La glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue, è un parametro cruciale per il benessere. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”. Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte.
L'iperglicemia è un termine medico utilizzato per indicare la presenza di elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue rispetto ai valori normali. Nelle persone con diabete l'iperglicemia deve essere accuratamente trattata con l’obiettivo di mantenere i livelli di glucosio nel sangue il più possibile vicino ai valori normali.
I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.
Cause e Conseguenze degli Sbalzi Glicemici
Quando assumiamo carboidrati, il corpo li trasforma in zuccheri, causando un picco glicemico. Il picco glicemico è una condizione che si verifica ogni volta che mangiamo cibi ricchi di carboidrati semplici, i quali fanno salire in fretta i livelli di glucosio nel sangue.
Per comprendere cos’è un picco glicemico è importante capire come avviene il processo di digestione. Quando mangiamo, i carboidrati vengono scomposti in sostanze più semplici, tra cui il glucosio. Vengono poi trasportati dai vasi sanguigni per fornire nutrimento alle cellule del nostro corpo. Il tipo e la qualità di alimenti che ingeriamo influenzano i livelli di glucosio, che diventano più alti con i carboidrati semplici.
La glicemia è regolata da un meccanismo ormonale dovuto alla produzione di insulina da parte del pancreas la quale permette alle cellule di recuperare e immagazzinare glucosio dai vasi sanguigni. Se scegliamo alimenti semplici, il livello del glucosio aumenta repentinamente e altrettanto velocemente scende determinando un crollo della glicemia. In questo modo si è verificato il picco glicemico.
Il picco glicemico costringe il pancreas a produrre l’insulina per eliminare il glucosio dal sangue e portarlo ai tessuti, quando il glucosio è in eccesso, però, e non riesce a essere smaltito tutto, viene conservato come grasso nei tessuti. Se quindi l’azione normale dell’insulina è quella di favorire l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule per ricavarne energia, se stimolata maggiormente, è in grado di favorirne l’accumulo sotto forma di grasso.
Se frequenti, questi sbalzi possono portare a aumento di peso, resistenza all’insulina e rischio di diabete. Ogni volta che consumiamo alimenti ad alto indice glicemico, il pancreas viene stimolato a produrre insulina in grandi quantità. Questo ormone, sebbene essenziale per regolare gli zuccheri nel sangue, quando prodotto in eccesso favorisce l’accumulo di grasso e può portare a resistenza insulinica.
Quando si ha un picco glicemico il nostro organismo ne risente, i sintomi possono essere lievi oppure più intensi e a carico di vari organi.
Come Stabilizzare la Glicemia
Stabilizzare la glicemia richiede un approccio multifattoriale che parte dall’alimentazione ma coinvolge anche altri aspetti dello stile di vita. In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza.
Alimentazione
Scegli carboidrati complessi: scegliere fonti di carboidrati a lento assorbimento, come quelli integrali, e abbinarli sempre a proteine o grassi buoni è la base per evitare sbalzi improvvisi. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
Un’alimentazione equilibrata, ricca di cereali integrali e legumi, può moderare la risposta glicemica dei pasti successivi, anche a distanza di 10-12 ore. È importante notare che la lavorazione eccessiva degli alimenti può attenuare questo effetto benefico. Questo non implica l’eliminazione totale di alimenti come pane e pasta. Un approccio alimentare equilibrato e ragionevole è generalmente sufficiente per individui sani. Se è vero che con una dieta a basso contenuto di carboidrati consente di prevenire a monte l’espressione di eventuali picchi, contrariamente all’opinione comune non consente una maggiore tolleranza a occasionali eccessi. Questo fenomeno adattativo si manifesta rapidamente: pochi giorni di dieta low-carb sono sufficienti per alterare la capacità dell’organismo di metabolizzare efficacemente i carboidrati. In conclusione, per ottimizzare il controllo glicemico, si consiglia un’alimentazione bilanciata che includa regolarmente fonti salutari di carboidrati, come cereali integrali e legumi, evitando eccessi calorici.
Attività Fisica
Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. L’attività fisica si conferma un potente modulatore metabolico.
Fase acuta post-esercizio: Immediatamente dopo un’intensa attività fisica, si osserva un aumento della glicemia postprandiale superiore rispetto a una condizione sedentaria. Fase di sensibilizzazione all’insulina: Successivamente, si instaura un periodo di aumentata sensibilità all’insulina, che si protrae per circa 48-72 ore.
Idratazione
Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
Monitoraggio e Prevenzione
Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico. Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno.
Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Trattamento dell'Iperglicemia e dell'Ipoglicemia
Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia. L'alimentazione è il principale responsabile dei picchi glicemici, tuttavia, se una glicemia disordinata ha già lasciato segni sul corpo (come adiposità localizzata o pelle rilassata), i trattamenti estetici possono aiutare. Mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue è il primo passo per prevenire l’accumulo di grasso, ma per eliminare i cuscinetti già formati o tonificare la pelle, criolipolisi, intralipoterapia e radiofrequenza offrono risultati mirati.
Assunzione di alcuni specifici farmaci in un contesto di insufficienza renale. Se la vittima della crisi ipoglicemica è cosciente e può assumere cibo per via orale, il sopraccitato trattamento consiste nella somministrazione di zucchero, miele, una caramella o una bevande zuccherata. Se la vittima della crisi ipoglicemica è incosciente e non può ingerire nulla, il suddetto trattamento prevede la somministrazione di glucagone o glucosio per via endovenosa. Portare sempre con sé degli alimenti ricchi di zuccheri (es: cioccolatini, bevande analcoliche zuccherate, miele, uva passa ecc.), per fronteggiare tempestivamente un'eventuale calo della glicemia.
Disclaimer: Articolo a carattere informativo-divulgativo. In nessun caso può sostituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Non intende altresì sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.
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