Coca Cola e Glicemia: Effetti e Considerazioni

La Coca Cola è tra le bibite più conosciute e consumate in tutto il mondo, con quasi 2 miliardi di bottiglie servite ogni giorno. Ma quali sono gli effetti del consumo di Coca Cola sul nostro corpo, in particolare sulla glicemia?

Effetti della Coca Cola sull'Organismo

Un’infografica descrive gli effetti nell’ora successiva all’assunzione:

  • Nei primi 10 minuti: 10 cucchiaini di zucchero entrano nel tuo sistema (praticamente il 100% della dose quotidiana consigliata).
  • 20 minuti dopo: lo zucchero nel sangue raggiunge il picco causando un’impennata di insulina.
  • 40 minuti dopo: l’assorbimento di caffeina è completo. Le tue pupille sono dilatate, la pressione sanguigna sale e, come risposta, il fegato scarica più zuccheri nel tuo sistema circolatorio.
  • 45 minuti dopo: il tuo corpo aumenta la produzione di dopamina stimolando i centri del piacere situati nel cervello.
  • 60 minuti dopo: l’acido fosforico lega insieme calcio, magnesio e zinco nel tuo intestino e questo accelera il metabolismo. Le proprietà diuretiche della caffeina entrano in gioco e, appena l’eccitazione diminuirà, inizierai ad avere un crollo della glicemia, diventando irritabile o apatico.

Quando si beve una bevanda zuccherata, i livelli di glucosio ed insulina nel sangue aumentano. Al contrario, il consumo di una bevanda con dolcificanti con poche/senza calorie non ha alcun effetto sulle risposte glicemiche postprandiali.

Sciroppo di Glucosio-Fruttosio e Rischi per la Salute

Secondo Naik, uno dei pericoli maggiori per la salute si nasconde nel cosiddetto “sciroppo di glucosio o fruttosio” (High Fructose Corn Syrup), utilizzato in molte bevande zuccherate e merendine. Il consumo regolare di questi ingredienti, soprattutto in dosi massicce, può aumentare il rischio di obesità, diabete, malattie cardiache e pressione alta.

Coca Cola: Classica, Light, Zero e Stevia

La Coca Cola (la versione classica) è da considerarsi la capostipite delle bevande zuccherate non alcoliche. Partiamo dagli ingredienti che ricordo essere menzionati in ordine decrescente. Il primo dunque sarà presente in maggiori quantità e così via. Per 100 ml di bevanda troviamo 10,6 grammi di zucchero. Ciò significa che in una lattina di 330 ml di coca cola ci sono 35 grammi di zucchero (circa 7 cucchiaini). Le calorie bevendo una lattina sono 139 che corrispondono a circa il 7% delle calorie totali giornaliere per un adulto medio.

Esistono diverse varianti della Coca Cola, tra cui:

  • Coca Cola Light: Nata in seguito al boom di prodotti dietetici senza zuccheri. Lo zucchero viene sostituito con dolcificanti artificiali. Tra gli ingredienti: acqua, anidride carbonica, colorante E 150d, acidificante acido fosforico, edulcoranti aspartame e acesulfame K (che ha un potere dolcificante circa 200 volte maggiore di quello dello zucchero e nessun apporto calorico), aromi naturali (inclusa caffeina), correttore di acidità citrato trisodico.
  • Coca Cola Zero: Nata dopo la coca cola light, l’unica differenza è l’aggiunta di un dolcificante artificiale: il ciclmato di sodio, anche questo a zero calorie. Tra gli ingredienti troviamo acqua, anidride carbonica, colorante E 150d, edulcoranti ciclammato di sodio, acesulfame K e aspartame, acidificante acido fosforico, aromi naturali (inclusa caffeina), correttore di acidità citrato trisodico.
  • Coca Cola Stevia: Questa versione vede come protagonista la stevia, un dolcificante naturale estratto dall’omonima pianta. Ha un potere dolcificante da 150 a 250 volte superiore rispetto al comune zucchero, non possiede calorie e non innalza il livello glicemico, ma ha un retrogusto deciso non da tutti tollerato.

Le bibite “senza zucchero” sono bevande a cui vengono aggiunti dolcificanti (artificiali o naturali, come nel caso della stevia) con lo scopo di sostituire lo zucchero, riducendo il contenuto calorico pur mantenendo il gusto dolce. Non tutti i dolcificanti sono privi di calorie però. Alcuni hanno meno calorie dello zucchero (come ad esempio lo xilitolo), altri non contengono calorie. Per tutti i dolcificanti è fissata una dose massima che il produttore deve rispettare. Mantengono il gusto dolce, riducendo o addirittura annullando il potere calorico. Via libera dunque al loro utilizzo? Assolutamente no.

Dolcificanti: Alternativa Sicura allo Zucchero?

Ogni volta che ingeriamo uno zucchero, la glicemia (ossia il livello degli zuccheri nel sangue) aumenta. Per non creare scompensi, il nostro organismo, macchina perfetta, stimola il pancreas a produrre insulina, ormone che regola la glicemia. Quando assumiamo un dolcificante non stiamo ingerendo “glucosio” ma a livello cerebrale si attivano tutti i meccanismi di gratificazione normalmente legati all’assunzione di zucchero. Tutto ciò induce l’organismo alla “dipendenza da zucchero” e inoltre, recenti dati, supportano che, l’uso costante di queste sostanze alteri la sensibilità dei tessuti all’insulina verosimilmente per un’alterazione del microbiota intestinale, ormai riconosciuto come un organo esocrino del nostro organismo.

Non pensare che i dolcificanti siano la soluzione. Chi non beve ogni giorno coca cola, ogni tanto può preferire quella tradizionale. Motivo? Chi non la beve ogni giorno può appunto chiudere un occhio quando assume calorie non richieste. Certo, chi è a dieta o chi deve controllare l’introduzione di zuccheri e non vuole rinunciare a un bicchiere di coca cola può optare per quella con il dolcificante. Attenzione: può scegliere quella non perché il dolcificante faccia bene ma perché limiterà l’introduzione di zuccheri e l’apporto calorico.

L’appetito degli esseri umani nei confronti del gusto dolce è innato. È quindi naturale che anche le persone affette da diabete o prediabete desiderino consumare qualcosa di dolce. Le organizzazioni che si occupano di diabete in tutto il mondo hanno pubblicato delle linee guida di pratica clinica e nutrizionale a sostegno dell’uso di dolcificanti con poche/senza calorie nella gestione del diabete.

Ad esempio, l’American Diabetes Association (ADA) ha riconfermato, nel suo aggiornamento delle raccomandazioni nutrizionali per il 2023 che: “L’uso di dolcificanti non nutritivi in sostituzione di prodotti zuccherati può ridurre l’assunzione complessiva di calorie e carboidrati, a patto che non si verifichi un aumento compensativo dell’apporto energetico da altre fonti.

Consumo Moderato e Alternative

Come ogni cosa, però, è bene specificare che è la quantità che si trasforma in male. Un consumo moderato, un bicchiere ogni tanto, non può farci male né compromette la nostra salute. Cartellino rosso sia alla tradizionale che alla zero e affini a chi beve coca cola ogni giorno. In quel caso è la quantità ingerita il problema.

Le bevande zuccherate o light non sono affatto indispensabili, non apportando infatti alcun tipo di nutriente. Se siamo soliti consumarle correggiamo quest’abitudine. Se l’acqua liscia non è di tuo gradimento, aromatizzala con frutta e spezie a piacere.

Preferire birra o vino a bevande zuccherate o “senza zucchero” è decisamente la scelta migliore. Nonostante un minimo apporto calorico, se consumati nel giusto modo gli alcolici fanno bene alla nostra salute. L’effetto benefico è da attribuire alla presenza dell’alcol: è un vasodilatatore, abbassa la pressione sanguigna e favorisce la circolazione. Un suo consumo moderato produce acido urico, il più potente antiossidante endogeno, prevenendo le malattie cardiovascolari. Ma qual è la giusta dose che possiamo bere? Per le donne, un calice di vino (bianco o rosso è indifferente) al giorno oppure una birra piccola (330ml) oppure un bicchierino di superalcolico (40ml). Per gli uomini il doppio.

Rischi Associati al Consumo Eccessivo

Sebbene siano tantissimi i cibi contenenti zuccheri aggiunti, le bevande ne hanno il contenuto più elevato di qualsiasi altro alimento non apportando al contempo nutrienti utili. Inoltre, stimolano l’appetito portando le persone a mangiare di più e ad assumere più calorie in generale, e quindi ad aumentare di peso. Pertanto, come hanno dimostrato numerosi studi, un consumo frequente di queste bibite aumenta inevitabilmente il rischio di numerose patologie come l’obesità e il diabete, ma anche malattie cardiovascolari, disturbi gastrointestinali, danni al fegato, e persino fratture.

Diversi studi hanno dimostrato che le bevande gassate, a causa dell’anidride carbonica, irritano la mucosa gastrica causando bruciore e acidità di stomaco, aumentando il rischio di gastrite. Assumere bevande gassate o a base di cola quando la digestione è lenta oppure lo stomaco brucia invece di ridurre i sintomi, come molti credono, contribuisce ad aumentare la produzione di acidi. Di conseguenza l’acidità di stomaco aumenta e il bruciore peggiora soprattutto se le bevande gassate sono a base di cola. Queste ultime infatti, a causa della presenza di caffeina, contribuiscono ad aumentare l’acidità di stomaco e il reflusso.

Bere troppe bevande gassate può anche comportare dei seri problemi al fegato. Quando si assumono molti grassi e zuccheri, il fegato è sovraccarico. Di fronte a troppe riserve, questo organo trasforma l'eccesso di zucchero in un accumulo di lipidi ingrassando, arrivando a pesare a volte fino al 5 per cento del peso corporeo, rispetto il 2 per cento dello stato normale. Uno studio ha infatti scoperto che le donne che bevono una o più bibite zuccherate al giorno hanno l'85 percento in più di probabilità di ricevere una diagnosi di cancro al fegato rispetto a quelle che ne consuma meno di una a settimana.

Sia le bevande gassate dietetiche che quelle normali erodono lo smalto, lo strato protettivo esterno dei denti, aumentando il rischio di carie. Ad essere responsabili l'acido citrico, l'acido fosforico e la soda che impediscono alla saliva di riequilibrare il pH della bocca riducendo l'acidità, e aumentando la probabilità di incorrere in carie.

Bevande Zuccherate, Edulcorate o Light: Cosa Sono?

Le bevande light, che riportano le diciture “zero zucchero”, “senza zucchero”, “diet”, edulcorate sono bevande a cui vengono aggiunte sostanze artificiali che, pur avendo un alto potere dolcificante, non sono chimicamente degli zuccheri. Tali sostanze non sono altro che additivi chimici che non esistono in natura ma che possono sostituire lo zucchero allo scopo di rendere dolce la bevanda. Esistono diversi edulcoranti utilizzati in commercio come aspartame (E951), acesulfame k (E950), saccarina (E954), sucralosio (E955). Per chi non è addetto ai lavori è impossibile ricordarli tutti ma può aiutare ricordare che sono dolcificanti tutti quelli con il codice da E950 a E969, con l’aggiunta di E420 e E421.

Il termine soft drink si riferisce a tutte quelle bevande non-alcoliche a base di acqua naturale o gassata con o senza anidride carbonica a cui vengono aggiunti: aromi, zucchero o dolcificanti e altri ingredienti in proporzioni variabili.

Gli energy drink sono bevande tipo soft drink, analcoliche a cui vengono aggiunti anche sostanze come caffeina, taurina, guaranina, multivitaminici, che possono essere attive sul sistema nervoso centrale e sul metabolismo.

Bevande e Diabete: Linee Guida

Le associazioni scientifiche sconsigliano il consumo di bevande dolci o evitano di prendere posizione fino a quando non ci saranno maggiori dati a disposizione. Per un diabetico in particolare ma per la popolazione in generale dovrebbe valere la regola di moderare l’assunzione di alimenti e bevande dolci, siano essi dolcificati con zuccheri naturali; sostituti naturali dello zucchero o edulcoranti di origine artificiale.

Esiste una piramide dell’idratazione dove si scopre che i soft drink sono relegati al vertice della piramide e se ne consiglia un consumo occasionale. Possiamo genericamente stimarla in 1-2 bicchieri a settimana per la popolazione generale ma anche per i soggetti con diabete di tipo 2. La comunità scientifica è invece più unita e concorde nel consigliare di ridurre il consumo di bevande zuccherate ed edulcorate nei bambini e nei ragazzi come forma di prevenzione, considerando il dilagare di sovrappeso, disturbi metabolici e probabilità di aumentare il rischio di patologie nell’età adulta.

Ipoglicemia: Cause, Sintomi e Trattamento

Nelle persone con diabete l’ipoglicemia ha un carico pesante in termini di impatto socioeconomico, conseguenze a breve e lungo termine e di scarsa qualità di vita. Gli episodi di ipoglicemia nel diabete tipo 1 (DT1) e nel diabete tipo 2 di lunga durata (DT2) sono in genere il risultato di un mancato equilibrio tra quantità di insulina presente in circolo, carboidrati ingeriti e ormoni controregolatori.

Le cause di ipoglicemia possono essere tante e diverse. La causa più comune è la terapia del diabete ovvero la quantità di insulina o la dose di ipoglicemizzante eccessiva non controbilanciata da un adeguato consumo di cibo o consumo ritardato rispetto all’assunzione del farmaco.

I segni e i sintomi dell’ipoglicemia sono tanti, dipendono da persona a persona e in genere hanno un’insorgenza repentina, sono conseguenti al tentativo che il nostro corpo fa per controbilanciare l’ipoglicemia in atto. In questa fase di ipoglicemia lieve, la persona può sentirsi stressata, giramenti di testa, vista offuscata. Se la glicemia scende ancora di più, entrano in gioco altri ormoni: se stiamo litigando con qualcuno ci accorgeremo subito che ci aumenta ancora di più la sudorazione, abbiamo la tachicardia (cioè il cuore che batte a mille!), la bocca asciutta, uno stato di agitazione e nervosismo, con tremore e rossore al volto, lacrime facili, mal di testa etc.

In caso di ipoglicemia lieve, assumere 15 g di carboidrati semplici e misurare la glicemia dopo 15 minuti. Normalizzata la glicemia (se lontani dal pasto), assumere carboidrati complessi, per esempio pane o crackers.

In caso di ipoglicemia grave, che si manifesta con stato soporoso, incapacità della persona di rispondere in modo appropriato alle domande, perdita di coscienza fino a convulsioni e coma, è necessario somministrare glucagone e, se necessario, chiamare il 112.

Tabella: Ingredienti e Valori Nutrizionali di Diverse Varianti di Coca Cola (per 100 ml)

Variante Zucchero (g) Calorie (kcal) Edulcoranti
Coca Cola Classica 10.6 42 Nessuno
Coca Cola Light 0 0.2 Aspartame, Acesulfame K
Coca Cola Zero 0 0.3 Aspartame, Acesulfame K, Ciclammato di Sodio
Coca Cola Stevia 2.9 11 Stevia, Zucchero

leggi anche: