Avocado e Glicemia: Un Alleato Naturale per il Controllo del Diabete

L'avocado, frutto originario del Messico e dell'America Centrale, è noto per le sue numerose proprietà benefiche. Ma sapevi che l’avocado è un valido alleato contro la glicemia? Quando parliamo di avocado, ci stiamo riferendo ad un frutto ottenuto da una pianta che prende il nome di Persea gratissima.

Cos'è il Diabete e l'Insulino-Resistenza?

Il diabete è una malattia cronica che si manifesta quando il pancreas non produce abbastanza insulina o quando l’organismo non riesce a utilizzare efficacemente l’insulina prodotta. Questa condizione porta a un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia), che può danneggiare gravemente molti sistemi del corpo, in particolare i vasi sanguigni e i nervi.

L’insulina è un ormone, prodotto dalle cellule beta del pancreas, fondamentale nel metabolismo degli zuccheri. Il suo compito principale è quello di regolare il livello di glucosio nell’organismo. Il termine insulino-resistenza indica l’incapacità dell’insulina di svolgere la sua funzione in modo regolare: questo difetto metabolico, che caratterizza il diabete di tipo 2, si verifica quando le nostre cellule diventano insensibili alla sua azione. In sintesi, in presenza di insulino-resistenza, l’insulina non riesce a promuovere una normale omeostasi del glucosio, che può quindi accumularsi in quantità eccessiva nel sangue.

La resistenza all’insulina, affermano gli autori dello studio canadese, si verifica quando i mitocondri nelle cellule non sono in grado di bruciare acidi grassi attraverso l’ossidazione in modo sufficiente. Nel diabete, tale ossidazione è incompleta.

Il Ruolo dell'Avocado nel Contrastare il Diabete

Diabete di tipo 2: un aiuto per contrastarlo può arrivare dall’avocado. E’ quanto suggerisce uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, secondo i quali questo frutto avrebbe la capacità di ridurre l’insulino-resistenza. Responsabile di queste proprietà benefiche è una molecola presente solo nell’avocado e per questo denominata avocatina B (o AvoB). I ricercatori canadesi hanno scoperto che l’avocatina B riesce a correggere almeno in parte questa ossidazione incompleta degli acidi grassi a livello dei muscoli e del pancreas, riducendo in questo modo l’insulino-resistenza.

Aggiungendo AvoB alla dieta ‘grassa’ dei topi per 5 settimane, gli autori hanno infatti scoperto che gli animali ingrassavano meno e presentavano una maggior sensibilità all’insulina rispetto ai loro ‘colleghi’ che non ricevevano il supplemento di AvoB.

Anche nell’uomo, l’assunzione di AvoB determina una blanda riduzione di peso. Il prossimo passo consisterà nell’organizzare uno studio per valutare l’effetto di AvoB su pazienti affetti da problemi di metabolismo.

Harvard T.H. Numerose vitamine, minerali e sostanze fitochimiche, sono alcuni degli “ingredienti” contenuti nell’avocado che possono contribuire al benessere. Tale mix di sostanze, e il frutto in quanto tale, possono aiutare ad esempio a contrastare specifiche patologie, come il diabete in specifici cluster di popolazione, come le donne? Il consumo di avocado sembrerebbe associarsi a un minor rischio di diabete, con dati significativi anche dopo aggiustamento per covariate rilevanti.

All’interno dell’avocado sono presenti numerosi polifenoli, tra cui tannini e flavonoidi, che rappresentano il motivo principale per il quale l’avocado è ottimo da mangiare in caso di glicemia alta. Il primo trucco della nonna, è quello di consumare l’avocado a stomaco ancora vuoto, poco prima delle pietanze principali, facendo sì che questi composti possano limitare l’assorbimento degli zuccheri derivanti dal pasto principale. Al suo interno sono presenti anche molte fibre alimentari, che tipicamente svolgono anch’esse un ruolo nella riduzione dell’assorbimento degli zuccheri. Il secondo trucco della nonna è, quindi, mangiare l’avocado in abbinamento ad altri alimenti ricchi di fibre, come ad esempio il pane integrale oppure i legumi.

La buona notizia, però, è che si tratta di grassi “buoni” che quindi non possono far altro che salvaguardare la salute del nostro cuore e non solo. Chiaramente, il contenuto nutrizionale dell’avocado si caratterizza di molto altro ancora.

Come Integrare l'Avocado nella Dieta per il Diabete

L’alimentazione gioca un ruolo chiave nella gestione del diabete, contribuendo a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro limiti sicuri. È importante seguire una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, e limitare l’assunzione di zuccheri semplici e grassi saturi. L’avocado può essere un ottimo alimento per le persone con diabete, grazie alle sue proprietà nutrizionali.

I grassi monoinsaturi presenti nell’avocado possono aiutare a ridurre i livelli di colesterolo LDL (il "colesterolo cattivo") e ad aumentare i livelli di colesterolo HDL (il "colesterolo buono"), contribuendo a prevenire le malattie cardiovascolari, un rischio comune per le persone con diabete. Le fibre alimentari dell’avocado aiutano a regolare i livelli di glucosio nel sangue e a promuovere la sazietà, riducendo la tentazione di mangiare eccessivamente.

L’avocado può essere consumato in molti modi. Può essere aggiunto alle insalate, utilizzato come base per salse come il guacamole, o semplicemente mangiato da solo. È importante ricordare, tuttavia, che l’avocado è un alimento ad alto contenuto calorico, quindi è necessario moderare le porzioni. Un modo per fare ciò è utilizzare l’avocado come sostituto dei grassi saturi, ad esempio spalmandolo sul pane al posto del burro.

Un modo per fare ciò è utilizzare l’avocado come sostituto dei grassi saturi, ad esempio spalmandolo sul pane al posto del burro. Grazie all’alto contenuto di fibre, dona anche un certo senso di sazietà che riduce la necessità di voler effettuare spuntini fuori pasto, magari anche troppo pieni di zuccheri.

Benefici Aggiuntivi dell'Avocado

L'avocado è uno scudo contro le sindromi metaboliche, ovvero un insieme di fattori di rischio, tra cui la glicemia alta, colesterolo, pressione sanguigna e obesità, che portano ad aumento del rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiovascolari.

In aggiunta, numerosi studi hanno evidenziato che esso ha anche un effetto benefico nei confronti della salute cardiovascolare. Infatti, riesce a regolare i valori della pressione arteriosa, rendendoli come ideali.

Questo spiega gli effetti ipoglicemizzanti dimostrabili anche nell'uomo: "gli acidi grassi monoinsaturi, se consumati in sostituzione dei grassi saturi, migliorano la sensibilità all'insulina e, quindi, la glicemia; abbassano i livelli di colesterolo 'cattivo', aumentano quelli di quello 'buono' e abbassano i trigliceridi". L'avocado ha anche "un elevato contenuto di fitosteroli, che diminuiscono l'assorbimento di colesterolo, e un elevato contenuto di potassio che giova alla pressione". Inoltre, prosegue Giacco, "contiene molti polifenoli, che riducono la glicemia poiché inibiscono gli enzimi deputati alla digestione dell'amido".

Consigli della Nonna per l'Utilizzo dell'Avocado

E, per fare un recap, la nostra cara e buon vecchia nonna ci consiglia di:

  • Consumare l’avocado prima del pasto principale;
  • Abbinare l’avocado ad altri alimenti ricchi di fibre;
  • Consumare una porzione moderata, di massimo 150 grammi;

Seguendo questi semplici tre trucchetti sarà possibile iniziare ad avere una piccola visione di quel che possono essere i vantaggi di iniziare a consumare questo frutto.

Limitazioni e Precauzioni

Nonostante i suoi benefici, l’avocado può non essere adatto a tutti. Alcune persone possono essere allergiche all’avocado, e in questi casi è ovviamente consigliato evitarlo. Inoltre, l’avocado è un alimento ad alto contenuto calorico, quindi se consumato in eccesso può contribuire all’aumento di peso, un fattore di rischio per il diabete di tipo 2. Infine, l’avocado è ricco di vitamina K, che può interferire con alcuni farmaci anticoagulanti.

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