Saturimetro, Ossimetro, Pulsossimetro: Funzionamento e Interpretazione

Oggi, le persone pongono più attenzione ad alcuni aspetti della propria esistenza per cui prima, più o meno giustamente, non avevano alcun interesse. Acquistano e prendono dimestichezza con dispositivi medicali che, fino a non molto tempo fa, non erano così ricercati ed utilizzati, probabilmente nemmeno conosciuti. Uno di questi è senza dubbio il saturimetro, uno strumento molto usato negli ospedali e che ha ottenuto enorme attenzione sin dai primi mesi della pandemia.

Cos'è il Saturimetro?

Il saturimetro (o pulsossimetro) è un dispositivo medico utilizzato per misurare la saturazione di ossigeno nel sangue. La saturazione di ossigeno, spesso abbreviata come SpO2, rappresenta la percentuale di emoglobina nel sangue che risulta satura di ossigeno. Il saturimetro, chiamato anche pulsossimetro o ossimetro, è uno strumento molto semplice da utilizzare, immediato e non invasivo.

Si tratta di uno strumento semplice da utilizzare e dunque può essere impiegato con facilità anche in ambito casalingo e non solo in ambito medico ed ospedaliero. Il saturimetro è uno strumento che fornisce - in maniera rapida e non invasiva - indicazioni preliminari molto importanti circa la funzionalità respiratoria e la frequenza cardiaca del paziente.

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera. Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.

Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati.

Come Funziona il Saturimetro?

Il saturimetro funziona utilizzando una tecnologia non invasiva. Il dispositivo è dotato di un sensore che viene applicato esternamente ad una parte del corpo, solitamente al dito, all'orecchio o al lobo dell'orecchio. Il sensore emette un raggio di luce attraverso la pelle: mediante un lettore ottico, il saturimetro legge il valore della tensione del sangue arterioso periferico nei capillari e - simultaneamente - registra la frequenza cardiaca.

È essenzialmente composto da:

  • Una sonda (a clip, a dito, a orecchio, sonde flessibili o sonde “soft”) che si applica a un dito della mano, del piede, al naso o al lobo dell’orecchio e che effettua la misurazione e che deve pertanto essere messa a contatto col paziente.
  • Una unità di calcolo e di elaborazione dati che raccoglie i dati dalla sonda, li elabora e manda il risultato numerico ottenuto all'apposito monitor di cui lo strumento è dotato.

Nei suoi modelli più recenti e portatili (venduti, ad esempio, a prezzi interessanti su Amazon), il dispositivo appare come una sorta di portachiavi compatto a forma di pinzetta, dotato di un piccolo schermo luminoso.

Il principio di funzionamento su cui si basa il saturimetro è quello della spettrofotometria. La sonda, infatti presenta due diodi fotoemittenti su un braccio della pinza ed un rilevatore sul braccio opposto. I due diodi emettono fasci di luce a precise lunghezze d'onda che ricadono nell'intervallo della luce rossa e infrarossa (rispettivamente, 660 nm e 940 nm). Sfruttando questa differenza di assorbimento fra l'emoglobina legata all'ossigeno e quella non legata, misurando e analizzando la differenza fra la quantità di radiazione luminosa emessa dai diodi e quella finale rilevata dal rilevatore, l'unità di calcolo è in grado di elaborare e infine fornire il valore di saturazione di ossigeno che verrà visualizzato sul monitor.

Il principio di funzionamento della pulsossimetria è molto semplice: una sonda genera fasci di luce nel campo del rosso e dell’infrarosso, questi fasci attraversano la cute, i tessuti, la circolazione sanguigna (arteriosa e venosa) del paziente per poi arrivare ad una fotocellula. Conoscendo infine le quantità della luce (iniziale e finale) e prendendo in considerazione solo la componente pulsatile (sangue arterioso), l’apparecchiatura è in grado di calcolare SaO2 e il numero delle pulsazioni cardiache.

Come Usare Correttamente il Saturimetro

L'uso del saturimetro è relativamente semplice, ma è importante seguire correttamente le istruzioni per ottenere misurazioni accurate:

  1. Pulizia delle dita: è necessario che le dita su cui verrà applicato il sensore del saturimetro siano pulite e prive di sudore o sporco.
  2. Inserimento del dito: solitamente, il sensore del saturimetro è posto su un lato del dispositivo.
  3. Attesa per la misurazione: prima che il saturimetro inizi a leggere il livello di saturazione di ossigeno nel sangue e il battito cardiaco, è necessario attendere da 5 a 15 secondi.
  4. Lettura della SpO2: una volta completata la misurazione, la SpO2 verrà visualizzata sul display del saturimetro come un valore percentuale.

Per un utilizzo efficiente del saturimetro è necessario che le dita siano calde: quindi sfrega bene il dito prima di misurarlo e prova su dita diverse per scegliere quella che consente di misurare meglio. Il valore da considerare è quello più alto, quelli più bassi non si considerano, ed è meglio ripetere la misurazione su più dita.

Ostacoli alla Misurazione

Ci sono poi alcune condizioni che possono ostacolare la corretta misurazione, tra cui:

  • Unghie troppo lunghe: vanno tagliate, altrimenti il polpastrello non cade nel raggio d’azione del raggio laser che serve a misurare la saturazione dell’ossigeno.
  • Smalto: gli smalti moderni non causano valori più bassi generalmente, ma è meglio toglierli.
  • “Unghie gel” (quelle che vengono incollate su quella normali): potrebbero generare falsi risultati.

Interpretazione dei Valori del Saturimetro

I valori del saturimetro sono leggibili direttamente sul display del dispositivo. La saturazione dell'ossigeno nel sangue è la percentuale di emoglobina nel sangue che è legata all'ossigeno. Viene misurata per determinare quanto bene l'ossigeno viene trasportato nel corpo tramite i globuli rossi. Questo valore è fondamentale per capire se il tuo corpo sta ricevendo sufficiente ossigeno.

I valori normali di ossigenazione (riportati come SpO2) vanno dal 97% in su, ma non sono preoccupanti fino a 95%. Una SpO2 tra il 90% e il 94% può essere considerata una leggera ipossia, indicando una ridotta saturazione di ossigeno nel sangue. Valori di ossigenazione inferiori al 90% sono indice di una ipossia moderata.

Se il paziente presenta valori inferiori alla sopra indicata percentuale, si è in presenza di ipossiemia.

In particolare:

  • Si tratta di ipossiemia lieve quando i valori sono compresi tra il 91 e il 94%;
  • Si tratta di ipossiemia moderata quando i valori sono compresi tra l’86 e il 90%;
  • Si tratta di ipossiemia grave quando i valori sono uguali o inferiori all’85%.

In caso di valori inferiori al 95% è sempre consigliabile contattare il proprio medico di base per eventuali ulteriori approfondimenti.

Oltre ai valori di ossigenazione, la maggior parte dei saturimetri riporta anche la frequenza dei battiti del cuore o frequenza cardiaca: quando lo leggiamo è importante non confondere i due dati. La frequenza cardiaca è considerata normale se compresa tra 60 e 100 battiti al minuto. Tende ad aumentare quando aumenta la temperatura corporea a causa della febbre.

Ecco una tabella riassuntiva dei valori di riferimento:

Valore Interpretazione
95%-100% Normale
90%-94% Ipossia lieve
Sotto il 90% Ipossia moderata/grave

Quando Usare il Saturimetro?

I saturimetri sono ampiamente utilizzati in ambito medico, ad esempio in ospedali, cliniche e ambienti di cure intensive per monitorare i pazienti con problemi respiratori o cardiologici. La saturazione di ossigeno è, infatti, un indicatore critico nella valutazione della gravità della malattia COVID-19. Molti pazienti con COVID-19 hanno ricevuto istruzioni di auto-isolamento a casa durante la pandemia. I saturimetri sono stati utilizzati per monitorare regolarmente la saturazione di ossigeno di questi pazienti e per rilevare rapidamente eventuali peggioramenti nelle loro condizioni. Inoltre, dopo la fine del COVID-19 e il recupero dalla malattia, alcuni pazienti hanno continuato a sperimentare sintomi a lungo termine noti come "COVID-19 long-haulers".

Il saturimetro viene normalmente usato nei pazienti con asma, bronchite cronica, BPCO, polmoniti ecc… Può essere utile averne uno in casa per monitorare l’ossigenazione di pazienti con febbre, tosse, mancanza di respiro (dispnea) e Covid-19: è possibile acquistarne uno in farmacia o su internet.

Al di là dei contesti sportivi, utilizzare questo dispositivo può essere estremamente utile per numerosi motivi, tra cui:

  • Valutare la funzionalità respiratoria generale del paziente in maniera analitica e attendibile;
  • Monitorare il livello di saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca di pazienti ospedalizzati;
  • Monitorare nel tempo i parametri di pazienti con malattie delle vie aeree come BPCO, bronchite cronica, asma bronchiale, polmonite ed altre malattie polmonari e pleuriche come il Covid-19;
  • Monitorare la saturazione del sangue in pazienti affetti da sindrome delle apnee del sonno;
  • Valutare la funzionalità respiratoria di pazienti fumatori;
  • Individuare eventuali danni alle funzioni respiratorie causati dall’inquinamento.

Limiti e Svantaggi del Saturimetro

Anche se il suo utilizzo, associato ad altri dati, segni e sintomi, è spesso molto importante per rendersi conto di eventuali peggioramenti clinici, va ricordato che la pulsossimetria presenta diversi limiti, i quali la rendono uno strumento solo complementare nella valutazione globale dello stato respiratorio del paziente. La pulsossimetria arteriosa, infatti, da sola non basta per diagnosticare un’anormale diminuzione dell’ossigeno contenuto nel sangue del paziente (ipossiemia) e deve essere associata ad esami più completi, attendibili ed invasivi (l’emogasanalisi arteriosa, un prelievo di sangue eseguito pungendo un’arteria del paziente).

L'uso del saturimetro non presenta rischi e tantomeno controindicazioni di alcun tipo. I limiti e gli svantaggi del saturimetro sono legati soprattutto al fatto che la corretta misurazione di saturazione di ossigeno può avvenire solo in determinate situazioni.

Altresì, va tenuto presente che con il saturimetro non si può stabilire con quale gas sia legata l’emoglobina, ma solo la sua percentuale di saturazione (caratteristica che va tenuta presente nel caso in cui vi sia una possibile o sospetta intossicazione da monossido di carbonio).

Un altro grande limite del saturimetro è quello di non riuscire a discriminare fra ossiemoglobina (cioè l'emoglobina legata all'ossigeno) e carbossiemoglobina (cioè, l'emoglobina legata al monossido di carbonio - CO - composto estremamente tossico). In tempi relativamente recenti è stato ideato e messo a punto un nuovo strumento chiamato puls-CO-ossimetro. La misurazione dei livelli di carbossiemoglobina e di metaemoglobina è resa possibile dal fatto che lo strumento è in grado di emettere radiazioni luminose a molteplici lunghezze d'onda (e non solo a due lunghezze d'onda, come avviene, invece, nei classici saturimetri). Tali fasci luminosi a differenti lunghezze d'onda vengono assorbite in maniera diversa dalle sopra citate tipologie di emoglobina. Il puls-CO-ossimetro, deve, tuttavia, essere utilizzato solo da personale sanitario qualificato, in ambito ospedaliero oppure sui mezzi di soccorso.

Di seguito sono riportate le situazioni in cui la misurazione può non essere precisa:

  • In caso di vasocostrizione periferica: in presenza di questa specifica condizione, l’apporto di sangue alle estremità periferiche (es: mani e piedi) risulta ridotto e può, quindi, falsare la lettura dei valori;
  • In caso di anemia: nei pazienti anemici, può non essere semplice evidenziare una possibile condizione di ipossiemia nel monitoraggio effettuato dal pulsossimetro;
  • In presenza di blu di metilene nel circolo ematico: questo particolare principio attivo può assorbire le radiazioni luminose emesse dal dispositivo falsando il risultato;
  • In caso di movimenti del paziente: se il paziente si muove molto durante la misurazione, questa può non risultare precisa;
  • In presenza di smalto colorato sulle unghie: può sembrare strano, eppure è abbastanza frequente che la misurazione venga alterata a causa dell’utilizzo di smalti colorati. Questi ultimi, specialmente nel caso di colori scuri quali nero, blu, viola o verde, possono ostacolare le corrette misurazioni del saturimetro. Questo può accadere poiché le radiazioni luminose emesse dalla sonda dello strumento vengono schermate alterando l’intera lettura dei valori.

leggi anche: