La capsula endoscopica, nota anche come wireless endoscopy o capsula enteroscopica, è una metodica non invasiva che permette di ottenere immagini endoscopiche relative alle patologie dell'intestino tenue. Questo dispositivo acquisisce un video unico, a 360°, del tratto digerente, man mano che la capsula lo attraversa.
Ideata nel 1981 da Gavriel Iddan, la capsula endoscopica è stata realizzata per lo studio completo di tutta la superficie interna dell’intestino tenue, ossia di quel tratto del canale alimentare (compreso tra duodeno e colon) che con difficoltà può essere esplorato con gli endoscopi tradizionali. L'idea era di creare un piccolo vettore in miniatura in grado di attraversare tutto l’apparato gastrointestinale, trasportato dai movimenti legati alla peristalsi con la possibilità di trasmettere in tempo reale le immagini del suo percorso.
Come Funziona la Capsula Endoscopica
Il sistema è composto da tre principali componenti: la capsula deglutibile, il registratore e un apposito computer. La microcamera, della forma e della dimensione un po’ più grandi di una compressa, viene fatta deglutire al paziente con l’ausilio di un bicchiere d’acqua. Durante il suo passaggio attraverso l’apparato digerente acquisisce immagini (2 ogni secondo), simili a quelle ottenute dagli endoscopi, e le trasmette ad un registratore posto intorno alla vita del paziente. La registrazione prosegue autonomamente, con la capsula che progredisce sfruttando la gravità e la motilità digestiva.
Al termine della registrazione (della durata di circa 8-10 ore), i sensori adesivi e il registratore vengono rimossi ed il paziente può tornare a casa con la raccomandazione di controllare le feci ad ogni evacuazione per verificare l’avvenuta espulsione della capsula. Se il paziente non identificherà la capsula nelle feci entro due settimane dall’indagine, si raccomanda di contattare il centro in cui è stata eseguita la procedura. Inoltre, sino alla certa espulsione della capsula, il paziente non può sottoporsi a esami diagnostici che comportino l’uso di campi magnetici.
Indicazioni per l'Uso della Capsula Endoscopica
La videocapsula è indicata in quei pazienti con sospetta o nota patologia dell’intestino tenue. La metodica è indicata in tutti quei casi di sanguinamento gastrointestinale di origine oscura. Si tratta di una condizione che interessa il 5% circa di tutti i sanguinamenti gastrointestinali e coinvolge quei pazienti sia con melena che con anemizzazione in cui l’endoscopia del tratto superiore ed inferiore è risultata negativa.
La differenza principale tra la videocapsula e le metodiche radiologiche è la possibilità di avere in maniera rapida ed assolutamente non invasiva, una visualizzazione diretta della mucosa del tenue in tutta la sua estensione.
Controindicazioni all'Uso della Capsula Endoscopica
Le controindicazioni sono tutte quelle condizioni in cui si reputa ci sia una maggiore probabilità di ritenzione della capsula:
- Occlusione o pseudo-occlusione del tubo digerente.
- Note stenosi del tratto gastro-intestinale.
- Pregressa chirurgia addominale.
- Gravidanza.
Sono rappresentate anche da:
- Disturbi della deglutizione.
- Portatori di pacemaker o altri impianti elettromedicali.
- Pregressa chirurgia resettiva a carico dell’intestino tenue.
- Diabete con neuropatia.
- Alterazioni note della motilità del tratto gastro-enterico.
In questi casi, dopo opportuna valutazione clinica, può essere necessario utilizzare particolari accorgimenti (per esempio nei disturbi della deglutizione si può posizionare direttamente la capsula nello stomaco per via endoscopica) o l’esame può essere rinviato (ad es. in caso di gravidanza).
Se il medico lo riterrà opportuno, in base alla presenza di sintomatologia clinica particolare o per la sua storia clinica, potrà essere necessario somministrare invece della videocapsula propriamente detta, in prima istanza, una capsula di prova detta capsula Agile Patency, che è costituita da materiale biodegradabile e che dopo un certo periodo di permanenza nell’intestino si scioglie. Pertanto, il mancato riscontro della capsula di prova intatta nelle feci deve allertare il medico ponendo il sospetto di patologia stenosante controindicando, quindi, l’esecuzione dell’indagine con la capsula endoscopica.
Preparazione all'Esame
Non vi è accordo unanime sulla preparazione all’esame con videocapsula. Usualmente vengono somministrati due litri di soluzione polietilenglicole, ma ogni centro può suggerire una diversa preparazione. Nei tre giorni che precedono l’esame la dieta deve essere leggera e povera di scorie (niente frutta e verdura) ed è prescritto il digiuno dalla sera precedente. È indispensabile sospendere i medicinali a base di ferro sette giorni prima dell’esecuzione dell’indagine. I farmaci assolutamente necessari possono essere assunti tre ore prima dell’esame o due ore dopo l’ingestione della capsula. I farmaci sub-linguali possono essere assunti in qualsiasi momento. La buona riuscita dell’indagine dipende molto dalla corretta pulizia del viscere.
Prima di ingerirla, fornisca al medico un elenco di tutti i farmaci che assume, delle allergie ai farmaci e di eventuali disturbi. Il medico le dirà quando iniziare il digiuno e le spiegherà cosa fare prima e dopo la procedura. Prima di ingerire la capsula, il medico le consegnerà anche il kit per il suo recupero. Lo porti a casa e legga subito le istruzioni.
Una volta ingerita la capsula il paziente può lasciare l’ambulatorio e tornare a casa o alla sua normale attività. L’unica avvertenza è quella di evitare l’esposizione a campi magnetici che potrebbero interferire con il funzionamento della capsula (ad esempio la risonanza magnetica, metal detector delle banche o dei grandi magazzini, ecc.). Già dopo 3 ore può anche riprendere a mangiare. Si consiglia al paziente di camminare per favorire il transito della capsula.
La capsula, invece, verrà espulsa senza disturbi per via naturale e non deve essere recuperata. Bisogna però visionare le feci dopo ogni evacuazione per verificarne l’espulsione che dovrà essere comunicata al Centro.
Possibili Rischi e Complicazioni
I potenziali rischi in cui Lei può incorrere durante la procedura sono:
- Aspirazione della capsula nelle vie aeree durante l’ingestione: Si tratta di una possibilità che si verifica molto raramente, ma è teoricamente possibile in quanto riportata in Letteratura in pazienti con serie difficoltà a coordinare la normale deglutizione. In caso di aspirazione nelle vie aeree la capsula può essere espulsa spontaneamente con un colpo di tosse o richiedere manovre invasive (come la broncoscopia) per il suo recupero.
- Mancata espulsione della capsula nelle feci (o cosiddetta “ritenzione”): Si parla di ritenzione della capsula, quando essa non sia espulsa nelle feci entro due settimane dalla ingestione. In realtà il tempo di espulsione della capsula è molto vario, da poche ore ad alcuni giorni e dipende in genere più dal tempo di transito nel colon, che da quello nel piccolo intestino.
La vera complicanza si ha, quando la capsula impattando su una stenosi non permette il transito del contenuto intestinale, determinando quindi un quadro di occlusione intestinale, richiedendo un intervento chirurgico in urgenza. Il blocco della capsula, in base ai dati della letteratura, si può verificare nell'1-2 % dei pazienti che si sottopongono alla procedura per sanguinamento gastrointestinale oscuro; nell’1-3 % in caso di sospetta malattia di Crohn e nel 5-10% nei pazienti con malattia di Crohn.
Tale complicanza inoltre viene segnalata in pazienti con pregressi episodi occlusivi e subocclusivi o che fanno uso cronico di antiinfiammatori o che sono stati sottoposti ad pregressi interventi di chirurgia addominale.
Il medico può decidere di somministrare procinetici prima della somministrazione della capsula in pazienti allettati, o in cui sospetti comunque un transito rallentato.
Altra possibile complicanza è la mancata espulsione della capsula nelle feci (o cosiddetta “ritenzione”). Tale evenienza può occorrere in casi rari di pazienti che si sottopongono all’esame per sanguinamento gastrointestinale di origine oscura o per sospetta malattia di Crohn (1-2%); dal 5 al 10% dei pazienti affetti da malattia di Crohn già nota, ed in una percentuale maggiore in pazienti affetti da neoplasie del tenue stenosanti, la capsula può rimanere incarcerata nell’intestino, a livello di un restringimento non noto, rendendo necessari provvedimenti che possono giungere, in alcuni pazienti, fino all’intervento chirurgico per recuperarla. Tale complicanza si verifica con maggiore frequenza in alcune categorie di pazienti come per esempio: soggetti con pregressi episodi di occlusione o subocclusione, pazienti che usano cronicamente da molto tempo farmaci antinfiammatori (cosiddetti FANS) e pazienti con pregressi interventi sull’addome (in particolare resezioni di tratti del tenue).
Alternative Diagnostiche
L’intestino tenue può essere studiato anche attraverso metodiche diverse dalla videocapsula come l’enteroscopia assistita da device; l’entero - TAC e l’entero - RMN. Le altre metodiche sono invasive e richiedono la sedazione del paziente (es.
Tabella: Rischio di Ritenzione della Capsula Endoscopica
| Condizione | Rischio di Ritenzione |
|---|---|
| Sanguinamento gastrointestinale oscuro | 1-2% |
| Sospetta malattia di Crohn | 1-3% |
| Malattia di Crohn nota | 5-10% |
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