L'articolazione temporomandibolare (ATM) è una diartrosi condiloidea doppia che permette di articolare i condili della mandibola con la cavità glenoidea delle ossa temporali; è definita doppia perché tra il condilo e la fossa glenoidea è interposto un disco articolare fibrocartilagineo che divide l'articolazione in due parti: l'articolazione temporo-meniscale e l'articolazione condilo-meniscale. I capi articolari e il disco sono rivestiti da una capsula articolare, costituita da tessuto connettivo fibroso, che ha il compito di nutrire e lubrificare l'articolazione. L'ATM permette l’esecuzione dei movimenti mandibolari nei tre piani dello spazio, necessari alla masticazione e alla fonazione.
Spesso l'ATM può essere interessata da patologie, traumi o malformazioni che colpiscono soprattutto il sesso femminile. Questi disturbi inizialmente si possono presentare con un tipico click, nella zona auricolare durante l'apertura e la chiusura della bocca; ma anche con affaticamento dei muscoli masticatori e dolore.
L'artroscopia è un intervento di chirurgia, con il quale si diagnosticano e si curano i disturbi alle articolazioni più importanti del corpo umano. Si contraddistingue per la minima invasività abbinata a grande sicurezza ed efficacia. La sua esecuzione prevede l'utilizzo di diversi strumenti, tra cui l'artroscopio. Questo è il "ferro" chirurgico più importante, perché permette di illuminare la cavità articolare e filmare ciò che vi accade all'interno.
Cos'è l'Artroscopia Mandibolare?
L'artroscopia è un intervento chirurgico minimamente invasivo, che viene eseguito per diagnosticare e curare i disturbi a carico delle articolazioni del corpo umano. L'intervento prevede l'utilizzo di uno strumento particolare, chiamato artroscopio, inserito nella cosiddetta cavità articolare attraverso una piccola (massimo un centimetro) incisione cutanea. Le articolazioni più sottoposte ad artroscopia sono le più importanti del corpo, anche in termini di dimensioni, ovvero: ginocchia, anche, spalle, gomiti e polsi. Grazie alla sua minima invasività, l'artroscopia è considerata un esempio di chirurgia "a cielo chiuso", da contrapporsi alla classica (più invasiva e rischiosa) chirurgia "a cielo aperto".
Come Funziona l'Artroscopio?
L'artroscopio è lo strumento principale e più rappresentativo dell'artroscopia. Paragonabile per lunghezza e larghezza ad una cannuccia per bere, presenta, in corrispondenza dell'estremità da inserire nella cavità articolare, una rete di fibre ottiche, le quali fungono sia da sorgente luminosa che da telecamera. Ciò che viene illuminato e ripreso dall'artroscopio viene proiettato su un monitor (a cui è ovviamente collegato), permettendo al chirurgo di orientarsi all'interno dell'articolazione ed eseguire correttamente l'intervento.
Quando si Esegue l'Artroscopia?
Un tempo, quando certe strumentazioni non erano ancora disponibili, l'artroscopia era una procedura solamente diagnostica, finalizzata alla pianificazione dell'intervento chirurgico a cielo aperto. Successivamente, con l'avvento di nuovi apparecchi e con i progressi della tecnologia medica, l'artroscopia ha assunto anche uno scopo terapeutico. Oggi, grazie all'enorme esperienza acquisita dai chirurghi ortopedici in questo ambito, è diventata una delle operazioni più comuni per la cura dei danni articolari.
Attualmente, l'artroscopia a scopo diagnostico viene eseguita quando i classici esami radiologici, come risonanza magnetica (RMN), TAC o raggi X, non mostrano chiaramente i disturbi di un'articolazione dolente, rigida, gonfia e/o schioccante. In altre parole, rappresenta una soluzione ai casi incerti, per i quali è difficile stabilire una diagnosi definitiva.
Una volta delineato l'esatto problema all'articolazione, l'artroscopia può diventare terapeutica anche durante la stessa seduta. Si può:
- Rimuovere del tessuto infiammato (es. membrana sinoviale in caso di sinovite).
- Rimuovere una piccola porzione di tessuto osseo o cartilagineo che ha irrigidito l'articolazione.
- Drenare parte del liquido sinoviale in eccesso.
Quali Condizioni Patologiche si Possono Curare?
Le condizioni patologiche che richiedono generalmente l'artroscopia sono:
- L'artrosi o osteoartrosi.
- La cisti di Baker.
- La cosiddetta spalla congelata.
- I disordini temporomandibolari.
- L'artrofibrosi.
- Le sinoviti.
- La rottura di legamenti, tendini e menischi.
- Le protuberanze ossee.
Preparazione all'Artroscopia
La preparazione all'artroscopia richiede al paziente delle semplici precauzioni, che tuttavia vanno seguite alla lettera, se si vuole che l'operazione vada a buon fine. Qualche giorno prima dell'artroscopia, il paziente deve recarsi presso la clinica, dove avverrà l'operazione, per sottoporsi a una serie di esami clinici conoscitivi e per essere informato sulle modalità d'intervento e su tutte le misure pre-operatorie da adottare.
Esami Clinici Pre-operatori
Sottoponendo il paziente a un esame obiettivo accurato, a un'analisi del sangue completa e a una valutazione della storia clinica (malattie passate, allergie a farmaci e anestetici, medicinali assunti ecc.), si stabilisce se ci sono o meno le condizioni di salute richieste per una buona riuscita dell'intervento.
Informazioni sulle Modalità dell'Operazione
Conclusi gli esami clinici pre-operatori, il paziente viene messo al corrente su cosa prevede l'intervento, qual è la durata dell'intera procedura, qual è l'anestesia prevista, quali sono gli esercizi di riabilitazione da svolgere a casa e, infine, quanto dura solitamente la fase di guarigione. Qualora sussistessero ancora delle perplessità o dei timori, il personale medico è a completa disposizione del paziente, per qualsiasi altra informazione.
Misure Pre-operatorie
Affinché l'intera operazione proceda per il meglio, le misure pre-operatorie vanno seguite alla lettera. Illustrate anch'esse al termine degli esami clinici, consistono in:
- Presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia.
- Farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché, dopo l'intervento, non si è sicuramente autosufficienti. Guidare, infatti, non è permesso ed è molto probabile che ci si possa sentire confusi a causa dell'anestesia.
- Interrompere l'assunzione di determinati farmaci, se questi dovessero essere in qualche modo controindicati.
Procedura dell'Artroscopia
L'artroscopia è un intervento di chirurgia ambulatoriale, che si svolge generalmente in mezza giornata e, salvo eccezioni, non richiede alcun ricovero ospedaliero. L'intera operazione richiede che il paziente venga anestetizzato e sedato. L'anestesia può essere generale, locale o spinale, a seconda delle caratteristiche del paziente (età, allergie agli anestetici ecc.) e in base alle volontà del chirurgo operante.
- Anestesia locale: Il senso di "addormentamento" è limitato all'articolazione da operare. L'anestesista somministra anestetici, antidolorifici (iniettati nei pressi della zona dolente) e sedativi (per endovena).
- Anestesia spinale: Viene praticata quando il chirurgo deve intervenire sugli arti inferiori. Gli anestetici vengono iniettati nei pressi del midollo spinale (sulla schiena), mentre gli antidolorifici vengono infusi per endovena.
- Anestesia generale: I farmaci anestetici, iniettati per endovena, rendono il paziente completamente incosciente.
Ad anestesia avvenuta, comincia l'artroscopia vera e propria. Per prima cosa, il chirurgo ricopre di disinfettante l'intera zona da operare, in modo tale da ridurre al minimo il rischio d'infezione. Dopodiché, esegue una prima incisione, di circa un centimetro, e vi infila l'artroscopio. Con questo strumento visiona l'articolazione e perlustra l'intera cavità articolare. Una volta orientatosi e individuata la sede del problema, pratica delle altre incisioni, sempre di circa un centimetro, e vi inserisce gli strumenti per la riparazione del danno articolare.
La durata di un'artroscopia dipende da cosa prevede l'operazione. Gli interventi più semplici possono concludersi anche in 15-30 minuti; i più complessi, invece, possono richiedere dai 45 ai 120 minuti.
Fase Post-operatoria
Appena dopo l'intervento, il paziente viene condotto in una confortevole sala di ricovero della clinica (o dell'ospedale) e mantenuto sotto osservazione fino a quando non svaniscono i principali effetti dell'anestesia. Se si è ricorsi all'anestesia generale, è opportuno far trascorrere, alla persona operata, l'intera notte in ospedale, per motivi del tutto precauzionali.
- Postumi dell'anestesia: Stanchezza, confusione, giramenti di testa e senso di stordimento sono i principali effetti. È importante essere accompagnati e assistiti da un familiare o da un amico.
- Postumi dell'intervento: Nei primi giorni, è assai probabile che la zona operata sia dolente e gonfia.
Cure Igieniche
Per i primi 10 giorni, la ferita non va bagnata, perché potrebbe essere contaminata da batteri. È bene coprire la zona operata con del materiale impermeabile e assicurarsi che l'acqua non vi filtri in alcun modo. Può essere utile "lavarsi a pezzi".
Rimedi per Dolore e Gonfiore
Per attenuare la sensazione dolorosa e il gonfiore, è utile:
- Assumere degli antidolorifici (paracetamolo o aspirina, se non ci sono controindicazioni).
- Fare degli impacchi di ghiaccio (4-5 volte al giorno, per non più di 20 minuti).
- Riposo: non affaticarsi accelera la scomparsa del dolore e del gonfiore. Se è stato operato un arto inferiore, tenere sollevata la gamba interessata.
Esercizi Riabilitativi da Svolgere a Casa
In alcuni casi, il medico può consigliare al paziente di svolgere a casa, prima della fisioterapia vera e propria, degli esercizi di riabilitazione molto semplici. Si tratta di stretching per limitare la rigidità muscolare, tipica della fase post-operatoria.
Tempi di Recupero
I tempi di recupero dipendono fondamentalmente da quattro fattori:
- Il tipo di intervento.
- Le caratteristiche del paziente (età, stato di salute ecc).
- L'attività lavorativa svolta dal paziente.
- L'attenzione che il paziente ha verso sé stesso.
Controlli Periodici
I controlli post-operatori servono al medico curante per monitorare l'andamento della situazione e per assicurarsi che tutto proceda per il meglio. Il loro numero dipende dalla severità dell'intervento.
Fisioterapia
La fisioterapia è fondamentale per riacquistare la normale mobilità articolare. Pertanto, dopo qualche giorno dall'intervento, è bene rivolgersi a un fisioterapista di fiducia e cominciare a seguire alla lettera le sue istruzioni.
Il ritorno alle attività quotidiane, come per esempio la guida di autoveicoli, e alle attività sportive dipende dal tipo di intervento e dalla severità del danno articolare, a cui si è posto rimedio mediante artroscopia.
Rischi e Complicazioni
Ogni intervento chirurgico comporta rischi. Il team chirurgico illustrerà anche benefici e rischi associati all’artroscopia. Sarà l’anestesista a valutare il tipo di anestetico più adatto al paziente, illustrandogliene le motivazioni.
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