Sterilizzazione della Gatta: Laparoscopia, Pro, Contro e Costi

La sterilizzazione della gatta è una scelta che porta all’animale vantaggi importanti in termini di salute e comportamento, ma, trattandosi di un intervento invasivo, molto spesso ci troviamo davanti a dubbi e paure. In questo articolo affrontiamo l’argomento, analizzando anche i vantaggi e gli eventuali svantaggi.

Cosa si intende per sterilizzazione di una gatta femmina

La sterilizzazione di una gatta femmina, conosciuta anche come ovariectomia o ovariosalpingoisterectomia, è un intervento chirurgico volto a rimuovere gli organi riproduttivi dell’animale, specificatamente le ovaie e, in alcuni casi, l’utero. Generalmente, si raccomanda di effettuare questo intervento quando la gatta ha tra i 5 e i 9 mesi di età, anche se può essere eseguito a qualsiasi età. Questo procedimento impedisce alla gatta di entrare in calore, evitando quindi gravidanze indesiderate. La sterilizzazione non solo previene la riproduzione, ma offre anche benefici per la salute e il comportamento dell’animale.

Perché sterilizzare la gatta? Pro e contro

La sterilizzazione della gatta è una scelta che porta all’animale vantaggi importanti in termini di salute e comportamento ma è fondamentale anche per controllare la popolazione felina, riducendo il numero di gattini non desiderati che spesso finiscono per vivere in condizioni precarie o in rifugi. Vediamo uno per uno i vari vantaggi:

  • Prevenire malattie come la FIV (immunodeficienza felina) o il tumore mammario, oltre a infezioni uterine potenzialmente gravi. È consigliabile sterilizzare la gatta prima del suo primo calore per massimizzare questi benefici.
  • Garantire un comportamento sereno e meno stressato dell’animale. Durante il calore, le gatte possono diventare estremamente vocali, specialmente di notte, mostrare aggressività e nervosismo, anche verso i loro padroni.
  • Evitare l’attrazione di gatti maschi, che possono causare disturbi con il loro chiasso e marcare il territorio con urina, danneggiando piante ed erba. Questo aiuta anche a prevenire il rischio che la gatta contragga malattie da gatti maschi non sterilizzati.
  • Ridurre il rischio di incidenti stradali e smarrimenti. Le gatte non sterilizzate spesso tendono ad allontanarsi di casa in cerca di partner per l’accoppiamento, aumentando il pericolo di incidenti o di perdersi.
  • Diminuire il problema dell’abbandono e del randagismo. La sterilizzazione contribuisce a ridurre il numero di gattini non desiderati, che spesso finiscono abbandonati e possono soffrire di fame e malattie.

Svantaggi limitati della sterilizzazione

Oltre ai numerosi vantaggi associati alla sterilizzazione della gatta domestica, esistono alcuni svantaggi limitati, tra cui:

  • Aumento del rischio di sovrappeso: Dopo la sterilizzazione, il metabolismo di una gatta rallenta, richiedendo fino al 25% in meno di calorie. I proprietari devono adeguare la dieta dell’animale, optando per alimenti specifici per gatte sterilizzate, per evitare l’aumento di peso.
  • Costi e complessità dell’intervento chirurgico: La sterilizzazione è un intervento più invasivo e oneroso rispetto alla castrazione di un gatto maschio. Questo aspetto richiede una considerazione attenta dei costi e delle implicazioni chirurgiche.
  • Possibilità di incontinenza urinaria e ridotta sensibilità: L’interruzione della produzione ormonale a seguito della sterilizzazione può influenzare lo sviluppo della gatta. Ciò può portare a problemi come la perdita del controllo della vescica, risultando in potenziali episodi di incontinenza.
  • Perdita dei geni di razza: Questo è uno svantaggio per chi ha un allevamento di gatti di razza e vuole portare avanti la genealogia di eccellenza.

Quali sono i rischi della sterilizzazione di una gatta

La sterilizzazione di una gatta è comunemente un intervento chirurgico semplice e sicuro, considerato di routine nella pratica veterinaria. Tuttavia, come ogni procedura chirurgica, presenta alcuni rischi, principalmente legati all’uso dell’anestesia generale e alle condizioni di salute dell’animale. Vediamo quali sono i principali rischi:

  • Rischi dell’anestesia generale: Anche se rari, ci sono potenziali rischi associati all’anestesia generale, come reazioni allergiche, complicazioni respiratorie o cardiache. Questo è il motivo per cui vengono effettuati esami pre-operatori per valutare la salute dell’animale e minimizzare i rischi.
  • Complicazioni post-operatorie: Sebbene rare, possono verificarsi complicazioni post-operatorie, come infezioni, sanguinamento, o reazioni ai punti di sutura. Questi rischi sono generalmente bassi e possono essere ulteriormente ridotti seguendo le istruzioni post-operatorie del veterinario. È importante monitorare la gatta dopo l’intervento per rilevare tempestivamente eventuali segni di complicazioni, come letargia eccessiva, rifiuto di cibo, gonfiore o arrossamento nella zona operata.

A che età va sterilizzata la gatta

Determinare l’età ottimale per sterilizzare una gatta è un argomento che solleva dibattiti tra veterinari e proprietari di animali domestici, con diverse raccomandazioni a seconda delle prassi locali. Negli Stati Uniti, ad esempio, la tendenza è di procedere con la sterilizzazione tra i 3 e i 5 mesi di età, mentre in Italia si preferisce aspettare fino al raggiungimento dei 6-7 mesi di vita, idealmente prima del primo ciclo estrale.

La sterilizzazione precoce presenta diversi vantaggi. Uno di questi è la riduzione del rischio di sviluppo di sovrappeso, un problema comune nei gatti sterilizzati. Inoltre, effettuare l’intervento prima delle 7 settimane di età può favorire una ripresa più rapida dopo l’operazione e diminuire l’incidenza di patologie osteoarticolari.

La raccomandazione più diffusa è comunque quella di sterilizzare la gatta prima del suo primo calore. Questa tempistica può contribuire a prevenire problemi di salute come tumori mammari e infezioni uterine, oltre a evitare gravidanze indesiderate.

È importante valutare caso per caso, considerando lo sviluppo fisico e la salute generale dell’animale ed affidarsi sempre al consiglio del veterinario di fiducia che conosce l’animale e le sue caratteristiche.

Come si svolge l’operazione di sterilizzazione della gatta

Esistono diverse tecniche utilizzate per eseguire questo intervento:

  • Ovariectomia (OVE): si tratta della rimozione delle sole ovaie. Questa procedura riduce il rischio di gravidanza e malattie legate agli ormoni, come i tumori mammari. È meno invasiva rispetto all’ovariosalpingoisterectomia e si associa a un recupero più rapido.
  • Ovariosalpingoisterectomia (OSI): questa tecnica comporta la rimozione delle ovaie e dell’utero. È più comunemente utilizzata e previene sia la gravidanza che le infezioni uterine (piometra). È leggermente più invasiva rispetto alla sola ovariectomia.

Il procedimento chirurgico generalmente segue questi passaggi:

  1. Preparazione pre-operatoria: la gatta viene sottoposta a un esame fisico completo. Gli esami pre-operatori includono analisi del sangue e, talvolta, radiografie o ecografie per assicurare che l’animale sia in buone condizioni di salute per sopportare l’anestesia e l’intervento.
  2. Anestesia: la gatta viene anestetizzata per garantire che l’intervento sia indolore e per immobilizzarla durante la procedura.
  3. Intervento chirurgico: viene effettuata un’incisione, di solito nell’addome inferiore. Attraverso questa incisione, il chirurgo localizza e rimuove le ovaie e, se necessario, anche l’utero. Dopodiché, l’incisione viene suturata.
  4. Recupero post-operatorio: dopo l’intervento, la gatta viene monitorata fino al completo risveglio dall’anestesia. È importante un periodo di recupero tranquillo, durante il quale la gatta dovrebbe limitare l’attività fisica e evitare di leccare o disturbare l’area operata.
  5. Controllo post-operatorio: una visita di controllo post-operatoria è necessaria per rimuovere i punti e assicurarsi che la guarigione stia procedendo correttamente.

La scelta tra OVE e OSI dipende da vari fattori, tra cui le raccomandazioni del veterinario, le condizioni specifiche della gatta e le preferenze del proprietario. Entrambe le procedure sono comuni e considerate sicure, con un basso rischio di complicazioni.

Le principali tecniche di intervento sono due:

  • Tecnica open: si tratta di un’incisione a livello addominale di pochi cm da cui si provvede ad asportare gli organi.
  • Laparoscopia: permette di intervenire nella cavità senza incidere con una migliore visione e senza rischi di infezioni nella parete addominale. Sicuramente è una tecnica più complessa ma che comporta anche meno dolore post operatorio per la gatta sterilizzata.

Come preparare la gatta all’intervento di sterilizzazione

Il veterinario svolge un ruolo cruciale nel guidare il proprietario attraverso il processo di sterilizzazione della gatta, fornendo informazioni dettagliate e preparando l’animale per l’intervento.

Inizialmente viene effettuata una visita anestesiologica per valutare le condizioni generali di salute della gatta e per determinare il protocollo anestetico più adatto. Questo esame è fondamentale per minimizzare i rischi legati all’anestesia durante l’operazione.

Se lo ritiene opportuno, il veterinario può richiedere una serie di esami preliminari, come analisi del sangue, per assicurarsi che la gatta sia in buone condizioni di salute e non presenti fattori di rischio che potrebbero complicare l’intervento o la fase di anestesia.

Un aspetto importante da tenere in considerazione è il digiuno pre-operatorio. È essenziale che la gatta non assuma cibo per circa 8 ore prima dell’intervento. Questa precauzione riduce il rischio di aspirazione polmonare durante l’anestesia, una condizione potenzialmente pericolosa. Inoltre, il digiuno può variare in durata in base alle linee guida del veterinario e all’età della gatta. Anche l’assunzione di acqua dovrebbe essere limitata, seguendo le indicazioni specifiche fornite dal veterinario.

Queste misure preparatorie sono importanti per garantire la sicurezza e il successo dell’operazione.

Quanto ci mette una gatta a riprendersi dopo la sterilizzazione

Come per la fase pre-operatoria, anche al termine dell’intervento il chirurgo veterinario dà indicazioni al proprietario sulla ripresa di alimentazione e uscite e sui farmaci da assumere.

Possiamo dire che quella della gattina sterilizzata è una convalescenza veloce e l’animale può mangiare già dalla sera stessa. Attenzione va data alla corretta cicatrizzazione della ferita e per questo si consiglia di usare il collare Elisabattiano o una tutina o body per evitare che la gatta gratti o lecchi la zona dell’intervento.

Come si comporta una gatta subito dopo la sterilizzazione

Dopo l’intervento di sterilizzazione è comune osservare cambiamenti nel comportamento della gatta per alcuni giorni. Durante il periodo di recupero, che può durare da 2 a 3 giorni, l’animale potrebbe mostrarsi irritabile e meno socievole del solito. È importante comprendere che questi comportamenti sono una reazione naturale al disagio e allo stress causati dall’operazione.

In questo momento critico, è fondamentale dare alla gatta lo spazio e la tranquillità di cui ha bisogno. Anche se si è tentati di confortarla con attenzioni e coccole, è meglio rispettare la sua privacy e lasciarla riposare indisturbata. Questo permette all’animale di recuperare nel proprio ritmo e di adattarsi ai cambiamenti post-operatori.

Come potrebbe cambiare una gatta dopo la sterilizzazione

Dopo la sterilizzazione, una gatta può sperimentare alcuni cambiamenti fisici e comportamentali a lungo termine, oltre alle modifiche immediate post-operatorie.

Cambiamenti fisici:

  • Peso e metabolismo: uno dei cambiamenti più comuni è l’aumento di peso. La sterilizzazione modifica il metabolismo della gatta, rendendola più propensa ad accumulare peso. Di conseguenza, è importante monitorare la dieta e l’attività fisica dell’animale per prevenire l’obesità.
  • Meno rischi di malattie riproduttive: la rimozione delle ovaie e dell’utero riduce il rischio di sviluppare tumori mammari, infezioni uterine (come la piometra) e altre condizioni legate al sistema riproduttivo.

Cambiamenti comportamentali:

  • Calore e comportamento riproduttivo: dopo la sterilizzazione, la gatta non entra più in calore. Ciò elimina comportamenti associati al ciclo estrale, come miagolii eccessivi, tentativi di fuga per accoppiarsi e marcature territoriali con urina.
  • Comportamento sociale e aggressività: alcune gatte possono diventare più tranquille e meno aggressive dopo la sterilizzazione. Questo cambiamento non è universale ma può essere notato in molti casi.
  • Interazione con altri animali: la sterilizzazione può influenzare anche le interazioni sociali con altri gatti. Le gatte sterilizzate tendono a essere meno territoriali e possono convivere più pacificamente con altri gatti.

Considerazioni generali:

  • Adattamento alimentare e di esercizio: è essenziale adattare la dieta e l’esercizio fisico per bilanciare il cambiamento metabolico e prevenire l’obesità.
  • Monitoraggio della salute: dopo la sterilizzazione, è importante continuare a monitorare la salute della gatta con controlli veterinari regolari.
  • Ambiente: fornire un ambiente stimolante e attivo può aiutare a mantenere la gatta in forma fisica e mentale.

Alimentazione della gatta sterilizzata

L’alimentazione di una gatta sterilizzata richiede attenzione particolare per garantire che mantenga un peso salutare e una buona salute generale. Dopo la sterilizzazione, il metabolismo della gatta rallenta, il che aumenta il rischio di sovrappeso o obesità. Pertanto, è fondamentale adeguare la dieta per bilanciare questo cambiamento.

Innanzitutto è importante scegliere alimenti specifici per gatte sterilizzate. Questi prodotti sono formulati per soddisfare le esigenze nutrizionali uniche degli animali sterilizzati, avendo un contenuto calorico ridotto e livelli bilanciati di proteine, grassi e carboidrati. La scelta di alimenti ricchi di fibre può anche aiutare a mantenere la gatta sazia, riducendo così la tendenza a mangiare eccessivamente.

In secondo luogo, il controllo delle porzioni è essenziale. Rispetto alle gatte non sterilizzate, quelle sterilizzate richiedono meno calorie giornaliere. Seguire le raccomandazioni del veterinario o le linee guida sull’etichetta del cibo per stabilire la quantità appropriata di cibo è cruciale.

Inoltre, promuovere l’esercizio fisico regolare è un altro aspetto chiave per mantenere la gatta in forma. Giochi, attività all’aperto (se possibile) e l’uso di giocattoli stimolanti possono aiutare a incrementare l’attività fisica.

Quanto costa sterilizzare una gatta

Il costo per sterilizzare una gatta varia considerevolmente a seconda di diversi fattori, che includono la località geografica, la clinica veterinaria scelta e le condizioni di salute specifiche dell’animale. In genere, i prezzi si aggirano intorno a qualche centinaia di euro. La variazione del costo è dovuta a diversi aspetti, come il tipo di intervento chirurgico che può essere più o meno complesso.

Sterilizzazione in laparoscopia nel cane

La sterilizzazione prende il nome tecnico di ovariectomia, cioè l’asportazione chirurgica delle ovaie nella cagna. Viene eseguita per risolvere diverse problematiche legate al controllo delle nascite o a patologie a carico o correlate all’apparato genitale femminile. Diversi anni fa si considerava corretto eseguire l’asportazione dell’utero insieme alle ovaie mentre oggi, dopo l’uscita di alcuni importanti lavori scientifici, si tende ad eseguire solo l’ovariectomia escluse le situazioni nelle quali vengano evidenziate patologie a carico dell’utero stesso.

La laparoscopia è una tecnica di chirurgia mini-invasiva, che prevede la creazione di uno pneumoperitoneo tramite insufflazione di anidride carbonica nell’addome per determinare uno spazio operativo. Attraverso l’uso di cannule (trocar) da 5-10 mm di diametro si può introdurre in addome un’ottica, che trasmette immagini tramite telecamera ad uno schermo, e gli strumenti operativi per eseguire le varie procedure.

Quali sono i vantaggi della sterilizzazione in laparoscopia?

La laparoscopia è un’espressione avanzata di chirurgia “delicata” che prevede un approccio chirurgico ridotto, ma che mantiene precisione ed efficacia. Il successo, quindi, delle tecniche mini-invasive in chirurgia umana e veterinaria è stato eclatante proprio in virtù del fatto che i vantaggi dimostrati con queste procedure sono inconfutabili. Infatti, con queste tecniche, si ha:

  • una minor percentuale di complicazioni post-operatorie,
  • ridotto tasso di infezioni,
  • minor dolore intra e post operatorio rispetto alle tecniche tradizionali,
  • un recupero nettamente più veloce dopo l’intervento chirurgico.

Ci sono dei limiti o controindicazioni?

La taglia ridotta della cagnolina può essere un limite. Sotto i 3 Kg ci sono dei limiti legati alla manovrabilità degli strumenti all’interno del piccolo addome. Dobbiamo considerare anche che il beneficio legato a minor dolore lo si ha soprattutto nei cani sopra i 15 Kg o con addomi profondi. In una cagna di piccole dimensioni si effettua comunque un taglio molto piccolo anche nella tecnica tradizionale, che alla fine può essere sovrapponibile ai due fori praticati per la laparoscopia.

Quanto dura l’intervento di sterilizzazione in laparoscopia?

La durata dipende dall’esperienza del chirurgo. Circa mezz’ora per un chirurgo esperto. Quindi tempo sovrapponibile alla tecnica open.

Perché se è una tecnica con dei vantaggi non viene proposta sempre?

La laparoscopia può essere eseguita solo da un chirurgo veterinario che però abbia seguito un percorso formativo specialistico per questo tipo di approccio. La laparoscopia necessita di un’attrezzatura tecnologicamente elevata e di una curva di apprendimento da parte del chirurgo più lunga rispetto alle tecniche “open”. Inoltre l’attrezzatura per effettuarla costa diverse decine di migliaia di euro e non tutte le cliniche ce l’hanno. Indispensabile anche la presenza di un secondo chirurgo, un ventilatore e un’anestesista.

Esistono altri interventi chirurgici che possono essere eseguiti in laparoscopia?

Le tecniche laparoscopiche più comunemente eseguite in veterinaria nei piccoli animali sono, oltre l’ovariectomia (asportazione delle sole ovaie), l’ovaristerectomia (asportazione anche dell’utero), la gastropessi preventiva (ancoraggio dello stomaco alla parete addominale per prevenire la torsione gastrica), la criptorchidectomia (asportazione dei testicoli ritenuti in addome) e le biopsie multiple.

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