Troponina Cardiaca: Valori Normali e Significato Clinico

Gli enzimi cardiaci sono proteine presenti nelle fibre muscolari del cuore. In condizioni normali, questi enzimi sono rilevabili nel sangue solo in concentrazioni minime. Tuttavia, quando i miociti del cuore subiscono un danno o uno stress significativo, questi enzimi vengono rilasciati in circolo in quantità significativamente elevate.

La misura degli enzimi cardiaci è quindi utile come supporto nel diagnosticare l'infarto miocardico e la sindrome coronarica acuta, due patologie associate a un insufficiente apporto di sangue al cuore. La loro valutazione può essere utilizzata anche per determinare il rischio di sviluppare una di queste patologie o per monitorare i pazienti in cui si sospettano tali condizioni.

Cosa sono gli enzimi cardiaci?

Gli enzimi cardiaci rivestono interesse clinico come marcatori di lesione miocardica, in quanto riflettono la presenza di necrosi (senza indicarne, però, il meccanismo responsabile).

Principali enzimi cardiaci

  • Creatina chinasi (CK)
  • Creatina chinasi-MB (CK-MB)
  • Troponine
  • Mioglobina
  • Lattato deidrogenasi (LDH)
  • Aspartato aminotransferasi (AST o GOT)

Troponina: un marcatore specifico del danno cardiaco

Sia il muscolo cardiaco che quello scheletrico esprimono troponina C, mentre la troponina T e I sono generalmente ritenute specifiche per il cuore. La loro concentrazione viene misurata, al pari di altri parametri più comunemente conosciuti dalla popolazione laica, in quanto direttamente correlata ad un verosimile danno di tipo infartuale. Tuttavia, va sottolineato che non si tratta di un esame particolarmente specifico: le troponine possono infatti risultare aumentate in una serie di condizioni slegate dall’infarto del miocardio e spesso prive di pericoli per il paziente. Un qualsiasi insulto a carico del miocardio determina un rilascio in circolo della troponina, a prescindere dalla causa specifica che lo ha causato.

Le troponine cardiache sono isoforme specifiche del cuore e, normalmente, sono presenti nel sangue in quantità molto piccole. Le troponine cardiache sono particolari isoforme presenti esclusivamente nei miociti cardiaci. Di queste, solo la TnI e la TnT sono isoforme specifiche per i cardiomiociti e vengono rilasciate nel sangue solo in seguito a determinati danni.

La misura della troponina consente di capire se il paziente ha avuto un infarto o un altro danno cardiaco. Questo valore si rileva attraverso un semplice esame del sangue e viene considerato uno dei più importanti riferimenti diagnostici per valutare lo stato di salute del cuore.

Valori normali di troponina

Il valore plasmatico di troponina cardiaca nei soggetti normali è pressoché uguale a zero. Il riscontro di un basso livello di troponine cardiache indica l'improbabile infarto e/o danno al cuore. Valori normali di troponina in una serie di misurazioni successive, distanziate da qualche ora, sono indicative dell'improbabilità di una sofferenza cardiaca.

Troponina I: 0,1 mg/l.

Aumento della troponina: quando preoccuparsi?

Durante un infarto miocardico i valori delle troponine tendono ad alzarsi nel giro di qualche ora dall’evento, raggiungendo il picco entro 24-48 ore e mantenendosi ad un livello elevato per oltre 10 giorni. In caso di infarto miocardico, la Troponina T (una delle tre subunità che compongono la troponina) inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore, raggiunge valori massimi verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore e rimane elevata fino a circa 14 giorni. Nel corso di infarto miocardico acuto, la troponina I presenta una specificità più elevata rispetto all'isoforma T (la prima può essere dosata dopo 10 minuti dall'evento patologico, mentre la seconda può essere riscontrata nel siero dopo circa due ore).

Se le concentrazioni del parametro sono significativamente elevate e l'incremento si riscontra in una serie di test fatti in ore diverse, allora è probabile che il paziente abbia avuto un infarto o altri danni cardiaci.

Le possibili cause dell'aumento delle troponine cardiache comprendono anche angina pectoris e miocardite (infiammazione cardiaca). Anche uno sforzo fisico particolarmente intenso, come quello a cui si sottopongono i maratoneti o i triatleti, può accompagnarsi a un rialzo significativo delle troponine cardiache nel siero.

La diagnosi di infarto miocardico richiede che i livelli di troponina cardiaca siano superiori al limite di riferimento del 99° percentile per il test in uso, e che vi sia evidenza clinica di ischemia miocardica.

Altre condizioni che possono causare un aumento della troponina:

  • Tachicardia severa
  • Interventi di cardiochirurgia
  • Traumi

Va detto comunque che molte di queste condizioni hanno ripercussioni importanti anche a livello cardiaco, il che giustifica il rialzo di markers così sensibili e specifici.

Altri enzimi cardiaci: CK-MB, mioglobina, LDH e AST

Oltre alla troponina, altri enzimi cardiaci vengono utilizzati per valutare il danno al miocardio. Di seguito, una breve panoramica:

  • Creatina chinasi (CK): In presenza di una sofferenza del muscolo, vengono rilasciate nel sangue quantità aumentate di CK, entro poche ore. Se si verificano ulteriori danni, le concentrazioni di CK possono rimanere elevate.
  • Creatina chinasi-MB (CK-MB): è una particolare forma dell'enzima, che si trova principalmente nel muscolo cardiaco. Nei casi di infarto del miocardio, l'aumento dell'isoenzima CK-MB è precoce; comincia ad aumentare nelle prime 4-6 ore, raggiunge il picco rapidamente (12-18 ore) e, più rapidamente rispetto alla CK totale, torna nei limiti normali.
  • Mioglobina: insieme alla troponina, questa proteina rappresenta uno dei marcatori più utilizzati per confermare o escludere un eventuale danno al cuore. Quando la mioglobina aumenta, significa che c'è stato un danno recente al cuore o a un altro tessuto muscolare. Un aumento dei valori della mioglobina si può riscontrare anche in caso di traumi, interventi chirurgici o miopatie, come la distrofia muscolare.
  • Lattato deidrogenasi (LDH): L'incremento della LDH può avvenire in tutte le condizioni patologiche caratterizzate dallo sviluppo di un danno cellulare irreversibile (necrosi), con perdita del contenuto citoplasmatico. Nel corso di un infarto miocardico acuto, l'incremento della concentrazione sierica di LDH aumenta dopo 8-24 ore dall'esordio dell'evento, con un picco dopo 3-6 giorni e un ripristino dei valori normali entro 8-14 giorni.
  • Aspartato aminotransferasi (AST, GOT o SGOT): Nei soggetti sani, i valori di AST nel sangue sono bassi. Valori elevati di AST nel sangue possono essere osservati anche in seguito a traumi e malattie muscolari.

Come si misurano gli enzimi cardiaci?

Gli enzimi miocardici vengono misurati su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Il dosaggio della troponina viene effettuato su un campione di sangue, prelevato da una vena del braccio. Il parametro viene misurato 2-3 volte in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dall'insorgenza del dolore toracico o degli altri sintomi associati a un attacco cardiaco. Generalmente, non è richiesta alcuna preparazione da parte del paziente.

Importanza della diagnosi precoce

Di fronte a un dolore cardiaco di causa ignota, il dosaggio della troponina cardiaca nel siero (troponina T o I a seconda dei laboratori), aiuta quindi a stabilire la presenza o l'assenza di un danno cardiaco. Ciò permette di escludere che i disturbi manifestati dal paziente possano essere attribuiti a eventi patologici correlati al cuore. Pertanto, le cause devono essere ricercate altrove, con ulteriori accertamenti diagnostici.

leggi anche: