Psoriasi: Gli Esami del Sangue Necessari e Approfondimenti

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si stima che una qualche forma di psoriasi abbia colpito almeno in un momento della vita il 2-3% della popolazione mondiale.

È la psoriasi, il cui nome deriva dal greco psōríasis (“condizione di prurito”, anche se il prurito non è sempre presente). La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle cronica e recidivante, non legata a particolari fasce d’età né al genere sessuale.

Circa l’80% delle forme di psoriasi si presenta a placche, con accumulo e ispessimento delle cellule epidermiche. L’aspetto è squamoso bianco-argenteo su una base eritematosa.

Può comparire in qualsiasi area del corpo, soprattutto in sede estensoria ai gomiti e alle ginocchia, ma anche al cuoio capelluto, alla regione lombare, al palmo delle mani, alla pianta dei piedi e alla regione genitale.

Anche la dimensione psicosomatica gioca un ruolo molto importante: la psoriasi può peggiorare con lo stress, con gli impegni lavorativi, in concomitanza con gli esami universitari.

Attualmente si pensa che la psoriasi possa essere un disturbo di eccessiva crescita e riproduzione delle cellule della pelle (epidermide e cheratinociti) oppure un disordine immuno-mediato, in cui l'eccessiva riproduzione delle cellule della pelle è secondaria a fattori prodotti dal sistema immunitario.

L’anamnesi è la base per la diagnosi di psoriasi: storia familiare della patologia, andamento, fattori scatenanti. Si associa all'esame fisico, che indaga aspetto del rash cutaneo, colore delle lesioni, dimensioni, morfologia, distribuzione nelle varie regioni corporee.

In particolare, si deve porre molta attenzione al cuoio capelluto, all’ombelico, alle unghie e ai glutei. Può essere utile ricercare il segno di Auspitz, ovvero la presenza di numerose emorragie puntiformi sulla cute causate dall’asportazione per grattamento di una piccola placca psoriasica.

La diagnosi della psoriasi è clinico-anamnestica: si basa fondamentalmente sull’esame obiettivo del paziente e sulla raccolta delle informazioni utili ai fini della valutazione. Tuttavia, dal momento che la psoriasi può essere confusa con un eczema o con altre malattie della pelle, la diagnosi a volte può non essere semplice.

Una valutazione clinica completa, tuttavia, deve considerare anche il grado di disabilità associato alla malattia. Una delle criticità che caratterizzano maggiormente il paziente con psoriasi è il ritardo con cui arriva alla diagnosi.

In questo senso la collaborazione tra specialisti diversi è estremamente importante. La diagnosi di psoriasi ha un forte impatto sulla qualità di vita del paziente.

Il riconoscimento della psoriasi e l’immediato invio a uno specialista o a un centro dedicato che garantisca al paziente un approccio “olistico”,5 in grado cioè di prenderlo in cura da ogni punto di vista, sono le scelte che permetteranno di ottenere i risultati migliori, evitando che la psoriasi peggiori.

È infatti facilmente intuibile come questa malattia, le cui manifestazioni sono estremamente visibili, si ripercuota in modo negativo nella vita di tutti i giorni del paziente. Disagio, vergogna e depressione accompagnano purtroppo la persona malata, che tenderà a isolarsi e a ridurre le attività sociali.

Un ulteriore aspetto, di fondamentale importanza, da tenere in considerazione è la ricaduta sulla psiche determinata dalla diagnosi di psoriasi. È inevitabile che dopo la diagnosi di psoriasi qualcosa debba cambiare anche nelle abitudini di tutti i giorni.

La psoriasi è una condizione cronica della pelle che causa infiammazione e formazione di aree di pelle gonfia, arrossata e coperta di scaglie. La psoriasi può svilupparsi in persone che hanno una predisposizione genetica alla condizione se sono esposte a specifici fattori scatenanti ambientali.

Artrite Psoriasica: Una Complicazione Possibile

Circa il 30% dei soggetti affetti da psoriasi può soffrire di infiammazione delle articolazioni (artrite psoriasica). Si ritiene che un terzo dei pazienti con psoriasi svilupperà artrite.

Un altro elemento importante che espone al rischio di sviluppare artrite psoriasica è la familiarità per psoriasi. L'artrite psoriasica può interessare sia le articolazioni periferiche (mani, ginocchia, piedi, ecc.) sia la colonna vertebrale. Può inoltre interessare altre parti del corpo, in particolare occhi, polmoni e cuore.

Proprio per questo motivo, il reumatologo farà effettuare una visita oculistica all’esordio, e chiederà periodicamente una radiografia al torace e un ecocadiogramma di controllo.

I sintomi dell’artrite psoriasica sono quelli di una infiammazione articolare (dolore, rigidità e gonfiore delle articolazioni). Se si ha la psoriasi e si provano dolori a livello delle articolazioni, specie se giovani (ricordiamo che nell’anziano, anche con psoriasi, la sintomatologia dolorosa articolare è generalmente di origine artrosica) è fondamentale farsi visitare da un medico.

Una diagnosi precoce è fondamentale per tutte le malattie, e a maggior ragione per quelle articolari di tipo infiammatorio come l'artrite psoriasica. Questa patologia, infatti, se non trattata può avere un decorso importante con un interessamento progressivo di diverse articolazioni: sia le piccole, come quelle delle dita, che le grandi.

Tra queste ultime possono essere colpite le ginocchia, le anche, le caviglie, i talloni e le articolazioni del piede (causando fascite plantare) ma anche la colonna vertebrale con infiammazione a livello lombare (spondilite) e delle articolazioni sacroiliache (sacroileite).

L'esordio è frequentemente individuabile in una entesite, ovvero un'infiammazione acuta a carico dei punti in cui i tendini si inseriscono sull’osso, che successivamente si estende alle articolazioni.

Tale infiammazione articolare cronica, se non controllata, può produrre una progressiva rigidità, dolore e gonfiore che sfociano nel tempo in una perdita di funzionalità.

Fino al 30 per cento dei pazienti con psoriasi sviluppa nel tempo l'artrite psoriasica: nell'80 per cento dei casi la manifestazione cutanea precede quella articolare.

Fra i segnali iniziali di artrite psoriasica vanno sicuramente citati il dolore e la rigidità delle articolazioni la mattina. Tipico di un iniziale esordio di artrite psoriasica è poi il cosiddetto "dito a salsicciotto” (o dattilite): alcune dita di mani o piedi tendono a gonfiarsi progressivamente provocando dolore e senso di rigidità, talvolta mostrando anche alterazioni a livello delle unghie.

In presenza di tali sintomi, è opportuno che il paziente si rivolga allo specialista Reumatologo per la valutazione clinica e per arrivare a una diagnosi certa.

Diagnosi e Esami Utili

La diagnosi di artrite psoriasica richiede un esame obiettivo durante il quale il medico valuta questi segni di infiammazione, la presenza di psoriasi cutanea o alle unghie e la storia clinica del paziente.

Talvolta alcuni esami del sangue possono essere di utile supporto: ad esempio il dosaggio della proteina C reattiva, segnale di infiammazione sistemica, o la ricerca di alcuni anticorpi per escludere altre malattie articolari di tipo autoimmune, come l'artrite reumatoide.

Poiché non ci sono esami del sangue specifici per la diagnosi, il reumatologo si avvale solitamente di esami di imaging quali l’ecografia e la risonanza magnetica. Tra gli esami di imaging sono invece utili l'ecografia articolare, in grado di valutare il danno infiammatorio, e la risonanza magnetica del bacino per studiare le articolazioni sacroiliache.

In alcuni casi possono essere effettuati esami più specifici, come l’analisi del liquido sinoviale presente nelle cavità articolari. Nei risultati degli esami di laboratorio, che da soli non sono comunque sufficienti, è possibile riscontrare negatività del fattore reumatoide (FR), aumento della PCR (Polymerase Chain Reaction), della velocità di eritrosedimentazione (VES).

Diagnosi Precoce e Intelligenza Artificiale

Diagnosticare l'artrite psoriasica in tempi brevi è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e ottenere il meglio dalle terapie. Purtroppo, ancora oggi molte diagnosi possono arrivare addirittura anni dopo l'insorgenza dei primi sintomi.

Come spiega la Società Italiana di Reumatologia, nel nostro Paese possono passare anche sette anni prima che un paziente riceva una diagnosi di artrite psoriasica. All'estero le cose non vanno necessariamente meglio: uno studio americano pubblicato nel 2021 dal Journal of Rheumatology ha rilevato come a oltre la metà dei pazienti la malattia venga diagnosticata con almeno due anni di ritardo.

Del resto, prima viene diagnosticata la patologia, migliore sarà l'efficacia della terapia.

I fattori che contribuiscono al ritardo della diagnosi di artrite psoriasica possono essere di diverso tipo. In alcuni casi, la giovane età può spingere i pazienti a ignorare i disturbi e a ritardare il momento della visita medica.

A ricevere diagnosi tardive sono spesso anche i pazienti con un indice di massa corporea elevato: chi è in sovrappeso o obeso talvolta dà meno importanza ad alcuni disturbi fisici, attribuendoli erroneamente al peso in eccesso.

Esistono poi fattori generali che possono ritardare la diagnosi: la presentazione clinica dell'artrite psoriasica è spesso eterogenea e sfumata, ovvero questa malattia può essere confusa con altre patologie articolari, come l’osteoartrosi, la fibromialgia e l’artrite reumatoide.

Inoltre, i pazienti già affetti da psoriasi tendono ancora troppo spesso a ignorare la sintomatologia articolare, per non parlare del 10-15% di pazienti che sviluppa l'artrite psoriasica prima delle manifestazioni cutanee. In questo caso, giungere alla corretta diagnosi può essere ancora più complicato.

Una recente innovazione che ha fatto parlare di sé nel mondo scientifico è uno strumento basato sull'intelligenza artificiale, potenzialmente in grado di accelerare la diagnosi di artrite psoriasica.

Il sistema è stato realizzato da ricercatori israeliani partendo dal database medico della seconda organizzazione medica sanitaria più grande di Israele, all'interno del quale sono state prese in considerazione le cartelle cliniche di oltre 2mila pazienti con artrite psoriasica confermata.

Questi dati sono stati analizzati da un innovativo software chiamato PredictAI con lo scopo di addestrarne l'algoritmo, successivamente testato su un secondo gruppo di pazienti affetti dalla malattia, ove ha identificato accuratamente il 32-51% dei pazienti, con un anticipo di 1-4 anni rispetto alla diagnosi clinica documentata.

Considerando solo le cartelle cliniche dei pazienti affetti da psoriasi, il 51% dei pazienti affetti da artrite psoriasica non diagnosticati è stato identificato un anno in anticipo rispetto alla prima diagnosi.

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