Riso Thaibonnet: Valori Nutrizionali e Indice Glicemico

Il riso, cereale millenario e alimento base in molte culture del mondo, si presenta in una miriade di varietà, ognuna con caratteristiche uniche che lo rendono adatto a diverse preparazioni culinarie. Tra queste, troviamo una linea completa di riso italiano, che include varietà integrali, bianche, tonde, lunghe, come il Carnaroli per risotti, ed esotiche e profumate come il Thaibonnet.

Il riso è un alimento costituito dalla cariosside opportunamente lavorata di diverse piante appartenenti ai generi Oryza e Zizania, ascrivibile alla categoria dei cereali, ed è quindi ascrivibile alla categoria nutrizionale dei carboidrati.

Prodotto adatto ai vegani.

Varietà di Riso e Loro Utilizzo

  • Riso a Grano Lungo: caratterizzato da chicchi lunghi e sottili, ideale per risotti, insalate e piatti orientali.
  • Riso a Grano Medio: con chicchi più tozzi e rotondi, perfetto per risotti, minestre e timballi.
  • Riso a Grano Corto: dai chicchi piccoli e paffuti, ideale per sushi, polpette di riso e dolci.

Valori Nutrizionali del Riso Basmati (per 100g)

Ecco una tabella che riassume i valori nutrizionali tipici del riso Basmati:

Nutriente Valore
Energia 1.515 kJ / 357 kcal
Grassi 1,3 g
Acidi grassi saturi 0,2 g
Carboidrati 79 g
Zuccheri 0,1 g
Proteine 7,1 g
Fibre 1,3 g

Indice Glicemico del Riso

L’indice glicemico (IG) è un valore che esprime la rapidità con cui le fonti di carboidrati fanno aumentare la glicemia. Gli alimenti che fanno aumentare la glicemia in modo rapido hanno un alto indice glicemico, quelli che la fanno salire in modo più graduale hanno un indice glicemico basso. L’indice glicemico aumenta all’aumentare della porosità dell’ alimento.

Infatti, tale affermazione, da anni utilizzata (giustamente) dai professionisti della salute, è in realtà in continua evoluzione e le nuove scoperte scientifiche ci stanno aiutando a capire che sono molti altri i fattori da tenere in considerazione quando si vuole valutare l’indice glicemico degli alimenti a base di riso.

Considerando questi ed altri fattori, molti professionisti consigliano di non consumare preparazioni come i risotti o il sushi, in cui per diversi motivi (ad es: l’assenza di una abbondante fonte di verdura o la temperatura di consumo) l’indice glicemico dell’alimento finale sarebbe mediamente alto e quindi non ideale per soggetti affetti da problemi correlati ad alterazione della glicemia, come l’intolleranza al glucosio, l’alterata glicemia a digiuno, il prediabete e il diabete mellito di tipo 2.

Ciononostante, molte di queste indicazioni derivano più che altro da modelli teorici e da ipotesi biomolecolari che all’atto pratico sono solo parzialmente vere, poiché tutto dipende dall’indice glicemico del pasto e quindi in prima analisi dalla composizione del pasto e in seconda analisi dal singolo alimento considerato.

Ancora, non conosciamo tutti i fattori che influenzano l’indice glicemico di un alimento e queste due considerazioni spiegano come mai esistono alcuni alimenti che non seguono precisamente queste regole. Ad esempio, la pasta di grano saraceno, nonostante sia un cereale integrale, ha un indice glicemico generalmente medio-alto (a seconda del prodotto finale, ad esempio le gallette di grano saraceno addirittura hanno un indice glicemico alto).

Ancora, alimenti raffinati come il riso basmati, hanno un indice glicemico medio-basso nonostante siano alimenti raffinati.

Ricerche sull'Indice Glicemico del Riso Italiano

Proprio per questo motivo gli ultimi risultati della ricerca condotta dall’ Ente Nazionale Risi in collaborazione con l’Università di Pavia e il Politecnico di Torino, che hanno valutato la relazione che sussiste tra caratteristiche biochimiche e molecolare di molte varietà di riso italiano e l’indice glicemico di questi alimenti, hanno dimostrato come alcuni consigli forniti da nutrizionisti, dietisti, dietologi e diabetologi dovrebbero essere aggiornati alle ultimissime ricerche.

Le varietà di riso a medio indice glicemico sono: Carnaroli, CL12, CL388, CRLB1, Elio, Enr18126, Iarim, S.

La scoperta più sorprendente riguarda il Selenio, il Carnaroli e l’Argo. Partiamo proprio dal primo, il Selenio, ovvero il riso per sushi. Questo ha un indice glicemico di 49,2 e quindi è sempre possibile consumarlo come fonte principale di carboidrato al pasto sotto forma di nigiri, uramaki, hosomaki e temaki.

L’Argo, usato anche se raramente nella preparazione di alcuni risotti da chicco più duro, possiede un indice glicemico di 50,5, mentre il Carnaroli, molto usato dalla popolazione italiana per i risotti, ha in realtà un indice glicemico medio, di circa 60.

Di conseguenza, senza esagerare, è possibile anche per chi soffre di alterazioni della glicemia, consumare con una certa frequenza, anche risotti a base di Argo o li sushi; a patto di consumare abbondanti fonti di verdure, ad esempio la insalata goma wakame o un bel contorno di zucchine.

Per chi soffre di alterazione della glicemia si consiglia l’assunzione, nel contesto di un pasto bilanciato e con abbondante fonte di fibra, delle seguenti varietà di risi: tutti i risi integrali o colorati, il riso Seleno, quello Argo e quello Basmati (che già da altre ricerche condotte sul tema è una varietà dall’indice glicemico paragonabile all’Argo).

Riso Jasmine: Caratteristiche e Valori Nutrizionali

Il riso jasmine è noto per il suo aroma floreale simile al gelsomino e ha un sapore distintivo. E’ un riso aromatico della cucina thai e per questo motivo viene anche chiamato riso thai. Tuttavia, il jasmine è solo una varietà dei risi coltivati in Thailandia. I suoi chicchi sono sottili e di forma allungata, proprio come quelli del riso basmati. Ma le due tipologie di riso sono molto diverse dal punto di vista organolettico.

Il jasmine è un tipo di riso che viene coltivato nelle zone dell’Asia meridionale. In misura maggiore in Thailandia, ma anche in Laos, in Cambogia e in Vietnam. I suoi chicchi, lunghi e sottili, hanno una particolarità: sono profumati! Deve il suo nome proprio alla sua profumazione: letteralmente significa “riso all’aroma di gelsomino” (“jasmine”, si traduce dall’inglese come “gelsomino”). In cottura il jasmine sprigiona composti aromatici responsabili della caratteristica profumazione.

Lo sapevi che esistono due principali varietà di riso jasmine? A prescindere dalla provenienza, può seguire la lavorazione del riso bianco raffinato. Viene quindi privato della crusca (pericarpo) e poi lucidato.

Se per la forma i loro chicchi sono molto simili (lunghi e stretti), non possiamo dire lo stesso dei valori nutrizionali. Entrambe le tipologie di riso conservano più nutrienti nella versione integrale. Il riso integrale, che sia riso Jasmine, Basmati, Ribe, o Arborio, infatti, mantiene il rivestimento esterno del chicco. Ciò che dobbiamo mettere in risalto è però il differente indice glicemico.

Dal punto di vista nutrizionale il jasmine è un’ottima fonte di carboidrati, come il riso basmati, o altri tipi di riso. Per questo è anche abbastanza calorico: fornisce circa 360-365 kcal / 100 g, a crudo. Tra le sue proprietà, è ricco di fibre alimentari (più abbondanti nella versione integrale) che favoriscono il corretto transito intestinale e migliorano la digestione.

Offre un buon apporto di proteine, fondamentali per il metabolismo muscolare, ma anche di minerali come ferro, sodio, potassio e fosforo. I grassi sono davvero pochi e, come tutti i cibi vegetali, è privo di colesterolo.

Per il suo aroma delicato si sposa bene sia con la carne che con il pesce. Potrai usarlo come accompagnamento ai tuoi secondi, in bianco, o condito con le spezie che preferisci. Oppure puoi preparare piatti unici e insalate fredde, con verdure, legumi, carne, frutti di mare, o gli ingredienti che più ti piacciono.

Preparazione del Riso Jasmine

Per prima cosa sciacqua il riso con acqua fredda per rimuovere l’amido di cui sono ricoperti i chicchi. Questo passaggio è fondamentale affinché non risultino “collosi” una volta cotti. Usa circa 350 ml di acqua per 225 g di Jasmine, così i chicchi saranno completamente coperti dall’acqua. Cuoci a fiamma lenta per 15-20 minuti e usa un coperchio per intrappolare il vapore e facilitare la cottura.

  • Cottura a vapore: La cottura a vapore è tra i metodi che mantengono di più i nutrienti del chicco. Prendi un cestello per cuocere il riso a vapore, o una vaporiera.
  • Cottura in padella: Cuocere il riso jasmine in padella è molto facile. Aggiungi un filo d’olio sul fondo di una padella per evitare che i chicchi si attacchino. Fai tostare i chicchi a fuoco vivo, perché rimangano croccanti. Abbassa la fiamma e aggiungi l’acqua piano piano, fino a completo assorbimento.
  • Microonde: procurati una ciotola adatta alla cottura in microonde. Aggiungi 750 ml di acqua per 225 g di riso jasmine, e un cucchiaino di sale. Quindi aziona il microonde per 10 minuti alla massima potenza.
  • Cuociriso: basta versare riso, acqua e un cucchiaino di sale nel cuociriso e premere il tasto di avvio. In genere anche per questo metodo è ideale un rapporto acqua : riso di circa 2 : 1.

Dove Acquistare e Come Conservare il Riso Jasmine

Il riso jasmine è disponibile in quasi ogni supermercato, o nei negozi di alimentari più riforniti. Puoi trovarlo sugli scaffali vicino al riso basmati, o nel reparto dei cibi etnici. Oppure puoi rifornirti nei negozi specializzati nella vendita di cibi orientali. Puoi trovare in commercio il jasmine ad un prezzo che oscilla tra 3-10 € / kg.

Dopo l’acquisto riponi il riso nella tua dispensa e conservalo fino alla data di scadenza riportata sulla confezione. Scegli un luogo fresco e asciutto per conservarlo al meglio.

Controindicazioni e Consigli Dietetici

Il riso jasmine non ha particolari controindicazioni, se introdotto in una dieta sana in modo bilanciato. Questo alimento è però ricco di carboidrati. Può essere quindi un valido sostituto del pane, o della pasta, nel tuo programma alimentare. L’unica pecca del riso jasmine raffinato è un alto indice glicemico, comparabile a quello del riso bianco, e superiore a quello della pasta!

Ad ogni modo, seguire una dieta salutare significa bilanciare i nutrienti, ma anche variare gli alimenti. Non dovrai quindi basare la tua alimentazione esclusivamente su questo cereale.

Questo particolare tipo di riso originario del Sud-est asiatico sta diventando sempre più popolare nella cucina occidentale. Il riso jasmine è molto apprezzato per il suo profumo distintivo e la sua capacità di accompagnare perfettamente una varietà di piatti. È disponibile in molte parti del mondo ed è una scelta interessante per arricchire la tua esperienza culinaria, specialmente se vuoi preparare piatti ispirati alla cucina asiatica, ma è anche una buona scelta per preparare il pollo al curry con riso pilaf oppure l’insalata di riso. E’ un alimento ad alta energia.

Riferimenti Bibliografici

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