La Diet Coke o Coca Cola Light è una bevanda a zero calorie e senza zucchero, ma è davvero così innocua? La Coca Cola Zero e altre bevande considerate "light" sono popolari da anni, facendo sentire meno "in colpa" i consumatori e illudendoli che siano meno dannose per la salute rispetto alle bevande contenenti zucchero. Ma è davvero così?
Bevande Gassate e Dolcificanti Artificiali
Dovremmo cercare di evitare il più possibile di assumere bevande gassate, che contengano o meno zuccheri. L'aspartame contenuto in queste bevande, anche se sotto i limiti consentiti dalla legge, fa in realtà ingrassare in maniera indiretta. Uno studio dell’Università dell’Illinois ha scoperto che ingerire dolcificanti artificiali "può influenzare i livelli di glucosio nel sangue e di insulina nei test di tolleranza al glucosio".
I risultati suggeriscono che, nonostante non abbiano calorie, i dolcificanti artificiali possono avere effetti metabolici che imitano il consumo effettivo di zucchero. Quindi i messaggeri di insulina sono pronti a trasportare tutte quelle calorie per immagazzinare i grassi e quando le calorie non arrivano, vi è come una “chiamata” a fare scorta.
“Il messaggio più importante da portare a casa è che il gusto dolce di per sé può avere un impatto sul metabolismo dei carboidrati e sul controllo del glucosio.
In uno studio condotto presso il Medical College of Wisconsin e la Marquette University, quando i dolcificanti artificiali (aspartame e acesulfame potassio) sono stati somministrati a colture cellulari umane e sperimentati su modelli animali, i ricercatori hanno visto significativi “cambiamenti metabolici a livello genetico che potrebbero portare a diabete e obesità".
Come ha specificato il dottor Dr. “I dolcificanti artificiali sembrano contribuire ai disordini metabolici alterando l’attività di alcuni geni responsabili della scomposizione delle macromolecole come i grassi e le proteine.
Rischi per la Salute
All’interno del corpo l’aspartame si trasforma in formaldeide, sostanza collegata al cancro in alcuni esperimenti su animali. “Il metanolo è una sostanza che, trasformandosi nell’organismo in formaldeide e acido formico, risulta altamente tossica, determinando anche, in dosi molto elevate, problemi di vista e cecità.
Dato che, nonostante l’FDA e l’EFSA lo considerino sicuro, la faccenda sembra essere ancora controversa.
Coca Cola: Classica vs. Zero
La Coca Cola (la versione classica) è da considerarsi la capostipite delle bevande zuccherate non alcoliche. È nata ad Atlanta nel 1886 grazie al Dr. John Stith Pemberton, farmacista. Come tutte le bevande dolci, fa male. E che lo zucchero faccia male è ormai risaputo.
Consumarlo in eccesso non solo fa male al nostro girovita ma anche alla nostra salute: siamo più predisposti a patologie come obesità, diabete e disordini metabolici. Ma sapere questo non è sufficiente.
Ecco allora che la scritta “senza zucchero” ci apre un mondo a cui è impossibile resistere. Le bibite “senza zucchero” sono bevande a cui vengono aggiunti dolcificanti (artificiali o naturali, come nel caso della stevia) con lo scopo di sostituire lo zucchero, riducendo il contenuto calorico pur mantenendo il gusto dolce.
Ingredienti e Valori Nutrizionali
Iniziamo dalla “regina”, la coca-cola…classica. Partiamo dagli ingredienti che ricordo essere menzionati in ordine decrescente. Il primo dunque sarà presente in maggiori quantità e così via. Per 100 ml di bevanda troviamo 10,6 grammi di zucchero. Ciò significa che in una lattina di 330 ml di coca cola ci sono 35 grammi di zucchero (circa 7 cucchiaini). Le calorie bevendo una lattina sono 139 che corrispondono a circa il 7% delle calorie totali giornaliere per un adulto medio.
Nata in seguito al boom di prodotti dietetici senza zuccheri. Lo zucchero viene sostituito con dolcificanti artificiali. Ma come detto prima, se da una parte è vero che lo zucchero contenuto nella coca cola classica risulta dannoso per la salute, altrettanto vero è che i dolcificanti non sono un buon rimedio.
Tra gli ingredienti: acqua, anidride carbonica, colorante E 150d, acidificante acido fosforico, edulcoranti aspartame e acesulfame K (che ha un potere dolcificante circa 200 volte maggiore di quello dello zucchero e nessun apporto calorico), aromi naturali (inclusa caffeina), correttore di acidità citrato trisodico.
Nata dopo la coca cola light, l’unica differenza è l’aggiunta di un dolcificante artificiale: il ciclmato di sodio, anche questo a zero calorie. Tra gli ingredienti troviamo acqua, anidride carbonica, colorante E 150d, edulcoranti ciclammato di sodio, acesulfame K e aspartame, acidificante acido fosforico, aromi naturali (inclusa caffeina), correttore di acidità citrato trisodico.
Questa versione vede come protagonista la stevia, un dolcificante naturale estratto dall’omonima pianta. Ha un potere dolcificante da 150 a 250 volte superiore rispetto al comune zucchero. Non possiede calorie e non innalza il livello glicemico. Ha un retrogusto deciso non da tutti tollerato.
Tabella Comparativa: Coca Cola Classica vs. Zero vs. Stevia
| Tipologia | Zucchero (per 100ml) | Calorie (per lattina da 330ml) | Dolcificanti |
|---|---|---|---|
| Coca Cola Classica | 10,6g | 139 | Saccarosio |
| Coca Cola Zero | 0g | 0 | Aspartame, Acesulfame K |
| Coca Cola Stevia | 0g | 0 | Stevia |
Effetti sulla Glicemia e Insulina
Ogni volta che ingeriamo uno zucchero, la glicemia (ossia il livello degli zuccheri nel sangue) aumenta. Per non creare scompensi, il nostro organismo, macchina perfetta, stimola il pancreas a produrre insulina, ormone che regola la glicemia.
Quando assumiamo un dolcificante non stiamo ingerendo “glucosio” ma a livello cerebrale si attivano tutti i meccanismi di gratificazione normalmente legati all’assunzione di zucchero. Tutto ciò induce l’organismo alla “dipendenza da zucchero” e inoltre, recenti dati, supportano che, l’uso costante di queste sostanze alteri la sensibilità dei tessuti all’insulina verosimilmente per un’alterazione del microbiota intestinale, ormai riconosciuto come un organo esocrino del nostro organismo.
Consumo Moderato e Alternative
Come ogni cosa, però, è bene specificare che è la quantità che si trasforma in male. Un consumo moderato, un bicchiere ogni tanto, non può farci male né compromette la nostra salute.
Chi non beve ogni giorno coca cola, ogni tanto può preferire quella tradizionale. Motivo? Chi non la beve ogni giorno può appunto chiudere un occhio quando assume calorie non richieste. Certo, chi è a dieta o chi deve controllare l’introduzione di zuccheri e non vuole rinunciare a un bicchiere di coca cola può optare per quella con il dolcificante. Attenzione: può scegliere quella non perché il dolcificante faccia bene ma perché limiterà l’introduzione di zuccheri e l’apporto calorico. Cartellino rosso sia alla tradizionale che alla zero e affini a chi beve coca cola ogni giorno. In quel caso è la quantità ingerita il problema.
Preferire birra o vino a bevande zuccherate o “senza zucchero” è decisamente la scelta migliore. Nonostante un minimo apporto calorico, se consumati nel giusto modo gli alcolici fanno bene alla nostra salute. L’effetto benefico è da attribuire alla presenza dell’alcol: è un vasodilatatore, abbassa la pressione sanguigna e favorisce la circolazione. Un suo consumo moderato produce acido urico, il più potente antiossidante endogeno, prevenendo le malattie cardiovascolari. Ma qual è la giusta dose che possiamo bere? Per le donne, un calice di vino (bianco o rosso è indifferente) al giorno oppure una birra piccola (330ml) oppure un bicchierino di superalcolico (40ml). Per gli uomini il doppio.
Le bevande zuccherate o light non sono affatto indispensabili, non apportando infatti alcun tipo di nutriente. Se siamo soliti consumarle correggiamo quest’abitudine. Se l’acqua liscia non è di tuo gradimento, aromatizzala con frutta e spezie a piacere.
Zuccheri Aggiunti vs. Zuccheri Totali
Quante volte abbiamo sentito parlare di zuccheri? Dai cibi alle bevande, li assumiamo ogni giorno nella nostra dieta. Gli zuccheri sono carboidrati semplici che forniscono energia immediata al nostro organismo, perché vengono assorbiti rapidamente, causando un aumento della glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) che però, nel tempo, può portare a effetti dannosi.
Spesso, però, sulle etichette delle bevande troviamo la scritta “senza zuccheri aggiunti”, come nei succhi di frutta. Ma davvero sono privi di zuccheri? In realtà no, anzi, molto spesso vi sono zuccheri naturalmente già presenti nel contenuto della bibita oppure contengono dolcificanti artificiali che riproducono bene la sensazione di dolcezza dello zucchero. Dunque, attenzione a non farci ingannare: una bevanda senza zuccheri aggiunti non è necessariamente priva di zuccheri.
Le etichette delle bevande, soprattutto per chi è più attento all’assunzione di zuccheri, possono essere fuorvianti. Esiste una vera e propria distinzione tra zuccheri totali e zuccheri aggiunti. Gli zuccheri totali includono tutti quelli presenti nella bevanda, indipendentemente dalla loro origine come saccarosio, fruttosio, lattosio. Dunque, per avere un quadro completo di ciò che stiamo per bere, è fondamentale controllare questo dato.
Gli zuccheri aggiunti, invece, sono quelli inseriti durante la preparazione del prodotto, come sciroppi di vario tipo, melassa, miele. Ma attenzione: in questa categoria, rientrano anche gli zuccheri che, pur essendo presenti in natura, vengono isolati da un alimento intero e poi concentrati fino a diventare il componente principale. Prendiamo l’esempio di una mela. Lo zucchero è naturalmente presente nel frutto insieme ad acqua, fibre, vitamine e altri nutrienti. Se la trasformiamo in succo e ne rimuoviamo parte dell’acqua, la percentuale di zuccheri nella bevanda aumenta. In questo modo, nella bevanda finale lo zucchero è diventato il componente principale: anche se gli stessi zuccheri provenivano naturalmente dalla mela stessa, ora rientrano negli “zuccheri aggiunti” del succo!
Secondo la Food and Drug Administration (FDA), il limite massimo fissato per gli zuccheri aggiunti è pari al 10% dell’apporto calorico giornaliero. Per esempio, in una dieta da 2000 kcal gli zuccheri aggiunti non dovrebbero superare i 50g. Tuttavia, questo valore è piuttosto elevato e sarebbe meglio mantenerlo più basso. La Società Italiana di Nutrizione (SINU) consiglia invece di mantenere l'apporto giornaliero di zuccheri totali al di sotto del 15% dell'apporto calorico giornaliero.
Dolcificanti Artificiali: Pro e Contro
Sì, esistono delle varianti agli zuccheri aggiunti, come i dolcificanti artificiali e i sostituti dello zucchero. Sono composti ad alto potere dolcificante con bassissimo contenuto calorico, riproducono bene la sensazione di dolcezza dello zucchero e, quindi, ne basta una quantità minima per ottenere lo stesso effetto di diversi cucchiaini di zucchero.
I dolcificanti artificiali sono stati spesso al centro di critiche e l’aspartame è uno dei più discussi. Recentemente, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come "possibilmente cancerogeno", scatenando un ampio dibattito. Questo significa che esiste un’evidenza limitata sul suo legame con il cancro, ma non una prova definitiva che correla l’assunzione dell’aspartame con l’effettiva insorgenza del cancro.
Altri enti come la FDA e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) hanno invece sottolineato che gli studi disponibili non dimostrano un rischio concreto e che, se consumato entro i limiti raccomandati, l’aspartame è considerato sicuro.
Effetti Negativi delle Bevande Dietetiche
Di pari passo con la crescente domanda di bevande light a base di edulcoranti, si sono moltiplicati però anche gli studi che ne rivelano i potenziali rischi e gli effetti negativi, paragonabili a quelli delle bevande zuccherate. Dai danni ai denti al maggior rischio di sviluppare sovrappeso e obesità, dal diabete di tipo 2 ai problemi metabolici, dalle alterazioni del microbiota intestinale al rischio cardiovascolare, fino al parto prematuro.
Sebbene non sia ancora del tutto chiaro in che modo le bibite dietetiche svolgano la loro azione nociva sulla salute, l’Efsa e l’Oms hanno messo in guardia contro l’utilizzo degli edulcoranti per perdere peso e prevenire malattie croniche non trasmissibili.
Tutte queste sostanze sono accusate innanzitutto di avere un effetto diseducativo perché, con la promessa delle ‘zero calorie’, attirano i consumatori verso cibi dal gusto troppo dolce, spesso di scarsa qualità, poveri dal punto di vista nutrizionale e ascrivibili nella categoria del junk food.
Gli esperti di nutrizione, inoltre, hanno notato che spesso i consumatori di bevande dietetiche sono proprio coloro che eccedono con i cibi ipercalorici e attivano un meccanismo compensatorio che rischia di legittimarli a mangiare di più.
A questo si aggiunge la capacità di questi additivi di alterare il microbiota e il metabolismo degli zuccheri, denunciata già nel 2014 da uno studio pubblicato su Nature e da poco confermata da uno studio del Weizmann Institute of Science, in Israele, pubblicato sulla rivista Cell.
“Sebbene sostanzialmente innocui nell’ambito di un consumo occasionale e nelle dosi consentite dalla normativa vigente - spiega Laura Rossi, ricercatrice e nutrizionista del CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione - questi edulcoranti possono avere effetti collaterali in presenza di alcune specifiche condizioni di salute, motivo per cui il loro utilizzo andrebbe limitato o evitato del tutto”.
Controindicazioni all'Uso di Dolcificanti
Ecco alcune condizioni in cui l'uso di dolcificanti andrebbe limitato o evitato:
- Intestino irritabile (Ibs).
- Emicrania o mal di testa cronici.
- Diabete o pre-diabete.
- Fenilchetonuria (Pku).
- Bruciore di stomaco e reflusso.
“Il consumo dei sostitutivi acalorici dello zucchero - aggiunge Rossi - è comunque sconsigliato nei bambini fino al terzo anno di età, nonché durante gravidanza e allattamento ed è vincolato all’attenta lettura dell’etichetta e delle eventuali controindicazioni riportate”.
Al di fuori di queste condizioni specifiche, gli esperti concordano sul fatto che un consumo occasionale di bevande contenenti edulcoranti acalorici al posto di quelle zuccherate non sia dannoso, ma anzi possa essere una scelta valida per ridurre l’assunzione di carboidrati e calorie. “Tuttavia - prosegue Rossi - anche negli individui in salute, il loro consumo frequente può causare problemi, soprattutto se alla dose nelle bibite si aggiunge quella contenuta in altri prodotti a cui si ricorre abitualmente per ridurre l’apporto energetico della dieta”.
In questo caso i rischi aumentano a causa dell’effetto ‘accumulo’ determinato dall’esposizione cronica alla stessa sostanza edulcorante.
Bevande Edulcorate: Pro e Contro
Le bevande edulcorate non apportano zuccheri ed energia al nostro organismo. Questo è importante per evitare un’eccessiva assunzione di calorie durante la giornata e per evitare picchi glicemici. Il consumo di bevande light può quindi essere consigliato in sostituzione di bibite zuccherate con una frequenza occasionale a persone in sovrappeso o obese e a soggetti diabetici. Gli edulcoranti artificiali hanno un lato oscuro che si manifesta in caso di consumo eccessivo o regolare e frequente.
In sostanza non dobbiamo pensare agli edulcoranti come sostanze inerti dal punto di vista biologico perché non apportano calorie ma come sostanze che attivano il segnale dolce che può condizionare le abitudini successive e generare una risposta biochimica e biologica che facilita l’accumulo di grassi e altera il corretto metabolismo glucidico.
Linee Guida per il Consumo
Sono molte le associazioni scientifiche che ne sconsigliano il consumo o che evitano di prendere posizione fino a quando non ci saranno maggiori dati a disposizione, considerato il notevole dibattito che esiste nella comunità scientifica su queste tematiche.
Per un diabetico in particolare ma per la popolazione in generale dovrebbe valere la regola di moderare l’assunzione di alimenti e bevande dolci, siano essi dolcificati con zuccheri naturali; sostituti naturali dello zucchero o edulcoranti di origine artificiale.
La porzione equivale a un bicchiere ma purtroppo non ci sono linee guida con consigli specifici e precisi riguardo al consumo di bevande. Esiste una piramide dell’idratazione dove si scopre che i soft drink sono relegati al vertice della piramide e se ne consiglia un consumo occasionale.
La comunità scientifica è invece più unita e concorde nel consigliare di ridurre il consumo di bevande zuccherate ed edulcorate nei bambini e nei ragazzi come forma di prevenzione, considerando il dilagare di sovrappeso, disturbi metabolici e probabilità di aumentare il rischio di patologie nell’età adulta.
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