Artroscopia del Menisco: Durata dell'Intervento e Riabilitazione

Il menisco rotto è uno tra gli infortuni più frequenti che riguarda gli sportivi, ma non solo. La rottura del menisco è una tra le lesioni più comuni che riguardano il ginocchio. Nella maggior parte dei casi avviene a seguito di un trauma durante un’attività sportiva, oppure per cause degenerative. Qualora si verificasse una lesione, questa va trattata tramite fisioterapia o per via chirurgica.

L'artroscopia del ginocchio

L’artroscopia del ginocchio è una procedura chirurgica mini invasiva utilizzata per diagnosticare e trattare diverse patologie articolari. L’artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica che consente di visualizzare direttamente l’interno dell’articolazione attraverso piccole incisioni (di solito da 0,5 a 1 cm) praticate sul ginocchio, utilizzando una telecamera (artroscopio) e speciali strumenti chirurgici. Durante l’intervento, l’artroscopio trasmette immagini in tempo reale su un monitor, consentendo una visualizzazione dettagliata dell’interno del ginocchio.

In genere, l’artroscopia è indicata quando i trattamenti conservativi non hanno avuto successo o quando è necessaria una diagnosi più precisa. L'artroscopia permette la pulizia dell’articolazione e può trattare danni alla cartilagine.

Intervento di meniscectomia

In passato, il trattamento delle lesioni meniscali traumatiche prevedeva un intervento chirurgico invasivo con asportazione dell’intero menisco lesionato. Oggi, la più moderna tecnica artroscopica, mini-invasiva, consente di asportare solo la porzione di menisco lesionato, praticando soltanto dei piccoli fori, di circa 1 cm, attraverso i quali si inserisce una telecamera e gli strumenti chirurgici.

La meniscectomia prevede l’asportazione totale o parziale del menisco lesionato. Se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente, la riabilitazione sarà più rapida.

Durante l’operazione del menisco in artroscopia, si effettuano piccole incisioni per inserire la camera e gli strumenti. Allo stesso modo, anche l’intervento di regolarizzazione meniscale (meniscectomia) viene effettuato in artroscopia. Asportare più del 50% del menisco mediante una meniscectomia è però una procedura che innalza il rischio di sviluppare artrosi del ginocchio.

Sutura Meniscale

La riparazione meniscale, attraverso l’utilizzo della tecnica di sutura dei menischi, rappresenta oggi un intervento fondamentale per risolvere le lesioni del menisco, preservando la sua funzionalità e prevenendo l’insorgere di problemi articolari a lungo termine. Riparare i menischi (sutura meniscale) è preferibile: farlo infatti preserva il ginocchio dalla degenerazione artrosica. Attualmente è possibile eseguire questa pratica anche attraverso suturatrici automatiche con tecnica mini-invasiva sempre in artroscopia (“a cielo chiuso”).

La sutura meniscale è preferibile per preservare il più possibile la struttura e la funzionalità del menisco. Tra i vantaggi della sutura, infatti, possiamo considerare che quest’ultima favorisce la conservazione del tessuto meniscale, riducendo come anticipato il rischio di artrosi e migliorando la funzionalità articolare a lungo termine.

La sutura meniscale viene eseguita con tecniche specifiche per ottimizzare la guarigione. Se la parte di menisco lesionata viene riparata chirurgicamente, i tempi di recuperano si allungano. La scelta tra sutura meniscale o meniscectomia (rimozione parziale del menisco) dipende dalla natura e dalla posizione della lesione.Sebbene talvolta sia necessaria, la meniscectomia invece può aumentare il rischio di degenerazione articolare nel lungo periodo, a causa della minore distribuzione dei carichi sul ginocchio.

Le lesioni meniscali possono essere classificate in base alla loro forma e posizione, ed includono strappi longitudinali, trasversali, radiali o a manico di secchio. Esistono diversi tipi di lesioni:

  • Lacerazioni longitudinali (che possono evolvere in una lesione a manico di secchio)
  • Lacerazioni radiali
  • Lacerazioni oblique
  • Lacerazioni orizzontali

I sintomi tipici includono dolore, gonfiore, difficoltà nella flessione e dell’estensione del ginocchio - talvolta annesso a un senso di blocco articolare. I sintomi della rottura del menisco spesso si avvertono se la porzione lacerata è mobile e scivola in una posizione anomala tra le superfici articolari. Spesso i pazienti riferiscono dolore in corrispondenza dello spazio articolare e l’impossibilità di estendere o flettere il ginocchio. Nel caso di una lacerazione a manico di secchio è frequente che la porzione instabile si sposti nell’incisura intercondiloidea e che rimanga intrappolata, provocando il blocco del ginocchio. Il blocco persistente del ginocchio richiede un intervento chirurgico in artroscopia dato che, se trascurato, i tentativi di sostenere il peso muovere il ginocchio possono causare una grave erosione delle cartilagini articolari.

Decorso Post-Operatorio

Dopo l’intervento, il paziente viene monitorato in una sala di risveglio. Per qualche giorno è possibile avvertire un lieve dolore o fastidio, che può essere gestito con i farmaci analgesici prescritti dal medico. Nei giorni successivi l’intervento è fondamentale seguire le istruzioni del chirurgo in merito all’assunzione di farmaci, all’applicazione di ghiaccio e all’attività fisica che deve essere limitata, evitando sforzi e movimenti bruschi.

Il ricovero avviene solitamente in regime di Day Surgery, cioè il paziente effettua l’accesso in ospedale al mattino e viene dimesso nel pomeriggio. La cura post-operatoria include riposo, applicazione di ghiaccio, elevazione dell’arto e l’uso di farmaci per gestire il dolore e l’infiammazione. Talvolta è necessario immobilizzare per alcuni giorni il ginocchio con un tutore in estensione.

L’uso delle stampelle può essere necessario per alcuni tipi di interventi artroscopici, ma il chirurgo può anche dare l’indicazione di caricare il peso sul ginocchio subito dopo l’intervento. Solitamente è possibile camminare con l’ausilio di stampelle già dal giorno successivo all’intervento, a seconda delle indicazioni del chirurgo. Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici. Il riposo assoluto è raccomandato per le prime 24-48 ore, seguito da un graduale aumento dell’attività fisica. Si guadagnerà poi gradualmente una deambulazione sempre più normale. Bisogna limitare la corsa e le attività pesanti nei primi 10-15 giorni per evitare un gonfiore del ginocchio. La flessione del ginocchio può essere iniziata subito dopo l’intervento sotto guida fisioterapica, seguendo un programma riabilitativo specifico.

Riabilitazione Post-Operatoria

La riabilitazione del ginocchio trattato chirurgicamente con artroscopia è molto più semplice di quella necessaria dopo un intervento invasivo. La riabilitazione dopo lesione meniscale è più rapida se la parte di menisco lesionata viene rimossa chirurgicamente. Il processo riabilitativo è invece più lungo se il menisco viene riparato chirurgicamente (intervento di saturazione).

La riabilitazione inizia con esercizi leggeri, progredendo poi gradualmente per ripristinare la forza e la mobilità. Per i primi giorni la deambulazione sarà aiutata dall’uso di stampelle, le quali poco alla volta saranno abbandonate. In genere, dopo circa 20 giorni il paziente potrà tornare alla sua normale vita quotidiana e dopo circa 45 giorni potrà riprendere l’attività sportiva.

La prognosi dopo una sutura meniscale è generalmente positiva, con tassi di successo elevati. Il recupero dopo un intervento artroscopico del ginocchio è relativamente rapido, ma può variare in base al tipo di operazione e alle caratteristiche individuali del paziente. Infine, il recupero completo varia da persona a persona: la maggior parte dei pazienti può tornare alle attività lavorative quotidiane entro 2-3 settimane.

La fisioterapia dopo un intervento al menisco è molto importante e il protocollo riabilitativo varia a seconda della metodica chirurgica utilizzata e da altri fattori. Abbiamo chiesto al nostro Fisioterapista, il Dr. Serhiy D’avino, e ci ha spiegato che la fisioterapia deve in ogni caso iniziare sin dalle prime ore dopo l’intervento, per evitare l’instaurarsi di aderenze della capsula articolare. È sempre importante, anche a distanza di diversi mesi dall’intervento, eseguire una valutazione della biomeccanica del ginocchio. Attraverso diverse tecniche e strumenti si inizierà un precoce recupero della mobilità e della forza, sempre rispettando le tempistiche di guarigione del tessuto operato.

Va specificato che i tempi di recupero post-frattura del menisco variano a seconda del tipo di lesione e dell’andamento del processo riabilitativo. Dopo un'operazione del menisco i tempi di recupero si aggirano intorno alle 2-6 settimane. Il percorso riabilitativo si riduce notevolmente se si ricorre alla chirurgia. È questo uno dei motivi per cui gli sportivi professionisti vengono indirizzati, nella maggioranza dei casi, verso un trattamento di tipo chirurgico. Infatti, tempi di recupero troppo lunghi andrebbero a rendere sempre più complicato il loro ritorno all’attività sportiva. Basti pensare che il paziente a distanza di uno/due giorni dall’intervento, può già camminare supportato dalle stampelle o da apparecchi ortopedici. Dopo l’operazione, è essenziale seguire in modo corretto il percorso riabilitativo e gli esercizi proposti dal fisioterapista. La fisioterapia riveste però un ruolo cruciale nel recupero.

Esercizi riabilitativi

Nei giorni seguenti (fase precoce), il tutore può essere rimosso e si inizia con degli esercizi volti a rinforzare il quadricipite, muscolo stabilizzatore del ginocchio. Si passa quindi a rinforzare la muscolatura che stabilizza il ginocchio, con estensioni e flessioni a carico progressivo. Successivamente si procede con esercizi di propriocezione dell’arto, utili per migliorare la stabilità. Questi esercizi vengono eseguiti su particolari tavolette sulle quali bisogna cercare di restare in equilibrio.

Esempi di esercizi riabilitativi:

  • Steso a terra, ginocchio completamente esteso, contrai il quadricipite e spingi il ginocchio verso terra, per almeno 5 secondi a contrazione.
  • Seduto su una sedia, con l’arto operato steso e il calcagno appoggiato su uno sgabello, rilassa il ginocchio cercando l’estensione. Puoi aggiungere un peso sulla rotula. Esegui flesso-estensioni della caviglia per facilitare la circolazione dell’arto.
  • Sdraiato a pancia in su, ginocchio controlaterale piegato, sollevare la gamba distesa formando un angolo di 60-70°, poi tornare in posizione piegata.
  • Sdraiato sul fianco opposto alla gamba operata, sollevare la gamba distesa e tornare alla posizione di partenza. - Puoi proseguire i precedenti esercizi. Se troppo facile, puoi aumentare gradatamente la resistenza usando un peso alla caviglia ( 1kg e successivamente aumentare).
  • Posizione prona, piegando il ginocchio, solleva la coscia verso l’alto e torna alla posizione di partenza.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, con l’arto controlaterale steso, fletti il ginocchio operato fino a 90° e mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • In posizione eretta, mano contro un tavolo o al muro per l’equilibrio, contrai i quadricipiti e sollevati sulle punte mantenendo il ginocchio in completa estensione. Mantieni la posizione per qualche secondo poi torna in posizione iniziale.
  • Utilizza un cyclette in casa per migliorare l’articolarità e aumentare la flessione. Regola il sedile, in modo che il ginocchio abbia completa estensione con il tallone ben appoggiato sul pedale. 20-30 minuti per 2 volte al giorno.
  • Si possono utilizzare tavolette inclinate, cercando di rimanere in equilibrio con due piede e poi con il piede dell’arto operato.

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli

Il Prof. Giulio Maria Marcheggiani Muccioli si è distinto nel campo dell’ortopedia, iniziando con una laurea con lode in Medicina e Chirurgia, ottenuta presso l’Università di Bologna nel 2006, seguita da una specializzazione con lode in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e un Dottorato in Scienze Chirurgiche.

La carriera del Prof. Marcheggiani Muccioli include il ruolo accademico di Professore Associato di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, dove ha approfondito tematiche di biomeccanica e patologia dell’arto inferiore e superiore. Ha ampliato le sue competenze attraverso fellowship internazionali, tra cui esperienze nel Regno Unito, Giappone e Stati Uniti, consolidandosi come Chirurgo Ortopedico con un’ampia esperienza pratica, attestata da oltre 250 interventi all’anno.

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