"Utero fibromatoso" è l'espressione medica indicante una patologia dell'apparato riproduttivo femminile, caratterizzata dalla comparsa di numerosi fibromi nell'utero (fibromi uterini) e dalla conseguente perdita, da parte dello stesso utero, della sua caratteristica elasticità e anatomia.
Impari e cavo, l'utero è l'organo genitale femminile, che serve ad accogliere la cellula uovo fecondata (cioè il futuro feto) e a garantirne il corretto sviluppo, durante i 9 mesi di gravidanza. Risiede nella piccola pelvi, precisamente tra vescica (anteriormente), intestino retto (posteriormente), anse intestinali (superiormente) e vagina (inferiormente).
Nell'arco della vita, l'utero muta la propria forma; se fino all'età pre-puberale ha un aspetto allungato simile a un dito di guanto, in età adulta assomiglia molto a una pera capovolta (o rovesciata), mentre nella fase post-menopausa riduce gradatamente il proprio volume e si schiaccia.
Conosciuti come leiomiomi o miomi uterini, i fibromi uterini sono tumori benigni dell'utero, che si sviluppano generalmente a partire dal miometrio, ossia il caratteristico strato di cellule muscolari dell'utero.
Cause dell'Utero Fibromatoso
Attualmente, le cause dell'utero fibromatoso sono oggetto di studio; tra i fattori sospettati, rientrano:
- Le anomalie ormonali. La ricerca scientifica ha dimostrato che i fibromi uterini contengono molti più recettori per gli estrogeni e il progesterone, rispetto a quanti ne contiene il normale tessuto dell'utero. Un'alterata sensibilità agli ormoni sessuali può quindi giocare un ruolo.
- La familiarità allo sviluppo dei fibromi uterini.
- L'obesità.
- Un'alterata sensibilità dell'utero ai fattori di crescita.
Il fibroma uterino è la lesione uterina più frequente e comune che si verifica durante il periodo fertile (tra i 30 e i 50 anni). Non sono ancora chiare le cause che determinano la formazione del fibroma uterino.
Sintomi
L'utero fibromatoso può essere una condizione sintomatica o asintomatica, a seconda che i fibromi uterini siano di grandi dimensioni o meno.
Sintomi aggiuntivi sono in relazione al volume del fibroma stesso e all’effetto massa, con compressione delle strutture anatomiche adiacenti; se è prevalente il loro sviluppo anteriormente, con compressione della vescica, comparirà pollachiuria, incontinenza, sensazione di avere la vescica piena. Se viceversa si estrinsecano posteriormente, ne risulterà compresso il retto e dare costipazione o sintomatologia dolorosa lombare, irradiata o meno agli arti inferiori.
Altri sintomi includono:
- Addome bitorzoluto e senso di pressione a livello pelvico.
- Stipsi, diarrea e/o minzione frequente.
Per quanto riguarda la sintomatologia, l’emorragia uterina è frequente quando il fibroma uterino è sottomucoso o intramurale con sconfinamento verso l’endometrio; si verifica l’erosione dell’endometrio, con abbondante perdita di sangue, da queste masse tumorali, il cui rifornimento arterioso, fatto di vasi neoformati, non è sotto il completo controllo del sistema nervoso simpatico. Inoltre, la sua presenza, all’interno del miometrio, ostacola la contrattilità di quest’ultimo.
Durante le varie fasi del ciclo, l’emorragia può essere tanto abbondante, da comportare anemia, astenia, facile affaticamento, per cui è necessario ricorrere alla terapia marziale.
Diagnosi
Per la diagnosi di utero fibromatoso, sono fondamentali l'esame pelvico e l'ecografia pelvica. Per la diagnosi di utero fibromatoso, sono sufficienti le informazioni provenienti dall'esame pelvico e dall'ecografia pelvica; tuttavia, molto spesso, i medici prescrivono alle pazienti con la patologia in questioni indagini ulteriori, allo scopo di approfondire la gravità dei fibromi uterini e delle alterazioni anatomiche a carico dell'utero.
Ecografia
L’ecografia transvaginale è considerata l'esame di elezione per la diagnosi di utero fibromatoso. L’ecografia è l’esame di primo livello e viene eseguita o per via intravaginale se il paziente si rivolge ad un ginecologo o per via transpubica a vescica piena se ad eseguire l’esame e’ invece un radiologo.
L’ecografia e’ un esame di semplice esecuzione, richiede pochi minuti ed e’ in grado di descrivere molto accuratamente la sede e l’estensione del fibroma. Puo’ anche dare informazioni sulla vascolarizzazione del fibroma e se a questo si associano altre patologie, in particolare l’adenomiosi.
Con l’ecografia il medico valutera’ anche lo stato di entrambe le ovaie. L’ecografia non riechiede particolare preparazione da parte della paziente se non bere un litro, un litro di acqua due ore prima dell’esame se questo viene eseguito da un radiologo. In caso di fibromi multipli con un utero marcatamente aumentato l’esame ecografico puo’ presentare maggiori difficolta’ per la classificazione e l’estensione della patologia.
L'ecografia pelvica (esame esterno) è utile per chiarire la localizzazione, il volume ed il numero dei fibromi all'utero; l'ecografia trans vaginale (svolta tramite la sonda vaginale) definisce in modo migliore la morfologia del fibroma.
La sonoisterografia consiste nell’esecuzione di una ecografia transvaginale e consente la visualizzazione della cavità uterina introducendo, attraverso un sottile catetere sterile, del liquido che distendendo le pareti dell’utero rende possibile la diagnosi di eventuali polipi endometriali, miomi sottomucosi, malformazioni uterine.
Risonanza Magnetica (RM)
La risonanza magnetica è l’esame meno invasivo e ha il vantaggio di fornire un quadro estremamente preciso del numero, dimensioni e caratteristiche dei fibromi. E’ un esame di secondo livello e puo’ essere richiesto dal medico quando le informazione richieste devono essere piu’ dettagliate rispetto a quelle fornite dall’ecografia. Inoltre potendo valutare molto bene la vascolarizzazione del fibroma e’ estremamente utile per sancirne la completa devascolarizzazione in caso di pregressa embolizzazione.
Come gia’ specificato precedentemente in caso di fibromatosi o presenza di un fibroma molto grande (superiore ai 12-15 cm) consente di delinearne accuratamente i margini ed i rapporti con le altre strutture adiacenti.
Pertanto ad oggi l’esame di RM con mdc consente di escludere totalmente la presenza di patologie differenti dal mioma uterino che e’ per definizione patologia di natura benigna.
La risonanza magnetica rappresenta un'altra tecnica diagnostica, la migliore nella valutazione del possibile coinvolgimento delle cellule dello stroma vaginale e del miometrio.
È di grandissima importanza un’attenta diagnosi differenziale con i leiomiosarcomi, tumori maligni che possono presentarsi in modo relativamente simile. E’ poi degno di nota il fatto che in caso di sospetto di patologia di natura maligna ( sarcoma uterino) l’esame di risonanza magnetica e’ in grado di diagnosticare con un’ altissima sensibilita’ e specificita’ la presenza di questa neoplasia che, essendo molto rara, puo’ sfufggire nelle fasi iniziali al medico.
Isteroscopia
E’ un esame eseguito dal ginecologo che permette di studiare in maniera precisa ed accurata la cavita interna dell’utero. E’ indicata nel caso il ginecologo volesse valutare la possibile rimozione di un fibroma che aggetta molto all’interno della cavita’ uterina ( parliamo quindi di un fibroma sottomucoso) ed in questo caso da diagnostica l’isteroscopia puo’ tramutarsi nella stessa seduta in isteroscopia “operativa” perche il ginecologo asporta in concomitanza anche il fibroma.
L’isteroscopia diagnostica e’ di particolare utilita’ quando si voglia valutare la cavita’ uterina in previsione di una possibile gravidanza.
L’isteroscopia rappresenta un’indagine di II livello rispetto all’ecografia transvaginale.
Attraverso l’isteroscopia possono essere rilevate rilevate le eventuali neoplasie.
Altre Tecniche Diagnostiche
Viene scarsamente utilizzata nello studio dei fibromi uterini perche’ non riesce a fornire informazioni accurate come la RM nella maggior parte degli aspetti da valutare. Tuttavia puo’ avere un’indicazione in fibromi dove sia necessario valutare attentamente la vascolarizzazione permettendo questa metodica un aricostruzione molto accurata delle strutture vascolari. Utile in caso di sospetto di patologia maligna per poter valutare l’eventuale presenza di linfonodi ingrossati.
Classificazione dei Fibromi Uterini
All’interno dell’utero possono essere presenti anche diverse tipologie di fibroma. La localizzazione, il numero e le dimensioni dei fibromi, che generalmente sono più di uno contemporaneamente, sono determinanti per comprenderne natura e sintomi, così come per studiare il giusto trattamento.
- I sottomucosi sono i meno frequenti, ma sono associati a dismenorrea, metrorragia ed infertilità; se peduncolati possono protrudere nella cavità uterina; sono facilmente aggredibili per via isteroscopica.
- Gli intramurali sono i più frequenti, talvolta asintomatici, lo diventano per le dimensioni o per un loro sconfinamento verso l’endometrio; si possono presentare con dismenorrea, menorragia e sensazione di compressione addominale. Esso e’ situato nello spessore della parete uterina e puo’ determinarne una deformazione piu’ o meno evidente a seconda delle dimensioni del fibroma.
- I sottosierosi sono quelli che determinano la compressione delle strutture adiacenti: la vescica anteriormente e il retto posteriormente; se peduuncolati, possono andare incontro a torsione. Essi possono essere silenti, ossia non dare alterazioni del ciclo, specie se sessili. Quelli peduncolati possono torcersi intorno al loro peduncolo.
Misti: hanno caratteri misti.
Trattamento
Prima di esporre le varie terapie a disposizione delle portatrici di utero fibromatoso, è doveroso informare i lettori in merito a come i medici scelgono l'approccio terapeutico. La gestione terapeutica dell'utero fibromatoso ha come scopo contrastare i fibromi uterini, arrestandone la crescita o distruggendoli/eliminandoli.
Il trattamento può prevedere una cura farmacologica per i sintomi (come l’assunzione della pillola anticoncezionale, progesterone naturale o farmaci progestinici) o un trattamento chirurgico (miomectomia) per l’asportazione dei fibromi o dell’utero.
L'approccio terapeutico ai fibromi uterini e’ strettamente legato alla sintomatologia.
Terapia Medica
La terapia medica (ovvero con farmaci) è mirata principalmente al sollievo dai sintomi (come sanguinamento e dolore). Vengono utilizzati principalmente allo scopo di bloccare i sanguinamenti intra mestruali ovvero la meno metrorragia.
- La pillola anticoncezionale e la spirale anticoncezionale.
- Gli agonisti del GnRH arrestano la crescita dei fibromi uterini, bloccando la produzione di estrogeni e progesterone. Si può ottenere una significativa riduzione delle dimensioni dell’utero.
- La cosiddetta spirale medicata al progesterone.
- L'acido tranexemico è indicato a ridurre i flussi mestruali più abbondanti e dolorosi.
- I FANS.
Anche questa terapia ha principalmente lo scopo di bloccare i sanguinamenti intra mestruali. Sono poi stati messi in commercio farmaci meno impegnativi per la paziente che non comportano la lunga serie di effetti collaterali che le la terapia con analoghi del gnrh può comportare (atrofia vaginale, osteoporosi, aumento del colesterolo, vampate e altro).
Agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine: la leuprolide è un farmaco non steroideo antiandrogeno prescritto soprattutto nel trattamento tumori ormono-sensibili come il carcinoma prostatico e il carcinoma mammario; la molecola agisce direttamente sull’ipofisi per diminuire la produzione di ormoni gonadici, riducendo così l’effetto di stimolazione sui fibromi.
Negli ultimi anni è stato introdotto un nuovo farmaco, Uliprestil ( ESMYA ), che inizialmente aveva suscitato una forte attenzione nel mondo scientifico ginecologo. Tuttavia questo farmaco appare sempre di più mostrare i propri limiti in quanto, sebbene non presenti tutti gli effetti collaterali attribuibili agli analoghi del GNRH, conduce ad una rapida recrudescenza della sintomatologia una volta sospeso.
Analoghi dell’LH-RH, utilizzabili per 3 mesi, che determinano una menopausa farmacologica transitoria.
Terapia Chirurgica
La chirurgia - es. miomectomia, isterectomia - è un'altra opzione per la gestione dei fibromi, trattamento riservato solo alle donne che presentano sintomi di grave entità (es. il fibroma copre l'utero intero o la neoplasia è molto dolorosa). Le opzioni chirurgiche comprendono la rimozione del/dei fibroma/i (miomectomia), la distruzione del/i tumori senza asportazione o la rimozione dell'utero (isterectomia).
La terapia chirurgica e’ rappresentata dall’asportazione per via laparotomica di voluminosi fibromi sottosierosi o intramurali.
- La miomectomia è l'intervento chirurgico di eliminazione dei fibromi uterini, lasciando l'utero in posizione.
- La miolisi.
- La miomectomia laparoscopica o robotica. Il trattamento chirurgico può essere eseguito in laparoscopia (attraverso un’apertura nell’addome). Alcuni chirurghi, quando possibile, preferiscono intervenire utilizzando la via laparoscopica in quanto sicuramente meno invasiva. Ad oggi il tasso di mortalità per questo tipo di intervento è praticamente nullo come del resto è molto bassa anche la morbilità ad esso associata. Miomectomia laparoscopica (o robotica): il chirurgo accede mediante diverse piccole incisioni nello stomaco, attraverso cui vengono poi introdotti sottili strumenti (tra cui una videocamera) che consentono l’esecuzione dell’intervento.
- La miomectomia isteroscopica è la miomectomia eseguita mediante il resettoscopio, uno strumento che emette scariche elettriche capaci di eliminare i fibromi uterini. La funzionalità riproduttiva dell’utero, infatti, è pienamente conservata; può essere tuttavia riservata solo a quei fibromi che aggettano all’interno della cavità uterina, quindi i fibromi che abbiamo definito come sottomucosi, con diametri generalmente non superiori ai 5 cm.
- La miomectomia tradizionale.
- L’isterectomia è un intervento chirurgico che rimuove l’utero (eventualmente anche ovaie e cervice).
Altre Procedure
- Gli ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica sono una procedura del tutto innovativa, che permette di distruggere i fibromi uterini in maniera non invasiva. Com'è intuibile dal suo nome, tale procedura prevede l'impiego degli ultrasuoni e l'indirizzamento di questi sull'utero, attraverso un apposito strumento. Mediante questo intervento è possibile produrre, all’interno del mioma uterino, un significativo incremento della temperatura allo scopo di creare una vera e propria necrosi coagulativa. Infatti le dimensioni dei fibromi che possono essere trattati devono sicuramente essere contenute, generalmente non superiore ai 5-6 cm.
- L'embolizzazione dell'arteria uterina è un trattamento che blocca l'afflusso di sangue ai fibromi, determinandone così la riduzione di volume nell'arco delle successive settimane. Il trattamento viene eseguito in ospedale ad opera di un radiologo interventista. L’ embolizzazione dell’arteria uterina è presidio terapeutico utilizzato ormai da moltissimi anni sia in ostetricia che in ginecologia. Un'altra tecnica è l'embolizzazione: una tecnica radiologica che va a individuare e occludere l’arteria che alimenta il fibroma. In questo modo, il fibroma cessa di crescere e si verifica una progressiva riduzione del suo volume senza dover intervenire chirurgicamente.
- Ablazione con ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica: si tratta di un approccio non invasivo che viene praticato in una macchina per risonanza magnetica, utile a guidare il trattamento, che consiste nella somministrazione di ultrasuoni che attraversano la parete addominale fino a convergere sul fibroma, che viene distrutto grazie al calore prodotto. L’intervento viene condotto in regime ambulatoriale e richiede in genere solo una blanda sedazione. I fibromi si riducono nelle settimane e nei mesi successivi al trattamento e anche il sanguinamento mestruale viene efficacemente contenuto.
- Ablazione con radiofrequenza ecoguidata: Sfruttando le immagini ecografiche raccolte in tempo reale, si inserire uno specifico dispositivo all’interno del fibroma fino a causare la distruzione del tessuto tumorale. Non è raccomandabile una gravidanza successiva al trattamento.
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