Acido Urico e Creatinina Alta: Cause e Rimedi

L’iperuricemia e la malattia renale cronica (MRC) sono legate da una relazione bidirezionale. La concentrazione plasmatica dell’acido urico (AU) dipende dell’equilibrio tra il catabolismo delle purine e l’escrezione di AU (a prevalenza renale), per cui la riduzione della capacità filtrante del glomerulo può causare iperuricemia. In particolare, nell’insufficienza renale si assiste ad una riduzione della filtrazione dei sali di urato, l’acidosi spesso concomitante riduce la secrezione tubulare di AU, ed un’eventuale terapia diuretica provoca un aumentato riassorbimento di AU ad opera del nefrone. D’altro canto, è ben noto anche l’effetto dell’iperuricemia sull’aumentato rischio di insorgenza e progressione della MRC, provocando un danno irreversibile con riduzione della funzionalità renale.

Ad oggi però, non è chiara quale sia la precisa relazione tra questi due attori e quale sia la corretta definizione di iperuricemia nel contesto della MRC.

Relazione tra Malattia Renale e Uricemia

Un recente studio cross-sectional ha incluso 26.971 pazienti del database URRAH con il fine di chiarire questa complessa relazione tra malattia renale e uricemia. Lo studio ha dimostrato un aumento lineare della prevalenza dell’iperuricemia con l’aumento della severità della MRC. La prevalenza dell’iperuricemia definita mediante i cut-off precedentemente validati dal gruppo di lavoro URRAH per il rischio di mortalità cardiovascolare (CV) e di mortalità globale risultava, rispettivamente del 20 e 30% nei pazienti con GFR>90 ml/min/m2, 32 e 57% nei pazienti con GFR 60-89 ml/min/m2 e saliva linearmente fino ad arrivare all’80% nei pazienti con GFR<45 ml/min/m2.

L’analisi di regressione logistica individuava come covariate indipendentemente associate all’iperuricemia: lo stadio della MRC, il genere maschile, l’ipertensione e i livelli di trigliceridi.

È stata descritta anche la relazione tra livelli di uricemia e l’albuminuria, per la prima volta su così ampia scala. L’iperuricemia sembrava avere maggior prevalenza nei pazienti con albuminuria (50%, 55% e 57% in pazienti non albuminurici, con microalbuminuria e macroalbuminuria, rispettivamente, p=0.006). Parallelamente, i pazienti albuminurici risultavano avere più alti livelli di uricemia (5,18 ±1,40 vs. 5,45 ±1,56 mg/dl, p<0,0001), erano più frequentemente in terapia con allopurinolo e avevano maggior rischio di gotta rispetto ai pazienti normoalbuminurici.

Inaspettatamente, nei pazienti con GFR<45 ml/min, la prevalenza di iperuricemia risultava ridotta nei pazienti con macroalbuminuria, probabilmente a causa di una maggior prevalenza di pazienti diabetici all’interno di questo stadio di MRC, in cui un’aumentata glicosuria possa aver comportato un’aumentata perdita di AU con le urine.

Nel contesto di questa complessa relazione tra uricemia, GFR e albuminuria, la relazione tra questi nell’impatto sul rischio CV e globale, ed il ruolo indipendente che assumono è ad oggi oggetto di ricerca. Il Gruppo di Studio URRAH ha provato a rispondere a queste domande. Da uno studio longitudinale comprendente 21.963 soggetti seguiti per circa 10 anni di follow-up, sono stati definiti nuovi cut-off per la definizione dell’iperuricemia in presenza di riduzione del GFR moderata (60-90 ml/min/m2) o severa (<60 ml/min/m2).

L’analisi ROC definiva valori di AU maggiormente predittivi per la mortalità CV: 4,1, 5,8 and 6,9 mg/l; e per la mortalità globale: 5,1, 4,8 and 6,8 mg/dl in pazienti con GFR >90, 60-90 e <60 ml/min/m2, rispettivamente (mostrati in tabella).

Cut-off di livelli di uricemia predittivi per mortalità CV e per tutte le cause specifici per strati di GFR

GFR GFR >90 ml/min/m2 GFR 60-90 ml/min/m2 GFR<60 ml/min/m2
Mortalità cardiovascolare 4,1 mg/dL 5,8 mg/dL 6,9 mg/dL
Mortalità globale 5,1 mg/dL 4,8 mg/dL 6,8 mg/dL

Si è dimostrata la presenza di un’interazione tra livelli di AU e GFR nell’impatto sulla mortalità. E per la prima volta è stato dimostrato come il ruolo predittivo indipendente dell’iperuricemia si riduca con il ridursi della funzione renale. Infine, i livelli di uricemia si sono dimostrati un fattore di rischio per la mortalità in modo indipendente ed additivo rispetto alla riduzione del GFR ed alla presenza di albuminuria in questi pazienti.

Mentre alcuni risultati del passato sembravano suggerire che l’AU potesse essere un marker di ridotta funzione renale anziché una causa diretta di malattia renale, sono state pubblicate ampie evidenze a favore dell’ipotesi che elevati valori di AU contribuiscano direttamente allo sviluppo della malattia renale, come in questo caso. Ma in un contesto di aumentato rischio globale, come una anche modesta riduzione del GFR, l’iperuricemia sembra diventare un fattore di rischio impattante sulla mortalità quando raggiunge concentrazioni superiori rispetto ai “canonici” valori di iperuricemia definiti su soggetti con funzione renale normale.

Per questo motivo, il Gruppo di Studio URRAH ha definito il ruolo prognostico del rapporto tra uricemia (SUAmg/dl) e creatinina (sCrmg/dl) plasmatici. Un cut-off di 5.35 si è dimostrato essere un efficace ed immediato strumento per la stratificazione del rischio di mortalità CV e globale dei pazienti in follow-up, senza differenze significative tra genere maschile e femminile. In considerazione di questo, questa variabile adimensionale e pura è stata proposta come un elemento innovativo, quanto immediato e facile da ottenere, per la stratificazione del rischio.

Acido Urico: Cos'è e Perché Monitorarlo

L’acido urico è una sostanza di scarto del metabolismo delle cellule, prodotta in seguito alla degradazione delle purine. La sua concentrazione nel sangue è il risultato dell'equilibrio tra la sua produzione da parte dell'organismo e la sua eliminazione con le urine.

Dopo essere stato prodotto, viene trasportato nel sangue e filtrato dai reni per essere eliminato con le urine. Tuttavia, se il corpo ne produce in eccesso o i reni non riescono a smaltirlo adeguatamente, si verifica un accumulo di acido urico che può dare origine a problemi di salute. Quando il livello di acido urico nel sangue supera il range considerato normale, si parla di iperuricemia, una condizione che può portare alla formazione di cristalli di urato responsabili di infiammazioni articolari e della comparsa di calcoli renali.

Il monitoraggio dell’acido urico è particolarmente importante nelle persone predisposte alla gotta, nelle quali un accumulo eccessivo può innescare episodi di dolore acuto e gonfiore articolare. Anche coloro che soffrono di problemi renali devono tenere sotto controllo questa sostanza, poiché un’elevata concentrazione può compromettere la funzionalità renale e favorire la comparsa di disturbi urinari. Inoltre, l’acido urico e creatinina alta possono essere indicatori di squilibri metabolici più ampi, che richiedono un’attenzione particolare per prevenire complicazioni a lungo termine.

Cause dell’acido urico alto:

  • Dieta ricca di purine (carne rossa, frutti di mare, alcol).
  • Condizioni metaboliche e renali che impediscono la corretta eliminazione.
  • Apporto calorico squilibrato e scarsa idratazione.
  • Uso di alcuni farmaci diuretici.
  • Predisposizione genetica.

Sintomi principali dell'acido urico alto:

  • Dolori articolari improvvisi e intensi (gotta).
  • Gonfiore, arrossamento e rigidità nelle articolazioni colpite.
  • Calcoli renali (dolore lombare e difficoltà nella minzione).
  • Affaticamento generale.
  • Disturbi digestivi.

Esame dell'Acido Urico

L’esame acido urico viene effettuato tramite un prelievo di sangue o un test delle urine, che consentono di valutare la concentrazione della sostanza nell’organismo. Questo test è spesso prescritto a persone con sintomi di gotta, a chi soffre di problemi renali o a coloro che presentano valori elevati di creatinina. I risultati possono essere influenzati dalla dieta, dall’assunzione di farmaci e dalle condizioni di salute preesistenti, motivo per cui il medico può richiedere ulteriori indagini per comprendere meglio la situazione del paziente.

Come Abbassare l'Acido Urico Velocemente

Per ridurre rapidamente i livelli di acido urico nel sangue, è fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata e migliorare lo stile di vita. La riduzione del consumo di cibi ricchi di purine, come carne rossa, frutti di mare, alcol e bevande zuccherate, può contribuire a mantenere sotto controllo la produzione di acido urico. Bere abbondante acqua aiuta i reni a eliminare più facilmente questa sostanza, riducendo il rischio di formazione di cristalli di urato. Anche l’attività fisica regolare e il mantenimento di un peso corporeo sano sono strategie efficaci per favorire l’equilibrio metabolico.

Nei casi più gravi, quando la modifica dello stile di vita non è sufficiente, il medico può prescrivere farmaci specifici per ridurre la produzione di acido urico o aumentarne l’eliminazione. La terapia farmacologica viene solitamente associata a un monitoraggio costante per verificare l’andamento dei valori e prevenire eventuali complicanze.

Creatinina Alta: Cosa Significa?

La creatinina è una sostanza chimica prodotta da fegato, reni e pancreas, e generata attraverso i processi di produzione di energia nei muscoli. La creatinina viene considerata un biomarcatore importante per la funzione renale. In effetti, come accennato prima, se i reni non funzionano adeguatamente, i livelli di creatinina sierica possono aumentare.

Fattori che influenzano i livelli di creatinina:

  • Funzione renale.
  • Malattie renali e altre condizioni mediche.
  • Età e sesso.
  • Dieta e assunzione di proteine.

Valori Normali della Creatinina

  • Creatinina nel sangue: 0,84 a 1,21 milligrammi per decilitro (mg/dl), più alta negli uomini.
  • Clearance della creatinina: 95-140 ml/minuto nell’uomo, 85-130 ml/minuto nella donna.

Come Gestire e Abbassare la Creatinina

La creatinina è un indicatore della funzione renale che non può essere abbassata direttamente.

  • Seguire una dieta equilibrata: può aiutare a prevenire o controllare le malattie renali. Limitare l’assunzione di sodio e ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto di proteine può essere consigliato in alcune condizioni renali.
  • Mantenere la pressione sanguigna sotto controllo: l’ipertensione arteriosa può danneggiare i reni.
  • Controllo del diabete: se si è affetti da diabete, è importante mantenerlo sotto controllo per prevenire danni renali.
  • Seguire il trattamento medico: se si hanno malattie renali o condizioni che influenzano i livelli di creatinina, è fondamentale seguire le indicazioni e il trattamento prescritto dal medico.

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