Sicuramente avrai sentito parlare del Riopan, un farmaco disponibile in più formulazioni venduto esclusivamente dietro prescrizione medica da decenni e, qualche anno fa, temporaneamente ritirato dal commercio per anomalie sulla viscosità. Molte persone lo utilizzano per trattare alcuni disturbi dell'apparato digerente dovuti a un abbassamento del pH dei succhi gastrici: sintomi fastidiosi, talvolta dolorosi, che portano alcuni ad assumerlo in maniera impropria o eccedendo la dose raccomandata.
Per ridurre al minimo gli effetti collaterali e trarre il meglio dall'assunzione, t'invitiamo a proseguire nella lettura; nelle prossime righe scoprirai nel dettaglio che cos'è Riopan e a cosa serve, quando non va preso, quali sono le alternative e molto altro.
Perché si prende Riopan? Ecco di cosa si tratta
Il medico potrebbe prescriverti questo medicinale se soffri di acidità di stomaco e-o manifesti ulcere, gastriti, duodeniti dovute all'aggressione dei succhi gastrici; molte osservazioni hanno messo in luce anche una discreta efficacia nei confronti del reflusso gastro-esofageo, ma in tale situazione vengono scelte preparazioni a base di alginati, in quanto decisamente più efficaci. Le formulazioni attualmente disponibili sono Riopan compresse (800 mg di magaldrato anidro) e Riopan gel oro-solubile (80 mg/ml di magaldrato anidro), vendute entrambe in confezioni da 40 unità.
Riopan è un gastroprotettore?
La risposta è negativa, almeno in senso stretto: i gastroprotettori agiscono modificando la quantità e-o la qualità dei succhi gastrici lavorando alla radice del problema; Riopan bustine o compresse neutralizza l'acido cloridrico prodotto dallo stomaco, ma non influisce sulla causa che porta alle alterazioni del pH.
Che differenza c'è tra Gaviscon e Riopan?
Ecco una domanda che fa capire fino in fondo le peculiarità di Riopan e a cosa serve: mentre questo fa parte della categoria degli anti-acidi, il Gaviscon è indicato per il trattamento dei sintomi provocati dal reflusso gastro-esofageo. Questo farmaco, infatti, forma una patina protettiva in grado di proteggere le mucose, grazie alla presenza di bicarbonato di potassio opportunamente combinato con l'alginato di sodio.
In altre parole, viene consigliato Riopan per digerire, in caso di ipercloridria, ulcera, gastrite e altri disturbi derivanti da un'eccessiva acidità di stomaco, senza avere la pretesa di agire sulle cause; il farmacista potrebbe raccomandarti l'uso di Gaviscon, invece, per bruciore, indigestione e rigurgito acido dovuti al reflusso.
Come agisce il Riopan
Questo medicinale contrasta l'azione lesiva dei succhi gastrici prodotti nello stomaco, in modo che il pH rimanga compreso tra 3 e 5; non entrando nel torrente ematico, il magaldrato anidro contenuto in Riopan va direttamente nello stomaco, comportandosi come una soluzione tampone. Inoltre, il farmaco permette di prevenire lesioni in caso di reflusso biliare, poiché vanta capacità adsorbenti (cioè in grado di catturare particelle liquide e gassose sulla superficie) nei confronti di acidi biliari e isolecitina. L'espulsione dei metaboliti avviene per via intestinale, come sali di alluminio insolubili.
Cosa serve sapere prima di prendere Riopan?
Il Riopan è soggetto a prescrizione con ricetta ripetibile, pertanto non rientra nella categoria dei farmaci da banco; i motivi sono legati ai rischi connessi a una mancata sorveglianza medica durante il periodo di somministrazione, specialmente se le tue condizioni di salute non sono ottimali. Se, per esempio, ti sottoponi a dialisi, hai livelli di alluminio nel sangue superiori a 40 ng/ml o dalle analisi delle urine risulta una clearance della creatinina inferiore a 30 ml al minuto, devi attenerti a dosaggi e modalità di assunzione raccomandati dal tuo medico curante, che eventualmente provvederà a trovare un'alternativa sicura e altrettanto efficace.
Anche nel caso in cui fossi in gravidanza o in allattamento potrebbe esserti sconsigliato l'impiego di Riopan: per quanto moderata, l'eventualità che l'alluminio presente nel magaldrato passi nel torrente ematico (quindi il rischio di nuocere al bambino, anche tramite il latte materno) non è da escludere.
In alcuni soggetti potrebbe provocare nausea, vomito, feci molli e diarrea, queste ultime associabili alla presenza di sorbitolo; puoi ridurre al minimo il rischio di avere effetti indesiderati rispettando i dosaggi. Anche se il preparato è compatibile per un impiego protratto nel tempo, ti consigliamo di andare dal tuo medico o dal gastro-enterologo se i sintomi dovessero persistere. Il prodotto è disponibile anche in formato da 30 e in gocce (200 ml).
Riopan: dosaggio e modalità d'uso
La formulazione in gel orale deve essere assunta manipolando la bustina per omogeneizzare il contenuto prima dell’apertura. Il trattamento con Riopan deve essere continuativo per almeno 4 settimane, anche dopo la scomparsa dei sintomi. La data di scadenza di Riopan è riportata direttamente sulla confezione e sul blister/ bustine al suo interno. Non refrigerare o congelare la formulazione in gel orale. Non gettare il medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici.
Quando non dev'essere usato Riopan?
RIOPAN non deve essere utilizzato nei bambini di età inferiore a 12 anni poiché l’esperienza di trattamento è limitata in questa fascia d’età. In pazienti con ridotta funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min) RIOPAN deve essere utilizzato esclusivamente sotto regolare monitoraggio dei livelli sierici di magnesio ed alluminio. I livelli sierici di alluminio non dovrebbero superare 40 ng/ml. Si deve avere particolare attenzione nei pazienti sottoposti a dialisi a causa di un possibile legame tra gli elevati livelli di alluminio sierico e lo sviluppo di encefalopatie. Livelli moderatamente elevati di alluminio sierico sono stati occasionalmente rilevati in soggetti con funzionalità renale nella norma. L’uso prolungato di antiacidi contenenti alluminio può ridurre l’assorbimento di fosfati.
RIOPAN compresse masticabili: Nei bambini deve essere tenuta in considerazione la possibilità di una intolleranza ereditaria al fruttosio non riconosciuta. Ogni compressa masticabile contiene 0,774 g di sorbitolo. Seguendo la posologia consigliata possono quindi essere assunti fino a 6,2 g di sorbitolo al giorno. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al sorbitolo non devono assumere questo medicinale. Poiché le compresse masticabili hanno un basso contenuto in sodio, possono essere utilizzate anche da pazienti affetti da ipertensione arteriosa. Avvertenza per i pazienti diabetici: una compressa masticabile contiene 0,07 unità pane.
RIOPAN 80 mg/ml gel orale Agitare energicamente il flacone prima dell’uso.
Riopan per il mal di stomaco: farmaci alternativi
- Maalox RefluRapid Bustine
- Mayday 24 bustine
- Nexium Control
- Maalox Plus 50 compresse
- Xamamina Reflusso bustine
Xamamina Reflusso bustine
Xamamina Reflusso in astuccio da 25 bustine da 20 ml è indicato in presenza di reflusso laringo-faringeo o gastro-esofageo, anche quando una di queste condizioni tende a presentarsi durante i viaggi; inoltre riduce i tempi di stazionamento del cibo nello stomaco e favorisce la riparazione delle mucose danneggiate. Contiene alginato di sodio e simeticone, sostanza in grado di ridurre il contenuto di aria nell'apparato digerente. Il laboratorio Dompé consiglia di prendere 1 stick immediatamente dopo il pasto e prima di andare a letto; per modalità di somministrazione diverse da quelle indicate ti consigliamo di contattare il tuo medico. Xamamina Reflusso non è compatibile con l'assunzione di alcolici, non va dato ai soggetti allergici ai principi attivi, ai bambini e ai ragazzi al di sotto dei 12 anni. Per l'assunzione durante gravidanza, allattamento, terapie con altri farmaci e uso di integratori consulta il tuo farmacista di fiducia o il medico di base.
Riopan e Glicemia: Possibile Collegamento
Diverse ricerche pubblicate negli ultimi anni hanno fatto sospettare che l’uso continuativo e prolungato di questa classe di farmaci possa aumentare il rischio di sviluppare il diabete mellito. I dati a riguardo non sono tutti concordanti: uno studio condotto a Taiwan, per esempio, riporta un effetto protettivo dei PPI per lo sviluppo di diabete.
L’ultima ricerca su questi farmaci è stata fatta da studiosi italiani utilizzando i registri farmaceutici della Regione Lombardia. L’associazione tra uso di PPI e diabete è risultata più evidente nelle persone che presentano contemporaneamente più malattie e che quindi hanno uno stato di salute più compromesso.
Le possibili cause
Sono state fatte diverse ipotesi per giustificare questo ipotetico legame tra antiacidi e diabete. Una riguarda le alterazioni del microbiota intestinale, cioè di quella serie di batteri presenti normalmente nell’intestino in grado di giocare un ruolo protettivo o peggiorativo nei confronti di molte malattie. È noto che l’uso continuativo di PPI possa modificare il tipo di batteri che colonizzano il cavo orale e l’intestino e questo può influire sul metabolismo glucidico, favorendo lo sviluppo di diabete.
È importante notare che tutte le ricerche condotte fino ad ora hanno il limite di non confrontare contemporaneamente gruppi omogenei di pazienti, ma di guardare a posteriori quello che è successo in persone che assumevano i farmaci, con il grosso limite di non poter escludere fattori confondenti che fanno aumentare il rischio di diabete. Tra questi i più importanti potrebbero essere il sovrappeso e l’obesità: è noto che il sovrappeso è associato al riflusso gastroesofageo (quindi molte persone possono aver bisogno di assumere PPI per tale motivo), ma i chili di troppo sicuramente contribuiscono ad aumentare il rischio di diabete.
Segnalazioni di iperglicemia con IPP
Nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) sono presenti 4 segnalazioni di iperglicemia da inibitori della pompa protonica (IPP), riferite in particolare a lansoprazolo (2 casi), pantoprazolo ed esomeprazolo. L’evento non è riportato nelle scheda tecnica dei prodotti.
Caso 1. Un paziente diabetico di sesso maschile, di 40 anni di età, viene trattato con lansoprazolo per gastroduodenite. Dopo 2 giorni dall’inizio della terapia, si evidenzia un aumento dei livelli glicemici nonostante la terapia antidiabetica con insulina. Il paziente assumeva da lungo tempo acido ursodesossicolico, ramipril, amlodipina, atorvastatina e furosemide. Non sono note interazioni farmacologiche tra questi farmaci ed il lansoprazolo.
Caso 2. Una donna diabetica di 63 anni viene trattata con esomeprazolo per reflusso gastroesofageo. Dopo 14 giorni dall’inizio della terapia, si evidenzia un aumento dei livelli glicemici nonostante la terapia antidiabetica. Non è noto se la paziente assumesse altri farmaci concomitanti.
Caso 3. Una donna diabetica di 79 anni viene trattata con pantoprazolo per reflusso gastroesofageo. Dopo 24 ore dall’inizio della terapia, si evidenzia un aumento dei livelli glicemici nonostante la terapia antidiabetica. La paziente assumeva da lungo tempo altri farmaci concomitanti, quali warfarin, insulina, indobufene, irbesartan, metoprololo, nitroglicerina. Non sono note interazioni farmacologiche tra questi farmaci ed il pantoprazolo.
Caso 4. Una donna di 64 anni viene trattata con lansoprazolo per reflusso gastroesofageo. Dopo 9 giorni dall’inizio della terapia, si evidenzia un aumento dei livelli glicemici. La paziente assumeva anche il candesartan.
Tre dei casi segnalati riguardano pazienti diabetici sotto stretto controllo farmacologico; la loro interpretazione è di conseguenza piuttosto complessa, sebbene sia possibile ipotizzare un effetto dipendente da una interazione tra farmaci oppure tra il farmaco e la patologia.
Cosa fare?
Dunque, da un punto di vista pratico, come bisogna comportarsi? Se si assumono IPP, è fondamentale farlo solo se strettamente necessario e sotto controllo medico, valutando attentamente i rischi e i benefici. In caso di comparsa di sintomi come aumento della sete, necessità di urinare frequentemente, affaticamento e visione offuscata, è consigliabile consultare il medico per escludere un aumento della glicemia.
Questo articolo è fornito a scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Prima di assumere qualsiasi farmaco, è essenziale consultare un professionista sanitario.
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