L'angiografia è un esame radiologico che consente di visualizzare determinati distretti vascolari, al fine di studiarne morfologia e decorso, e svelarne eventuali alterazioni. L'angiografia tradizionale sfrutta i raggi X per ottenere la rappresentazione a scopo diagnostico dei vasi sanguigni e linfatici.
Cos'è l'Angiografia?
Volendo semplificare, l’angiografia potrebbe essere definita come una “radiografia dei vasi sanguigni” (vene, arterie, capillari), anche se più invasiva e più complessa.
L'angiografia (o arteriografia) è un esame radiologico che permette di esaminare i vasi sanguigni, in particolare le arterie, visualizzandone la morfologia e i rapporti con gli organi, tramite l'iniezione di un mezzo di contrasto, una sostanza a base di iodio che alla radiografia appare opaca (come le ossa).
In assenza del mezzo di contrasto l'immagine radiografica non fornirebbe alcuna informazione utile sullo stato di salute del distretto analizzato. Unitamente all'elevata radiopacità, che consente di distinguere chiaramente il vaso nel quale viene iniettato, il mezzo di contrasto deve possedere un'adeguata idrosolubilità e tollerabilità. La sua eliminazione avviene per via renale ed urinaria.
L'esame viene eseguito utilizzando l’angiografo, un apparecchio costituito da un tubo radiogeno e con il paziente posto su un lettino radiotrasparente che consente di acquisire proiezioni multiple dei vari distretti vascolari.
Un particolare software permette poi l’acquisizione di queste immagini “in sottrazione”, cioè evidenzia l’immagine dei vasi sottraendo quella dei tessuti circostanti.
A partire dagli anni ‘60 la tecnica angiografica è stata perfezionata e la sottrazione digitale ha apportato un miglioramento nella qualità delle immagini rendendo l’esame ancor più affidabile.
Agli inizi del suo sviluppo, l'angiografia veniva effettuata su apposita lastra radiologica, con una cadenza di ripresa limitata che permetteva di valutare soltanto la morfologia dei vasi. Con l'affinamento delle tecniche radiologiche, si sono sviluppate nuove metodiche di ripresa, come quelle digitalizzate che permettono di studiare la dinamica circolatoria ed apprezzare la funzionalità dei vasi in maniera meno invasiva.
Grazie alla capacità dell'apparecchiatura di evidenziare anche vasi scarsamente opacizzati, vi è oggi la possibilità di ridurre la quantità del mezzo di contrasto impiegato, che può essere iniettato anche per via endovenosa.
Fotogrammi e filmati non sono più salvati su lastre o pellicole, ma su CD-rom od altri supporti di memoria.
La tecniche di angiografia digitale si basano sulla ricostruzione radiologica computerizzata del vaso, dopo aver sottratto ai fotogrammi - opportunamente amplificati - l'immagine ottenuta prima dell'introduzione del mezzo di contrasto. In questo modo vengono eliminate le strutture statiche dell'immagine, come ossa ed altri organi (che appaiono con la stessa intensità prima e dopo l'introduzione dell'agente di contrasto), ottenendo una maggiore nitidezza dei vasi sanguigni.
Tipi di Angiografia
A seconda della sede di iniezione, l'angiografia assume nomi particolari, come ventricolografia, aortografia, coronarografia ecc. direttamente accessibile (pensiamo alle coronarie del cuore), per cateterismo.
A seconda della sede e delle modalità di indagine l’esame può assumere nomi diversi, per esempio:
- angiografia coronarica (o coronarografia), quando consente di studiare e contemporaneamente curare le arterie coronarie del cuore, per esempio in caso di infarto;
- angiografia periferica, quando permette di studiare i vasi degli arti per trattare eventuali alterazioni, come una riduzione del calibro o un’occlusione;
- angiografia renale, quando consente di studiare l'afflusso di sangue al rene e di valutare eventuali alterazioni alle arterie renali, eventualmente riparabili nella stessa seduta;
- angiografia epatica, quando permette di analizzare l’anatomia vascolare di questo organo e di individuare le arterie che portano sangue a eventuali tumori epatici; nel corso della stessa seduta possono essere effettuati dei trattamenti;
- angiografia cerebrale, utile per esempio in caso di emorragie o aneurismi, in quanto permette di chiudere il vaso sanguigno danneggiato e arrestare l'emorragia.
Indicazioni per l'Angiografia
L'angiografia polmonare ha essenzialmente due scopi: uno diagnostico e uno interventistico. Dopo aver eseguito la parte diagnostica si potrà procedere qualora possibile con interventi mirati alla risoluzione della patologia indicata.
L’angiografia mediante cateterismo è un esame radiologico che serve a visualizzare direttamente i vasi sanguigni dei vari distretti corporei.
In oncologia l’angiografia ha lo scopo principale di guidare trattamenti eseguibili in alternativa alla chirurgia, mentre viene utilizzata sempre più raramente per studiare solo la vascolarizzazione dei tumori nei vari organi, in vista della preparazione di un intervento chirurgico.
Terminata la parte diagnostica è possibile intervenire con appositi trattamenti endovascolari, atti a risolvere la condizione patologica individuata. Un esempio l'applicazione di stent per ristabilire la pervietà di un vaso occluso (vedi angioplastica). Si parla in questi casi di angiografia interventistica.
Angio-TC: Indicazioni
L'Angio TAC (angiografia con tomografia computerizzata) è un esame diagnostico avanzato di secondo livello che utilizza la tomografia computerizzata (TC) insieme a un mezzo di contrasto per visualizzare in dettaglio le arterie. Questo esame è particolarmente utile per valutare:
- le arterie carotidi;
- le arterie del sistema vertebro-basilare e circolo intracranico;
- l’aorta;
- le arterie degli arti inferiori oltre che le coronarie (TAC Coronarica).
L'Angio TAC viene indicata in presenza di una malattia vascolare solitamente già diagnostica mediante un esame di primo livello quale l’ecocolodoppler, tra cui ricordiamo:
- Valutazione delle stenosi, aneurismi o dissezioni arteriose;
- Pianificazione Pre-operatoria: fornisce informazioni dettagliate per interventi chirurgici o procedure endovascolari. In particolare risulta una metodica indispensabile per pianificare una eventuale trattamento in pazienti affetti da stenosi carotidea, aneurisma dell’aorta addominale e toracica, ed arteriopatia periferica degli arti inferiori oltre che coronarica;
- Valutazione delle Malformazioni Vascolari: rilevare anomalie congenite o acquisite delle arterie.
Come si Svolge l'Angiografia
Viene posizionato un introduttore valvolato in modo da creare una porta di accesso attraverso cui passa il catetere per raggiungere il distretto vascolare interessato.
In quest'ultimo caso il catetere, un tubicino estremamente sottile e flessibile, viene fatto penetrare nel punto di accesso arterioso e spinto nei vasi fino a fargli raggiungere il distretto vascolare da esaminare.
Quando l’iniezione viene eseguita nel tronco principale della polmonare, si ottiene generalmente la visualizzazione adeguata di tutti i rami segmentari e sottosegmentari. L’iniezione del mezzo di contrasto apporta sensazione di caldo per alcuni secondi.
Dopo disinfezione, si esegue l’anestesia locale della cute nella sede di puntura, generalmente all’inguine, in corrispondenza dell’arteria femorale, e quindi un’incisione di pochi millimetri per facilitare l’introduzione del catetere nel vaso sanguigno.
Il radiologo manovrerà il catetere in modo da portarlo nella sede desiderata per l’iniezione del liquido di contrasto e la ripresa dei radiogrammi.
Terminato l’esame, il catetere viene rimosso e la sede della puntura chiusa mediante compressione manuale o con speciali dispositivi.
Angio-TAC: Come si Svolge l’Esame?
- Preparazione del Paziente:
- Digiuno: Di solito è richiesto un digiuno di 6 ore prima dell'esame.
- Idratazione: È consigliato idratarsi abbondantamente per lo smaltimento del mezzo di contrasto iodato.
- Anamnesi: Il medico verifica eventuali allergie al mezzo di contrasto, insufficienza renale o altre condizioni mediche rilevanti.
- Somministrazione del Mezzo di Contrasto: Un mezzo di contrasto iodato viene iniettato attraverso una vena del braccio per migliorare la visibilità delle arterie.
- Esecuzione della TAC:
- Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all'interno dello scanner della TC.
- Durante l'esame, viene chiesto al paziente di rimanere immobile e di trattenere il respiro per brevi periodi.
- La macchina TC acquisisce immagini dettagliate delle arterie mentre il mezzo di contrasto si diffonde attraverso il sistema vascolare.
- Elaborazione delle Immagini: Le immagini raccolte vengono elaborate da software avanzati che ricostruiscono le arterie in 3D, permettendo una visualizzazione dettagliata delle strutture vascolari.
Vantaggi dell'Angio TAC
- Immagini ad Alta Risoluzione: Fornisce dettagli anatomici eccellenti delle arterie.
- Rapidità dell'Esame: L'intera procedura dura solitamente pochi minuti.
- Scarsamente Invasivo: Meno invasivo rispetto all'angiografia convenzionale che richiede l'inserimento di un catetere.
- Valutazione multidistrettuale: Permette la valutazione simultanea di più distretti arteriosi.
Preparazione all'Esame
Mantenete il digiuno per almeno le 8 ore precedenti l’esame; è tuttavia possibile bere piccole quantità di acqua per assumere pillole.
Non indossate gioielli e vuotate la vescica prima dell’esame. Informate sempre se soffrite di qualsiasi tipo di allergia. Le pazienti dovranno inoltre informare il personale di uno stato di gravidanza.
Il personale vi spiegherà come avviene e a cosa serve l’esame arteriografico.
È necessario digiunare per almeno 8 ore prima dell'esame, ma è permesso bere acqua. In genere non è necessario sospendere le terapie in essere, ma è consigliabile concordare con il medico quali farmaci assumere e quali eventualmente sospendere.
Subito prima di sottoporsi all'indagine bisogna togliere gioielli e altri oggetti metallici e svuotare la vescica.
Il personale infermieristico provvederà a fornire un camice da indossare durante l'angiografia e a depilare la zona dove verrà inserito il catetere.
È necessario farsi accompagnare per il ritorno a casa se l'esame viene fatto in giornata: dopo l’esame la guida è fortemente sconsigliata.
È necessario che il paziente faccia degli esami del sangue preventivi, soprattutto per verificare la funzionalità renale. Infatti, poiché il mezzo di contrasto è una sostanza eliminata prevalentemente dal rene, bisogna assicurarsi che la filtrazione di quest’ultimo sia nella norma, onde evitarne l’accumulo nel sangue.
Rischi dell'Angiografia
L’angiografia polmonare è un esame invasivo e non esente da rischi.
L’inserimento del catetere può provocare, seppur raramente, sanguinamenti, infezioni o lesioni dei vasi. Talvolta nei vasi sottoposti a cateterismo possono formarsi dei trombi.
Il mezzo di contrasto può far avvertire una sensazione sgradevole di forte calore o bruciore. Si segnalano anche reazioni cutanee e prurito.
Può inoltre provocare nausea o è riferito un sapore amaro o salato in bocca.
Il mezzo di contrasto può apportare danni ai reni in caso di pazienti con patologie renali o diabete o provocare reazioni allergiche fino, raramente, allo shock anafilattico.
Avvertite il personale infermieristico di eventuali disturbi a livello della sede di puntura.
I rischi possono essere legati all'inserimento del catetere, che raramente può provocare sanguinamenti, infezioni o lesioni dei vasi sanguigni; oppure al mezzo di contrasto, che può danneggiare i reni o scatenare una reazione allergica più o meno grave. Per questo è importante segnalare al personale prima dell'esame la presenza di patologie renali e di allergie, soprattutto quelle già emerse, ai componenti del mezzo di contrasto.
L'angiografia, tranne nel caso in cui venga utilizzata la RM, espone a radiazioni ionizzanti (raggi X), ma a dosi basse, e l’esposizione è sempre ampiamente giustificata dalle indicazioni per cui l'esame viene richiesto.
Poiché le procedure di angiografia e angio-TC prevedono l'uso di radiazioni ionizzanti, è in genere controindicata nelle donne in gravidanza, per le quali si preferisce ricorrere all'angio-RM, che utilizza campi magnetici al posto delle radiazioni ionizzanti e mezzi di contrasto paramagnetici. Particolare attenzione va prestata anche per l’esecuzione della RM: nel caso in cui il paziente sia portatore di protesi, placche metalliche o pacemaker, è importante segnalarlo prontamente al medico.
Le allergie sono altre importanti condizioni da segnalare, in particolare quelle ai mezzi di contrasto, qualora il paziente ne sia consapevole per essersi già sottoposto a esami simili. Le reazioni anafilattiche sono comunque molto rare: nella maggior parte dei casi di allergia compaiono lievi disturbi che i medici tengono sotto controllo con l'uso di medicinali.
L’iniezione dell’anestetico locale provoca una sensazione dolorosa della durata pochi minuti; la rimanente parte dell’esame non è dolorosa. L'anestesia locale è riservata a casi particolari, per esempio nei bambini, perché non riescono a stare adeguatamente immobili o nei casi in cui è già previsto un approccio terapeutico complesso.
È possibile avvertire un senso di calore o bruciore mentre il mezzo di contrasto entra nel circolo sanguigno. Qualcuno segnala anche nausea o avverte un sapore amaro o salato in bocca.
Eventuali Rischi e Controindicazioni Angio-TAC
- Reazioni Allergiche al Mezzo di Contrasto: Possibilità di reazioni allergiche al mezzo di contrasto iodato.
- Danno Renale: Rischio di nefropatia indotta dal contrasto, particolarmente in pazienti con insufficienza renale preesistente.
- Esposizione alle Radiazioni: La procedura comporta una certa esposizione a radiazioni ionizzanti, anche se generalmente considerata sicura se utilizzata appropriatamente.
Durata e Osservazione Post-Esame
La durata dell'esame con scopo diagnostico può variare, in genere tra i 20 e 30 minuti. Sicuramente più lunga la eventuale procedura interventistica.
La durata dell'esame può variare molto in base alla sede interessata e al tipo di procedura scelta: mediamente si va dai 30 minuti alle 2 ore.
Dopo l’esame il paziente deve rimanere sotto controllo per alcune ore. Generalmente la procedura viene eseguita in regime di ricovero.
Al termine dell'esame viene praticata una medicazione compressiva sul punto di inserimento del catetere ed è necessaria l'immobilità per alcune ore.
Terminata la procedura, il paziente viene portato in reparto, dove viene tenuto sotto controllo per alcune ore.
L’osservazione avverrà presso il reparto di degenza, qualora all’esame angiografico segua il ricovero.
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