Calamari: Valori Nutrizionali e Colesterolo

Il calamaro è un mollusco appartenente alla famiglia Loliginidae, noto per il suo corpo allungato e la presenza di due pinne laterali che conferiscono agilità nei movimenti acquatici. Comunemente conosciuto come calamaro comune o europeo, il Loligo vulgaris è una delle specie più diffuse e consumate a livello mondiale. I calamari sono molluschi leggeri e gustosi, molto apprezzati nella cucina mediterranea e tipici delle tavole estive.

Se proprio vogliamo trovare un difetto al calamaro, è che va pulito per bene prima di cucinarlo. Quindi, come si puliscono i calamari? È molto semplice: basta metterli sotto l’acqua corrente, staccare la testa e togliere la cartilagine interna. Nome scientifico Loligo vulgaris, sono dei molluschi cefalopodi appartenenti alla famiglia Loliginidae, simile a polpo e seppia ma con caratteristiche distintive.

Valori Nutrizionali del Calamaro

Il calamaro offre il vantaggio di essere povero di grassi saturi, lipidi che non dovrebbero mai essere assunti in dosi superiori al 10% delle calorie quotidiane. Con sole 68 kcal per 100 grammi, rappresenta una scelta leggera ma completa, ideale per una dieta equilibrata. Il calamaro è un alimento ricco di proteine e vitamine, che apporta numerosi benefici alla salute: contribuisce all’equilibrio del sistema nervoso, favorisce il rilassamento muscolare e migliora la concentrazione.

Tra le sue principali proprietà nutrizionali troviamo l’elevato contenuto di proteine ad alta qualità, essenziali per muscoli, pelle e tessuti, e il basso contenuto di grassi, che lo rende adatto a chi segue un’alimentazione ipocalorica. Il calamaro fornisce anche vitamine del gruppo B e diversi minerali importanti per il sistema immunitario, la salute della pelle, la vista e la formazione dei globuli rossi. È anche una buona fonte di omega-3, alleati del cuore e delle arterie.

Le sue proprietà nutrizionali possono variare in base alla cottura, poiché temperature elevate possono ridurre il contenuto di nutrienti. I calamari sono una fonte eccellente di proteine e poveri di grassi saturi, rendendoli un’aggiunta salutare a molte diete. Sono ricchi di vitamine e minerali essenziali, tra cui la vitamina B12, selenio, e fosforo, tutti nutrienti fondamentali per un buon funzionamento del corpo umano.

Benefici per la Salute

Il consumo di calamaro offre numerosi benefici per la salute. Essendo ricco di proteine, può contribuire alla crescita muscolare e alla riparazione dei tessuti. La presenza di omega-3 favorisce la salute cardiovascolare riducendo il rischio di arteriosclerosi e altre malattie correlate. Inoltre, le vitamine del gruppo B presenti nel calamaro supportano il metabolismo energetico e migliorano la funzione cerebrale.

Gli omega-3 contribuiscono a ridurre il colesterolo LDL e a prevenire le malattie cardiovascolari. Contengono anche composti bioattivi con proprietà antinfiammatorie e DHA, un acido grasso omega-3 fondamentale per il cervello e lo sviluppo cognitivo. La presenza di vitamina A favorisce la salute della vista, mentre gli antiossidanti come vitamina C, E e selenio aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.

Calamari e Colesterolo: Cosa Sapere

Sì, chi soffre di colesterolo alto può mangiarli, ma con alcune attenzioni. Il calamaro è povero di grassi saturi e contiene omega-3, che aiutano a ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”) e proteggono la salute cardiovascolare. Nonostante gli evidenti benefici, è importante considerare che i calamari contengono anche elevate quantità di colesterolo.

Il segreto è nel metodo di preparazione: meglio evitare calamari fritti, che aumentano l’apporto di grassi dannosi e preferire cotture leggere come al vapore, alla griglia o in umido.

Come Pulire e Cucinare i Calamari

Pulire i calamari è semplice: si inizia sciacquandoli sotto l’acqua corrente, poi si stacca delicatamente la testa dal corpo e si rimuove la penna di cartilagine. Se presente, si può conservare l’inchiostro ed eliminare le interiora. Si toglie la pelle esterna, si taglia la testa sotto gli occhi e si rimuove il becco. Infine, si pulisce l’interno del corpo e si risciacqua bene.

Per cucinare il calamaro al meglio, la regola d’oro è una: preferire sempre cotture brevi. Le loro carni, infatti, sono delicate e, se cotte troppo a lungo, diventano dure e gommose. In molti casi, bastano 5-6 minuti per ottenere una consistenza perfetta.

  • Calamari ripieni al forno vanno cotti a 200°C per 15-20 minuti: meno se sono piccoli, qualche minuto in più se sono più grandi. Per una crosticina dorata, basta passarli sotto il grill per pochissimo tempo a fine cottura.
  • Gli spiedini di calamari, belli da vedere e veloci da preparare, si cuociono anch’essi in forno per 15-20 minuti dopo essere stati marinati, infilzati e impanati.
  • I calamari al sugo, ideali come secondo o per condire la pasta, si preparano rosolandoli prima in padella e poi aggiungendo il pomodoro. In tutto, servono circa 20 minuti.
  • Per un’insalata di calamari leggera e gustosa, si porta a bollore dell’acqua con pepe in grani, aglio, alloro, scorza di limone e sale. Si aggiunge il calamaro e si lascia cuocere per 5-7 minuti: dovrà risultare cotto ma ancora croccante.
  • Infine, per ottenere anelli di calamaro fritto davvero croccante, bisogna seguire qualche piccolo accorgimento: usare olio di arachidi, controllare la temperatura con un pezzetto di pane (se sfrigola è pronta), friggere pochi pezzi per volta e scolarli su carta assorbente.

Idee per Ricette con Calamari:

  1. Calamari ripieni.
  2. Calamari fritti. Croccanti e dorati fuori, teneri dentro: un classico della cucina mediterranea, da servire caldissimi con limone.
  3. Calamarata.
  4. Pasta con i calamari.
  5. Calamari in umido.
  6. Calamari con i piselli.

Come Scegliere Calamari Freschi

Per scegliere un buon calamaro, verifica che sia fresco: carne soda, odore neutro, pelle lucida e tentacoli elastici. Meglio se di taglia media o grande. Puoi acquistarlo fresco nei mercati del pesce, chiedendo sempre quando è stato pescato.

Precauzioni e Potenziali Rischi

Come altri molluschi (gamberi, cozze, vongole), sono in genere sicuri da consumare, ma possono provocare reazioni allergiche in alcune persone. I sintomi possono includere eruzioni cutanee, gonfiore di labbra o lingua, prurito e difficoltà respiratorie. In caso di allergia, è fondamentale evitarli del tutto.

Un’altra possibile criticità riguarda la presenza di mercurio, un metallo pesante potenzialmente tossico per il sistema nervoso: per questo è consigliabile non eccedere nel consumo, soprattutto in gravidanza e nei bambini. Crudi o poco cotti possono anche veicolare batteri come la salmonella o altre tossine, quindi è importante prepararli e cuocerli correttamente.

I calamari sono molluschi delicati e devono essere conservati correttamente per preservare la loro freschezza e sicurezza alimentare. Una volta acquistati, i calamari devono essere conservati in frigorifero e consumati entro uno o due giorni. Se congelati, possono durare fino a sei mesi, ma è fondamentale scongelarli lentamente nel frigorifero per preservarne la qualità.

Il calamaro, infatti, ha una carne più morbida. Il totano, invece, tende ad avere una consistenza leggermente più dura e gommosa.

Il calamaro è un alimento versatile, gustoso e ricco di proprietà nutrizionali: forniscono proteine magre, omega-3, vitamine e minerali utili per il cuore, il cervello e il sistema immunitario. Tuttavia, è importante consumarli con moderazione a causa del contenuto di colesterolo e della possibile presenza di mercurio. Vanno cotti con attenzione per evitare rischi igienici e per mantenerne la tenerezza.

Non risultano interazioni tra il consumo di calamaro e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. La stagione tipica del calamaro inizia a settembre e termina a dicembre.

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