Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) con FDG: Preparazione e Interpretazione

La PET ovvero la Tomografia a Emissione di Positroni è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che utilizza sostanze radioattive con isotopi positron-emittenti. La PET si presta anche a combinazioni con altri esami radiologici (tomografia computerizzata - TC o risonanza magnetica nucleare - RMN) quando le condizioni cliniche lo richiedono: si parla in questi casi di PET/TC e PET/RMN.

In particolare nell’imaging oncologico pediatrico, visto che i bambini sono più suscettibili alle radiazioni, la necessità di ridurre l’esposizione, ottenuta tramite una combinazione di più studi di imaging, ha portato all'uso crescente della PET/RM come alternativa più sicura, dato che espone a circa il 70 per cento di radiazioni in meno rispetto alla PET/TC.

Di che cosa si tratta? La PET (acronimo inglese che sta per positron emission tomography, tomografia a emissione di positroni in italiano) è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che comporta la somministrazione per via endovenosa di una sostanza normalmente presente nell'organismo (per lo più glucosio, ma anche metionina o dopamina).

Vengono iniettate per via endovenosa sostanze normalmente presenti nell'organismo come glucosio, metionina o dopamina, ma "marcate" con molecole radioattive. La sostanza è marcata con una molecola radioattiva (nel caso del glucosio, il Fluoro 18) e il tomografo PET rileva la distribuzione di queste sostanze.

Il radiofarmaco più utilizzato è il 18F-FDG (fluoro-deossi-glucosio). Dato che le cellule tumorali o infiammatorie sono caratterizzate da un elevato consumo di glucosio, accumuleranno il radiofarmaco e renderanno l'area di accumulo ben evidente al tomografo PET. Poiché i tumori sono particolarmente avidi di glucosio, la PET, mostrando l’accumulo di questo zucchero, è molto utile per confermare una diagnosi di tumore, per verificare la presenza di metastasi o per verificare una variazione nelle dimensioni della massa tumorale.

Bisogna specificare però che non tutti i tumori sono ben valutabili con questo sistema, per esempio nel caso di tumori al cervello in cui la concentrazione di glucosio nell'organo esaminato è già molto elevata o nei tumori alla prostata in cui le cellule neoplastiche non sono avide di glucosio.

Indicazioni della PET total body

Come accennato, la PET total body è necessaria in diverse situazioni cliniche, principalmente in ambito oncologico, ma anche in altre specialità mediche.

In oncologia, è fondamentale per i seguenti scopi:

  • Diagnosi di tumori: è in grado di individuare la presenza di cellule tumorali grazie all’accumulo di radiofarmaci specifici, come il 18F-FDG, che è un analogo del glucosio. Le cellule tumorali tendono ad assorbire più glucosio rispetto alle cellule normali e questo viene evidenziato dalla PET.
  • Valutazione della risposta alle terapie: è utilizzata per monitorare l’efficacia di trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia. L’assenza di accumulo di glucosio radiomarcato in una zona precedentemente identificata come tumorale indica l’efficacia della terapia.
  • Diagnosi di ricadute dopo i trattamenti: può individuare recidive tumorali precocemente, consentendo di intervenire tempestivamente.
  • Stadiazione della malattia tumorale: aiuta a determinare l’estensione del tumore, ovvero se si è diffuso ad altri organi o tessuti.
  • Valutazione dell’aggressività biologica e prognosi: fornisce informazioni utili per valutare l’aggressività di un tumore e la sua prognosi.
  • Ricerca di tumore primitivo occulto in pazienti con metastasi: può aiutare a trovare il tumore primario in quei casi in cui sono presenti metastasi ma non è noto il punto di partenza del tumore.
  • Caratterizzazione metabolica dei noduli polmonari: aiuta a determinare la natura di noduli polmonari, distinguendo tra lesioni benigne e maligne.

Oltre all’oncologia, la PET trova impiego in altri ambiti, tra cui i seguenti:

  • Neurologia: può essere utilizzata per distinguere l’Alzheimer da altre forme di demenza.
  • Cardiologia: viene utilizzata per analizzare il flusso del cuore e la vitalità dei suoi tessuti.
  • Ortopedia: serve per valutare infezioni vertebrali e protesi infette.
  • Studio di infezioni o vasculiti: in alcuni casi, la PET è utile per studiare processi infiammatori o infettivi.

In alcuni casi, la PET è in grado di risolvere problemi diagnostici che non sono stati chiariti da altri approcci strumentali di radiologia. La PET/TC, in particolare, offre un quadro clinico completo in un unico esame, fornendo informazioni sulla natura del tumore, lo stadio di malattia e la sua evoluzione.

Come si svolge l’esame?

La PET total body si svolge seguendo una procedura specifica che include la somministrazione di un radiofarmaco, un periodo di attesa, l’acquisizione delle immagini e, spesso, una tomografia computerizzata (TC).

Sintetizzando, ecco i passaggi principali:

  1. Somministrazione del radiofarmaco: Il paziente riceve un’iniezione endovenosa di un radiofarmaco, generalmente nell’avambraccio. Il tipo di radiofarmaco utilizzato varia a seconda del tipo di tessuto o patologia da studiare. Il più comune è il 18F-FDG, un analogo del glucosio, ma ne esistono altri come il 68Ga-DOTATOC (per i tumori neuroendocrini), 18F-colina (per i tumori prostatici), 18F-FET (per le neoplasie cerebrali).
  2. Periodo di attesa: Dopo la somministrazione, il paziente deve attendere un periodo variabile, di solito tra i 10 minuti e un’ora, per permettere al radiofarmaco di distribuirsi in modo adeguato nell’organismo e raggiungere il tessuto interessato. Durante questo tempo, al paziente viene chiesto di rimanere a riposo in una sala d’attesa.
  3. Preparazione all’esame: Prima di iniziare l’acquisizione delle immagini, il paziente potrebbe dover rimuovere eventuali oggetti metallici. In alcuni casi, potrebbe essere necessario svuotare la vescica. È consigliabile indossare abiti comodi.
  4. Acquisizione delle immagini: Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino all’interno del tomografo, una macchina a forma di anello aperto. Durante l’acquisizione delle immagini, che dura generalmente tra i 20 e i 30 minuti a seconda del segmento del corpo da esaminare, il paziente deve rimanere immobile. È possibile respirare normalmente ma è importante non muoversi per evitare artefatti nelle immagini. Durante l'acquisizione delle immagini, il paziente sdraiato su un lettino a scorrimento fluido deve restare fermo. Verrà costantemente monitorato da una telecamera interna e resterà in contatto con il personale sanitario mediante un interfono.
  5. Tomografia computerizzata (TC): Immediatamente prima dell’acquisizione delle immagini PET, viene spesso eseguita una TC con lo stesso tomografo. La TC è utile per la localizzazione anatomica precisa delle alterazioni evidenziate dalla PET e per una corretta ricostruzione delle immagini. In casi selezionati, può essere eseguita una TC con mezzo di contrasto.
  6. Interpretazione: Le immagini PET/TC vengono interpretate dal medico. Al termine della procedura il paziente viene accompagnato in sala di aspetto interna, il tempo necessario per permettere al medico di valutare la qualità delle immagini.
  7. Fine dell’esame: Al termine dell’acquisizione delle immagini, il paziente può tornare alle normali attività quotidiane. Di solito non è necessario rimanere in osservazione. Tuttavia, per precauzione, è consigliabile evitare il contatto con donne incinte e bambini per le ore successive all’esame. In alcuni casi si consiglia di utilizzare un bagno separato per le 5 ore successive all’esame. Dopo la conferma della corretta acquisizione, il paziente può tornare a casa senza nessuna limitazione.

La durata totale dell’esame varia generalmente tra le due e le tre ore, ma può essere minore con strumenti di ultima generazione.

Preparazione del Paziente

L'accoglienza del paziente è certamente la fase più delicata. Oltre a raccogliere tutta la documentazione clinica, l'infermiere deve saper riconoscere il suo stato d'animo. Il paziente che esegue la PET infatti è spesso affetto da una neoplasia. L'infermiere potrà dunque trovarsi davanti una persona scoraggiata, preoccupata, ansiosa e sfiduciata. Un semplice atteggiamento di comprensione potrebbe rendere più serena l'esecuzione dell'intero iter. Se il paziente si mostra particolarmente sofferente o ansioso, è necessario incentivarlo e supportarlo con farmaci sedativi o O2 terapia. Durante l'esecuzione l'infermiere in collaborazione con il medico nucleare e il tecnico di radiologia monitora il paziente attraverso la telecamera. Il paziente resterà comunque in contatto con gli operatori tramite un microfono. Viene reperito poi un accesso venoso che consentirà una idratazione ottimale, oltre che la somministrazione successiva del radiofarmaco. Il controllo dei valori glicemici è fondamentale prima di poter procedere.

Preparazione specifica

Sì, è necessaria una preparazione specifica prima di sottoporsi a un esame PET total body, che può variare leggermente a seconda del tipo di radiofarmaco utilizzato e delle condizioni del paziente. In linea generale, le principali raccomandazioni sono le seguenti:

  • Digiuno: In generale, è richiesto il digiuno da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta) per almeno sei ore prima dell’esame. Per la PET con 18F-FDG, è consigliabile seguire una dieta priva di carboidrati la sera precedente. In alcuni centri, si richiede un digiuno completo da almeno 5 ore, anche se è consentito bere acqua.
  • Pazienti diabetici: i pazienti diabetici devono seguire indicazioni specifiche, ovvero:
    • Diabete di tipo 2 (terapia orale): il giorno prima dell’esame è consigliata una cena leggera. Il giorno dell’esame, una colazione leggera alle ore 7, assunzione della terapia antidiabetica abituale e digiuno fino al completamento dell’esame.
    • Diabete di tipo 1 (terapia insulinica): il giorno dell’esame, è richiesta una colazione alle ore 7, assunzione della terapia antidiabetica abituale e digiuno fino al completamento dell’esame; in generale, per i pazienti con diabete conclamato in terapia ipoglicemizzante è raccomandata una valutazione medica prima dell’esame, poiché questo prevede la somministrazione di glucosio.
  • Idratazione: è importante assumere liquidi in abbondanza (acqua, tè non dolcificato) per ottenere una buona idratazione.
  • Attività fisica: è preferibile astenersi dall’attività fisica intensa nelle ore precedenti l’indagine.
  • Svuotare la vescica: al paziente viene spesso richiesto di svuotare la vescica prima dell’esame per permettere una corretta visualizzazione degli organi.
  • Abbigliamento: è consigliabile indossare un abbigliamento comodo e senza oggetti metallici (catenine, braccialetti, ecc.), che potrebbero interferire con l’esame.
  • Farmaci: non è necessario sospendere le terapie farmacologiche in corso. Per quanto riguarda l’assunzione dei medicinali abituali è opportuno informare in anticipo il medico della terapia in corso e seguire le sue indicazioni.
  • Documentazione: è importante portare tutta la documentazione clinica relativa alla patologia in esame, inclusi esami TC, RM, ecografie, e scintigrafie ossee con relative immagini. Per l’esame PET con colina, portare anche gli ultimi tre valori del PSA.

Le donne in età fertile devono comunicare immediatamente al medico nucleare un sospetto di gravidanza o una gravidanza conclamata, perché l’esame è controindicato.

In caso di allattamento, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento, la cui durata dipende dal radiofarmaco utilizzato.

È necessario informare il personale medico di eventuali trattamenti radioterapici effettuati nei tre mesi precedenti, interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese. Inoltre le persone che hanno eseguito trattamenti radioterapici da meno di tre mesi e quanti hanno subito interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese devono dichiararlo prima dell'esame, per agevolare l'interpretazione del risultato.

Per i pazienti con diabete conclamato e in terapia ipoglicemizzante è raccomandata una valutazione da parte del medico prima dell'eventuale esecuzione dell'esame in quanto l’esame prevede la somministrazione di glucosio. Per eseguire l'indagine, infatti, è sufficiente una piccola quantità di glucosio radiomarcato che, come tale, non è in grado di alterare l'equilibrio glicemico del paziente.

Nel caso di specifica richiesta specialistica della contestuale esecuzione di TC con mezzo di contrasto, è necessario eseguire nei 30 giorni precedenti la PET un esame della creatininemia e un elettrocardiogramma. Inoltre, è necessario comunicare tempestivamente al centro PET eventuali reazioni avverse al mezzo di contrasto e/o allergie a farmaci.

Seguire attentamente queste indicazioni è fondamentale per la buona riuscita dell’esame e per ottenere risultati accurati e utili per la diagnosi e il trattamento. In caso di dubbi, è sempre consigliabile contattare il centro medico dove si eseguirà l’esame.

Informazioni Utili per il Paziente

È un esame che possono fare tutti? L'esame ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza o in allattamento.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare nei giorni o nelle ore precedenti l’esame? Per eseguire la PET è necessario il digiuno da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta) da almeno sei ore. È preferibile astenersi dall'attività fisica intensa nelle ore precedenti l'indagine. È bene inoltre assumere liquidi in abbondanza (acqua, tè non dolcificato eccetera) per ottenere una buona idratazione.

È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Per eseguire una PET generalmente non è necessario farsi accompagnare. L'esame, infatti, non incide sulla capacità di guidare i veicoli, salvo nei rarissimi casi in cui venga usato un sedativo.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? No. L'esame comporta soltanto un’iniezione endovenosa di una piccola quantità di glucosio radiomarcato, solitamente preceduto dal test della glicemia. Il radiofarmaco viene somministrato per via endovenosa, quindi bisogna attendere circa 45 minuti prima di sottoporsi all’esame, cercando di riposare, stare tranquilli e rilassare la muscolatura. L’esame inizia con la somministrazione per via endovenosa del tracciante radioattivo.

L'esame comporta rischi immediati? A oggi sono note alcune reazioni allergiche ai radiofarmaci impiegati nell'esame che generano sintomi come prurito, edema ed esantemi. Sono comunque tutte gestibili con l'intervento del medico, sempre presente durante l'esame.

L'esame comporta rischi a lungo termine? La PET impiega sostanze radiomarcate con radioisotopi che emettono positroni. La dose di irradiazione è equivalente circa a quella che si assume quando si esegue una TAC.

Quanto dura? Il tempo per eseguire l’indagine vera e propria (acquisizione) varia tra 20 e 30 minuti a seconda del segmento del corpo da esaminare. La scansione può durare di per sé 20-30 minuti, mentre l’intera procedura può richiedere 2-3 ore. La durata dell’intera procedura, dalla somministrazione del radiofarmaco alla fine dell’esame (compresa l’attesa precedente all'esame), varia da due a tre ore.

Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? Terminato l'esame, dopo che il medico ne avrà valutata la corretta esecuzione, è possibile tornare a casa.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Si può tornare alla vita di tutti i giorni, ma con qualche accortezza da osservare nelle quattro-cinque ore successive all'esecuzione dell'esame: è bene evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli, prima che la radioattività sia scomparsa dall’organismo.

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