I grassi, conosciuti anche con il termine tecnico di “lipidi”, sono spesso demonizzati e banditi da regimi alimentari e diete dimagranti. Tuttavia, trigliceridi di riserva, fosfolipidi di membrana e colesterolo per la sintesi di ormoni sono solo alcune delle funzioni e delle tipologie di lipidi presenti nel corpo umano. Cerchiamo di fare chiarezza su cosa sono i lipidi e come si differenziano.
Cosa sono i lipidi o grassi?
Con il termine lipidi (dal greco “lipos” = grasso) si identificano tutte quelle sostanze che si trovano soprattutto negli alimenti di origine animale, ma che in realtà sono presenti (sotto altra forma) anche nel regno vegetale. Si scostano da queste ultime categorie anche per quanto riguarda l’energia in termini di chilocalorie che forniscono al corpo umano. Questo loro accumulo all’interno di zone specifiche del corpo o nel sottocute, conferisce ai grassi anche altre proprietà.
Acido grasso vs. Lipide: Differenze nella struttura chimica
Prima di classificare i lipidi in semplici, complessi o derivati, è necessario illustrare e differenziare il termine acido grasso dal termine lipide. Infatti, gli acidi grassi sono solo una parte specifica dell’intera struttura più complessa che prende il nome di lipide. Si tratta di molecole costituite solo da carbonio, idrogeno e ossigeno, e comprendono molecole come i trigliceridi, le cere e i terpeni.
Classificazione dei Lipidi
I lipidi si dividono in saponificabili e non saponificabili. I primi, detti anche lipidi complessi, sono esteri di acidi grassi (saturi o variamente insaturi) contenenti una o più funzioni alcoliche (ad esempio: glicerolo, colina), idrolizzabili in ambiente basico. I lipidi non saponificabili o semplici sono i terpeni, gli steroidi e le prostaglandine, non idrolizzabili in ambiente basico.
- Lipidi semplici: sono sostanze costituite esclusivamente da molecole di natura lipidica nella cui composizione carbonio e idrogeno sono largamente predominanti mentre l'ossigeno vi è contenuto in piccole quantità.
- Lipidi complessi: sono sostanze nelle quali è presente, oltre a una parte propriamente lipidica, anche una parte di diversa natura chimica (acido fosforico, zucchero, proteina, amminoalcol, ecc.); pertanto essi contengono una quantità di ossigeno maggiore rispetto ai lipidi semplici e inoltre elementi come fosforo e azoto.
Colesterolo: Un Lipide Derivato Essenziale
Il più importante tra i lipidi derivati è sicuramente il colesterolo, ma ricordiamo anche la vitamina D, gli ormoni steroidei, l’acido palmitico, oleico e linoleico. Il colesterolo appartiene alla famiglia dei lipidi o grassi; è una delle componenti della membrana delle cellule ed è presente nel sangue e in tutti i tessuti. La parola colesterolo proviene dal greco chole (bile) e stereos (solido), ed è stata utilizzata per la prima volta nel 1894. La desinenza -olo deriva dal fatto che sul C3 del primo anello di carbonio (anello A) è presente il gruppo alcolico -OH. Il colesterolo è quindi un alcool policiclico alifatico e la sua formula bruta è C27H45OH. È di colore bianco ed ha una consistenza simile a quella della cera.
Quest’ultima molecola presenta diverse funzioni all’interno del corpo umano e, infatti, partecipa anch’essa alla fluidità del bilayer fosfolipidico (membrana cellulare), ma è essenziale anche come substrato di partenza per la sintesi endogena di ormoni steroidei, come cortisolo e aldosterone.
Colesterolo: Sintesi e trasporto
L’uomo produce per biosintesi autonoma la maggior parte del colesterolo necessario, negli adulti tra 1 e 2 grammi al giorno. Solo una piccola parte (in media 0,1 fino 0,3, massimo 0,5 grammi) viene assunta con l’alimentazione: la maggior parte del metabolismo del colesterolo avviene nel fegato. Tutte le cellule dell’organismo umano sono capaci di sintetizzare colesterolo a partire dall’acetilcoenzima A, ma la maggior parte viene prodotto nei perossisomi delle cellule epatiche che lo trasferiscono al sangue per il trasporto in tutto l’organismo.
Visto che il colesterolo, come tutti i grassi, non è solubile nel sangue, per il trasporto ematico deve essere “imballato” in complessi aggregati sferiche o discali di trasporto (lipoproteine). Questi aggregati vengono “assemblati” nell’epitelio intestinale durante la fase prandiale sotto forma di chilomicroni, mentre durante il digiuno vengono prodotti soprattutto nel fegato come VLDL (very low density lipoproteins), le quali vengono rilasciate nella circolazione sanguigna.
A cosa servono i lipidi?
Si può dire che ogni categoria di lipidi abbia delle funzioni specifiche per cellule, tessuti, organi e apparati, e più in generale per l’intero organismo.I lipidi svolgono anche un ruolo di isolamento termico e protezione degli organi interni più delicati.
- Fosfolipidi e glicosfingolipidi sono i componenti principali della struttura fluida delle membrane cellulari.
- Il consumo di pasti ricchi di lipidi o con una loro buona componente permette alle vitamine liposolubili (A, D, E e K) di essere assorbite meglio a livello intestinale.
- I lipidi, nello specifico il colesterolo, sono precursori endogeni della produzione di ormoni steroidei, come quelli sessuali (estradiolo, testosterone) e gli ormoni corticosteroidi (cortisolo, aldosterone).
Questi ormoni regolano numerosi processi, tra cui lo sviluppo sessuale, la risposta allo stress e il controllo dell’equilibrio elettrolitico del corpo umano. Mantenere un adeguato apporto di lipidi è importante per la funzione cognitiva.
Acidi Grassi: Saturi vs Insaturi
Nel caso siano presenti solo legami singoli all’interno della catena dell’acido grasso si parla di acido grasso saturo, se sono presenti doppi legami si parla di acidi grassi insaturi, e nello specifico di acidi grassi monoinsaturi (presente 1 solo doppio legame) o polinsaturi (più doppi legami). Il grado di insaturazione permette una maggiore fluidità della molecola, al contrario dei grassi saturi che risultano più rigidi a livello strutturale. Questi rappresentano anche i grassi peggiori a livello alimentare e salutistico, in quanto correlati a danni del sistema cardiovascolare e non solo.
È, infatti, preferibile che la maggior parte dei grassi provenga da fonti sane (vegetali principalmente), come acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, piuttosto che da grassi saturi e grassi trans presenti in alimenti di origine animale o prodotti processati. Vanno sicuramente preferite, però, le fonti di grassi monoinsaturi e polinsaturi, rispetto ai grassi saturi.
Colesterolo e salute cardiovascolare
Attraverso un esame del sangue è possibile dosare i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL. I valori sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dl) e sono associati a gradi differenti di rischio cardiovascolare.
Eccesso di grassi saturi, anche idrogenati, associata a livelli subottimali di grassi insaturi (soprattutto gli omega 3, l'omega9 acido oleico e l'omega-6 acido alfa-linolenico), di fibre alimentari, antiossidanti ecc.
Un elevato consumo di acidi grassi trans, fortemente rappresentati nella margarina e nei prodotti da forno (merendine, creme spalmabili, ecc), aumenta quindi il rischio di sviluppare gravi patologie cardiovascolari (aterosclerosi, trombosi, ictus ecc).
Importanza degli studi epidemiologici
Grazie a questi studi si è giunti all’identificazione di alcuni importanti fattori di rischio per la cardiopatia ischemica e l’elevata colesterolemia è uno dei più importanti (insieme a ipertensione, diabete, obesità, fumo, familiarità e altri identificati più recentemente, tra i quali: trigliceridi, omocisteina, proteina C reattiva, concentrazione plasmatica di molecole di adesione endoteliale, ecc.).
Tabella: Classi principali di lipoproteine
| Lipoproteina | Dimensioni (nm) | Componente principale |
|---|---|---|
| Chilomicroni | 80-100 | Trigliceridi (90-95%) |
| VLDL | 30-80 | Trigliceridi (>50%) |
| LDL | 20-25 | Colesterolo (35-45% esteri, 6-15% libero) |
| HDL | 8-13 | Proteine (circa 45%) |
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