L’Andrologia si è affermata come disciplina indipendente solo recentemente. L’Andrologia è una branca della medicina dedita allo studio delle malattie che riguardano l’apparato sessuale maschile. A differenza di quanto accade per la ginecologia, non esiste una vera e propria specializzazione. Di conseguenza gli andrologi si formano attraverso diversi percorsi di specializzazione come l’urologia o l’endocrinologia. Se da una parte l’andrologo può essere considerato l’equivalente maschile del ginecologo per le donne, dall’altra parte ha delle affinità con l’urologo, ma non è esattamente sovrapponibile a quest’ultimo.
L’urologo, infatti, oltre ad avere competenze riguardo alla salute dell’apparato genitale maschile, si occupa anche dell’apparato urinario di entrambi i sessi. Senza dimenticare che ha anche competenze chirurgiche.
L'importanza della visita andrologica e della prevenzione
La visita andrologica inizia con un’accurata anamnesi, ovvero la raccolta dei principali dati clinici sia del paziente che della sua famiglia. Successivamente, si procede con l’esame obiettivo, che altro non è che la visita vera e propria. Vengono valutati i parametri antropometrici (peso, altezza, indice di massa corporea ecc.), la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Si passa poi alla valutazione dei genitali esterni e, se indicato in base al quesito clinico o all’età del paziente, all’esplorazione rettale.
A differenza della donna che si sottopone regolarmente alla visita ginecologica, considerata ormai una routine, noi uomini proviamo spesso un certo timore nel sottoporci ad una valutazione andrologica. Tuttavia, la prevenzione è fondamentale fin dall’età giovanile. La diagnosi precoce di alterazioni dell’apparato genitale o di squilibri metabolici, può infatti prevenire o trattare malattie che potrebbero compromettere la fertilità e la normale attività sessuale in età adulta. È assolutamente fondamentale.
Personalmente, considero l’empatia una qualità essenziale: deve essere presente in ogni medico, indipendentemente dalla sua specializzazione. Essa assume un ruolo ancora più importante nel contesto di una visita andrologica: il paziente si mette letteralmente a nudo, sia fisicamente sia emotivamente, rivelando le proprie insicurezze.
Spermiogramma: quando e perché ripeterlo
Il più recente Manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2010) suggerisce di eseguire almeno due spermiogrammi con astinenza sessuale di 2-7 giorni. Pertanto in questo caso è utile ripetere almeno un altro spermiogramma seguendo un corretto tempo di astinenza. Considerando tuttavia la scarsa qualità del liquido seminale e il lungo tempo di ricerca di gravidanza riferiti, suggerisco di rivolgersi quanto prima a un andrologo, al fine di valutare la salute riproduttiva non solo di suo marito ma di entrambi i componenti della coppia.
A oggi le tecniche di procreazione medicalmente assistita possono aiutare a ottenere una gravidanza anche in casi complessi in cui uno o entrambi i componenti della coppia presentino anomalie riproduttive anche severe.
Infertilità: un problema di coppia
L’infertilità è una problematica che colpisce circa il 20% delle coppie e, negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un suo netto incremento. In passato si riteneva che fosse principalmente una questione riguardante le donne, ma oggi emerge una distribuzione quasi equa fra il partner maschile e quello femminile. Analizzando le coppie che ricorrono alla fecondazione assistita, si può notare che il 30% dei casi è da attribuirsi all’infertilità maschile, il 37% a quella femminile, il 18% all’infertilità di coppia e, infine, il 15% a quella definita «inspiegata», ossia quando vi è l’impossibilità di concepire nonostante l’assenza di cause identificabili.
L’infertilità si definisce come l’assenza di concepimento dopo 12-24 mesi di rapporti sessuali non protetti. Nello specifico, si parla di «ricerca della gravidanza» quando si hanno dai due ai tre rapporti sessuali a settimana, indipendentemente dalla fase del ciclo mestruale.
Cause di infertilità
- Infertilità femminile: fattore tubarico/pelvico, endometriosi.
- Patologie testicolari.
- Quando non riusciamo a individuare la causa dell’infertilità, parliamo di «infertilità idiopatica».
Lo stile di vita incide profondamente sulla fertilità. Abitudini dannose (vizio del fumo, l’abuso di alcol o droghe, ecc.), il peso troppo elevato o ridotto, o l’eccessivo sforzo fisico possono influire in maniera negativa sulla fertilità. Sappiamo, inoltre, che l’età femminile svolge un ruolo cruciale nella procreazione: con il passare del tempo diminuiscono sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria. Questi fattori, considerati nel loro insieme, rendono più complesso e problematico il concepimento di una gravidanza sana.
Diagnosi di infertilità: esami e valutazioni
Per diagnosticare l’infertilità, oltre alla valutazione clinica, si effettuano esami strumentali e del sangue.
- Ecografia pelvica transvaginale: consente di verificare la presenza di patologie uterine e annessiali, come polipi, miomi, adenomiosi, neoformazioni annessiali, e di valutare la riserva ovarica.
- Dosaggi ormonali.
- Studio del microbiota endometriale/vaginale.
- Laparoscopia diagnostica o operativa.
- ERA test (Endometrial Receptivity Analysis): Questo esame prevede il prelievo di tessuto endometriale per studiare recettività dell’endometrio in relazione alla finestra di impianto embrionario.
Per quanto riguarda il partner maschile, gli esami più comunemente richiesti sono lo spermiogramma di base, il test di frammentazione del DNA spermatico, il test di capacitazione e il MAR test. In alcuni casi specifici possono essere richiesti gli esami colturali e ormonali, la visita andrologica integrata con l’ecocolordoppler testicolare e scrotale.
La consulenza medica per infertilità inizia con una accurata raccolta dell’anamnesi personale, familiare, ginecologica e andrologica della coppia. Successivamente, si procede con l’esame obiettivo (peso, altezza, BMI) e, nel caso della donna, all’esecuzione dell’ecografia transvaginale. Se la coppia ha già effettuato esami relativi all’infertilità, questi vengono analizzati attentamente; in caso contrario, vengono richiesti gli accertamenti necessari per ottenere una visione completa della situazione. Lo stesso approccio si applica se la coppia ha già intrapreso trattamenti specifici per l’infertilità: anche questi vengono valutati nel dettaglio. Una volta raccolte tutte le informazioni, eseguiti gli accertamenti necessari e completata così la diagnosi, viene proposto il trattamento più adatto alla coppia, accompagnato da una prognosi personalizzata.
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno lo scopo di incrementare la possibilità di concepimento in presenza di ostacoli alla fertilità.
- Tecniche di primo livello: Sono tutte quelle tecniche dove il concepimento avviene in modo naturale, ovvero «in vivo».
- Tecniche di secondo livello: Nelle tecniche di secondo livello l’incontro tra i gameti avviene in laboratorio, cioè «in vitro».
Inoltre, per concludere, per quanto riguarda le tecniche di secondo livello, è importante menzionare la diagnosi genetica preimpianto (DGP), che consente di valutare lo stato di salute degli embrioni prodotti in vitro.
Interpretazione dei risultati dello spermiogramma
L’interpretazione dei risultati dell’analisi del liquido seminale richiede alcune precisazioni. Innanzitutto, esso deve essere eseguito ed i suoi risultati devono essere riportati in accordo a quanto raccomandato nell’ultima edizione (2010) del Manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’esame del liquido seminale è soggetto ad una certa variabilità in base all’operatore (biologo o tecnico di laboratorio) che lo esegue. Da qui la necessità di standardizzarne le metodiche di esecuzione e di refertazione. È inoltre necessario che il laboratorio abbia una buona esperienza e che sia sottoposto a uno specifico controllo di qualità, interno ed esterno al laboratorio stesso.
Va poi precisato che i parametri spermatici sono soggetti ad un certo grado di variabilità,, anche considerando lo stesso individuo in giorni diversi.
Fatte queste premesse sull’attendibilità dei risultati, una conta spermatica pari a 5 milioni di spermatozoi (sia che si tratti di un valore di concentrazione, cioè per mL di liquido seminale, sia che si tratti di un valore totale, cioè per eiaculato) è un valore inferiore alla norma, e questo di per sé riduce le probabilità di una gravidanza spontanea, anche se non è l’unico fattore a contribuire all’infertilità di coppia.
Concludendo, mancano alcune notizie importanti per esprimere un giudizio preciso circa la possibilità di ottenere una gravidanza spontanea, che è il risultato complessivo di numerosi fattori e processi interagenti. Basandosi esclusivamente sulla conta degli spermatozoi, nonostante non sia nota l’affidabilità dello spermiogramma, è possibile che nel vostro caso si debba procedere con la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Si consiglia comunque di rivolgersi ad uno specialista della riproduzione e seguire un corretto iter diagnostico, che consideri le numerose componenti che influenzano la salute riproduttiva di entrambi i membri della coppia e offra precise soluzioni in base al vostro quadro specifico di coppia.
leggi anche:
- Spermiogramma: Come si Esegue, Preparazione e Costi
- Esame Spermiogramma: Quanto Tempo di Astinenza è Necessario?
- Leucociti nello Spermiogramma: Valori Normali e Interpretazione
- Scopri Tutto sulla Cisti Trichilemmale: Cause, Diagnosi e Istopatologia Spiegate!
- Glicemia: Scopri Tutto sulla Misurazione del Livello di Zucchero nel Sangue
