I fibromi uterini, noti anche come miomi, sono i tumori benigni più comuni dell'apparato genitale femminile e si sviluppano dal tessuto muscolare dell'utero. Solitamente si manifestano durante il periodo fertile, tra i 30 e i 50 anni.
Diagnosi dei Miomi Uterini
La diagnosi di mioma uterino avviene solitamente tramite ecografia pelvica transvaginale. Questo esame evidenzia una neoformazione rotondeggiante a margini ben definiti, con un'ecogenicità variabile in base alla quantità di fibrocellule muscolari e di tessuto connettivo che la compongono. Nei casi di utero con volume notevolmente aumentato, con miomi multipli, o in tutti i casi in cui l'ecografia pelvica transvaginale è tecnicamente difficile, possono essere necessari ulteriori accertamenti.
L'ecografia pelvica (esame esterno) è utile per chiarire la localizzazione, il volume e il numero dei fibromi all'utero. L'ecografia transvaginale (svolta tramite la sonda vaginale) definisce in modo migliore la morfologia del fibroma. Un'altra tecnica diagnostica è la risonanza magnetica, considerata la migliore nella valutazione del possibile coinvolgimento delle cellule dello stroma vaginale e del miometrio.
L’isteroscopia è utile per individuare i fibromi sottomucosi. L'isteroscopia ambulatoriale è un esame fondamentale nella valutazione preoperatoria dei miomi uterini. Infatti, oltre ad accertare la presenza di un eventuale mioma sottomucoso, permette di studiare la cavità uterina ed i suoi rapporti con la formazione miomatosa, in modo tale da personalizzare il trattamento.
In ogni caso, se una donna presenta episodi di sanguinamento oltre alla mestruazione, è necessario effettuare: Visita ginecologica, Pap-test, ecografia transvaginale con colordoppler ed eventuale isteroscopia con biopsia, per escludere la presenza di un carcinoma uterino.
Classificazione dei Miomi
I miomi possono essere classificati in base alla loro localizzazione:
- Sottomucosi (10%): Sporgono nella cavità uterina, sollevando la mucosa endometriale, talora provocandone l’atrofia e la necrosi.
Nel 2011, Munro et al. hanno proposto il sistema di classificazione FIGO (PALM_COEIN) per le cause di sanguinamento uterino anomalo in donne non gravide in età riproduttiva. In questo sistema di classificazione viene proposto un sistema di sottoclassificazione dei miomi basato sulla classificazione dei miomi sottomucosi secondo Wamsteker et al. (proposto nel 1993) a cui si aggiunge una caratterizzazione per i miomi intramurali e sottosierosi.
Secondo questa nuova classificazione:
- le lesioni completamente intracavitarie sono definite G0;
- le lesioni G1 hanno una componente che è intracavitaria per più del 50% ed una componente intramurale <50%;
- le lesioni G2 hanno una componente intramurale maggiore del 50%.
Le lesioni G3 sono totalmente extracavitarie ma a contatto con l'endometrio. Le lesioni G4 sono leiomiomi intramurali interamente all'interno del miometrio, senza estensione alla superficie endometriale o alla sierosa. I leiomiomi sottosierosi (G5-7) rappresentano l'immagine speculare dei leiomiomi sottomucosi: il tipo 5 è almeno il 50% intramurale, il tipo 6 è meno del 50% intramurale e il tipo 7 è attaccato alla sierosa da un peduncolo (mioma peduncolato).
Sintomi
La sintomatologia dipende generalmente dalle dimensioni, dalla sede, dalla posizione e dal numero dei miomi. Circa il 20% di queste lesioni rimangono silenti e sono diagnosticate in occasione di una visita o di un’ecografia pelvica di controllo. La localizzazione dei miomi uterini sembra essere uno dei principali fattori responsabili della frequenza e della gravità della sintomatologia riferita dalle pazienti.
Il sintomo più caratteristico dei miomi sottomucosi è la menorragia (30-40%). Se ci sente stanche, asteniche, deboli, depresse è meglio non aspettare che “passi”, ma parlarne con il medico di famiglia e valutare esame del sangue, emocromo e ferritina, per controllare una possibile anemia.
Prima dei 50 anni, alzarsi di notte più volte per andare in bagno o avere improvvise perdite di urina non è fisiologico: potrebbe essere il sintomo di una compressione dovuta a un fibroma.
Trattamenti
Il trattamento può prevedere una cura farmacologica per i sintomi (come l’assunzione della pillola anticoncezionale, progesterone naturale o farmaci progestinici) o un trattamento chirurgico (miomectomia) per l’asportazione dei fibromi o dell’utero. L’intervento chirurgico può essere eseguito in laparoscopia (attraverso un’apertura nell’addome).
Un'altra tecnica è l'embolizzazione: una tecnica radiologica che va a individuare e occludere l’arteria che alimenta il fibroma. In questo modo, il fibroma cessa di crescere e si verifica una progressiva riduzione del suo volume senza dover intervenire chirurgicamente.
La miomectomia isteroscopica rappresenta la migliore opzione terapeutica per il trattamento dei miomi sottomucosi (G0, G1, G2 e a volte G3). Spesso è necessario eseguire una terapia medica di preparazione prima dell’intervento chirurgico che consiste nell’utilizzo di progesterone o analoghi del GnrH a seconda delle dimensioni della patologia da trattare.
Miomectomia Isteroscopica
La miomectomia isteroscopica si esegue di solito mediante tecnica slicing, che consiste in passaggi ripetuti e progressivi dell’ansa da taglio, secondo la seguente modalità: l’ansa da taglio viene portata dietro la neoformazione, viene poi attivata la corrente di taglio durante il movimento di ritorno dell’ansa in posizione di riposo, in modo tale da ottenere delle “fette” di tessuto.
La resezione di solito inizia in corrispondenza del margine libero del mioma, procedendo poi in maniera uniforme verso la sua base d’impianto. Nel corso della resezione del mioma i frammenti man mano sezionati e accumulati in cavità, tenderanno ad interferire con una corretta visione. Bisognerà quindi procedere alla loro rimozione, che andrà ripetuta più volte nel corso dell’intervento.
Tale tecnica può essere effettuata con Resettore da 26 Fr (circa 1 cm) di diametro previa dilatazione del canale cervicale, oppure con Miniresettore da 15 Fr (circa 5 mm) di diametro se la formazione miomatosa non supera i 2-2.5 cm di diametro; in questo caso la dilatazione meccanica del canale cervicale può essere evitata. Entrambi questi strumenti si basano sull’utilizzo dell’energia bipolare, un sistema di elettrochirurgia avanzato che permette l’utilizzo di soluzione fisiologica come mezzo di distensione uterina e che evita il passaggio di corrente attraverso il corpo della paziente. Infatti, il circuito elettrico, nel caso di utilizzo di energia bipolare, si chiude sull’ansa stessa dello strumento, senza necessità di applicazione di una placca di scarico sul corpo della paziente.
A seconda del numero, delle dimensioni e della profondità di invasione miometriale, la paziente deve sempre essere informata della possibilità che la formazione miomatosa non sia rimossa in un unico tempo chirurgico, ma che potrebbe essere necessario un secondo tempo chirurgico che a volte può coincidere con l’isteroscopia di controllo ambulatoriale che si effettua dopo circa 30-40 giorni dalla procedura primaria durante la quale possono essere rimossi piccoli residui della patologia.
Altre Opzioni Terapeutiche
La chirurgia - es. miomectomia, isterectomia - è un'altra opzione per la gestione dei fibromi, trattamento riservato solo alle donne che presentano sintomi di grave entità (es. il fibroma copre l'utero intero o la neoplasia è molto dolorosa). Le opzioni chirurgiche comprendono la rimozione del/dei fibroma/i (miomectomia), la distruzione del/i tumori senza asportazione o la rimozione dell'utero (isterectomia).
Con la laparoscopia gli strumenti chirurgici e ottici per eseguire l’intervento vengono inseriti nella cavità addominale attraverso piccole incisioni. Nel caso invece in cui si ricorra alla chirurgia tradizionale, l’intervento viene praticato attraverso un’incisione più estesa della parete addominale (laparotomia). Con l’isteroscopia, invece, l’intervento viene eseguito introducendo gli strumenti chirurgici in cavità uterina, attraverso la vagina. Questa tecnica permette l’asportazione di un particolare tipo di fibromi, quelli a sviluppo endocavitario.
leggi anche:
- Risonanza Magnetica Utero con Contrasto: Cosa Aspettarsi e Perché Farla
- Ecografia Utero Retroverso: Cosa Rivelare e Quali Sono le Implicazioni
- Utero a Cuore (Utero Setto): Diagnosi con Ecografia e Implicazioni
- Utero Antiversoflesso all'Ecografia: Significato e Implicazioni
- Preparazione per la Laparoscopia: Guida Completa e Consigli Essenziali per una Procedura Senza Stress
- Mammografia: Quanto Dura l'Esame e Cosa Aspettarsi?
