Spirometria Bassa: Cause e Interpretazioni

La spirometria è l’esame più comune per valutare la funzionalità polmonare. La spirometria è il test più comune per valutare la funzionalità polmonare. Si tratta di uno strumento diagnostico particolarmente efficace e diffuso in quanto standardizzato, indolore, facilmente riproducibile ed oggettivo.

Durante l'esame ci si avvale di un particolare strumento chiamato spirometro, in grado di valutare i diversi volumi polmonari. Durante l'esame ci si avvale di un particolare strumento chiamato spirometro, in grado di valutare i diversi volumi polmonari: dopo che il paziente compie una inspirazione massimale (la quantità massima di aria che può essere mobilizzata in un singolo atto respiratorio), si fa espirare l’aria lentamente.

La spirometria, come detto nel paragrafo precedente, serve a valutare la funzionalità dei polmoni e la capacità respiratoria. Nello specifico, il test misura la quantità di aria che si è in grado di inspirare ed espirare, e la velocità con cui si riesce a muoverla. Il valore più importante fornito dalla spirometria è la capacità vitale forzata (CVF o FVC).

Come si Esegue la Spirometria

Il paziente viene sottoposto all'esame dopo la raccolta dei dati anagrafici, in particolare peso e altezza, e la sua storia clinica. Un boccaglio monouso con il naso chiuso da uno stringinaso. Successivamente il soggetto viene invitato a compiere un'inspirazione massimale (fino a CPT), seguita da una rapida, decisa e completa espirazione (fino a VR). La collaborazione del paziente durante la spirometria è quindi fondamentale.

In genere, il test è eseguito da seduti e in alcuni casi è applicato sul naso uno stringinaso morbido per evitare la fuoriuscita di aria attraverso le narici. Per garantire un risultato affidabile è chiesto, di solito, di ripetere la prova per tre volte. Se non si riesce ad eseguire correttamente il test con tre prove, si può proseguire con i tentativi fino ad un massimo di otto.In alcuni casi, se il medico lo ritiene opportuno, potrebbe essere necessario ripetere la prova dopo 15 minuti dall'assunzione di un farmaco broncodilatatore per via inalatoria.

Interpretazione dei Risultati

Analizzando i parametri ottenuti con la spirometria si può valutare la funzionalità polmonare e diagnosticare la presenza di eventuali patologie. In particolare la curva di espirazione forzata può dirci se l'insufficienza polmonare è di tipo ostruttivo o restrittivo.

La spirometria dà risultati normali quando i valori del FEV1 sono compresi tra l’80% e il 120% del valore medio. Per quanto riguarda il rapporto tra FEV1 e FVC, il valore dovrebbe essere di circa 75-80%. Il rapporto VEMS/CVF in pazienti adulti normali oscilla tra 70% e 80%; un valore inferiore al 70% indica un deficit ostruttivo e alta probabilità di BPCO.

Deficit Ostruttivo vs. Restrittivo

Il rapporto tra VEMS e CVF è fondamentale per discriminare un deficit ostruttivo da uno restrittivo.

  • Insufficienza polmonare di tipo restrittivo: le vie aeree hanno un calibro normale ma i polmoni hanno una ridotta capacità di espansione, oppure vi è una riduzione della superficie ventilatoria polmonare (obesità , miopatie, pleurite, poliomielite, edema polmonare ecc.). La capacità vitale ed i vari volumi diminuiscono in modo proporzionale, diventando inferiori alla norma. Se il rapporto VEMS/CVF è normale o aumentato, si tratta probabilmente di una limitazione di tipo restrittvo.
  • Deficit di tipo ostruttivo: è presente un ostacolo all’interno delle vie aeree che impedisce il deflusso dell’aria inspirata, oppure i calabri delle vie aree si restringono (bronchite acuta, bronchite cronica).

Il carattere di reversibilità dell'ostruzione bronchiale viene valutato in base ai risultati di una seconda spirometria effettuata dopo somministrazione di un broncodilatatore.

Tabella dei Valori Spirometrici

Parametro Valore Normale Significato
FEV1 80-120% del valore medio Volume espiratorio massimo nel primo secondo
Rapporto FEV1/FVC Circa 75-80% Rapporto tra volume espiratorio e capacità vitale forzata

Difficoltà Respiratorie (Dispnea)

La difficoltà a respirare (o difficoltà respiratoria) è un sintomo che consiste nella sensazione di respirazione affannosa e forzata. Le difficoltà respiratorie sono più comunemente descritte come una sensazione soggettiva che manchi l'aria o il fiato sia corto.

Il fiato corto (o dispnea) è un disturbo molto comune che possiamo avvertire anche svolgendo le attività più banali. Dispnea è un termine medico che indica, genericamente, una difficoltà a respirare, una crisi respiratoria che può essere molto breve, oppure prolungata e vissuta come un’esperienza traumatica.

Cause di Dispnea

Respirare con difficoltà può derivare da molteplici cause: alcune sono prettamente fisiologiche, come, per esempio, durante o dopo un'attività fisica intensa o nell'ultimo trimestre di gravidanza; in altri casi, le difficoltà respiratorie hanno un'origine patologica e, spesso, si osservano nel contesto di malattie dell'apparato respiratorio e cardiopatie.

Le cause polmonari più frequenti sono l’ostruzione bronchiale legata a un attacco di asma, il pneumotorace, le polmoniti e la più grave embolia polmonare. In gran parte dei casi la dispnea cronica è conseguenza di malattie respiratorie croniche come broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), enfisema polmonare, asma, fibrosi o altre malattie interstiziali, malattie della pleura e anche ipertensione polmonare, una malattia dei vasi polmonari. Anche numerose patologie cardiovascolari possono essere accompagnate da dispnea.

  • Asma: Un attacco d’asma è sempre caratterizzato da dispnea, che ne rappresenta il sintomo principale. Nell’asma acuta, infatti, la dispnea si presenta come inspiratoria (sintomatica del fatto che non vi sia un problema a livello polmonare), con la tipica impossibilità a insufflare aria a sufficienza nei polmoni e conseguente iperventilazione (tentativo di compensare la mancanza d’aria con rapidi atti respiratori in sequenza).
  • BPCO (broncopneumopatia cronico-ostruttiva): è una malattia progressiva di natura infiammatoria, che colpisce il tessuto polmonare.
  • Fibrosi polmonare: La dispnea, ovvero la difficoltà a respirare, soprattutto di tipo espiratorio, è dovuta al fatto che nel tempo il tessuto polmonare diventa spesso, rigido e non riesce più ad espandersi per permettere lo scambio gassoso.
  • Pneumotorace: La dispnea da pneumotorace può essere acuta e improvvisa, accompagnata da dolore intercostale, oppure avvertirsi in modo graduale e ciò dipende dalla causa e della velocità con cui il polmone collassa.
  • Embolia polmonare: Tra i sintomi il principale, è naturalmente, la dispnea, accompagnata da dolore al torace.
  • Polmonite: In questi casi il tessuto polmonare si infiamma e si riempie di essudato, che impedisce di fatto lo scambio gassoso e rende la respirazione difficoltosa, soprattutto se parliamo di polmonite acuta.

Dispnea e Ansia

Anche negli adulti la dispnea può essere un sintomo ansioso, sebbene assuma caratteristiche diverse rispetto a quanto accade in età pediatrica. Tipicamente il respiro breve e affannoso si accompagna ad attacchi di panico o disturbo d’ansia grave, con crisi di dispnea che possono diventare invalidanti e presentarsi anche a riposo o insorgere all’improvviso durante la notte.

Insufficienza Respiratoria

L'insufficienza respiratoria è una condizione nella quale il sistema respiratorio non riesce a garantire gli scambi gassosi e dunque a mantenere un adeguato livello di ossigeno e/o di anidride carbonica nel sangue. Quando a essere bassa è la concentrazione di ossigeno si parla di insufficienza respiratoria ipossiemica (tipo I o parziale). Quando invece anche i livelli di anidride carbonica nel sangue sono elevati si parla di insufficienza respiratoria ipercapnica (tipo II o totale). Si distinguono forme di insufficienza respiratoria acuta (cioè a insorgenza rapida e improvvisa) e cronica (cioè che perdura nel corso di mesi o anni).

Cause dell'Insufficienza Respiratoria

L'insufficienza respiratoria può derivare dall'alterazione di una delle varie componenti che garantiscono il funzionamento del sistema respiratorio: le vie aeree e gli alveoli polmonari, la cassa toracica e i muscoli respiratori, i centri respiratori a livello del cervello, il sistema nervoso periferico.

Le cause comuni di insufficienza respiratoria di tipo I sono: broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), polmonite, edema polmonare acuto, asma, embolia polmonare massiva, fibrosi polmonare, obesità, cifoscoliosi. Le cause comuni di insufficienza respiratoria di tipo II sono: broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), asma, miastenia grave, avvelenamenti/overdose di droghe o farmaci (es.

Diagnosi dell'Insufficienza Respiratoria

La diagnosi si basa sia sulla valutazione del medico sia sull'esecuzione di esami strumentali e test di laboratorio, prescritti in base alle caratteristiche del paziente e della patologia da cui ha avuto origine l'insufficienza respiratoria.

A seconda dei casi il percorso diagnostico può comprendere:

  • emogasanalisi
  • emocromo
  • esami del sangue
  • radiografia del torace
  • valutazioni degli ormoni tiroidei
  • Tac torace ad alta definizione
  • prove di funzionalità respiratoria (spirometria)
  • elettrocardiogramma ed ecocardiogramma

Cure e Rimedi per l'Insufficienza Respiratoria

Obiettivi della terapia sono il miglioramento dell'ossigenazione e dello scambio di aria a livello degli alveoli polmonari (la cosiddetta ventilazione alveolare).

  • Ossigenoterapia: per correggere il deficit di ossigenazione del sangue, che mette in crisi tutti gli organi e i tessuti dell'organismo.
  • Impiego di supporti ventilatori: lo scopo è quello di correggere l'acidosi, cioè l'eccessiva acidità del sangue dovuta ai livelli troppo elevati di anidride carbonica.

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