La tomoscintigrafia globale corporea è un esame diagnostico per immagini utilizzato in particolare per lo studio dei tumori. La Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) è una delle tecniche d'imaging più avanzate nel campo della medicina nucleare, utilizzata per produrre immagini tridimensionali dettagliate del corpo umano. Questa tecnica sfrutta le proprietà di particolari farmaci radiotraccianti che, una volta iniettati nel corpo, emettono positroni. La PET è un metodo di imaging non invasivo utilizzato principalmente per osservare i processi biologici all'interno del corpo. Per fare ciò, vengono utilizzati radiotraccianti specifici che si concentrano in particolari tessuti o organi target.
Come Funziona la Tomoscintigrafia Globale Corporea
Si basa sull’iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco (il 18-F-Fluorodesossiglucosio, uno zucchero reso debolmente radioattivo), e sulla successiva analisi della sua distribuzione nell’organismo per mezzo di un apposito macchinario, il tomografo PET TC. Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del marcatore. Il radiofarmaco, infatti, impiega circa 60 minuti per distribuirsi in tutto il corpo: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d’attesa, bevendo almeno mezzo litro d’acqua e svuotando la vescica non appena avverte lo stimolo, in modo da eliminare la quantità in eccesso. L’esame, che in totale richiede mediamente due ore e mezza, non è doloroso né pericoloso.
Radiofarmaci Utilizzati
Il radiotracciante più comunemente utilizzato è il fluoro-18, legato al glucosio (FDG). Sono disponibili diversi radiofarmaci per la diagnostica PET/CT. Gli altri farmaci utilizzati nella PET globale corporea variano a seconda dell'obiettivo clinico.
- Il più comune radiotracciante utilizzato nella PET è il Fluoro-18-FDG, una molecola di glucosio marcata con fluoro-18.
- Il Gallio-68 è utilizzato in vari radiotraccianti per imaging dei recettori della somatostatina nei tumori neuroendocrini.
- 18F-FDG (fluorodesossiglucosio) è il radiofarmaco maggiormente utilizzato ed è disponibile in tutti i centri di medicina nucleare che dispongono della PET/CT. L’FDG si comporto come il glucosio (zucchero) e quindi studia il metabolismo glucidico del tumore.
- 11C-Colina è un radiofarmaco che necessita di essere prodotto in loco, per cui è disponibile solo in alcuni centri di medicina nucleare provvisti di ciclotrone.
- 68Ga-DOTATOC è un radiofarmaco utilizzato per lo studio dei tumori neuroendocrini.
- 18F-FDG (fluorodesossiglucosio, analogo del glucosio) la maggioranza delle neoplasie utilizza una grande quantità di zuccheri per vivere; il radiofarmaco tende ad accumularsi all’interno del tumore, permettendo la sua visualizzazione alle immagini PET/CT. Viene usato anche in ambito non oncologico, per esempio nello studio di infezioni o di vasculiti.
- 11C-Colina è un radiofarmaco che necessita di essere prodotto in loco, per cui è disponibile solo in alcuni centri di medicina nucleare provvisti di ciclotrone. Viene utilizzato principalmente per lo studio della neoplasia prostatica.
- 68Ga-DOTATOC è un radiofarmaco utilizzato per lo studio dei tumori neuroendocrini.
La scelta del radiofarmaco dipende dalle caratteristiche del tumore che si vuole studiare.
Applicazioni in Oncologia
Questo particolare tipo di tomoscintigrafia viene utilizzata soprattutto in campo oncologico, in quanto permette lo studio del metabolismo glucidico dei tumori. Le neoplasie, infatti, tendono a consumare molto zucchero, e quindi attraggono una grossa quantità di radiofarmaco. Questa tecnica permette uno studio approfondito di diverse tipologie tumorali; si valutano le caratteristiche della neoplasia, si cercano le sedi di malattia o si parametra l’evoluzione del tumore durante o dopo il trattamento.
La PET/CT globale corporea offre in un unico esame diagnostico un quadro clinico completo, dando informazioni sulla natura del tumore, sullo stadio di malattia o sulla sua evoluzione. La metodica consente di porre diagnosi, di effettuare successiva rivalutazione della malattia o di valutare la risposta a uno specifico trattamento (chemioterapia, radioterapia). La PET globale corporea con 18F-FDG serve in particolar modo in ambito oncologico quando è necessario avere dati precisi su severità ed estensione della patologia, per definire con la maggior accuratezza possibile il percorso diagnostico-terapeutico. La PET globale corporea con 18F-FDG viene abitualmente richiesta in fase di diagnosi di un tumore, per controllarne l’evoluzione e/o per monitorare l’efficacia delle terapie in corso.
Poiché i tumori sono particolarmente avidi di glucosio, la PET, mostrando l’accumulo di questo zucchero, è molto utile per confermare una diagnosi di tumore, per verificare la presenza di metastasi o per verificare una variazione nelle dimensioni della massa tumorale. È dunque un esame funzionale, molto importante per valutare l’efficacia di una terapia oncologica, in quanto l'assenza di accumulo di glucosio radiomarcato in una sede in cui era stato identificato in precedenza indica che il trattamento in corso è efficace.
La PET si presta anche a combinazioni con altri esami radiologici (tomografia computerizzata - TC o risonanza magnetica nucleare - RMN) quando le condizioni cliniche lo richiedono: si parla in questi casi di PET/TC e PET/RMN. In particolare nell’imaging oncologico pediatrico, visto che i bambini sono più suscettibili alle radiazioni. In questi casi la necessità di ridurre l’esposizione, ottenuta tramite una combinazione di più studi di imaging, ha portato all'uso crescente della PET/RM come alternativa più sicura, dato che espone a circa il 70 per cento di radiazioni in meno rispetto alla PET/TC.
Preparazione all'Esame
Nelle 6 ore precedenti all’esame è necessario rimanere a digiuno (anche se è consentito bere acqua) ed evitare l’assunzione di insulina. Inoltre è bene presentarsi all’appuntamento con la relativa documentazione medica. La preparazione per una scansione PET può variare a seconda del radiotracciante utilizzato. Il paziente arriva in clinica o ospedale, dove viene iniettato con il radiotracciante. È necessario attendere un certo periodo affinché il radiotracciante si distribuisca nel corpo. La PET globale corporea con 18F-FDG prevede la somministrazione di un farmaco analogo marcato del glucosio, il fluoro-desossiglucosio (18F-FDG) che consente di evidenziare alcune caratteristiche tumorali tra cui il comportamento metabolico del tumore, utile per valutare il grado di aggressività o per effettuare una diagnosi differenziale, e l’evoluzione del tumore in presenza di terapie sistemiche (es. chemioterapia, immunoterapia, etc) o terapie locali (es.
Per eseguire la PET è necessario il digiuno da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta) da almeno sei ore. È preferibile astenersi dall'attività fisica intensa nelle ore precedenti l'indagine. È bene inoltre assumere liquidi in abbondanza (acqua, tè non dolcificato eccetera) per ottenere una buona idratazione.
Per i pazienti con diabete conclamato e in terapia ipoglicemizzante è raccomandata una valutazione da parte del medico prima dell'eventuale esecuzione dell'esame in quanto l’esame prevede la somministrazione di glucosio.
Prima di procedere, il medico spiega in modo preciso come funziona l'esame e richiede alcune informazioni relative alla storia medica della persona che dovrà firmare il modulo del consenso informato e la nota contenente tutte le informazioni inerenti all'esame. La persona deve avere con sè tutta la documentazione che riguarda il motivo per cui è stato richiesto l'esame.
Durante e Dopo l'Esame
Successivamente il paziente viene sdraiato sul lettino del tomografo e vengono registrate le immagini. La PET/CT non è né dolorosa né pericolosa. Il radiofarmaco utilizzato per l’esame non ha effetti collaterali, non è un mezzo di contrasto e non causa reazioni allergiche. La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è del tutto paragonabile ad altri esami simili, come per esempio la CT. Le indagini di medicina nucleare, come anche la PET/CT, prevedono la somministrazione di una piccola quantità di una sostanza radioattiva (radiofarmaco). Dopo la somministrazione, il radiofarmaco si distribuisce all’interno del corpo del paziente, permettendo di ottenere successivamente le immagini diagnostiche. Il paziente viene fatto accomodare nella sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare e gli viene richiesto di rimanere a riposo.
Al termine della tomoscintigrafia il paziente può riprendere le normali attività della vita quotidiana. Dopo l’esame è consigliabile bere in abbondanza in modo da facilitare l’eliminazione del radiofarmaco. Per svolgere la PET globale corporea con 18F-FDG al paziente viene somministrato il radiofarmaco per via endovenosa. Il radiofarmaco necessità di 60 minuti circa per entrare adeguatamente in circolo e localizzarsi nella zona di interesse. Dopo questo lasso di tempo, il paziente viene fatto sdraiare supino all’interno del macchinario della PET/CT e si procede alla scansione delle immagini, che dura 15-20 minuti circa.
L'esame comporta soltanto un’iniezione endovenosa di una piccola quantità di glucosio radiomarcato, solitamente preceduto dal test della glicemia. Il radiofarmaco viene somministrato per via endovenosa, quindi bisogna attendere circa 45 minuti prima di sottoporsi all’esame, cercando di riposare, stare tranquilli e rilassare la muscolatura.
Terminato l'esame, dopo che il medico ne avrà valutata la corretta esecuzione, è possibile tornare a casa. Si può tornare alla vita di tutti i giorni, ma con qualche accortezza da osservare nelle quattro-cinque ore successive all'esecuzione dell'esame: è bene evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli, prima che la radioattività sia scomparsa dall’organismo.
La persona può tornare a casa e riprendere tutte le proprie normali attività e abitudini di vita e di alimentazione. Il paziente non deve essere necessariamente accompagnato perché può guidare in modo autonomo: il radiofarmaco iniettato non influisce sulle capacità di utilizzare un mezzo.
Precauzioni Post-Esame
Nelle 24 ore successive all’esame è necessario:
- continuare a bere e a urinare un po’ più spesso del solito, perchè il radiofarmaco possa essere eliminato soprattutto attraverso le urine
- evitare i contatti stretti e prolungati (stare abbracciati, dormire insieme ecc.) con bambini piccoli (minori di 3 anni) e donne in gravidanza: è bene mantenere da essi almeno un metro di distanza
Per tutelare l'ambiente, i materiali che sono entrati in contatto con urine, feci o sangue della persona che si è sottoposta a scintigrafia devono essere conservati in sacchi chiusi per almeno due giorni, possibilmente in uno scantinato o in garage. Trascorso questo tempo, è possibile eliminare questi residui inserendoli nei contenutori per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. In caso in cui capi intimi o vestiti si siano macchiati con urina, feci o sangue dopo l'esame, gli indumenti vanno riposti per almeno 2 giorni in sacchi chiusi, possibilmente in uno scantinato o in garage. Trascorso questo tempo, possono essere lavati e indossati di nuovo.
Controindicazioni
Di base, non vi sono controindicazioni particolari per l’esecuzione di questo esame. Solo in caso di sospetta o accertata gravidanza è di grande importanza informare il medico, che ne valuterà la fattibilità. Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente è tenuta a informare il medico nucleare del suo stato. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento.
L'esame ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza o in allattamento. Inoltre le persone che hanno eseguito trattamenti radioterapici da meno di tre mesi e quanti hanno subito interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese devono dichiararlo prima dell'esame, per agevolare l'interpretazione del risultato.
Rischi Immediati e a Lungo Termine
A oggi sono note alcune reazioni allergiche ai radiofarmaci impiegati nell'esame che generano sintomi come prurito, edema ed esantemi. Sono comunque tutte gestibili con l'intervento del medico, sempre presente durante l'esame.
La PET impiega sostanze radiomarcate con radioisotopi che emettono positroni. La dose di irradiazione è equivalente circa a quella che si assume quando si esegue una TAC.
Durata dell'Esame
Il tempo per eseguire l’indagine vera e propria (acquisizione) varia tra 20 e 30 minuti a seconda del segmento del corpo da esaminare. La durata dell’intera procedura, dalla somministrazione del radiofarmaco alla fine dell’esame (compresa l’attesa precedente all'esame), varia da duea tre ore.
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