Il THC, tecnicamente delta-9-tetraidrocannabinolo, è la sostanza psicoattiva presente nelle droghe cannabinoidi, inclusa la marijuana. L'uso di marijuana è vietato in attività che richiedono alta lucidità, concentrazione e riflessi, come la guida o lo sport di alto livello, per questo motivo sono previsti test di controllo.
Esistono diversi tipi di test per rilevare la presenza di THC, effettuati su sangue, urine e, più raramente, su capelli e saliva. Ognuno di questi ha una diversa sensibilità alla rilevazione della sostanza e si utilizza in casi specifici.
Permanenza del THC nel Corpo
La permanenza del THC nelle urine e nel sangue è variabile e dipende da fattori come la quantità di sostanza consumata, la modalità di assunzione, la frequenza del consumo e lo stile di vita del consumatore. La permanenza del THC nel sangue varia tra 1-2 giorni, fino a 14 giorni in caso di consumo abituale. Tracce di THC rimangono nelle urine per circa 7-8 giorni nei consumatori occasionali e fino a 20-30 giorni nei consumatori abituali.
Test Antidroga: Quando Vengono Eseguiti?
I test antidroga possono essere somministrati in caso di incidente automobilistico o quando, per il lavoro, si devono svolgere determinate mansioni. La legge sulla Medicina del Lavoro (n° 236 del 2008) stabilisce che chiunque ricopra una mansione potenzialmente rischiosa per sé o per gli altri può essere sottoposto a controlli in qualsiasi momento.
Ogni test antidroga ha un suo cut-off, ovvero una soglia di riferimento sotto la quale l'esame è considerato negativo. Le analisi delle urine sono il metodo più comune per verificare l'assunzione di THC, ma non sono l'unica strada percorribile. Se il primo test risulta positivo, potrebbe essere richiesto un secondo controllo, ovvero le analisi del sangue.
E se si fuma marijuana legale?
Se si fuma l'erba legale, le analisi rileveranno la presenza di CBD, che non è una sostanza psicotropa e non viene ricercata nei test antidroga. Tuttavia, è fondamentale rivolgersi a prodotti legali e sicuri di alta qualità. Per tale motivo, il suggerimento è di affidarsi esclusivamente a negozi in grado di garantire prodotti contenenti una quantità di THC attentamente calibrata.
Tipologie di Campioni per i Test
Esistono svariati metodi medici per individuare la presenza di THC nel sangue. Un campione di urina estemporaneo viene raccolto in un contenitore pulito e sterile. Altri tipi di campione sono sangue e capelli. Nel caso in cui sia necessario raccogliere un campione di saliva, non deve essere assunto nulla nei dieci minuti precedenti il prelievo.
- Urina: Raccolta sotto supervisione per evitare manomissioni.
- Sangue: Prelievo da una vena del braccio.
- Capelli: Taglio di una piccola quantità di capelli dal cuoio capelluto.
- Saliva: Prelievo diretto, evitando assunzioni nei 10 minuti precedenti.
Come Funzionano i Test?
La cannabis, dalle cui infiorescenze essiccate si ottiene la marijuana, è una pianta appartenente alla specie Cannabis sativa dotata di effetti psicoattivi. La marijuana contiene cannabinoidi, tra cui il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). L’organismo metabolizza il THC in metaboliti inattivi come il THC-COOH, che permangono più a lungo. Per questo, la maggior parte dei test rileva il THC-COOH o altri metaboliti nelle urine. Altri test rilevano anche il THC attivo, soprattutto nei campioni di sangue o saliva.
Il test della marijuana consente di rilevare la presenza di THC o dei suoi metaboliti, perlopiù nella saliva e nell’urina, dovuta al consumo di marijuana o di cannabis ad uso terapeutico. I test eseguiti a scopo legale, forense o per la medicina del lavoro differiscono da quelli effettuati a scopo clinico per le modalità di raccolta e gestione del campione.
Interpretazione dei Risultati
Come per altri tipi di esami, sia lo screening che i test di conferma devono essere interpretati confrontando il risultato con un limite soglia (cut-off) prestabilito (ad esempio 50 ng/mL per i campioni di urina). Nel caso in cui il risultato del test riporti valori negativi o comunque inferiori al cut-off, si dovrà riportare sul referto o “non rilevabile”, o “assente” o “negativo”.
Nel caso in cui una persona risulti positiva ai test di screening (o test di primo livello) allora è probabile che abbia assunto marijuana o derivati della cannabis. La positività ai test di screening però deve essere verificata tramite esami di conferma, caratterizzati in genere da una maggiore specificità.
Un risultato negativo non significa necessariamente che la persona sottoposta al test non faccia uso di marijuana. Il periodo di tempo durante il quale il THC risulta rilevabile dopo l’assunzione di marijuana viene definito “finestra di rilevamento” e dipende dal metabolismo dell’individuo, la dose e la frequenza dell’uso. Il test può essere in grado di rilevare l’assunzione di marijuana avvenuta da 3 giorni fino a 30 giorni prima l’esecuzione del test.
Falsi Positivi e Adulteranti
I test di screening per la ricerca del THC possono fornire risultati falsamente positivi; pertanto un risultato positivo deve essere sempre confermato tramite l’utilizzo di test più specifici. Per ridurre il rischio di inaccuratezza dei risultati occorre porre particolare attenzione durante la raccolta, il trasporto e l’analisi del campione. Inoltre spesso vengono eseguiti ulteriori test per verificare la presenza di adulteranti, ossia sostanze chimiche in grado di alterare il risultato del test o acqua e ammoniaca.
L’urina diluita potrebbe essere prodotta assumendo grandi quantità di acqua o di altri liquidi prima dell’esecuzione del test o potrebbe essere anche il frutto di alcune patologie/condizioni cliniche presenti. L’urina potrebbe però essere diluita aggiungendo acqua nel campione. Non sempre è possibile determinare come l’urina sia stata diluita.
Cannabinoidi Sintetici
La cannabis sintetica come K2 o Spice è diversa dalla cannabis di origine vegetale e quindi dal THC. Si tratta si sostanze chimiche molto più potenti e pericolose della cannabis, disponibili in forma liquida e che quindi possono essere vaporizzate e inalate usando apparecchi come le sigarette sintetiche o spruzzate su materiale di origine vegetale in modo che possano essere fumate.
Queste sostanze chimiche si legano agli stessi recettori presenti nell’encefalo ai quali si lega il THC ma con effetti diversi. Queste sostanze possono avere effetti non predicibili e potenzialmente letali, inclusa la comparsa di convulsioni, edema cerebrale, problemi cardiaci, psicosi fino alla morte.
Fumo Passivo e Test Positivi
Alcuni studi hanno dimostrato che il fumo passivo può far risultare positivi ai test della marijuana anche persone non fumatrici. Questo però dipende dalla concentrazione di THC presente nella marijuana. Solitamente, i livelli di metaboliti nell’organismo risultano insufficienti per la rilevazione da parte della maggior parte dei test.
Dipendenza da Cannabis
Nel caso in cui una persona risulti positiva al test per la marijuana, può essere consigliato di sottoporsi ad una valutazione del “disturbo da uso di cannabis”. Il disturbo da uso di cannabis, noto come dipendenza da cannabis, si riscontra in circa il 10% dei soggetti che fanno uso cronico di marijuana e fino al 50% dei consumatori giornalieri.
Tabella Riepilogativa Tempi di Rilevazione
| Tipo di Test | Finestra di Rilevazione | Note |
|---|---|---|
| Sangue | 1-14 giorni (dipende dalla frequenza d'uso) | Rileva THC attivo |
| Urine | 7-30 giorni (dipende dalla frequenza d'uso) | Rileva THC-COOH (metabolita) |
| Saliva | Fino a 1 giorno | Meno affidabile |
| Capelli | Fino a 90 giorni o più | Valuta l'assunzione a lungo termine |
Il tempo durante il quale il THC permane nell’organismo in concentrazioni rilevabili dipende da molteplici fattori, tra i quali vi sono la dose diTHC, la frequenza dell’uso ed il metabolismo individuale.
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