L’esame del sangue è uno strumento diagnostico fondamentale per monitorare lo stato di salute. Tra le varie analisi possibili, un ruolo importante è rivestito dalla misurazione degli aminoacidi.
L'Emocromo Completo
Una tipologia di analisi del sangue assai frequente è l’emocromo completo con formula, noto anche come esame emocromocitometrico completo. Attraverso questo esame è possibile monitorare e controllare con attenzione lo stato di salute del paziente.
L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni.
Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico.
Nel caso particolare dell’analisi dei globuli rossi (eritrociti), responsabili grazie all’emoglobina del trasporto di ossigeno e anidride carbonica, spesso nel linguaggio comune si confondono ematocrito ed emocromo.
Emocromo basso, che può essere causata da una riduzione dei globuli rossi collegata a patologie renali, leucemie o anemie da carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico.
La lettura dei parametri fatta per gli eritrociti vale anche per i valori relativi all’emoglobina, che, se troppo alti, possono essere connessi a patologie del sangue, ma anche alla ridotta quantità di ossigeno inspirato: ciò può accadere ai fumatori o semplicemente quando ci si trova ad alta quota.
Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
Cosa sono gli Aminoacidi?
Gli amminoacidi sono elementi costitutivi di tutte le proteine strutturali essenziali per il corpo umano e richiedono specifici nutrienti per il loro metabolismo e utilizzo. Tra le funzioni che gli amminoacidi svolgono ci sono: la generazione di energia, la sintesi di neurotrasmettitori e ormoni, la crescita e riparazione dei tessuti, la funzione immunitaria, il mantenimento della massa magra e implicazione nei processi infiammatori e di formazione del glutatione per la disintossicazione da radicali liberi. Inoltre alimentazione, stile di vita, stato ormonale, stress, esercizio fisico, salute intestinale e particolari condizioni cliniche possono influenzare l’utilizzo e la secrezione urinaria di amminoacidi.
Cosa Misura l’Analisi degli Aminoacidi
L’analisi degli amminoacidi misura gli amminoacidi essenziali e non essenziali, i metaboliti intermedi coinvolti nel metabolismo delle proteine e i marcatori dietetici correlati ai peptidi alimentari. Il metabolismo amminoacidico richiede specifici nutrienti e la loro rilevazione è in grado di evidenziare in maniera diretta e indiretta situazioni di carenze alimentari, squilibri gastrointestinali o difetti nel processo detox.
Perché è Importante Fare Questo Test
Questo test offre importanti dati clinici metabolici, nutrizionali e neurologici. Squilibri amminoacidici sono spesso correlati a disturbi dell’attenzione, depressione, affaticamento cronico e fibromialgia. Potrebbero inoltre evidenziare deficit o eccessi alimentari, patologie a carico del fegato oppure fungere da approfondimento riguardo la condizione gastrointestinale del paziente.
Alanina Amino Transferasi (ALT)
L'alanina amino transferasi, più semplicemente nota come ALT o SGPT (transaminasi sierica glutamico piruvica), è un enzima intracellulare presente in molti tessuti, soprattutto nei muscoli striati, nel cervello e in modo particolare nel fegato. L'alanino amino transferasi (ALT, GPT o SGPT) è un enzima che si trova principalmente nelle cellule del fegato e del rene; in misura minore, è presente nel cuore, nei muscoli e nello scheletro. Nei disturbi che causano un danno a questi tessuti, l'alanino amino transferasi viene liberata in maggiori quantità ed entra nel circolo ematico.
Funzione dell'ALT
ALT è un enzima appartenente alla famiglia delle transaminasi, un gruppo di proteine accumunate dalla capacità di catalizzare la reazione di trasferimento del gruppo amminico (NH2) da un amminoacido a un'α-chetoacido. Quella appena descritta è una reazione chimica importantissima nel metabolismo delle proteine corporee, dalla sintesi di nuove al recupero di quelle già esistenti, dal loro utilizzo a fini energetici all'eliminazione dei gruppi amminici nel ciclo dell'urea. Nello specifico, l'alanina amino transferasi veicola l'amminogruppo dall'alanina all'alfa-cheto-acido accettore, trasformandolo in acido glutammico (l'alanina privata del gruppo NH2 viene invece convertita in acido piruvico).
Importanza Clinica dell'ALT
La specificità di quest'analisi è comunque bassa, nel senso che ci dà poche informazioni sulla natura del problema epatico; sappiamo tuttavia che i livelli di ALT sono più sensibili nella rilevazione di un danno epatocitario (alle cellule del fegato) piuttosto che di ostruzione biliare. Chiaramente, una grande varietà di condizioni patologiche può provocare una compromissione delle cellule epatiche, con aumento di ALT.
L'esame dell'alanina amino transferasi è particolarmente utile nel determinare il danno dovuto a epatiti, all'uso di farmaci epato-tossici o all'esposizione ad altre sostanze tossiche per il fegato.
Di solito, la determinazione dell'ALT è richiesta insieme a quella dell'Aspartato amino transferasi (AST), come parte del pannello epatico. La concentrazione di entrambi questi enzimi aumenta, infatti, tutte le volte che il fegato viene danneggiato.
Va segnalato, comunque, che l'alanina amino transferasi è più specifica per il fegato rispetto all'AST e, in alcuni casi, può essere l'unico dei due enzimi epatici ad aumentare.
Il rapporto AST/ALT può essere calcolato per distinguere tra le cause e la severità delle malattie del fegato e per discriminare tra danno epatico, cardiaco o muscolare.
Negli individui sani, i livelli di alanina amino transferasi nel sangue sono bassi. L'esame si esegue con un normale prelievo di sangue periferico dalla vena di un braccio. Prima di sottoporsi al prelievo di sangue per l'esame dell'ALT, è necessario osservare un digiuno di almeno 8-10 ore. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua.
Interpretazione dei Valori di ALT
Valori marcatamente elevati di ALT sono solitamente causati da un'epatite acuta, spesso causata da un'infezione virale. Nelle neoplasie epatiche l'aumento di ALT è in genere contenuto e non sempre apprezzabile. Ne consegue che nell'infarto miocardico i livelli di ALT aumentano in misura minore rispetto a quelli dell'AST.
Proteine nel Sangue
L’esame delle proteine totali misura la quantità dei costituenti più importanti delle cellule dell’organismo umano nel sangue. Le proteine ematiche sono quelle che si trovano nella parte liquida del sangue, il plasma. Per questa ragione, sono anche definite proteine plasmatiche. Le proteine appartenenti alla prima classe rappresentano il 60% del totale e sono sintetizzate nel fegato. Le globuline, oltre che dal fegato, possono essere prodotte anche dal sistema immunitario e rappresentano il 40% del totale delle proteine plasmatiche.
La proteinemia serve a misurare la concentrazione delle proteine presenti nel sangue. L’esame può servire anche a valutare il rapporto tra la concentrazione di albumina e quella di globuline, il cosiddetto rapporto A/G. Per avere risultati più attendibili, può essere richiesto di osservare un digiuno totale nelle ore che precedono il prelievo di sangue. Alcuni farmaci come i contraccettivi orali o gli estrogeni possono alterare l’esito del test.
La concentrazione di proteine nel sangue si misura in grammi per decilitro (g/dL). I livelli di proteine plasmatiche possono essere più elevati del normale in presenza di patologie, come il mieloma multiplo, che incrementano in maniera eccessiva la produzione di proteine. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Le transaminasi ALT e AST sono due enzimi, la cui quantificazione nel sangue fornisce informazioni utili all’individuazione delle patologie del fegato.
Come Ridurre le Transaminasi Alte
- Bere caffè: uno studio del 2017 riporta che bere da 1 a 4 tazze di caffè aiuta a ridurre gli enzimi epatici, in particolare le transaminasi ALT.
- Incrementare il consumo di cibi ricchi di folati: uno studio del 2023 ha evidenziato che le persone con carenza di folati sono più a rischio di fegato grasso.
- Praticare regolarmente esercizio fisico: 150 minuti di attività fisica a settimana aiutano a mantenere sotto controllo il livello degli enzimi epatici.
- Mangiare sano: preferire frutta, verdura e cibi ricchi di fibre, a discapito di alimenti eccessivamente lavorati, aiuta il fegato nella sua azione detossificante dell’organismo. Il risultato finale corrisponde a un miglioramento del profilo enzimatico epatico.
- Non bere alcolici: una delle principali cause di danno epatico è l’eccessivo consumo di bevande alcoliche.
- Non fumare: le sostanze tossiche presenti nelle sigarette recano danno alle cellule epatiche.
Ammoniemia
L’ammoniemia è un valore che indica la concentrazione ematica di ammoniaca, un prodotto azotato che deriva principalmente dal metabolismo delle proteine alimentari e dalle fermentazioni batteriche intestinali. Dato che l’ammoniaca è un metabolita tossico per il sistema nervoso centrale, essa deve essere rapidamente trasformata in urea dal fegato. La produzione di ammoniaca deriva da una delle fasi fondamentali del metabolismo proteico, la deaminazione. Una quota importante di ammoniaca si forma inoltre a livello renale; in questa sede vi sono difatti concentrazioni particolarmente elevate di glutaminasi, un enzima mitocondriale che deamina idroliticamente la glutammina ad acido glutammico ed ammoniaca.
L’ammoniaca, come detto in precedenza, è una molecola tossica soprattutto per il sistema nervoso. Può essere indirizzata alla sintesi del carbamilfosfato.
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