Le transaminasi, denominate anche aminotransferasi, sono un gruppo di enzimi che catalizzano il trasferimento del gruppo amminico (-NH2) di alcuni amminoacidi (glutammico, aspartico ecc.) in un α-chetoacido (piruvico, ossalacetico ecc.), con formazione di un nuovo amminoacido e di un nuovo chetoacido. L’ipertransaminasemia ha un'incidenza discreta (12.7%) nella popolazione generale.
Cosa sono le transaminasi GPT e GOT?
Le transaminasi GPT e GOT sono enzimi indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, coinvolti in processi fondamentali come il metabolismo degli amminoacidi. Tra queste, le più importanti dal punto di vista clinico sono:
- Transaminasi GPT (Alanina aminotransferasi, ALT): questo enzima è principalmente concentrato nel fegato, ma in quantità minori è presente anche nei reni e nei muscoli. La GPT è considerata un marker specifico per valutare lo stato di salute del fegato, poiché i suoi livelli nel sangue aumentano in caso di danno alle cellule epatiche.
- Transaminasi GOT (Aspartato aminotransferasi, AST): la GOT è presente non solo nel fegato, ma anche nel cuore, nei muscoli scheletrici e nei reni. A differenza della GPT, i livelli di GOT possono aumentare anche a causa di danni a carico di organi diversi dal fegato, come il cuore o i muscoli.
Questi enzimi svolgono un ruolo essenziale nel ciclo dell’urea e nella produzione di energia. Tuttavia, quando le cellule del fegato o di altri organi subiscono un danno, rilasciano GPT e GOT nel flusso sanguigno, portando a un aumento dei loro livelli nel sangue.
Perché si misurano le transaminasi GPT e GOT?
La misurazione delle transaminasi GPT e GOT è un indicatore fondamentale per valutare la salute del fegato e di altri organi correlati. Questi enzimi vengono analizzati con un semplice esame del sangue e rappresentano uno strumento diagnostico essenziale in molte situazioni cliniche.
Principali motivi per misurare le transaminasi:
- Diagnosi delle malattie epatiche: gli aumenti delle transaminasi sono spesso associati a condizioni come epatiti virali, steatosi epatica (fegato grasso), cirrosi e colestasi.
- Monitoraggio degli effetti collaterali dei farmaci: alcuni farmaci, come gli antibiotici, le statine e il paracetamolo, possono danneggiare il fegato, causando un aumento delle transaminasi.
- Valutazione del danno muscolare o cardiaco: la transaminasi GOT, essendo presente anche nei muscoli e nel cuore, può aumentare in caso di traumi, infarto miocardico o malattie muscolari.
- Check-up di routine: le transaminasi vengono spesso incluse negli esami di routine per verificare lo stato generale di salute.
Valori Normali di Transaminasi GPT e GOT
I valori normali delle transaminasi GPT e GOT possono variare leggermente in base al laboratorio, ma in generale rientrano nei seguenti intervalli:
- Transaminasi GPT (ALT): 7-56 U/L (unità per litro).
- Transaminasi GOT (AST): 10-40 U/L (unità per litro).
Valori superiori a questi limiti possono indicare un danno o uno stress a carico del fegato o di altri organi. Tuttavia, è importante sottolineare che piccoli aumenti delle transaminasi non sono necessariamente indicativi di una patologia grave e devono essere valutati nel contesto del quadro clinico generale.
Cause di transaminasi GPT e GOT alte
Valori elevati di GPT e GOT sono spesso il risultato di danni alle cellule del fegato, del cuore o dei muscoli. Le cause di transaminasi alte includono:
- Malattie epatiche:
- Epatiti virali: Infezioni da virus come l’epatite B o C possono aumentare notevolmente i livelli di GPT e GOT.
- Steatosi epatica o NAFLD (NonAlcoholic Fatty Liver Disease) - è una condizione patologica legata ad un eccessivo accumulo di grasso nel fegato, sotto forma di trigliceridi.
- Cirrosi epatica: Una condizione cronica che comporta un danno permanente al fegato.
- Colestasi: Il blocco del flusso biliare può causare un aumento delle transaminasi.
- Danni muscolari o cardiaci:
- Infarto miocardico: La GOT aumenta significativamente in seguito a un danno al muscolo cardiaco.
- Traumi o lesioni muscolari: La distruzione delle cellule muscolari può liberare GOT e, in misura minore, GPT nel sangue.
- Effetti collaterali di farmaci: Farmaci come le statine (utilizzate per abbassare il colesterolo), il paracetamolo e alcuni antibiotici possono causare un aumento delle transaminasi, specialmente in caso di utilizzo prolungato o dosaggi elevati.
- Gravidanza: Le transaminasi GPT alte in gravidanza possono essere legate a condizioni come la sindrome di HELLP o l’epatosi gravidica. In questi casi, un monitoraggio attento è fondamentale per evitare complicazioni per la madre e il bambino.
Cause specifiche in gravidanza
Circa il 3% delle donne in gravidanza soffre di una malattia epatica. Vedere le transaminasi alte in gravidanza non è in genere allarmante, ma va sempre valutato dal medico e monitorato. Infatti, una delle cause di transaminasi alte in gravidanza può essere la colestasi gravidica e la steatosi acuta epatica della gravidanza.
Iperemesi gravidica
L’iperemesi gravidica spesso è associata a ipertransaminasemia per la comune eziologia epatica.
Colestasi gravidica
La colestasi gravidica è una malattia epatica poco diffusa in gravidanza. La colestasi intraepatica della gravidanza aumenta il rischio di prematurità fetale, di natimortalità e di sindrome da distress respiratorio. Il sintomo tipico della colestasi gravidica è la presenza di prurito senza manifestazioni di arrossamento o altre lesioni sulla pelle che:
- è generalizzato;
- tende a peggiorare nel corso della notte, andando a incidere in modo negativo sulla qualità del sonno e comportando difficoltà nell’addormentamento;
- spesso coinvolge anche i palmi delle mani e la pianta dei piedi.
Altri sintomi della colestasi gravidica sono la presenza di ittero, l’emissione di urine scure o la presenza di grasso nelle feci.
La colestasi gravidica riconosce un'eziologia multifattoriale, quindi risulta dall'interazione di più concause. Alla base, vi è un incremento della stasi biliare secondaria ad un'alterazione della secrezione o del normale deflusso di bile nel duodeno.
Fattori di rischio:
- Fattori ormonali: la colestasi gravidica sembra dipendere da un incremento della normale stasi della bile intraepatica, in combinazione con le maggiori concentrazioni plasmatiche di estrogeni e progesterone.
- Fattori genetici: la colestasi gravidica sembra manifestarsi in donne predisposte dal punto di vista genetico, in seguito all'interazione di vari fattori ambientali (come l'alimentazione) e le modificazioni ormonali che avvengono fisiologicamente in gravidanza.
- Fattori ambientali: l'incidenza della colestasi gravidica varia in base a diverse aree geografiche. Anche la dieta può influenzare l'insorgenza della colestasi gravidica.
Generalmente, la colestasi gravidica è benigna per la paziente, ma può avere una prognosi negativa per il feto. Possibile complicanza per la futura mamma è l'aumentata tendenza all'emorragia post-partum. Quest'ultima evenienza dipende dal malassorbimento della vitamina K, associata alla malattia (nota: la vitamina K è coinvolta nei meccanismi di coagulazione del sangue). Anormalità del ritmo cardiaco fetale sono possibili.
La più frequente alterazione di laboratorio correlata alla patologia è l'incremento dei livelli di acidi biliari sierici totali, a digiuno, oltre le 10 µmol/L.
La terapia per la colestasi gravidica è volta soprattutto a ridurre i fastidi legati al prurito, con cure locali sulla pelle, e ad abbassare la concentrazione di acidi biliari con cure farmacologiche.
Steatosi epatica acuta gravidica
La steatosi epatica acuta gravidica (NECROSI GIALLO-ACUTA) è essenzialmente una patologia del II° trimestre e rappresenta una condizione rara ma gravissima con una percentuale del 20% di mortalità materno-fetale. La steatosi acuta gravidica generalmente interessa le primigravide, in particolare se la gravidanza è gemellare o multipla.
Da un punto di vista patogenetico sembra essere riconducibile ad un difetto della beta-ossidazione degli acidi grassi (difetto principale a carico della 3-idrossiacil-CoA deidrogenasi), spesso ereditario e trasmissibile.
Clinicamente le pazienti possono presentare nausea e vomito, dolore addominale epigastrico, ittero moderato, raramente prurito, raramente epatomegalia, possibile esofagite emorragica.
A differenza delle altre epatopatie analizzate, si osserva più frequentemente un rapido peggioramento clinico subito dopo il parto e, pertanto, è necessario uno stretto monitoraggio anche dopo il parto.
Gestoesi pre-eclamptica
La pre-eclampsia colpisce il 7% delle gravide nel III trimestre. In corso di gestosi EPH (edemi, proteinuria, ipertensione) può manifestarsi il coinvolgimento epatico, essendo la pre-eclampsia una patologia sistemica. Attualmente si ritiene che la manifestazione epatica della pre-eclampsia sia la sindrome HELLP (Hemolysis, Elevated Liver tests, Low Platelets).
Il 3-5% delle pazienti con gestosi EPH evolve in HELLP syndrome per danneggiamento dell’endotelio vascolare diffuso a svariati organi. Da un punto di vista laboratoristico, dunque, le caratteristiche della sindrome HELLP sono: l’emolisi, ipertransaminasemia e la piastrinopenia.
Transaminasi GPT basse: cosa significa?
Mentre l’aumento delle transaminasi è un segnale di danno, valori molto bassi possono indicare:
- Carenze nutrizionali: Una dieta povera di proteine o carenze di vitamina B6 possono ridurre la produzione di transaminasi.
- Insufficienza epatica avanzata: In caso di danni gravi al fegato, l’organo può non essere più in grado di produrre quantità normali di enzimi.
Quando preoccuparsi per GPT e GOT alte?
Non tutti gli aumenti delle transaminasi devono destare preoccupazione. Tuttavia, è importante consultare un medico se:
- I livelli di GPT e GOT sono molto superiori ai valori normali (ad esempio, superiori a 3-4 volte il limite);
- Gli aumenti persistono per più analisi consecutive;
- Sono presenti sintomi come ittero, stanchezza cronica, dolore addominale, urine scure o prurito.
Esami consigliati per monitorare GPT e GOT
- Esame delle transaminasi: Il primo passo è misurare i livelli di GPT e GOT con un esame del sangue. Questo test è semplice, rapido e viene eseguito come parte del pannello epatico. L’analisi delle transaminasi avviene mediante normale prelievo di un campione di sangue (da effettuare preferibilmente al mattino stando a digiuno).
- Altri esami epatici: Per un quadro più completo della salute epatica, le transaminasi vengono spesso analizzate insieme ad altri parametri, tra cui Gamma-glutamiltransferasi (GGT), Fosfatasi alcalina (ALP) e Bilirubina.
- Test di imaging: Se i livelli di transaminasi sono significativamente alterati, il medico può richiedere Ecografia epatica o Risonanza magnetica.
Per supportare e confermare la diagnosi, vengono effettuati degli esami del sangue che consentono di mettere in evidenza le più frequenti alterazioni correlate alla colestasi gravidica. Il reperto di laboratorio più sensibile e specifico è l'aumento della concentrazione sierica degli acidi biliari (>10 mmol/L).
Come mantenere livelli sani di GPT e GOT
Seguire uno stile di vita sano è fondamentale per mantenere i livelli di transaminasi GPT e GOT nei valori normali. Ecco alcuni consigli:
- Dieta equilibrata: ridurre il consumo di grassi saturi, zuccheri e alcol. Integra frutta, verdura e proteine magre.
- Esercizio fisico regolare: per prevenire l’accumulo di grasso nel fegato.
- Evitare farmaci inutili: utilizzare i farmaci solo sotto controllo medico, soprattutto quelli potenzialmente epatotossici.
In presenza di colestasi gravidica, il parto può essere indotto alla 36esima-37esima settimana di gestazione, quando lo sviluppo polmonare è ormai completo. La colestasi gravidica si risolve nel puerperio, indicativamente entro 4-6 settimane dalla nascita del bambino.
Siamo abituati a dare per scontato di svegliarci tutte le mattine, tutto sommato in forze e in salute. Magari anche dopo un weekend caratterizzato da alcol ed eccessi alimentari. Il fegato è un organo prezioso per il nostro organismo, un lavoratore instancabile che svolge il suo lavoro ogni giorno. Il fegato è però un organo molto vulnerabile: entra quotidianamente in contatto di tutte le tossine alimentari/da farmaci, per cui aiutarlo nel suo lavoro è il minimo che si possa fare.
Avere uno stile di vita sano: il fumo e l’alcol mettono a dura prova la salute del nostro organismo, anche del fegato! Dieta iper-calorica, grassa e zuccherina? No, grazie! Oramai sappiamo quanto i grassi facciano bene, anche in gravidanza, ma non possiamo ignorare che una dieta ricca di grassi saturi, in particolare se associata al consumo di zuccheri, si associ in letteratura scientifica all’aumento rischio cardiovascolare e al peggioramento della funzionalità epatica.
E' importante limitare cibi come i dolciumi, lo zucchero, il riso bianco, le torte, caramelle di ogni tipo. Si consiglia di evitare il consumo di funghi! Trattandosi infatti di un periodo della vita in cui il fegato risulta più appesantito, i funghi sono da evitare.
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