Ricotta di Pecora: Valori Nutrizionali e Colesterolo

La ricotta è un latticino ottenuto riscaldando, con o senza aggiunta di acidificanti, il siero residuato dalla lavorazione del formaggio (ri-cotta). La ricotta fresca ha la tipica forma tronco-conica dei recipienti forati nei quali viene messa a scolare. Di colore bianco più o meno candido, a seconda del tipo di latte impiegato, ha una consistenza abbastanza soffice e granulosa, non elastica, né tantomeno dura. L'odore della ricotta fresca è di latte caldo e fieno (quest'ultimo è più intenso nei prodotti ricavati dal latte di pecora e ancor più di bufala). Il peso è variabile e può oscillare, a seconda del tipo, da 100 g a diversi chilogrammi.

Durante il riscaldamento del siero, che a seconda dell'origine viene portato fino a una temperatura di 75-95°C, le proteine del latte, principalmente le sieroproteine, coagulano. Si formano così dei fiocchi bianchi che affiorano spontaneamente in superficie, inglobando al loro interno una certa quantità di grasso, lattosio e sali minerali. Il meccanismo produttivo standard può subire piccole modifiche e integrazioni a seconda delle esigenze organolettiche e commerciali; sul mercato troviamo, ad esempio, ricotte di vacca, di pecora e di bufala, ricotte fresche, stagionate, a breve e a lunga conservazione, dolciastre (sapore naturale) o salate.

In generale, a dispetto delle umili origini, la ricotta di vacca è forse oggi il più nobile tra tutti i latticini. La qualità proteica è nettamente superiore rispetto a quella dei formaggi (ricchi di caseine anziché di sieroproteine), mentre il contenuto lipidico (se prodotta interamente da siero) è notevolmente inferiore. Bisogna comunque ricordare che gli acidi grassi del latte e derivati sono prevalentemente di tipo saturo e che si accompagnano a discrete quantità di colesterolo; mentre da un lato la ricotta è considerata un latticino tra i più adatti nella terapia nutrizionale per l'ipercolesterolemia, dall'altro richiede un consumo ragionevole che escluda qualunque eccesso (in termini di porzione e frequenza al consumo). In merito al contenuto di minerali, la ricotta è considerata una fonte eccellente di calcio e fosforo, due macronutrienti essenziali alla costruzione e al mantenimento dello scheletro.

Ricotta di Pecora: Un Latticino Versatile

Fresca, genuina, dal sapore inconfondibile, la ricotta di pecora è una prelibatezza della nostra cucina, ma anche un prodotto che ha molte proprietà utili per la nostra salute. La ricotta di pecora è un latticino cremoso e delizioso che spesso viene confuso con un formaggio. Tuttavia, è importante sottolineare che la ricotta non è effettivamente un formaggio, ma piuttosto un derivato lattiero-caseario ottenuto dalla lavorazione del siero di latte. Nella produzione della ricotta di pecora, il siero viene riscaldato, fino a coagulare, e poi viene separato dalla parte solida. Questa parte solida, nota come ricotta, è caratterizzata da una consistenza morbida e un sapore delicato.

Valori Nutrizionali della Ricotta di Pecora

I valori nutrizionali della ricotta dipendono dalla tipologia. Tuttavia, in media, 100 grammi di ricotta ottenuta da latte vaccino possiede dei valori nutrizionali così ripartiti:

Nutriente Quantità
Calorie 146 kcal
Acqua 75,7 g
Proteine 8,8 g
Lipidi 10,9 g
Carboidrati 3,5 g
Vitamina A 128 µg
Vitamina E 0,21 mg
Calcio 295 mg
Fosforo 237 mg
Potassio 119 mg
Sodio 78 mg
Magnesio 17 mg
Zinco 0,5 mg
Ferro 0,4 mg
Selenio 3,9 µg

La ricotta di pecora è una buona fonte di proteine di alta qualità, importanti per la crescita, il mantenimento e il ripristino dei tessuti nel corpo umano. Inoltre, contiene una quantità significativa di calcio, essenziale per la salute delle ossa e dei denti, e varie vitamine e minerali, tra cui vitamina A, vitamina D, vitamina B12, zinco e selenio. La ricotta di pecora contiene generalmente meno grassi saturi rispetto ad altre varietà di formaggio.

Ricotta di Pecora e Colesterolo

La domanda che tutti stavate aspettando: quanto colesterolo contiene la ricotta? Ebbene, 100g di ricotta contengono in media 51 mg di colesterolo, con differenze tra ricotta di pecora e ricotta vaccina. In tabella avrai notato che, contrariamente a come si possa pensare, la ricotta di pecora contiene colesterolo in quantità inferiore rispetto alla ricotta di mucca: 42 mg di colesterolo la ricotta di pecora e 57 mg quella di vacca. Infatti, sebbene i valori nutrizionali della ricotta ovina, a causa del maggiore contenuto di grassi, siano più elevati rispetto alla ricotta vaccina (157 kcal/100g contro 146 kcal/100g) va detto che il latte di pecora presenta un livello inferiore di colesterolo.

Quanto detto finora, ti avrà certamente rassicurato su quest’altro dubbio. Infatti se è vero che la ricotta è consigliata per chi soffre di colesterolemia, di più lo è la crema di ricotta che come Ricocrem è preparata con la ricotta di pecora. Questo non vuol dire che potrai abusarne: anche perché vanno considerati tanti altri fattori, soprattutto se all’ipercolesterolemia si accompagnano altre problematiche o patologie, come diabete, obesità, ipertensione.

Consigli per il Consumo

Il consiglio sulla quantità giornaliera di pecora che possiamo mangiare ogni giorno è di non superare i cento grammi. Tra l’altro, si tratta di una dose che copre quasi un terzo del nostro fabbisogno di calcio. La ricotta di pecora è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle persone. Tuttavia, poiché contiene lattosio, cioè lo zucchero presente nel latte, alcune persone potrebbero non essere in grado di digerire correttamente a causa di un’intolleranza al lattosio, appunto. Quando comprate una ricotta di pecora confezionata, leggete sempre bene l’etichetta. Potrebbe contenere della panna che viene aggiunta anche per dare un aspetto più cremoso alla ricotta.

leggi anche: