Rimozione del Fibroma Uterino Tramite Laparoscopia: Tecnica, Rischi e Recupero

La laparoscopia trova nella chirurgia ginecologica odierna sempre più indicazioni, consentendo di documentare la normalità degli organi pelvici, l’eventuale esistenza di aderenze che alterano i normali rapporti fra tube e ovaio, e l’eventuale esistenza di endometriosi. In corso di laparoscopia è possibile verificare lo stato della mucosa del padiglione, la presenza di aderenze al suo interno ma soprattutto la pervietà delle tube. A questo scopo infatti, nello studio della fertilità, si esegue la Cromosalpingoscopia con bleu di Metilene, che è in grado di valutare con un’ottima sensibilità il passaggio del colorante attraverso le salpingi. Inoltre si esegue per giungere alla diagnosi in alcune condizioni cliniche (dolore pelvico cronico, sterilità, ecc.) che non si riescono a spiegare con altri metodi di indagine (ecografia, esami di laboratorio, ecc.).

Cos'è la Miomectomia e Quando è Necessaria

La miomectomia è l'operazione chirurgica con cui si eliminano i fibromi uterini. Un fibroma uterino (altrimenti noto come leiomioma o mioma uterino) è un tumore benigno dell'utero, che può formarsi sul lato interno o sul lato esterno dell'organo. Simili a dei noduli, i fibromi uterini sono considerati i tumori più comuni dell'utero e sono costituiti da un numero esiguo di cellule muscolari e da una cospicua quantità di tessuto fibroso.

La miomectomia si pratica quando i fibromi uterini sono sintomatici (cioè provocano uno o più sintomi) e non permettono, alla donna affetta, di condurre una vita normale, come in caso di:

  • Condizione di anemia persistente e che non risponde ad alcun trattamento alternativo.
  • Presenza di dolore o di un senso di pesantezza al basso ventre continuo e che non si riesce ad alleviare in alcun altro modo.
  • Difficoltà eccessiva a rimanere incinte.

La miomectomia è preferibile all'isterectomia (cioè all'intervento di rimozione completa dell'utero), perché preserva l'utero consentendo alla donna operata in età fertile di avere dei figli in futuro.

La Tecnica Laparoscopica per la Rimozione dei Fibromi

La laparoscopia è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, che consente di operare senza la pratica di grandi incisioni cutanee. Per questo motivo la laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale. La miomectomia laparoscopica, che richiede l'anestesia generale, è adatta per uteri con al massimo due fibromi; questi, inoltre, devono misurare non più di 5-6 centimetri ed essere situati sulla parete esterna dell'utero (sottosierosi).

Si esegue quindi una prima incisione in prossimità dell’ombelico, attraverso la quale con un ago particolare si introduce del gas (anidride carbonica) per poter distendere la cavità addominale; ciò è utile per avere una adeguata visione e un sufficiente spazio per eseguire i veri e propri atti chirurgici nell’addome. Attraverso la stessa incisione si introduce il laparoscopio, un particolare strumento ottico, collegato ad una fonte luminosa e ad un sistema video (telecamera + monitor + videoregistratore), attraverso il quale si esamina l’interno di tutta la cavità addominale e pelvica, con una visione diretta di tutti gli organi. Attraverso la vagina talvolta si introduce nell’utero uno strumento (manipolatore) che serve per poter muovere l’utero secondo necessità nel corso dell’intervento.

Terminato l’intervento, si estrae la strumentazione favorendo attraverso le incisioni addominali la fuoriuscita del gas precedentemente introdotto, e quindi si suturano le piccole incisioni chirurgiche. Solitamente la paziente viene dimessa 1-2 giorni dopo l’intervento.

Vantaggi della Laparoscopia

La laparoscopia, se confrontata con la chirurgia tradizionale, presenta diversi vantaggi:

  • Innanzitutto comporta un minor trauma della parete addominale.
  • Le ferite chirurgiche prodotte sulla parete sono notevolmente ridotte rispetto ad una ferita chirurgica tradizionale, con indubbio vantaggio anche sul piano estetico.
  • La visione in dettaglio degli organi pelvici è migliore (grazie al sistema video) rispetto a quella possibile con la chirurgia tradizionale.
  • Inoltre il non aprire l’addome comporta un minor trauma per gli organi addominali, e quindi un migliore decorso postoperatorio ed una più rapida ripresa funzionale dell’intestino.

Rischi e Complicazioni Possibili

Anche la laparoscopia, come tutti gli atti medici e chirurgici, può presentare dei rischi. Va considerata la possibilità di rischi di tipo emorragico, e la possibilità di lesioni a carico di organi addominali, ad esempio dell’intestino. La possibilità di tali complicazioni è anche in relazione alla maggiore o minore complessità dell’intervento; ad esempio vi è un rischio minore in caso di laparoscopia diagnostica, in confronto ai rischi possibili in caso di intervento per un’endometriosi severa.

Una maggiore possibilità di rischio o di difficoltà tecnica è anche in relazione alle caratteristiche della paziente. Ad esempio in caso di obesità marcata della paziente può addirittura essere impossibile l’esecuzione della laparoscopia. Infine sono prevedibili maggiori difficoltà e quindi maggior rischio di complicanze nell’eseguire una laparoscopia su una paziente che ha già subito più interventi chirurgici addominali; in tal caso infatti è possibile che a causa dei precedenti interventi vi sia in cavità addominale una più o meno complessa situazione aderenziale. A causa di difficoltà tecniche o di complicanze può talora essere necessario convertire l’intervento in forma tradizionale, cioè con l’apertura dell’addome.

Non deve destare particolare preoccupazione la comparsa, nelle ore successive all’intervento, di dolore alle spalle. Tale sintomo è dovuto al gas usato per ottenere la necessaria distensione addominale, e spontaneamente regredisce nell’arco di circa una giornata. Nei primi giorni dopo l’intervento è possibile che la paziente noti scarse perdite di sangue dalla vagina.

Altri Rischi Associati alla Miomectomia

  • Perdite di sangue (emorragie) eccessive: L'utero è un organo molto vascolarizzato e la comparsa di fibromi aumenta ulteriormente il numero dei vasi sanguigni presenti.
  • Peggioramento dello stato di anemia: È dovuto alle perdite di sangue eccessive.
  • Formazione di tessuto cicatriziale: Le incisioni e le sezioni chirurgiche previste dall'intervento possono portare alla formazione di aderenze (o adesioni) intra-addominali.
  • Maggior rischio di complicanze durante le gravidanze successive all'intervento: Dopo la miomectomia, l'utero diventa più fragile e, in caso di gravidanza, potrebbe rompersi al momento del travaglio.
  • Necessità di ricorrere all'isterectomia: Se la perdita di sangue dall'utero è consistente e non si riesce a fermare in alcuna maniera, il medico potrebbe essere costretto alla rimozione dell'utero.

Preparazione all'Intervento

La preparazione alla miomectomia è molto semplice; inoltre, se si seguono scrupolosamente le indicazioni del medico, è raro che insorgano complicazioni.

Raccomandazioni Pre-Operatorie

Affinché l'intero intervento proceda per il meglio, il paziente è tenuto a:

  • Prima della miomectomia, sospendere qualsiasi eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS).
  • Nel giorno della miomectomia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale o l'anestesia spinale.

Raccomandazioni Post-Operatorie

  • Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico.

Recupero Post-Operatorio

Dopo gli interventi di isterectomia totale, è previsto un periodo di ricovero ospedaliero, a cui deve seguire un adeguato programma di recupero. Stare a riposo, senza però eccedere. Evitare di sollevare oggetti pesanti per almeno 4 settimane.

Ecco i tempi di recupero stimati in base al tipo di intervento:

  • Miomectomia laparoscopica: richiedendo l'anestesia generale, prevede che la paziente trascorra almeno una notte in ospedale, per motivi del tutto precauzionali. Tempi di recupero stimati: 2-3 settimane.

Dopo una miomectomia, l'utero ha bisogno di circa 3 mesi per guarire completamente: i medici, pertanto, consigliano di attendere almeno 90 giorni prima di avere una gravidanza.

Alternative all'Isterectomia

Talvolta associata alla rimozione delle ovaie e delle tube di Falloppio, l'isterectomia totale è indicata in presenza di: grave endometriosi, leiomiomi e fibromi uterini, adenomiosi, cancro dell'utero, cancro della cervice uterina, metrorragia persistente, prolasso uterino e dolore pelvico cronico persistente. L'isterectomia totale è l'intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dell'utero e della cervice uterina. Dopo l'intervento, le donne in età fertile non possono più rimanere incinte. Questa è l'implicazione più rilevante dell'isterectomia totale.

L'isterectomia totale è un'operazione che richiede una preparazione specifica e che, a seconda della tecnica chirurgica impiegata, impone il ricorso all'anestesia generale, epidurale o spinale. La pratica dell'anestesia da inizio, di fatto, all'isterectomia totale. L'anestesia generale comporta l'addormentamento della paziente per tutta la durata dell'intervento.

Tipi di Isterectomia

  • Isterectomia totale (o isterectomia completa): prevede la rimozione dell’intero utero, compreso il collo dell’utero (cervice).
  • Isterectomia parziale o subtotale (o isterectomia sopracervicale): prevede la rimozione dell’utero, ma il collo dell’utero (cervice) viene lasciato in posizione.
  • Isterectomia radicale o extrafasciale: prevede la rimozione non solo dell’utero e del collo dell’utero, ma anche dei tessuti circostanti.

Approcci Chirurgici all'Isterectomia

  • Approccio addominale (laparoisterectomia): viene eseguita un’incisione nell’addome.
  • Approccio vaginale: l’utero viene rimosso attraverso un’incisione nella vagina.
  • Approccio laparoscopico: vengono praticate piccole incisioni nell’addome attraverso le quali vengono inseriti strumenti chirurgici specializzati.

Preparazione all'Isterectomia

  • Smettere di fumare e limitare l’alcol.
  • Sospensione di farmaci che possono influenzare la coagulazione del sangue.
  • Preparazione emotiva.

Gestione Post-Operatoria dell'Isterectomia

  • Gestione del dolore.
  • Attività fisica limitata.
  • Alimentazione sana ed equilibrata.
  • Igiene personale accurata.

Possibili Complicazioni Post-Isterectomia

  • Dolore e disagio.
  • Cicatrici.
  • Rischio di complicazioni come infezioni, sanguinamento eccessivo, danni agli organi circostanti, trombosi venosa profonda (TVP) o embolia polmonare.
  • Alterazioni dell’apparato digerente.
  • Cambiamenti urinari.
  • Effetti sulla fertilità.
  • Cambiamenti ormonali.
  • Impatto sull’attività sessuale.

leggi anche: