Come Smaltire la Curva Glicemica: Guida Completa

La curva glicemica, nota anche come Curva da carico orale di glucosio (OGTT), è un esame fondamentale per valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Questo test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio.

Cos'è la Curva Glicemica?

Curva glicemica è il nome comunemente utilizzato per indicare un esame importantissimo per valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Curva glicemica è il nome comunemente utilizzato per indicare la Curva da carico orale di glucosio (OGTT è l’acronimo inglese). Questo esame permette di valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Questo tipo di test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio.

Questo esame viene spesso prescritto in gravidanza, ma non è sempre necessario effettuarlo.

Perché si fa la Curva Glicemica in Gravidanza?

La curva glicemica è prescritta anche alle donne in gravidanza che presentano alterata glicemia a digiuno, obesità o altri fattori di rischio per il diabete. In assenza di fattori di rischio o alterata glicemia a digiuno, l’esame è comunque raccomandato a tutte le donne tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza.

Il diabete gestazione rappresenta una problematica abbastanza frequente, che si sviluppa a partire dalla 24esima settimana di gestazione. Di norma, quest’aumento è bilanciato dall’aumento di produzione di insulina da parte del pancreas. Se ciò non avviene o è già presente uno stato di resistenza all’insulina, si instaura il diabete mellito gestazionale.

Il diabete gestazionale o GDM è una forma di intolleranza ai carboidrati, che insorge in gravidanza e che va distinto dal diabete preesistente alla gravidanza. Il diabete gestazionale insorge generalmente a partire dal secondo trimestre. Tra le varie modifiche del corpo della mamma, in questa fase, si presenta una riduzione della risposta dell’organismo all’insulina. Questo processo rappresenta un adattamento dell’organismo, che permette di assicurare il giusto apporto di glucosio al feto.

Per escludere il diabete gestazionale, viene eseguita la curva glicemica. La curva glicemica a 24-28 settimane viene eseguita per quelle donne che l’hanno già effettuata a 16-18 settimane e sono risultate negative per il diabete gestazionale.

I rischi per madre e feto, in caso di diabete gestazionale, sono stati analizzati in vari studi. Un primo screening sulla glicemia viene fatto ad inizio gravidanza, per escludere che la gestante possa soffrire di diabete preesistente e non esserne a conoscenza.

Come si Esegue la Curva Glicemica?

Per effettuare la curva glicemica, è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore. Nei giorni precedenti all’esame non è necessario seguire un’alimentazione specifica. La raccomandazione è di seguire il regime alimentare a cui si è abituati, senza esagerazione né restrizioni.

Appena arrivati in laboratorio, viene eseguito un test rapido della glicemia per stabilire se si può procedere all’esame. Per valori uguali o maggiori a 126 mg/dL il test non può essere eseguito. Per valori di glicemia a digiuno maggiori o uguali a 126 mg/dL, invece, non si effettua la curva glicemica. Tale valore, infatti, è già indicativo di diabete ed è il medico a stabilire quali indagini effettuare.

Dopo il primo prelievo, è necessario bere una soluzione contenente 75mg di glucosio disciolti in 300ml di acqua. Per far sì che l’esito dell’esame sia attendibile, è necessario assumere la soluzione in un tempo non superiore ai 5 minuti. È importante che la soluzione venga bevuta nell’arco di tempo indicato, che di solito è 5 minuti.

La durata complessiva dell’esame è di 2 ore. Dopo la prima ora e allo scadere della seconda ora, infatti, vengono eseguiti altri due prelievi (utilizzando l’ago cannula lasciato in vena). Durante l’attesa è necessario rimanere seduti, senza bere e senza mangiare.

Preparazione alla Curva Glicemica

La preparazione alla curva glicemica non prevede restrizioni alimentari nei giorni precedenti. Anzi, l’alimentazione deve rispecchiare le proprie abitudini.

«Il giorno prima dell’esame è consigliato fare dei pasti bilanciati e completi in tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi), mentre sarebbe meglio evitare cibi molto zuccherini, ad esempio dolciumi vari, creme, snack confezionati e bevande zuccherate, in quanto potrebbero alterare la glicemia e non mostrare il giorno dell’esame una situazione rappresentativa» spiega la nutrizionista Maria Bravo.

«No, la mattina dell’esame è consigliato essere a digiuno almeno da 8-12 ore» dice la nutrizionista Maria Bravo. E prima dell’esame si può invece bere dell’acqua? «Sì, è concesso bere dell’acqua. Sono invece sconsigliati il tè, il caffè e le altre bevande».

«La curva da carico può essere influenzata da pasti recenti prima dell’esame o dal consumo di cibi molto zuccherini» spiega la nutrizionista Maria Bravo. «Anche l’esercizio fisico intenso prima della curva può influenzare i livelli di glucosio, dunque è bene svolgere l’esame in una situazione di riposo» dice l’esperta. «Anche alcuni farmaci come i corticosteroidi possono influenzare i valori di glucosio nel sangue, dunque è importante chiedere al proprio medico come comportarsi in merito all’assunzione di farmaci il giorno della curva da carico. Infine altre situazioni come malattie acute (es. febbre o infezioni) e situazioni di forte stress possono incidere sui valori glicemici».

Valori Normali della Curva Glicemica

Il valore a digiuno non dovrebbe superare i 100-110 mg/dL. Se è stata eseguita la curva da carico di glucosio, tuttavia, è perché il valore a digiuno è superiore. L’importante è che questo non sia pari o superiore a 126mg/dL.

Alcuni studi, a differenza delle linee guida attualmente approvate, indicano come di importanza primaria i valori di glicemia rilevati dopo 60 minuti dall’assunzione della soluzione glucosata. Le linee guida ufficialmente approvate ritengono significativo per la diagnosi il valore della glicemia dopo 120 minuti.

A questo punto, però, scopriamo quali sono i valori desiderabili quando si effettua la curva glicemica in gravidanza. Dopo il carico di glucosio, i valori normali sono generalmente considerati i seguenti:

  • A digiuno: meno di 110 mg/dl
  • A 1 ora: meno di 180 mg/dl
  • A 2 ore: meno di 153 mg/dl

I risultati della curva glicemica forniscono un quadro chiaro della capacità del corpo di gestire il glucosio. Se i risultati sono normali, non è necessario alcun intervento ulteriore oltre al monitoraggio di routine. In caso di risultati elevati, il medico potrebbe consigliare una dieta specifica, esercizio fisico regolare e, in alcuni casi, terapia insulinica.

Cosa Fare Dopo la Curva Glicemica?

La curva glicemica non è un test che ha particolari effetti collaterali, se non quelli di un normale prelievo.

Di solito, la curva glicemica non comporta effetti collaterali. In alcune donne può verificarsi nausea e vomito e, molto raramente, capogiri e svenimenti. La nausea può essere limitata evitando di bere la soluzione, molto dolce, tutta di un sorso.

Alcune donne possono sperimentare sintomi come nausea, vertigini, o affaticamento dopo aver completato la curva glicemica. Questi sintomi sono comunque generalmente temporanei e dovrebbero diminuire nel giro di poche ore. Bere acqua e riposare può aiutare ad alleviare questi sintomi. In caso di vomito l'esame va ripetuto.

Una delle preoccupazioni più diffuse è quella di come smaltire il glucosio della curva glicemica. In realtà, i 75g assunti corrispondono a circa la metà dei carboidrati assunti durante una normale giornata. La preoccupazione di molti è come smaltire tutto lo zucchero ingerito. In realtà, questo non rappresenta affatto un problema.

Come Smaltire il Glucosio Assunto

Dopo aver completato la curva glicemica, alcune donne possono avvertire sintomi come nausea o debolezza. Per aiutare il corpo a smaltire il glucosio in eccesso, è consigliabile bere molta acqua e fare una passeggiata. Evitare cibi ad alto contenuto di zucchero subito dopo il test per stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.

Dopo aver completato il test della curva da carico per il glucosio (OGTT), il corpo metabolizzerà naturalmente il glucosio assunto. Ci sono però alcune cose che si possono fare per migliorare il processo di utilizzo del glucosio e migliorare così il benessere generale. L’esercizio moderato, come ad esempio una passeggiata a passo sostenuto, aiuta a stimolare il metabolismo del glucosio e il suo utilizzo a livello muscolare. Anche l’idratazione aiuta a migliorare l’omeostasi corporea» dice l’esperta.

Il consiglio, eventualmente, è quello di bilanciare l’alimentazione nel resto della giornata ricorrendo ad altri nutrienti che non siano zuccheri.

«Sì, ma bisogna attendere le due ore per il completamento dell’esame. Alla fine dell’ultimo prelievo, si può fare colazione».

Cosa Mangiare Dopo la Curva Glicemica?

Dopo la curva glicemica cosa mangiare? «L’ideale è fare una colazione bilanciata a base di carboidrati (sia zuccheri semplici che complessi), proteine e grassi. Un esempio di colazione può essere un vasetto di yogurt o un bicchiere di latte con cereali integrali» suggerisce la nutrizionista Maria Bravo. «Anche la colazione salata può andar bene e può essere composta da una fetta di pane integrale con un po’ di olio o avocado e una porzione di frutta fresca. Se si vuole consumare la colazione fuori casa, per esempio al bar, va bene anche un bicchiere di latte vaccino o vegetale con una brioche vuota integrale oppure, se si preferisce una colazione salata, può andar bene un toast con un velo di formaggio magro».

Il Picco Glicemico

Il termine picco glicemico indica il livello massimo post prandiale di concentrazione di glucosio, o zucchero, nel sangue. Detta concentrazione è chiamata glicemia.

Cosa Causa il Picco Glicemico?

L’alimentazione che seguiamo ha un’importanza fondamentale nella gestione della glicemia. È importante notare a proposito del picco glicemico che esso, o meglio la velocità con cui viene raggiunto, è strettamente collegato al tipo di carboidrati che ingeriamo.

Il picco glicemico è una condizione che si verifica ogni volta che mangiamo cibi ricchi di carboidrati semplici, i quali fanno salire in fretta i livelli di glucosio nel sangue. Per comprendere cos’è un picco glicemico è importante capire come avviene il processo di digestione.

Quando mangiamo, i carboidrati vengono scomposti in sostanze più semplici, tra cui il glucosio. Vengono poi trasportati dai vasi sanguigni per fornire nutrimento alle cellule del nostro corpo. Il tipo e la qualità di alimenti che ingeriamo influenzano i livelli di glucosio, che diventano più alti con i carboidrati semplici.

La glicemia è regolata da un meccanismo ormonale dovuto alla produzione di insulina da parte del pancreas la quale permette alle cellule di recuperare e immagazzinare glucosio dai vasi sanguigni. Se scegliamo alimenti semplici, il livello del glucosio aumenta repentinamente e altrettanto velocemente scende determinando un crollo della glicemia. In questo modo si è verificato il picco glicemico.

Il picco glicemico costringe il pancreas a produrre l’insulina per eliminare il glucosio dal sangue e portarlo ai tessuti, quando il glucosio è in eccesso, però, e non riesce a essere smaltito tutto, viene conservato come grasso nei tessuti. Se quindi l’azione normale dell’insulina è quella di favorire l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule per ricavarne energia, se stimolata maggiormente, è in grado di favorirne l’accumulo sotto forma di grasso.

Sintomi del Picco Glicemico

I picchi glicemici isolati in soggetti sani non causano sintomi significativi. Quando si ha un picco glicemico il nostro organismo ne risente, i sintomi possono essere lievi oppure più intensi e a carico di vari organi.

La sintomatologia di cui sopra è di per sé potenzialmente degna di attenzione. La loro insorgenza può però anche essere determinata dall’entità del pasto.

Come Evitare il Picco Glicemico

Come detto il picco glicemico non è un problema di per sé. L’alimentazione dovrebbe essere variata, con un equilibrio tra i macronutrienti, che dia il giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi, senza eccedere con i primi.

Nella gestione della glicemia, il movimento fisico è importantissimo. Come si è visto infatti il glucosio è usato dall’organismo per dare energia alle cellule.

Come Far Passare un Picco Glicemico

L'eccesso è meno sintomatico del difetto. Il glucosio nel sangue può essere misurato con un'analisi di laboratorio o con l'aiuto di un glucometro. La fascia di normalità è compresa tra 70-99mg/dl.

Se è presente l'attitudine a bere piccole quantità di alcol, prediligere il vino rosso.

Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta.

Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.

Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.

Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia. Porzioni eccessive di cibi spazzatura, ad es.

Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.

Galega officinalis: i semi contengono galegina (alcaloide ipoglicemizzante) che potenzia l'azione insulinica, migliora la captazione muscolare del glucosio, riduce il meccanismo epatico di glicogenolisi e la produzione pancreatica di glucagone.

Mimetici delle incretine (ad es byeta, victoza, ristaben, xelevia, januvia ecc): potenziano l'attività del GLP-1, quindi riducono la secrezione di glucagone e stimolano l'insulina.

Diabete di Tipo 2

Il diabete di tipo 2 è una delle emergenze sanitarie dei paesi industrializzati. È per questo motivo che tutte le associazioni di medici spingono fortemente per intervenire prima che il diabete si manifesti.

Questa condizione si verifica in quei pazienti in cui la glicemia a digiuno è compresa tra 100-110 e 125 mg/dL.

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