La resezione transuretrale della prostata (TURP) è un intervento endoscopico (non implica l’incisione esterna della cute) il cui scopo è risolvere l’ostacolo determinato dalla prostata allo svuotamento della vescica. La resezione endoscopica della prostata (TURP) è una tecnica sicura ed efficace per la cura dei disturbi urinari causati dall’ipertrofia prostatica benigna (ingrossamento della prostata).
Cos'è la TURP?
La TURP si serve di uno strumento chiamato resettore endoscopico. La resezione endoscopica della prostata consiste nell’asportazione della porzione più interna della ghiandola per via uretrale. Ciò è eseguito grazie all’utilizzo di uno strumento (resettoscopio) che applicando una particolare energia elettrica rimuove a “fette” il tessuto prostatico. Il resettore è uno strumento, poco più grande di una cannuccia, realizzato per passare lungo l’uretra e per le operazioni chirurgiche a livello di prostata e vescica. Esso è fornito, alla sua estremità, di una fonte luminosa e di una telecamera collegata ad un monitor che permettono al Medico Urologo di vedere quanto presente all’interno di prostata e vescica urinaria e di identificare le porzioni di tessuto prostatico da eliminare. Inoltre, sempre all’estremità dello strumento, è presente un piccolo anello metallico che emette scariche elettriche; questo permette la rimozione delle aree di prostata in eccesso.
Come si svolge l'intervento di TURP
La TURP viene eseguita in sala operatoria in anestesia spinale o generale in base alle caratteristiche del Paziente valutate preventivamente dal Medico Anestesista che assicurerà che la procedura sia completamente indolore. Il Paziente giunge in sala operatoria accompagnato sul suo letto e viene fatto accomodare su un lettino. Dopo l’anestesia viene messo in posizione “ginecologica”. Il Medico Urologo introduce attraverso il pene, fino in uretra prostatica, il resettore. Attraverso la pressione di un pedale, l’Urologo attiva il resettore, andando a resecare tessuto prostatico in eccesso, fino a ricreare un canale di dimensioni adeguate al facile passaggio dell’urina.
La maggior parte degli interventi dura tra 20 e 60 minuti. Al termine della procedura viene posizionato un catetere vescicale, cioè un tubicino sottile che dal pene arriva fino in vescica, dove viene ancorato gonfiando un palloncino e serve a creare un passaggio sicuro per l’urina finché l’uretra prostatica non si sfiamma a seguito della resezione. Viene inoltre collegato al catetere un sistema di lavaggio continuo della vescica per mantenerla pulita da eventuali detriti o piccoli coaguli formatisi durante la procedura che potrebbero ostruire il catetere. A questo punto il Paziente nel caso abbia fatto un’anestesia generale viene svegliato e aiutato a riaccomodarsi sul suo letto.
Dopo l’intervento viene applicato un catetere vescicale con sistema di lavaggio continuo della vescica. In assenza di complicazioni il catetere è rimosso in media dopo 1-2 giorni. Il catetere vescicale viene rimosso dopo 1-2 giorni. Al termine dell’intervento, inoltre, viene posizionato un catetere vescicale per facilitare l’eliminazione delle urine. Tale catetere in genere può essere rimosso dopo una settimana.
Preparazione all'intervento
Nel giorno dell'intervento, presentarsi a digiuno completo da almeno 8 ore. Questo vuol dire che se la procedura è fissata per il mattino, l'ultimo pasto consentito è quello della sera precedente. È da segnalare, tuttavia, la possibilità di bere acqua fino a qualche ora prima dell'operazione. Se il paziente è un fumatore, deve smettere di fumare, almeno temporaneamente. Il paziente deve comunicare allo staff medico l’eventuale assunzione di farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, oltre ad eventuali allergie ai sedativi. Pochi giorni prima dell’intervento, inoltre, viene eseguita una cistoscopia transuretrale, un esame che permette al chirurgo di osservare le condizioni della prostata e del sistema urinario.
Recupero post-operatorio
Dopo le dimissioni, è bene osservare un periodo di riposo e l’astensione dalle attività lavorative (almeno per una settimana) in modo da facilitare il recupero completo. Per il rientro a casa, farsi aiutare da un familiare o un amico. Questi disturbi sono da considerarsi normali se non si protraggono oltre le 4 settimane. Assumere un antidolorifico in caso di dolore. I medici consigliano di bere molta acqua per favorire il lavaggio delle vie urinarie, di seguire una dieta ricca di fibre e di astenersi temporaneamente (almeno per 4-6 settimane) dall’attività sessuale.
Alla dimissione è suggerito un periodo di vita morigerata (ridotto stress fisico, scarsa attività sessuale e/o sportiva, regime alimentare moderato, terapia antisettica urinaria, ecc.) e l’astensione dalle normali attività lavorative per periodo variabile tra i 7 e 21 giorni, in base alle condizioni associate e all’estensione della resezione. È suggerito di evitare lunghi tragitti in macchina e l’uso di cicli e motocicli.
Bisogna assolutamente evitare qualsiasi sforzo addominale (es. Non sforzare l'intestino con un'alimentazione sbagliata. Astenersi temporaneamente dall'attività sessuale.
Rischi e Complicanze della TURP
Tra le complicanze della TURP, più frequente è l’emorragia, che rende necessaria la somministrazione di emotrasfusioni durante e dopo l’intervento di resezione, più rara la lesione dello sfintere esterno, una grave complicanza che si verifica sino al 5% dei casi e che comporta una incontinenza urinaria più o meno severa.
È importante essere consapevoli dei possibili rischi associati alla TURP:
- Eiaculazione retrograda: È la condizione per cui l'emissione di sperma avviene al contrario, non verso l'esterno ma verso la vescica.
- Incontinenza urinaria: La perdita involontaria di urina interessa circa il 0.1 -6 % circa delle persone operate. Essa è per lo più una incontinenza da “stress” ovvero si evidenzia allorchè si ha un brusco aumento della pressione endoaddominale (colpi di tosse, starnuti, riso, sollevamento di pesi). Raramente si tratta di un’incontinenza totale. L’incontinenza urinaria, nei suoi diversi gradi, ha una incidenza del 1-6,6% circa.
- Stenosi uretrale.
- Emorragie persistenti e copiose.
- Infezioni delle vie urinarie.
- Ritenzione urinaria: Dovuta a un danno ai muscoli vescicali, consiste nel mancato svuotamento completo della vescica durante la minzione.
- Impotenza (o disfunzione erettile): È la difficoltà nell'avere o nel mantenere un'erezione.
- Sindrome da TURP.
- Recidiva.
Follow-up post-operatorio
Il programma di follow-up comprende l’esame colturale delle urine, il PSA, e la Flussometria con valutazione del Residuo. La prima visita di controllo, se non presenti complicanze, viene eseguita al momento del ritiro dell’esame istologico, di solito entro trenta giorni. In tale occasione il paziente esibisce recente esame urine, urinocoltura ed eventuale antibiogramma. Il successivo controllo è di norma prescritto dopo 3 mesi con dosaggio PSA ed uroflussimetria con valutazione del residuo vescicale post-minzionale.
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