L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recentemente approvato inclisiran, una nuova molecola che promette di ridurre drasticamente i livelli di colesterolo con un'iniezione ogni sei mesi. Alcuni medici hanno definito l'inclisiran come una sorta di "vaccino anti-infarto". A questo proposito, si segnala che nelle prime settimane di marzo 2022, tramite comunicato stampa, il Centro Cardiologico Monzino ha comunicato di aver arruolato i primi tre pazienti che prenderanno parte ad uno studio multicentrico internazionale denominato Victorion-2.
A Cosa Serve il Colesterolo?
Nel corpo umano, la presenza dei lipidi è di fondamentale importanza. Molte strutture della cellula sono composte dai grassi come fosfolipidi, trigliceridi e colesterolo. In particolare quest'ultimo è importante per la sintesi della membrana cellulare, della bile e di alcuni ormoni. Se non lo introduciamo attraverso la dieta il nostro corpo è comunque costretto a produrlo.
A partire dagli anni '60, sempre più numerosi studi hanno mostrato che più sono elevati i suoi livelli è maggiore è il rischio di malattie cardiovascolari. In particolare il colesterolo LDL, quello comunemente chiamato “cattivo”, accumulandosi a livello delle arterie contribuisce notevolmente allo sviluppo di infarti e ictus.
Come tutti i grassi, non è solubile nel sangue e per essere trasportato ha bisogno di associarsi a delle proteine. E' il legame con le LDL, una particolare classe, a renderlo nocivo. In linea generale la quantità di colesterolo limite entro il quale si deve intervenire è in funzione al rischio cardiovascolare individuale.
Se una persona presenta infatti un rischio molto basso ma ha i livelli di colesterolo alto non necessariamente dovrà iniziare subito con un trattamento farmacologico. In questi casi molte volte basta un aggiustamento della dieta e un po' di attività fisica. Farmaci che diventano invece indispensabili in caso di rischio elevato.
Le Strategie per Abbassare il Colesterolo
Per abbassare la quantità di LDL che abbiamo nel sangue esistono diverse strategie. Innanzitutto, il primo approccio si identifica con il corretto stile di vita: si deve cercare di fare una dieta equilibrata e regolare attività fisica. Sicuramente i farmaci ad oggi più famosi contro il colesterolo sono le statine: esse inibiscono un enzima responsabile della sintesi endogena del colesterolo.
I fibrati, invece, agendo a livello del nucleo delle cellule, modificano il metabolismo lipidico. È importante non associare mai fibrati e statine, perchè si possono avere gravi danni ai muscoli. Le resine, legando gli acidi biliari, sequestrano parte degli steroli. L‘Ezetimibe, è un inibitore selettivo dell’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
Cosa Fare Quando le Statine Non Funzionano?
Esistono però dei casi dove le statine non sono sufficienti, come nel caso delle persone affette da ipercolesterolemia famigliare. Ecco perché è necessario agire su altri meccanismi. Tra i vari attori della regolazione di questo processo c’è la proteina PCSK9. Ad inizio anni duemila si è scoperto che quando per un difetto genetico è prodotta in scarsa quantità, i livelli di colesterolo sono bassi.
In particolare questa proteina è implicata nel trasporto e nella distruzione dei recettori che catturano il colesterolo.
Spegnere PCSK9
Un'altra strategia utilizzata per "spegnere" PCSK9 è l'utilizzo di molecole capaci di "silenziare" l'mRNA che porta le informazioni utili alla produzione della proteina. Questo genere di farmaci appartiene alla categoria dell'RNA interference. Uno di essi è inclisiran, molecola sperimentata con successo tanto da avere l'approvazione di AIFA per il trattamento dell'ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) e dislipidemia mista.
L‘Inclisiran è un siRNA, ovvero un RNA silenziante, in grado di “spegnere” un determinato gene. Cosa comporta questo? PCSK9 serve a degradare il recettore delle LDL a livello epatico, in modo che il fegato non assorba tutto quello presente nel sangue (livelli bassi sono comunque utili al normale funzionamento dell’organismo).
Il vantaggio di questo approccio è innanzitutto relativo all'efficacia: negli studi che hanno condotto all'approvazione inclisiran si è dimostrato utile nel ridurre i livelli di colesterolo in maniera maggiore rispetto alle statine o ad altri medicinali indicati per l’abbassamento dei lipidi nel sangue. In particolare, dopo un anno e tre mesi di assunzione, nei pazienti trattati con il nuovo farmaco il colesterolo LDL era sceso di oltre il 50% rispetto a quelli che avevano assunto il placebo.
Il secondo è relativo alla somministrazione: dopo la prima iniezione, i pazienti ricevono la dose successiva dopo tre mesi e poi ogni sei mesi.
Chi Può Utilizzare Inclisiran?
Inclisiran in Italia è indicato, in aggiunta alla dieta, in associazione a una statina o una statina con altre terapie ipolipemizzanti orali in pazienti non in grado di raggiungere gli obiettivi con la dose massima tollerata di una statina, oppure in monoterapia o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti in pazienti intolleranti alle statine o per i quali una statina è controindicata.
L'AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità per inclisiran: farmaco a base di piccoli RNA (siRna). Si basa sul meccanismo di “RNA silencing” l’innovativo farmaco che ha l’obiettivo di ridurre i livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, il cosiddetto “colesterolo cattivo”), principale causa dell’aterosclerosi: la patologia vascolare più diffusa al mondo, responsabile della maggioranza degli eventi coronarici e cerebrovascolari acuti.
Lo scorso 3 ottobre, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il via libera alla rimborsabilità di inclisiran (noto anche con il nome commerciale Leqvio) per gli adulti affetti da ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista. Un altro aspetto fantastico, è che il farmaco viene iniettato sottocute ogni 3-6 mesi. La sua scoperta è avvenuta grazie agli studi di farmacogenomica e farmacogenetica.
Dopo le sperimentazioni in Spagna e i test in 5 Regioni italiane, il nuovo prodotto contro il colesterolo sembra pronto a essere usato in larga scala: come certificato dagli studi clinici può portare a "una riduzione potente e duratura del colesterolo LDL fino al 54% nei pazienti con malattie cardiovascolari".
Secondo Novartis “Inclisiran è il primo che agisce imitando il percorso naturale di regolazione dell'espressione genetica nel nostro corpo”. Il sistema si basa sulla tecnologia a Rna, simile a quella utilizzata nei vaccini anti-Covid. Secondo lo studio il vantaggio del nuovo farmaco è la sua efficacia ma, soprattutto, la sua sicurezza. Secondo quanto afferma Zamorano, “è sicuro, molto efficace e, soprattutto, risolverà il problema della compliance del paziente al trattamento.
Repatha (Evolocumab): Un'Altra Opzione Terapeutica
Repatha è un medicinale usato per trattare: pazienti adulti con ipercolesterolemia primaria (livelli elevati di colesterolo nel sangue, in particolare di “colesterolo LDL” o colesterolo “cattivo”). Primaria significa che la malattia è generalmente dovuta a un'anomalia genetica. L'ipercolesterolemia primaria include l'ipercolesterolemia familiare eterozigote (quando l'anomalia genetica è ereditata da un solo genitore) e l'ipercolesterolemia non familiare (quando l'anomalia genetica compare spontaneamente senza precedenti in famiglia). Repatha è anche usato per trattare la dislipidemia mista (livelli anormali di grassi nel sangue, inclusi livelli elevati di colesterolo LDL).
Repatha deve essere usato insieme a una dieta a basso contenuto di grassi nei seguenti casi: in associazione con una statina (un altro medicinale usato per l'abbassamento del colesterolo) o con una statina e altri medicinali che riducono il livello dei grassi nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla dose massima della statina; da solo o in associazione con altri medicinali che abbassano il livello dei grassi in pazienti che non tollerano o non possono assumere le statine; in adulti e bambini di età pari o superiore a 12 anni affetti da “ipercolesterolemia familiare omozigote” (una forma grave di ipercolesterolemia causata da un'anomalia genetica ereditata da entrambi i genitori).
Il principio attivo di Repatha, evolocumab, è un anticorpo monoclonale. Un anticorpo monoclonale è un anticorpo (un tipo di proteina) studiato per riconoscere una struttura specifica (chiamata antigene) nell'organismo e legarsi a essa. Evolucumab è stato concepito per legarsi a una proteina chiamata “PCSK9”. Questa proteina si lega ai recettori del colesterolo sulla superficie delle cellule epatiche e fa in modo che tali recettori siano assorbiti e scissi all'interno delle cellule. Questi recettori controllano i livelli ematici di colesterolo, in particolare di colesterolo LDL, rimuovendolo dal flusso sanguigno.
Legandosi a PCSK9 e bloccandolo, Repatha impedisce la scissione dei recettori all'interno delle cellule e quindi aumenta il numero di recettori presenti sulla superficie cellulare, dove possono legarsi al colesterolo LDL e rimuoverlo dal flusso sanguigno. Ciò contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.
Per quanto riguarda il trattamento dell'ipercolesterolemia primaria e della dislipidemia mista, Repatha è stato esaminato in nove studi principali che hanno coinvolto circa 7400 pazienti adulti, inclusi pazienti affetti da malattia familiare eterozigote. In alcuni studi Repatha è stato somministrato da solo mentre in altri è stato usato in associazione con altri medicinali che abbassano il colesterolo, anche in pazienti che assumevano le dosi massime raccomandate di statine.
Questi studi hanno riscontrato una riduzione sostanziale dei livelli ematici di colesterolo LDL (dal 60 al 70% circa in più rispetto al placebo e circa il 40% in più rispetto a ezetimibe) dalla settimana 10 alla settimana 12 dello studio e alla fine delle 12 settimane.
Nella tabella sottostante sono riassunti i risultati principali degli studi sull'efficacia di Repatha:
| Studio | Pazienti | Risultati |
|---|---|---|
| Ipercolesterolemia primaria e dislipidemia mista | Circa 7400 adulti | Riduzione del colesterolo LDL del 60-70% rispetto al placebo, 40% rispetto a ezetimibe |
| Ipercolesterolemia familiare omozigote | 155 pazienti (inclusi 14 bambini >12 anni) | Riduzione dei livelli di grassi nel sangue del 15-32% rispetto al placebo |
Conclusioni
Nuove frontiere terapeutiche come inclisiran e Repatha offrono speranze concrete per il trattamento dell'ipercolesterolemia e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. È fondamentale consultare il proprio medico per valutare la terapia più adatta alle proprie esigenze e condizioni di salute.
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