La capsula endoscopica, nota anche come wireless endoscopy o capsula enteroscopica, è stata ideata nel 1981 da Gavriel Iddan, un ingegnere israeliano. L'idea era di creare un piccolo dispositivo in grado di attraversare l'apparato gastrointestinale, trasportato dalla peristalsi, e di trasmettere in tempo reale le immagini del suo percorso. La videocapsula è stata realizzata per lo studio completo della superficie interna dell’intestino tenue, ossia di quel tratto del canale alimentare compreso tra duodeno e colon, difficilmente esplorabile con gli endoscopi tradizionali.
Componenti del Sistema
Il sistema è composto da tre componenti principali: la capsula deglutibile, il registratore e un apposito computer.
- Capsula deglutibile: Contiene una o due telecamere che acquisiscono immagini dell'intestino mentre lo percorrono. Ha dimensioni effettive di 11 mm di diametro per una lunghezza di 27 mm ed è facilmente ingeribile. L’involucro esterno, trasparente nella parte frontale davanti all’obbiettivo, è di materiale plastico biocompatibile e naturalmente indigeribile. È in grado di acquisire due immagini al secondo, per la durata di circa otto ore dalla sua attivazione, corrispondenti all’autonomia delle batterie.
- Registratore: Riceve le immagini dalla capsula durante il suo passaggio attraverso l’apparato digerente e le salva. Automaticamente, le immagini vengono trasmesse ad un registratore digitale per mezzo di otto sensori applicati all’addome del paziente secondo un preciso schema. Il registratore è sostenuto alla vita del paziente da un’apposita cintura regolabile.
- Computer: Utilizzato per scaricare le immagini dal registratore e per visualizzarle. Non si dovrà fare altro che scaricare le otto ore di registrazione in un apposito computer, dove un software provvede a compattare le immagini in un video di 45 minuti.
Indicazioni e Controindicazioni
La videocapsula è indicata in quei pazienti con sospetta o nota patologia dell’intestino tenue. Le indicazioni per l’utilizzo della capsula endoscopica sono: sanguinamento dell’apparato digerente oscuro non a carico dell’esofago, dello stomaco e del colon e in tutti i casi non rilevabili con colon e gastroscopia. Negli ultimi anni, poi, le indicazioni si sono allargate. Si è visto che può essere utile quando c’è una celiachia che non risponde al trattamento, nei casi di malattia di Crohn difficili da diagnosticare, in caso di malattie genetiche che possono portare al tumore dell’intestino, come la Sindrome di Peutz-Jeghers, o se si sospetta la presenza di polipi.
Le controindicazioni sono tutte quelle condizioni in cui si reputa ci sia una maggiore probabilità di ritenzione della capsula:
- Occlusione o pseudo-occlusione del tubo digerente.
- Note stenosi del tratto gastro-intestinale.
- Pregressa chirurgia addominale.
- Gravidanza.
- Pazienti portatori di pace-maker cardiaci o di altri dispositivi elettromedicali.
- Pazienti gastroresecati o con restringimenti noti a carico dell’apparato digerente.
Preparazione all'Esame
Non vi è accordo unanime sulla preparazione all'esame con videocapsula. Usualmente vengono somministrati due litri di soluzione polietilenglicole, ma ogni centro può suggerire una diversa preparazione. La preparazione della video capsula endoscopica comprende l’assunzione di lassativi osmotici la sera prima, a dosaggio ridotto del 50% rispetto alla preparazione per la colonscopia. In particolare si consiglia l’assunzione di 2 litri della diluizione di Selg Esse 1.000. La mattina dell’esame il paziente sarà digiuno ed assumerà 3-4 cucchiaini di Mylicon gocce.
Devono essere sospesi i farmaci che rallentano lo svuotamento gastrico e quelli che contengono ferro a partire da almeno 5-7 giorni prima l’esame. In linea generale, è bene evitare di assumere alimenti ricchi di scorie, come frutta, verdura o cibi integrali. Il giorno che precede l’esame sarà accompagnato dall’assunzione di speciali lassativi da sciogliere in soluzione acquosa, in grado di liberare il tratto gastrointestinale e renderne più semplice la visione. Per questo motivo, è preferibile mantenersi leggeri a pranzo e ricordarsi di non ingerire cibi solidi a cena, ma preferire liquidi come brodi o tisane.
I farmaci assolutamente necessari al paziente possono essere assunti 3 ore prima o 2 ore dopo l’ingestione della capsula. È inoltre richiesto al paziente di rimanere a digiuno per almeno tutte le dodici ore che precedono l’esame.
Procedura
Prima di procedere con l’esame, sull’addome del paziente vengono applicate otto antenne che hanno lo scopo di contribuire alla trasmissione delle immagini catturate dalla video capsula. La capsula endoscopica è generalmente di ridotte dimensioni e può essere ingerita sorseggiando normalmente dell’acqua. Una volta ingerita la capsula il paziente può lasciare l’ambulatorio e tornare a casa o alla sua normale attività. Da quel momento in poi, la telecamera contenuta trasmetterà tutte le immagini catturate durante il percorso effettuato nel tratto gastrointestinale, della durata di circa otto ore, aiutando ad evidenziare possibili anomalie presenti.
L’unica avvertenza è quella di evitare l’esposizione a campi magnetici che potrebbero interferire con il funzionamento della capsula (ad esempio la risonanza magnetica, metal detector delle banche o dei grandi magazzini, ecc.). È bene ricordarsi di bere non prima delle due ore successive all’ingestione della video capsula ed evitare di alimentarsi prima delle quattro ore successive. Già dopo 3 ore può anche riprendere a mangiare. Si consiglia al paziente di camminare per favorire il transito della capsula.
La capsula, invece, verrà espulsa senza disturbi per via naturale e non deve essere recuperata. Bisogna però visionare le feci dopo ogni evacuazione per verificarne l’espulsione che dovrà essere comunicata al Centro. Una volta terminata la registrazione il paziente deve fare ritorno al Policlinico per la rimozione delle apparecchiature.
Ritenzione e Complicanze
Si parla di ritenzione della capsula, quando essa non sia espulsa nelle feci entro due settimane dalla ingestione. In realtà il tempo di espulsione della capsula è molto vario, da poche ore ad alcuni giorni e dipende in genere più dal tempo di transito nel colon, che da quello nel piccolo intestino. Il medico può decidere di somministrare procinetici prima della somministrazione della capsula in pazienti allettati, o in cui sospetti comunque un transito rallentato.
La principale complicanza che riguarda la capsula endoscopica è collegata alla possibilità di ritenzione intestinale della stessa. La vera complicanza si ha, quando la capsula impattando su una stenosi non permette il transito del contenuto intestinale, determinando quindi un quadro di occlusione intestinale, richiedendo un intervento chirurgico in urgenza. Soprattutto in presenza di determinate patologie che causano restringimenti anomali delle pareti intestinali, come ad esempio stenosi, può verificarsi un’incarcerazione della video capsula che ne richiederebbe la rimozione tramite tradizionale esame endoscopico o, nei casi più estremi, l’intervento chirurgico. È bene sottolineare come, tuttavia, tali restringimenti possono essere presenti talvolta anche in soggetti sani.
Il blocco della capsula, in base ai dati della letteratura, si può verificare nell’1-2 % dei pazienti che si sottopongono alla procedura per sanguinamento gastrointestinale oscuro; nell’1-3 % in caso di sospetta malattia di Crohn e nel 5-10% nei pazienti con malattia di Crohn. Tale complicanza inoltre viene segnalata in pazienti con pregressi episodi occlusivi e subocclusivi o che fanno uso cronico di antiinfiammatori o che sono stati sottoposti ad pregressi interventi di chirurgia addominale.
Alternative Diagnostiche
Lo studio dell’intestino tenue può essere effettuato con esami radiologici (Entero RMN, Entero TAC, ecografia delle anse) che consentono però lo studio della parete ma non della mucosa. Si può esplorare il piccolo intestino con la radiologia, con gli esami del Rx Digerente (Tenue Seriato) o del più selettivo Clisma del tenue, ma essi presentano limiti tecnici oggettivi, in quanto non consentono la visione diretta della mucosa intestinale. Metodiche radiologiche più recenti sono la Entero-TC e la Entero-RM. Ma anche queste riproducono al computer o su lastra immagini ricostruite, senza visione diretta dell’interno del viscere.
La Capsula Endoscopica o videocapsula non sostituisce né la Gastroscopia né la Colonoscopia, ma rappresenta uno strumento aggiuntivo e complementare. La capsula endoscopica rappresenta una innovazione che a tutt'oggi non sostituisce comunque né la colonscopia né la gastroscopia diagnostica.
Capsula Patency (Capsula Fantasma)
Quando si ha il sospetto di una stenosi intestinale per la presenza di una malattia infiammatoria o per pregresso intervento chirurgico, si può far ingoiare prima al paziente la così detta “Patency o capsula fantasma”. Non serve alcuna preparazione ed il suo utilizzo serve a controllare la pervietà dei tratti intestinali. La capsula Patency è formata di metilcellulosa, lattosio e solfato di bario e si scioglie a contatto con il contenuto intestinale 40 ore dopo l’ingestione. Se non si ritrova nelle feci dopo un certo lasso di tempo, si conferma la sua persistenza nell’intestino con un sistema a radiofrequenze o con una lastra dell’addome. Il fatto che essa si sciolga non rende necessario nessun intervento per rimuoverla.
leggi anche:
- Capsula Endoscopica: Scopri Come Funziona Questa Rivoluzionaria Tecnologia Medica!
- Gastroscopia con Capsula a Cosenza: Scopri Prezzi Convenienti e Strutture Top!
- Capsula Endoscopica: Scopri i Centri Specializzati e le Ultime Innovazioni Diagnostiche
- Scopri i Rimedi Naturali più Efficaci per Abbassare la Glicemia Rapidamente!
- Colesterolo Basso: Scopri le Cause Nascoste, Sintomi Preoccupanti e Rimedi Efficaci per Ristabilire i Valori!
