Glicemia Alta a Digiuno: Cause e Rimedi

L'iperglicemia è un termine medico utilizzato per indicare la presenza di elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue rispetto ai valori normali. La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue superano i valori normali, una condizione che può essere temporanea o cronica. L'iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.

La glicemia viene misurata in milligrammi per decilitro (mg/dl) e i valori superiori a 126 mg/dl a digiuno sono generalmente indicativi di una glicemia elevata. Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”.

Avere glicemia alta non significa necessariamente essere diabetici, ma è un segnale che il corpo potrebbe non essere in grado di gestire correttamente il glucosio. Il glucosio è la principale fonte di energia per il corpo, ma quando non viene metabolizzato correttamente, può accumularsi nel sangue. Nelle persone con diabete l'iperglicemia deve essere accuratamente trattata con l’obiettivo di mantenere i livelli di glucosio nel sangue il più possibile vicino ai valori normali.

Cos'è la Glicemia a Digiuno Alterata (IFG)?

L'alterata glicemia a digiuno o IFG (acronimo di Impaired Fasting Glucose) è una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue, rilevati a digiuno da almeno otto ore, superano per eccesso il limite di normalità pur rimanendo al di sotto dei valori che sanciscono lo stato diabetico. L'alterata glicemia a digiuno (IFG) non va confusa con l'alterata tolleranza al glucosio (IGT), anche se le due condizioni possono coesistere.

La caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili. L'esame obiettivo permette il riconoscimento da parte del medico dei segni oggettivi e dei sintomi soggettivi presentati dal paziente, tuttavia la caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre risulta essere asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente senza dare segni e sintomi obiettivabili.

Cause della Glicemia Alta

Le cause principali della glicemia alta sono legate a fattori genetici e ambientali. L’alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza e l’aumento del rischio cardiovascolare; la sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue.

Il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, è una delle cause più comuni nei giovani. Il diabete di tipo 2, invece, è spesso associato a stili di vita non corretti, come una dieta ricca di zuccheri e grassi, sedentarietà e sovrappeso.

Esistono anche situazioni temporanee che possono causare un rialzo della glicemia. Infezioni acute, traumi, interventi chirurgici o gravi malattie possono indurre una risposta ormonale che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. La gravidanza può essere accompagnata da un'alterazione temporanea del metabolismo del glucosio, condizione nota come diabete gestazionale. Alcune malattie del pancreas, come la pancreatite cronica o i tumori pancreatici, possono compromettere la produzione di insulina e causare iperglicemia.

Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio. Inoltre, anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.

Fattori che possono alterare la glicemia a digiuno:

  • Assunzione di alcuni farmaci.

Sintomi dell'Iperglicemia

L'iperglicemia può manifestarsi attraverso una serie di sintomi caratteristici che possono variare in intensità a seconda dei livelli di glucosio nel sangue e della durata dell'alterazione. Nelle fasi iniziali, soprattutto nel prediabete, i sintomi possono essere lievi o assenti, rendendo la condizione difficile da riconoscere senza esami specifici.

I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali.

Diagnosi

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Interpretazione dei risultati del Carico Orale di Glucosio:

  • Valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl: rientrano nei limiti di norma.
  • Esiti nel range 141-199 mg/dl: evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati.
  • Valori superiori a 200 mg/dl: la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Nel test da carico di glucosio orale il medico dà da bere, al soggetto che deve sottoporsi al test, una soluzione con 75 grammi di glucosio. In un soggetto normale il glucosio oscilla su valori standard tra i 90 mg/dL e i 100 mg/dL e dopo questo test, il picco di glicemia non supera i 150 mg/dL. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.

Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta: Rimedi e Trattamenti

Il controllo della glicemia richiede un approccio completo che include modifiche dello stile di vita e, quando necessario, terapie farmacologiche specifiche. La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica.

1. Alimentazione Equilibrata

La dieta gioca un ruolo fondamentale: è importante limitare il consumo di carboidrati semplici e zuccheri raffinati, preferendo alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico.

2. Attività Fisica Regolare

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia. Attività fisica: è opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno.

3. Controllo del Peso

Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina. Il prediabete è una condizione che è possibile arginare, effettuando modifiche nel proprio stile di vita per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e le sue complicanze. Attualmente gli esperti sono convinti che, mangiare sano, aumentare l’attività fisica e perdere peso siano metodi utili per curare l’intolleranza glucidica, più efficaci rispetto ai soli farmaci.

4. Gestione dello Stress

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

5. Altri Consigli

  • Bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
  • Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.

Integratori Naturali

Alcuni integratori naturali potrebbero contribuire al controllo della glicemia. La cannella ha mostrato proprietà ipoglicemizzanti naturali. Il cromo e il magnesio possono migliorare la sensibilità all'insulina.

Prediabete

Il prediabete è una condizione che rappresenta un potenziale campanello d'allarme per l'insorgenza di diabete di tipo 2. Nel prediabete la glicemia (il livello di glucosio nel sangue) è maggiore del normale (iperglicemia), ma non è così alta da permettere di diagnosticare il diabete. Generalmente il prediabete non si manifesta con particolari sintomi. I più comuni segnali che una persona può riscontrare sono aumento della sete, minzione frequente, fatica e visione offuscata.

Inoltre, nella fase di prediabete si possono già prevenire le possibili complicanze del diabete, che sono il vero problema di questa malattia. Gli esperti consigliano a chi soffre di prediabete di perdere dal 5 al 10 per cento del proprio peso e di fare qualsiasi attività fisica di intensità moderata per mezz’ora al giorno.

L'alterata glicemia a digiuno è un monito che ci ricorda due cose molto importanti. La prima è che il diabete mellito di tipo II non colpisce all'improvviso, ma nella maggior parte dei casi, se non sempre, passa per una condizione reversibile e non propriamente patologica che dura degli anni. Questa condizione, che possiamo identificare nell'alterata glicemia a digiuno, non dà sintomi particolari, motivo per cui dopo il quarantacinquesimo compleanno, specie in presenza di sovrappeso e familiarità per la patologia, è necessario sorvegliare con una certa attenzione la propria glicemia.

leggi anche: