune reazioni come i disturbi psicosomatici (l’ansia, per esempio) o alterare le secrezioni ormonali, aumentando anche il cortisolo (anche noto come “ormone dello stress”).
Cortisolo e colesterolo: un legame rischioso
Per affrontare le situazioni di forte stress il nostro organismo può modificare gli equilibri ormonali e influire negativamente sulla produzione di cortisolo. Il cortisolo è un ormone che viene elaborato dal surrene su impulso del cervello solo nei momenti di maggior tensione. L’azione del cortisolo non è sempre negativa, anzi. In caso di “emergenze” da stress, il rilascio di zuccheri nel sangue consente di disporre di energie immediate per superare il problema. Inoltre, modula l’attività del cuore (calmando le tensioni) e stimola il sistema nervoso centrale per aiutarci a prendere le decisioni migliori in tempi rapidi, senza che l’ansia prenda il sopravvento.
Quando lo stress diventa cronico, infatti, le quantità di zucchero rilasciate dal cortisolo sono abbondanti e praticamente impossibili da smaltire in tempi brevi. In questo caso, l’organismo agisce sugli zuccheri trasformandoli in acidi grassi e colesterolo, incrementandone i livelli. Oltre a incidere negativamente sul colesterolo, l’ipercortisolismo porta anche a situazioni di irritabilità, ansia, oltre a un’alterazione della funzione tiroidea, un abbassamento delle difese immunitarie, all’aumento di lipidi nel tessuto adiposo e rischi cardiovascolari.
Perché lo stress fa aumentare il colesterolo?
Un altro aspetto da considerare come abbiamo visto, durante le situazioni difficili da gestire l’organismo produce più cortisolo. Ma non è solo l’ormone dello stress a influire negativamente sui livelli del colesterolo. In questi momenti, infatti, alcune persone cercano sollievo immediato e riversano le loro emozioni sul cibo - proprio come accade per la fame nervosa - cercando di placare l’ansia e il nervosismo buttandosi su comfort food. Alimenti di questo tipo, però, sono ricchi di grassi e zuccheri, due elementi che possono incidere sui valori del colesterolo. Non da meno ci si può lasciare andare a cattive abitudini come il fumo che, nell’immediato può donare una sensazione di sollievo, ma nel lungo periodo può avere gravi ripercussioni sulla salute.
Stress e colesterolo alto: i rischi per il cuore e la salute
Ricapitolando, lo stress può influenzare il modo in cui mangiamo, il nostro stile di vita e innalzare i valori del cortisolo. Tutto questo condiziona i livelli di zucchero, di colesterolo nel sangue e i trigliceridi portando all’accumulo di depositi nelle arterie e all’aumento della pressione sanguigna. Nel tempo, quindi, si può assistere a un peggioramento delle funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio. Tra i rischi legati allo stress, inoltre, più rilevanti possiamo citare:
- Malattie cardiache
- Aumento della pressione cardiaca e ipertensione
- Disturbi del sonno
- Disturbi gastrointestinali (tra cui il disagio intestinale)
- Indebolimento del sistema immunitario
- Problemi legati al microcircolo
Un’altro studio pubblicato sul British Medical Journal, invece, ha sottolineato come lo stress e il colesterolo influiscono sulle malattie cardiovascolari. La relazione tra i due elementi, quindi, sembra ormai assodata.
Come abbassare il colesterolo da stress?
Per abbassare il colesterolo da stress l’ideale è trasformare il cortisolo in eccesso in energia utile per l’organismo. Come? Muovendosi di più. In un periodo particolarmente difficile, non c’è niente di meglio che camminare, prendere la bici e fare lunghe pedalate, ballare, andare in palestra, praticare nuoto, tennis o anche solo salire e scendere le scale più e più volte. Insomma, sappiamo che l’attività fisica è importante per il colesterolo e per la nostra salute in generale ma, in situazioni di stress, lo è ancora di più perché agisce anche a livello mentale, aiutandoci a lasciare le preoccupazioni alle spalle. Un altro ottimo rimedio allo stress è lo yoga : una pratica essenziale che ci insegna a prendere consapevolezza con il nostro corpo, le nostre emozioni e a sciogliere le tensioni.
Per eliminare il colesterolo prodotto dallo stress prolungato è poi essenziale focalizzarsi sull’alimentazione. Via libera a una dieta sana e ricca di cibi antistress come:
- l’avena
- la zucca
- le mandorle
- il cioccolato fondente (senza abusarne!)
- la valeriana
- lo zenzero
- le banane
- la soia
Come Combattere lo Stress e l'Ipercolesterolemia
Lo stress negativo oggi fa parte della nostra quotidianità, e spesso è legato a situazioni (magari lavorative) non modificabili. Come si può migliorare? Lo yoga, ad esempio, è in grado di alleviare lo stress e l'ansia. Le pratiche che includono yoga e mindfulness per la gestione dello stress sono infatti sempre più popolari. Un altro aspetto fondamentale sono le ore di sonno.
Abbassare i livelli di cortisolo è possibile curando e correggendo la propria alimentazione e lo stile di vita. Correggere il proprio stile di vita significa essenzialmente smettere di fumare, seguire una sana alimentazione, regolarizzare le ore di sonno, controllo delle situazioni stressanti. Un corretto stile di vita per essere definito tale deve essere accompagnato da un esercizio fisico regolare. Lo stress è la causa principale della produzione eccessiva di cortisolo. Imparare a gestire le situazioni stressanti ed evitare ritmi troppo frenetici sarà fondamentale per tenere sotto controllo i livelli di questo ormone.
È possibile rimediare al cortisolo alto con una dieta apposita, in modo particolare modificando l’introito di macro e micro-nutrienti? La risposta è sì: il modo di nutrirsi, così come la scelta dei nutrienti nella propria dieta hanno un impatto decisivo sul corretto funzionamento del nostro organismo. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sui livelli di cortisolo, in quanto influenza la produzione di ormoni. Gli accorgimenti che bisogna perciò tenere a mente a livello di dieta per il cortisolo alto non sono da sottovalutare. Un aspetto importante è la qualità del cibo che assumiamo: alla base bisogna sempre prediligere l’assunzione di alimenti non lavorati/processati.
Per mantenere un buono stato di salute è necessario rispettare quelli che sono i principi alla base di un’alimentazione sana, ovvero soddisfare il giusto apporto di nutrienti senza eccedere con il carico insulinico giornaliero. Una dieta finalizzata alla riduzione dei livelli di cortisolo condivide in parte quella che è l’alimentazione da seguire per ridurre gli effetti dell'insulino resistenza. Tra i cibi da preferire vi è anche il pesce, alimento contenente acidi grassi omega 3 e omega 6, importanti per la loro azione antinfiammatoria. Bisogna inoltre prediligere il consumo di frutta (sia fresca che secca) e verdura non solo per il loro basso indice glicemico, ma anche per il contenuto in fibre e per l’azione antiossidante svolta da vitamine e sali minerali.
Gli integratori possono essere un valido aiuto per abbassare e di conseguenza normalizzare i livelli di cortisolo presenti nel nostro organismo. La melatonina favorisce l’adattamento a tutti i tipi di stress psicofisici; contrasta lo stress cronico. Questa vitamina è indispensabile per il metabolismo di cortisolo ma anche per quello della serotonina, dopamina e aldosterone. La produzione di cortisolo è strettamente connessa al pool di vitamina C. Si tratta di piante che hanno la capacità di ridurre e combattere lo stress.
Colesterolo: Valori Normali e Cosa Fare
Un normale controllo dei nostri parametri metabolici, con le analisi del sangue, e scopriamo di avere valori troppo alti di colesterolo, trigliceridi o glicemia. È buona abitudine tenere sotto controllo con le analisi del sangue i valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia.
Che cos'è il colesterolo?
Il colesterolo è una sostanza molto importante per il nostro organismo nel quale svolge molteplici funzioni. È un componente delle membrane cellulari, è necessario per la sintesi di diversi ormoni come ad esempio il testosterone, gli estrogeni e il cortisolo e partecipa al metabolismo cellulare. La sua importanza è così elevata che il nostro organismo è in grado di produrlo da solo ma riesce a ricavarlo anche dagli alimenti: normalmente il 70% è di nostra produzione e il 30% deriva dalla dieta.
Per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo evitando che i valori si alzino, gli stili di vita hanno in genere un ruolo di grande rilievo.
Colesterolo HDL, LDL e totale: le differenze
- HDL (High Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato per essere eliminato, è anche conosciuto come "colesterolo buono".
- LDL (Low Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo dal fegato ai tessuti periferici; è noto come "colesterolo cattivo”.
- Per colesterolo totale invece si intende la somma di colesterolo HDL, LDL, e colesterolo non HDL e non LDL.
Colesterolo: i valori normali
I valori di colesterolo nel sangue consigliati per la popolazione generale sono:
- Colesterolo totale <200 mg/dL;
- Colesterolo LDL <116 mg/dL;
- Colesterolo HDL > 40 mg/dL.
Colesterolo alto: cause non alimentari
Possiamo parlare di “cause nascoste” dell’ipercolesterolemia, perché spesso accade che queste condizioni vengano trascurate, anche in soggetti in cui il quadro clinico è suggestivo di disfunzione ormonale, che quindi beneficerebbe enormemente da una diagnosi precoce e un trattamento specifico, capace sia di correggere la dislipidemia, che prevenire altre complicanze della malattia endocrinologica.
Colesterolo alto, cosa non mangiare: cibi da evitare
- Condimenti grassi: burro, lardo, strutto, panna, margarina;
- Frattaglie: fegato, cervello, reni, cuore e simili;
- Insaccati grassi: salame, salsiccia, mortadella e parti grasse delle carni;
- Latticini grassi: latte intero, yogurt intero, mascarpone, gorgonzola, camembert e formaggi ad alta percentuale di grassi;
- Salse elaborate: maionese e altre salse ricche di grassi;
- Superalcolici: da evitare completamente;
- Cibo da fast food: patatine fritte, bacon, crocchette fritte, formaggi fritti e altri junk food con grassi trans;
- Dolci e bevande dolci zuccherate.
Colesterolo alto, cosa mangiare: alimenti consigliati
- Legumi, da consumare due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto (sostituiscono carne, pesce, uova, latte e derivati);
- Pesce di tutti i tipi, possibilmente privilegiando quello azzurro e il salmone per il loro elevato contenuto di Omega 3;
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme (es: soia, girasole, mais, arachidi, etc.) da preferire ai condimenti di origine animale;
- Frutta (due porzioni al giorno) e verdura (due-tre porzioni al giorno) di stagione, in quanto apportano ottime quantità di vitamine, antiossidanti e fibre, che riducono il rischio cardiovascolare globale.
Trigliceridi e Glicemia
I trigliceridi sono un’altra forma di grasso presente nel sangue. Elevati valori di trigliceridi nel sangue sono spesso associati a elevati valori di colesterolo-LDL e a bassi livelli di colesterolo-HDL e ad altre malattie quali il diabete e l’obesità.
Il termine glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. In soggetti sani, i valori glicemici a digiuno possono variare dai 70 ai 110 mg/dl; valori tra 100 e 125 mg/dl indicano una condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG), un indicatore importante che dovrebbe invitare a fare maggior attenzione al proprio stile di vita.
Tabella riassuntiva: Colesterolo, HDL, LDL, Trigliceridi - Valori Ottimali
| Parametro | Valore Ottimale |
|---|---|
| Colesterolo Totale | < 200 mg/dL |
| Colesterolo LDL | < 116 mg/dL |
| Colesterolo HDL | > 40 mg/dL |
| Trigliceridi | < 150 mg/dL |
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