Troponina Alta: Cause Non Cardiache

La troponina è una proteina fondamentale per la contrazione muscolare e si trova in due forme principali nel cuore: troponina I e troponina T. In condizioni normali, i livelli di troponina nel sangue sono molto bassi o assenti. Quando le cellule del muscolo cardiaco subiscono un danno, come nel caso di un infarto, rilasciano questa proteina nel circolo sanguigno.

Si parla quindi di troponina alta quando le concentrazioni ematiche superano i valori di riferimento. L’analisi della troponina viene spesso utilizzata nei pronto soccorso per diagnosticare o escludere un infarto miocardico. L’innalzamento dei suoi livelli può avvenire già poche ore dopo l’inizio del danno cardiaco e può restare elevato per giorni.

Tuttavia, non è solo l’infarto a determinare un aumento: anche altre condizioni possono causare una troponina alta, come l’insufficienza cardiaca, l’embolia polmonare o lo sforzo fisico estremo. Inoltre, esistono numerose cause non ischemiche che possono determinare un aumento della troponina, spesso creando sfide diagnostiche per i medici. Tra queste si includono miocarditi (infiammazioni del muscolo cardiaco) causate da infezioni virali, batteriche o fungine, malattie autoimmuni, reazioni a farmaci o tossine.

Cause e Sintomi

La causa più comune e clinicamente significativa dell'aumento della troponina è l'infarto miocardico acuto, che si verifica quando una o più arterie coronarie si occludono, impedendo l'apporto di sangue e ossigeno a una porzione del muscolo cardiaco. In questa condizione, le cellule cardiache muoiono per mancanza di ossigenazione, rilasciando massicce quantità di troponina nel sangue.

La troponina alta non produce sintomi diretti, poiché rappresenta un marcatore laboratoristico del danno cardiaco. I sintomi che una persona avverte quando ha la troponina elevata sono causati dalla condizione sottostante che ha determinato il rilascio di questa proteina nel sangue.

L'aumentata sensibilità del test, infatti, causa inevitabilmente una ridotta specificità per ischemia miocardica, quindi le troponine sono rilevabili anche in un ampio insieme di condizioni non ischemiche, acute e croniche, cardiache ed extra-cardiache, come pericardite, miocardite, sindrome di Takotsubo, tachiaritmie, scompenso cardiaco, embolia polmonare, ictus e sepsi16-19.

Anche uno sforzo fisico particolarmente intenso, come quello a cui si sottopongono i maratoneti o i triatleti, può accompagnarsi a un rialzo significativo delle troponine cardiache nel siero. Va detto comunque che molte di queste condizioni hanno ripercussioni importanti anche a livello cardiaco, il che giustifica il rialzo di markers così sensibili e specifici.

Valori di riferimento della troponina

  • Troponina I: 0,1 mg/l.
  • La Troponina T ha una concentrazione plasmatica normale di 0,2 mg/l.
  • Valori di troponina inferiore al range cut-off del laboratorio di analisi sono considerati fisiologici.

Diagnosi Differenziale e Approccio Multimarker

Il dolore toracico è una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso (PS). Il dolore toracico è uno dei sintomi più insidiosi con cui il clinico si confronta ogni giorno, dal momento che può avere numerose cause, sia cardiache sia extra cardiache (Tab. 0). Le cause cardiovascolari includono la sindrome coronarica acuta (SCA), l’angina instabile, la dissezione aortica acuta, la pericardite acuta e l’insufficienza cardiaca.

Riconosciamo anche eziologie polmonari (polmonite, embolia polmonare, pneumotorace), gastrointestinali (malattia da reflusso gastro-esofageo [MRGE], perforazione gastrointestinale), psicologiche (stato ansioso, disturbo di panico), e disturbi muscolo-scheletrici (dolore della parete toracica, costo-condrite)3.

I biomarcatori cardiaci sono una componente essenziale dei criteri utilizzati per stabilire la diagnosi di IMA. Il biomarcatore ideale dovrebbe avere una concentrazione elevate nel miocardio, assente nei tessuti non cardiaci, rilasciato rapidamente in maniera lineare in seguito a necrosi miocardica, e presente nella circolazione abbastanza a lungo da essere rilevato facilmente con un test relativamente economico e largamente disponibile.

Al momento, il limite dei metodi di ricerca delle troponine ad alta sensibilità è la possibile rilevazione di ampie aree di “positività biochimica” che può non essere sempre dovuta con certezza ad un contesto di ischemia miocardica.

suPAR è la forma solubile di uPAR, il recettore di membrana dell’attivatore del plasminogeno di tipo urinario o urochinasi (uPA), ed è rilasciato dalla membrana plasmatica tramite clivaggio dall’ancora Glicosil-Fosfatidil-Inositolo in risposta a stimoli infiammatori, a prescindere dalla causa sottostante20. Pertanto, i livelli sierici di suPAR sono strettamente correlati all’attivazione immune e infiammatoria, e nel contesto di patologia cardiovascolare, il suPAR è emerso come un biomarcatore molto promettente in quanto indicatore prognostico.

IL-6 è un’interleuchina multifunzionale, che agisce in maniera sia pro-infiammatoria, sia anti-infiammatoria. In condizioni normali, i livelli di IL-6 circolante sono inferiori a 4.4 ng/L, e mantengono l’omeostati organo/cellulare; durante gli stati infiammatori questi livelli possono aumentare anche di 1000 volte.

Lo studio mirava a valutare l'utilità di un approccio multimarker, combinando l'utilizzo di IL-6 e suPAR con la determinazione di hsTnI, nel percorso diagnostico e nella stratificazione precoce del rischio nei pazienti con dolore toracico in PS.

Trattamento

Poiché la troponina elevata è un marcatore di danno miocardico, l’unico modo per ridurne i livelli è agire sulla causa sottostante. In caso di infarto acuto, è necessario intervenire rapidamente con terapia farmacologica (antiaggreganti, anticoagulanti, nitrati), angioplastica o altri interventi di rivascolarizzazione. Nei casi di miocardite, embolia polmonare o insufficienza cardiaca, il trattamento sarà mirato alla gestione della patologia primaria.

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