La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero che costituisce il carburante indispensabile per il nostro organismo. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. I suoi livelli nel sangue sono finemente regolati da un meccanismo che prevede l’intervento di diversi ormoni, ad esempio insulina e glucagone.
Il cervello e i globuli rossi, in particolare, possono risentire in maniera accentuata della sua carenza. Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio.
A questo punto il glucosio viene immesso in circolo se i suoi livelli sono bassi. Quando i livelli sono alti, il glucosio viene dapprima trasformato in glicogeno (una molecola che funge da serbatoio di glucosio) e immediatamente utilizzabile. Una volta raggiunte le riserve necessarie di glicogeno, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso. Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.
Per favorire questo meccanismo di regolazione è molto importante seguire un corretto stile di vita ed una sana alimentazione. Vediamo quindi insieme cos’è la glicemia, quali sono i valori considerati normali e quali invece devono mettere in allarme. Infine, capiamo come misurare autonomamente la glicemia in maniera corretta.
Valori Glicemia: Quali Sono Quelli di Riferimento
La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. Ma quali sono i valori normali della glicemia? Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali.
I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL.
Glicemia Alta: Quando C’è da Preoccuparsi
Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL (per le linee guida dell’ADA American Diabetes Association, già da 100 mg/dL) si parla di alterata glicemia a digiuno. Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue.
Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione. Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, peptide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.
Il diabete mellito è caratterizzato dall’elevata presenza di glucosio nel sangue (iperglicemia) a causa di un’insufficiente o mancata produzione di insulina. In generale dei livelli francamente alti di glucosio sono indicativi di diabete mellito, ma non è questa la sola causa di iperglicemia: per esempio, sindrome di Cushing, Feocromocitoma, terapia con corticosteroidi, traumi, anestesia generale, infezioni, infarto miocardico ed altre forme di stress possono essere alla base di valori alti di glicemia.
Le Cause e i Sintomi dell'Iperglicemia
In un organismo sano, tutti i meccanismi di regolazione permettono di mantenere sempre i livelli di glucosio a digiuno entro i limiti considerati normali. Se ciò non avviene e si superano costantemente i 126 mg/dL è probabile che si sia instaurata la condizione patologica definita diabete mellito. I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL.
Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare. I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono:
- Aumento della sete
- Aumento della fame
- Aumento della quantità di urina escreta
Con l’avanzare della problematica possono insorgere:
- Confusione
- Annebbiamento della vista
- Vomito
- Disidratazione
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte.
L’iperglicemia però può essere provocata anche da un periodo di stress severo, come quello imposto all’organismo da un intervento chirurgico, da un infarto o da un’infezione. Anche alcuni farmaci, come il cortisone o i beta-bloccanti, possono provocare un aumento della glicemia. Anche una dieta eccessivamente ricca in cibi con alto indice glicemico e la mancanza di esercizio fisico, protratti per lungo tempo, possono portare ad un aumento dei livelli di glicemia. Inoltre, bisogna prestare attenzione all’iperglicemia che può manifestarsi in gravidanza, per evitare che si instauri il cosiddetto diabete gestazionale.
Glicemia Bassa: Sintomi e Rischi
Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia. I sintomi dell’ipoglicemia sono:
- Tremori
- Palpitazioni
- Fame intensa
- Pallore
- Convulsioni
- Sudorazione
- Scarsa lucidità
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte.
Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati. Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina. Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.
Quando Misurare la Glicemia
Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare.
Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.
Come Misurare la Glicemia: Scopri Come Usare il Glucometro
L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi.
Per misurare la glicemia è necessario:
- Il glucometro, strumento che misura la glicemia
- Le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue
- La penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura
- Le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura
Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:
- Lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente
- Inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali)
- Inserire la striscetta nel glucometro
- Pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte)
- Far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva
- Attendere ed effettuare la lettura del risultato
- Gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore)
Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.
Esami del Sangue per la Diagnosi del Diabete
Il diabete mellito è caratterizzato dall’elevata presenza di glucosio nel sangue (iperglicemia) a causa di un’insufficiente o mancata produzione di insulina.
Quali sono gli esami del sangue che servono per la diagnosi del diabete?
- Test da carico orale di glucosio (OGTT) o curva glicemica: permette di individuare alterazioni del metabolismo dei carboidrati, viene eseguito facendo un prelievo di sangue con misurazione della glicemia prima e due ore dopo aver assunto una soluzione glucosata di 75 grammi per via orale.
- Controllo dell’emoglobina glicata: l’esame rileva l’andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi; è un esame fondamentale per valutare se il diabete è in fase di compenso.
Tutti gli esami di laboratorio per il monitoraggio della patologia vanno concordati sempre con il proprio medico e sono eseguibili in tutti i laboratori analisi.
Differenza tra Controllo della Glicemia ed Emoglobina Glicata
Il controllo della glicemia è incluso nelle analisi del sangue di routine e misura la quantità di glucosio presente nel sangue a digiuno. I livelli di questa sostanza variano nel corso della giornata e sono strettamente dipendenti da ciò che mangiamo. I valori glicemici normali si situano tra i 70 e i 99 mg/dl (milligrammi per decilitro di sangue) dopo un digiuno di otto ore. Le persone diabetiche devono controllare i loro livelli di glucosio ogni giorno, usando il pratico kit per l’auto-test con il glucometro, per essere certi di avere valori della glicemia nella norma.
Quando la glicemia a digiuno supera i livelli di guardia (iperglicemia), allora siamo in una condizione di pre-diabete da monitorare, indicativa di una difficoltà dell’organismo nel metabolizzare gli zuccheri. I parametri da considerare si situano tra i 100 e i 125 mg/dl, mentre parliamo di diabete conclamato per un’iperglicemia a digiuno uguale o superiore ai 126 mg/dl.
L’emoglobina glicata o glicosata (HbA1c) non è un esame del sangue di routine, ma un test specialistico che si effettua in laboratorio e si prescrive sia in caso di pre diabete che di diabete effettivo.
Cominciamo facendo un paragone tra l’esame dell’emoglobina glicata e la misurazione della glicemia. Per farlo prendiamo l’esempio di un’automobile che viaggia in autostrada. Lungo il tragitto incontra un autovelox, che misura la velocità del veicolo in un dato momento. Ora pensiamo alla stessa automobile che lungo l’autostrada incontra il sistema “tutor”. Il “tutor” misura la velocità media del veicolo tra due punti di rilevazione, considerando che in diversi momenti del percorso la velocità potrà essere aumentata o ridotta.
Come funziona l’HbA1c e come ottiene questa misurazione è presto detto: la glicata misura la quantità di zucchero che si lega all’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi. L’emoglobina diventa emoglobina glicosilata, nel momento in cui viene esposta a concentrazioni eccessive di glucosio nel sangue. Questo tipo di emoglobina risulta di conseguenza meno efficace nel trasporto dell’ossigeno nel sangue ed è proprio la glicazione dell’emoglobina a rappresentare il danno maggiore nel danno da diabete.
Con il test dell’emoglobina glicosilata è possibile fare un controllo della glicemia ed eventualmente diagnosticare il diabete. Questo tipo di esame risulta più utile rispetto al comune test della glicemia per diagnosticare e monitorare il diabete. Per questi motivi basta un semplice prelievo venoso per misurare l’emoglobina glicata, e l’esame va svolto ogni 3 o 4 mesi.
I valori di norma per questo esame sono compresi tra 31 e 44 mmole/mole oppure tra 5 e 6,2% se espressi in percentuale. I valori ottimali di ognuno vengono tuttavia indicati dal diabetologo, che conosce le specificità di ogni paziente.
Questo tipo di esame risulta più utile rispetto al comune test della glicemia per diagnosticare e monitorare il diabete.
Curva da Carico Orale di Glucosio (OGTT)
Uno di questi è la curva glicemica o meglio curva da carico orale di glucosio. Questa analisi misura la quantità di glucosio nel sangue sia a digiuno che dopo l’assunzione di una certa quantità di zuccheri. Si effettua attraverso due prelievi ematici, il secondo dei quali due ore dopo aver assunto 75 g di zucchero disciolto in acqua.
Il risultato del test può essere sintomatico sia di un diabete conclamato - se i valori glicemici sono uguali o superiori ai 200 ml/dl - oppure attestare una condizione pre diabetica qualora i valori si situino tra i 140 e 199 ml/dl. In questo caso è ancora possibile evitare l’ingresso nel diabete con una dieta mirata che riporti la glicemia a livelli non pericolosi.
Il test della curva da carico orale di glucosio viene prescritta di routine anche in gravidanza, allo scopo di diagnosticare un diabete gestazionale.
Ricerca di Glucosio nelle Urine (Glicosuria)
Di norma nelle nostre urine non sono presenti tracce di glucosio. Urine “dolci” (glicosuria), anche scoperte casualmente, possono pertanto essere un sintomo di pre diabete o di diabete effettivo.
Tabella di riferimento tra HbA1c e glicemia media
| HbA1c (%) | Glicemia media (mg/dL) |
|---|---|
| 6 | 126 |
| 7 | 154 |
| 8 | 183 |
| 9 | 212 |
| 10 | 240 |
| 11 | 269 |
| 12 | 298 |
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