Esame Chimico Fisico delle Urine: Valori Normali e Interpretazione

L’esame fisico-chimico e microscopico delle urine è un test di laboratorio che consente di identificare eventuali patologie a carico dell’apparato urinario e di verificare la funzionalità dei reni. L’esame urine è uno fra i più comuni e importanti test diagnostici presenti da sempre in clinica.

L’esame si può svolgere su un campione estemporaneo di urina delle prime ore del mattino oppure su tutte le urine emesse nell’arco di tutte le 24 ore della giornata.

In cosa consiste l'esame delle urine?

Vediamo in cosa consiste l’esame delle urine e come interpretarne i risultati. Il test eseguito dal laboratorio consiste in genere in tre parti:

  • l’esame fisico delle urine
  • l’esame chimico delle urine
  • valutazione microscopica del sedimento urinario

Esistono anche dei test rapidi, a strisce reattive, che si possono acquistare anche in farmacia. Non svolgono la valutazione microscopica del sedimento urinario ma soltanto l’esame chimico.

L'esame fisico delle urine

L’esame fisico delle urine analizza diversi parametri:

Colore delle urine

In condizioni normali l’urina ha colore giallo-paglierino o ambra. In molte altre situazioni l’urina assume un colore differente, che spesso può suggerirne la causa. Il colore delle urine è un valore che indentifica lo stato di salute del paziente.

Può assumere varie colorazioni che confronteremo di seguito:

Colore Valore
Trasparente Possibile indice di un eccesso d’idratazione, condizione pericolosa in grado di causare iponatriemia (ridotta concentrazione di sodio nel sangue).
Paglierino Chiaro / Giallo Trasparente È il colore normale delle urine, indice di corretta idratazione.
Giallo scuro / Ambra Suggerisce una mancanza di idratazione.
Birra scura Può indicare una possibile malattia al fegato o una forte disidratazione.
Rosa / Rosso La persona potrebbe avere tracce di sangue nelle urine, indice di condizioni potenzialmente gravi, oppure potrebbe essere un effetto collaterale di alcuni farmaci e alimenti. Sarà comunque necessario un confronto con il proprio medico.
Arancione Solitamente è un colore causato da scarsa idratazione ma potrebbe anche essere sintomo di una patologia al fegato o delle vie biliari.
Blu / Verde È spesso causato dagli alimenti assunti o da alcuni farmaci, potrebbe anche trattarsi di un’infezione batterica o ipercalcemia (alti livelli di calcio).
Schiumosa Condizione che se persiste può indicare un eccesso di proteine nelle urine, la presenza di malattie renali o alterazioni anatomiche.

Questo aspetto non è indice necessariamente di malattia, infatti il valore può essere compromesso dall’alimentazione e dall’assunzione di diversi farmaci.

Aspetto delle urine

In condizioni normali l’urina è trasparente. Per quanto riguarda la trasparenza delle urine, consideriamo normale un aspetto limpido o opalescente, mentre risulta fuori norma l’aspetto torbido.

L’urina diventa torbida in presenza di sostanze corpuscolate come globuli bianchi, batteri, spermatozoi, proteine, fosfati, carbonati, acido urico.

Le motivazioni possono essere varie e non tutte patologiche:

  • Presenza di muco vaginale
  • Presenza di sperma
  • Presenza di liquido prostatico
  • Presenza di cellule epiteliali
  • Presenza di cristalli urinari
  • Presenza di globuli rossi, globuli bianchi o batteri
  • Altre sostanze contaminanti che hanno compromesso il campione.

L’urina diventa lattescente nel caso di piuria, cioè della presenza di pus nelle urine.

Densità delle urine

È il peso specifico dell’urina che è normalmente compreso tra 1010 e 1030. Negli esseri umani adulti i valori normali del peso specifico delle urine sono compresi tra 1,005 e 1,030 g/mL. Il valore di riferimento è costituito dall’acqua priva di ioni, che ha valore 1000.

Un valore inferiore a 1010 indica che l’urina ha poco contenuto e quindi è quasi totalmente costituita da acqua, mentre un valore superiore a 1030 indica che c’è un grande contenuto di sostanze più pesanti dell’acqua al suo interno.

Un valore superiore è caratteristico per chi soffre di:

  • Disidratazione
  • Malattie renali
  • Altre patologie

Un valore inferiore si riscontra nei casi di:

  • Eccessiva assunzione di liquidi
  • Diabete insipido
  • Insufficienza renale
  • Infezioni renali
  • Altre patologie

Si parla di urine normostenuriche, intorno ai 1015-1030 milli-osmoli; al contrario si avranno urine ipostenuriche (inferiore alla norma), isostenuriche, quando il peso è circa 1008, cioè uguale a quello del plasma (es.

Il peso specifico può essere rilevato in modo estemporaneo con l’uso di un densimetro.

L'esame chimico delle urine

L’esame chimico delle urine rivela eventuali sostanze presenti nelle urine e la loro quantità:

pH

È variabile da 5,5 a 7,5. Il pH delle urine riflette l’abilità renale nel mantenere una normale concentrazione di ioni idrogeno nel plasma e nei liquidi extracellulari. Una persona sana avrà un pH nelle urine compreso tra 5,0 e 7,5.

Nel caso sia più ai valori bassi il pH si dice acido, se è superiore a 7 si dice basico. Più basso è il valore più la soluzione sarà “acida”, più alto è il valore più la soluzione sarà “alcalina”.

Il pH urinario è molto importante perché influenza la flora batterica normalmente presente nella zona perineale. Le soluzioni più alcaline fanno pensare che sia in atto un’infezione delle vie urinarie. Per esempio un pH eccessivamente acido tende a favorire la proliferazione dei batteri.

Le soluzioni più acide potrebbero portare alla formazione di calcoli renali o a infiammazioni della vescica.

Il pH va sempre interpretato insieme agli altri parametri dell’esame urine e al quadro clinico del paziente, poiché può subire variazioni temporanee legate anche all’alimentazione o a particolari farmaci.

Glucosio

La quantità di glucosio normalmente presente nelle urine è pari a zero. Il glucosio non dovrebbe trovarsi nelle urine. La sua presenza è uno dei sintomi del diabete mellito dovuto alla glicemia troppo alta.

Questo perché la glicemia normale è di poco superiore ai 100mg/dl la soglia di passaggio del glucosio dal sangue alle urine è di circa 180mg/dl, quindi ben oltre la normale quantità di zucchero nel sangue.

Generalmente, le sostanze presenti nel sangue in quantità eccessiva sono eliminate dai reni attraverso l’urina. Ciò non dovrebbe accadere con il glucosio, poiché normalmente viene anzi riassorbito dai reni. Solo nel momento in cui questo sia in quantità eccessiva e superi la “soglia renale”, che cambia da soggetto a soggetto e varia con l’età, viene eliminato come fosse uno scarto.

Qualora si abbia un importante aumento della glicemia, come accade nel diabete, si supera la soglia per il passaggio dello zucchero dal sangue alle urine e allora si forma la glicosuria, cioè la presenza di glucosio nelle urine.

Il diabete si definisce anche mellito perché un tempo per la diagnosi il medico assaggiava l’urina, che, essendo zuccherata, aveva un sapore dolciastro come il miele, donde appunto il termine “mellito”.

Proteine

La normale quantità di proteine presenti nelle urine è inferiore a 15mg/dl. Nei risultati dell’esame delle urine non bisognerebbe riscontrare la presenza di proteine.

Nella gravidanza il valore normale sale fino a 50mg/dl. Al di sopra della soglia normale si ha la proteinuria patologica.

Generalmente le proteine nelle urine (proteinuria) modificano anche l’aspetto delle stesse rendendole più schiumose.

La loro presenza può essere motivata da cause non troppo preoccupanti e/o patologiche (stress, attività fisica intensa, disidratazione e febbre), ma è un valore riscontrabile più di frequente in caso di:

  • Diabete di tipo I o di tipo II
  • Ipertensione

Meno frequentemente è collegabile a patologie quali:

  • Malattie / Infezioni renali
  • Patologie epatiche
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie cardiovascolari
  • Anemia
  • Tumori
  • Altre patologie

Emoglobina

In condizioni normali è assente nelle urine. Generalmente non presente nelle urine, l’emoglobina è una proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in tutto l’organismo.

La sua presenza nelle urine (emoglobinuria), a meno che non si tratti di una contaminazione (come capita per le donne in fase successiva le mestruazioni), può dipendere da ma non solo:

  • Anemia
  • Favismo
  • Infezioni renali
  • Tubercolosi
  • Tumori ai reni
  • Ustioni
  • Malattie rare e/o genetiche
  • Altre patologie

L’emoglobinuria è la presenza di emoglobina nelle urine, dove normalmente questa proteina non è presente, motivo per cui tale riscontro risulta non fisiologico.

Corpi chetonici

Di norma sono assenti. La presenza di corpi chetonici nelle urine è solitamente sintomo di diabete: l’organismo non disporrebbe della giusta quantità di insulina.

La loro presenza si può riscontrare nelle donne gravide, nei bambini, specialmente in seguito ad episodi febbrili o in presenza di chetoacidosi diabetica.

Questa situazione comporta un eccesso di acidi tossici e viene definita acidosi, chetoacidosi o chetosi, e può condurre fino al coma diabetico, una condizione che può mettere a serio rischio la vita.

Si possono riscontrare anche in altre casistiche e in persone non diabetiche, ad esempio in caso di alto stress metabolico o in seguito ad un’improvvisa ed importante perdita di peso.

Bilirubina

In condizioni normali è assente nelle urine. Nei pazienti sani le urine non contengono bilirubina. La bilirubina è una sostanza di scarto prodotta dal fegato a seguito del processo di smaltimento dei globuli rossi giunti a fine vita.

La sua presenza può suggerire un problema al fegato o al pancreas. È un componente della bile, il liquido che il fegato secerne nell’apparato digerente durante il processo di digestione.

Se la bilirubina è misurabile nell’urina, di solito significa che il fegato o i dotti biliari sono ostruiti, o che il paziente è affetto da epatite o altre forme di danno epatico. Tale può essere rilevabile anche nelle prime fasi delle seguenti patologie:

  • Cirrosi
  • Epatite
  • Ittero ostruttivo

Urobilinogeno

In condizioni normali è quasi assente, inferiore a 0,2mg/dl. L’urobilinogeno è una sostanza incolore, prodotta a livello intestinale per fermentazione batterica della bilirubina.

Un aumento dell’urobilinogeno indica un danno al fegato, una emolisi oppure una condizione di stipsi. La presenza di urobilinogeno nelle urine può essere sintomo di ma non solo:

  • Anemia
  • Cirrosi
  • Epatite
  • Grave ematoma
  • Infezione
  • Altre patologie

Una sua diminuzione fino all’assenza può suggerire un’ostruzione biliare, un transito intestinale accelerato o l’assunzione di antibiotici (che riducono la dose di batteri in grado di processare).

Nitriti

La presenza di nitriti nelle urine indica nella maggior parte dei casi un’infezione ai reni, all’uretra, agli ureteri o alla vescica, in corso, ma questo valore non è sufficiente per effettuare una diagnosi certa.

Infatti, si può riscontrare anche in soggetti sani che si alimentano in maniera particolarmente sbilanciata (consumo eccessivo di verdure a foglia verde, di insaccati, … ) o che assumono farmaci che aumentano la concentrazione di nitriti nelle urine.

L'esame microscopico del sedimento urinario

L’esame microscopico del sedimento urinario valuta la presenza di cellule, proteine e sangue. I sedimenti nelle urine vengono analizzati al microscopio e possono fornire informazioni circa una possibile patologia dei reni e delle vie urinarie.

Si vanno a ricercare e quantificare, a seconda delle necessità, la presenza di cellule ematiche (globuli rossi e bianchi), di cellule epiteliali, di microrganismi, ecc.

Globuli rossi

Consiste nella presenza di globuli rossi nelle urine. A livello occasionale in scarsa quantità può esistere per via di un intenso sforzo fisico, forti stati emozionali. Se è invece consistente, si tratta di ematuria franca e può avere un significato patologico.

Leucociti

La presenza di globuli bianchi nelle urine indica un processo infiammatorio o infettivo, come per esempio una uretrite, una cistite o una vaginite. La batteriuria si identifica come la presenza di batteri nelle urine. Quando sono in quantità significativa, l’urina può risultare lattescente, determinando una piuria.

Cilindri

I cilindri sono agglomerati di proteine che si formano nei tubuli renali e la loro presenza può essere indicativa di patologie renali.

Sali e cristalli

Sono presenti in genere in quantità limitate. Il termine “calcolo” deriva da calcolus, che in latino significa “sasso”.

In termine medico, la calcolosi renale si definisce Nefrolitiasi o litiasi renale, che significa “presenza di calcoli renali” (dal greco -lith =pietra e -iasis= malattia)

Quando i “sassolini” hanno dimensioni molto molto piccole, a livello di sabbia, prendono il nome di renella (sabbiolina).

Quali sono i valori standard per l'esame delle urine?

Indichiamo i valori standard usati in genere nei laboratori per determinare se un certo risultato è nella norma o fuori norma. La presenza di un risultato fuori dell’intervallo considerato normale non necessariamente individua un problema, ma va valutato dal proprio curante.

  • Colore: giallo
  • Aspetto: limpido
  • pH: 5,5-7,5
  • Glucosio: assente
  • Proteine: inferiore a 15mg/dl
  • Emoglobina: assente
  • Urobilinogeno: inferiore a 0,2mg/dl
  • Leucociti: assenti
  • Peso specifico: 1010-1030

Domande frequenti sull'esame delle urine

Come si deve raccogliere il campione per un esame delle urine estemporaneo?

Per prima cosa bisogna procurarsi un contenitore sterile per la raccolta delle urine.

L'importanza della sterilità per l'esame delle urine. Poi bisogna essere sicuri di non inquinare le urine con i batteri provenienti dal nostro corpo, altrimenti il campione verrà alterato da essi e produrrà dei risultati falsamente positivi per infezione!

Per assicurare la sterilità del campione occorre pulire accuratamente le mani e la zona genitale prima di raccogliere il campione. Per evitare contaminazione, pena il rischio di dover ripetere l’esame e/o non ricevere risultati inaffidabili.

Suggeriamo quindi di:

  • Evitare di toccare il contenitore ed il campione durante la raccolta con la pelle;
  • Fare attenzione a non inquinarlo con i batteri presenti nella normale flora genitale.

Per evitare che ciò accada è consigliabile lavare bene la zona genitale con sapone, risciacquare e asciugare con una salvietta pulita prima della raccolta.

  1. Lavare le mani prima della raccolta.
  2. Pulizia dei genitali con sapone delicato e risciacquare. Nelle femmine, la pulizia deve essere svolta dalla parte davanti verso quella di dietro, per evitare la contaminazione da parte di batteri presenti nella zona anale. Nei maschi, invece, la pulizia deve essere fatta dalla punta del pene verso la sua base
  3. Aprire il contenitore per la raccolta delle urine
  4. Iniziare a fare la pipì nel water, poi stringere con i muscoli fino ad interrompere il flusso dell’urina.
  5. A quel punto fare la pipì nel contenitore, facendo attenzione a non toccare il contenitore con i genitali. Almeno 15-20 ml.
  6. Concludere lo svuotamento della vescica terminando di fare la pipì nel water.
  7. Chiudere ermeticamente il contenitore e
  8. Inviarlo al laboratorio il più rapidamente possibile, meglio se entro 2-3 ore dalla raccolta.

Nell’urinocoltura la raccolta viene fatta sul mitto intermedio utilizzando appositi contenitori sterili in cui va posta l’etichetta con codice a barre con i dati dell’utente. Prima del prelievo deve essere fatta l’igiene dei genitali esterni del paziente (dallo stesso o dal personale sanitario). Porre attenzione al mantenimento della sterilità del campione non venendo a contatto con la sua superficie di raccolta.

Le urine possono essere definite come un “ultrafiltrato umano di plasma deproteinizzato ricco di acqua e scorie”. Il volume urinario normalmente nelle 24 ore è di circa 1000-1800 cc, ogni singola minzione può variare tra 300-500 cc.

Una ritenzione urinaria che si protrae nel tempo può dare origine all’iscuria paradossa: sensazione imperiosa ad urinare, con aumento della frequenza di svuotamento, ma senza riuscire ad andare oltre i 100 cc.

L’aspetto e il colore possono essere rilevati in maniera diretta o in laboratorio; l’aspetto normalmente è limpido, altrimenti con alterazioni quali: velato, opalescente, torbido, ad indicare presenza di pus (piuria), leucociti (leucocituria), proteine (proteinuria), calcoli (renella, struvite), sangue (ematuria), batteri (batteriuria), grassi (lipiduria), linfa (chiluria), muco.

Ecco alcuni casi in cui potrebbe essere richiesto:

  • Verificare lo stato di salute dei reni ed escludere patologie a loro carico;
  • Identificare eventuali disordini metabolici;
  • Indagare una possibile infezione alle vie urinarie;
  • Indagare su valori che aiutano a diagnosticare alcune malattie (ad esempio, il diabete);
  • Per verificare un possibile stato di gravidanza.

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