L'insufficienza renale nel gatto è una patologia insidiosa e purtroppo frequente, specialmente nei gatti anziani. Può presentarsi in forma acuta o cronica e ha serie conseguenze sulla salute dell'animale. Fortunatamente, con la conoscenza, il monitoraggio e una corretta gestione terapeutica, possiamo affrontarla al meglio, grazie a una sinergia tra medico veterinario e proprietario.
Insufficienza Renale nel Gatto: Cos'è?
L'insufficienza renale nel gatto è una sindrome progressiva, acuta o cronica, che consegue a una perdita di funzionalità del rene. Ne deriva un accumulo di tossine che, invece di essere normalmente drenate e riversate nelle urine, rimangono nel circolo sanguigno.
La forma acuta è improvvisa e può conseguire, ad esempio, a un'ostruzione per blocco urinario o infezione del parenchima renale. Questa forma è reversibile se la causa viene riconosciuta e rimossa, ma può essere mortale se si perpetua nel tempo. L'insufficienza renale si definisce cronica quando perdura per almeno tre mesi.
L'insufficienza renale cronica è una condizione in cui l'unità funzionale del rene, il nefrone, non riesce più a svolgere le sue funzioni di assorbimento ed escrezione. Questo porta al passaggio di sostanze che non dovrebbero essere presenti nell'urina e alla ritenzione nel sangue di particelle che dovrebbero essere eliminate rapidamente dall'organismo attraverso la minzione. È un processo progressivo che si manifesta in modo eclatante e con sintomi davvero evidenti solo quando arriva a coinvolgere il 70-75% dei nefroni presenti nel rene, a causa della grande capacità di adattamento e compensazione di questi.
Anatomia e Funzionalità del Rene
In condizioni fisiologiche normali, il rene svolge un ruolo cruciale nell'organismo. La differenza sostanziale tra il rene del cane e del gatto risiede nella maggior capacità di quest’ultimo di concentrare le urine e quindi di poter bere meno. In pratica, eliminando una minor quantità di acqua dall’organismo, il gatto sente meno necessità di assumerne.
Cause dell'Insufficienza Renale nel Gatto
Le cause che possono ridurre la funzionalità del rene nel gatto possono essere congenite, familiari o acquisite, cioè provocate da altre malattie. Ci sono razze che possono essere maggiormente predisposte a patologie renali:
- Abissino, Siamese, Orientale: soggetti a amiloidosi.
- Gatto domestico a pelo lungo, Himalayan, Persiano: rene policistico.
- Persiano: displasia renale.
- Gatto domestico a pelo corto, Himalayan: agenesia renale unilaterale.
Tra le possibili cause scatenanti, troviamo tutte quelle che provocano danni renali: malattie infettive, virali o batteriche, stati infiammatori, infezioni secondarie (glomerulonefriti), patologie neoplastiche (tumori) come il linfoma; alcuni farmaci nefrotossici, tra cui: antinfiammatori ad uso umano (aspirina, ibuprofen), antifungini e chemioterapici; blocco urinario (ostruzione uretrale), calcoli renali. In questi sarà maggiore l’attenzione da dedicare all’aspetto dell’alimentazione e stile di vita.
Sintomi dell'Insufficienza Renale nel Gatto
Il gatto non manifesta in modo eclatante la sua sindrome fino a che la funzionalità non viene quasi totalmente persa. La sintomatologia è progressiva e normalmente comincia con un aumento della sete (polidipsia) e della quantità di urina prodotta (poliuria), un po’ come avviene nel diabete. Alla progressione della malattia si possono poi presentare: anoressia, vomito, diarrea, anemia, pallore delle mucose, ulcere della mucosa buccale, alitosi, perdita di peso, disidratazione, aumento della pressione arteriosa, abbattimento del sensorio.
Il gatto perde vitalità e condizione, si isola, mangia sempre di meno, beve molto e urina altrettanto. La morte sopraggiunge per intossicazione uremica, quando cioè le sostanze tossiche che dovrebbero essere escrete con le urine, rimangono in circolo in tale quantità e tempo che l’organismo non riesce più a sopravvivere.
L’insufficienza renale è una malattia molto comune nei gatti anziani, a partire dai 10 anni, anche se può colpire i felini di tutte le età. Nei primi stadi della malattia, non sono evidenti, tanto che possono essere trascurati o confusi con quelli di altri aspetti quotidiani. L’aumento della sete, di conseguenza, porterà un aumento della quantità di urina. L’insufficienza renale del gatto, all’ultimo stadio può provocare vomito, alitosi, anemia, disidratazione, ma anche pelo opaco e iridi tendenti al marrone.
Diagnosi dell'Insufficienza Renale: Gli Stadi IRIS
Anche per il gatto esistono 4 stadi che l’IRIS (International Renal Interest Society) ha classificato in base alla sintomatologia, ma soprattutto in base alle evidenze diagnostiche. A seconda dei valori ematici rilevati di creatinina, SDMA, pressione arteriosa e azotemia e alla presenza di proteinuria, si avranno 4 stadi di gravità della malattia renale. Questa classificazione sarà importante al fine di approntare un protocollo terapeutico che possa prendere in considerazione tutti i danni che la progressione della malattia provoca ai diversi distretti: apparato digerente, occhi, muscoli, sistema nervoso ecc.
I 4 Stadi IRIS
Per arrivare a diagnosi e corretta stadiazione sarà poi necessario effettuare altre indagini diagnostiche come esami approfonditi del sangue e delle urine e l’ecografia addominale, per mettere in evidenza possibili danni ad altri organi e determinare se possibile la causa scatenante.
| Stadio | Azotemia | SDMA (μg/dl) | Creatinina (mg/dl) | Proteinuria | Pressione arteriosa (mg/hg) |
|---|---|---|---|---|---|
| I | Assente | > 14 | < 1,6 | Assente | < 150 |
| II | Lieve | 14 - 25 | 1,6 - 2,8 | 0,2 - 0,4 | 150 - 159 |
| III | Moderata | 25 - 45 | 2,9 - 5,0 | 0,2 - 0,4 | 160 - 179 |
| IV | Grave | > 45 | > 5,0 | > 0,4 | > 180 |
Terapia per la Malattia Renale Cronica
Come per il cane, anche nel gatto la terapia sarà volta alla riduzione dei sintomi e al tentativo di ridurre la velocità di degenerazione della funzionalità renale. La condizione della salute degli altri organi sarà da tenere in forte considerazione e da trattare a seconda del loro coinvolgimento. Purtroppo la funzionalità renale non è recuperabile, a meno che non si tratti di patologia improvvisa derivante da altre, come nel caso di insufficienza renale acuta dovuta ad ostruzione.
Gli esami del sangue e delle urine sono elementi basilari. Tali liquidi biologici analizzati dal veterinario potranno indicare la presenza e lo stato del funzionamento dei reni del gatto. La valutazione della pressione sanguigna è un valore di screening molto importante. La terapia specifica dipende da caso a caso e l’uso di integratori nefrotonici, minerali e stimolatori di appetito dipendono dal paziente, dai suoi bisogni e dai sintomi. Abbassare la pressione arteriosa è vitale per il benessere renale.
Il Ruolo della Dieta nell'Insufficienza Renale Cronica
Fondamentale risulterà l’alimentazione che dovrà essere fatta con una dieta che prevede come fonte proteica, proteine di altissima qualità (carne a ridotto tenore di purine, quindi non frattaglie ad esempio) ed un bilancio elettrolitico molto preciso, a causa dello squilibrio che si instaura nell’assorbimento di questi microelementi proprio a livello del rene mal funzionante.
La dieta dovrà essere seguita in modo molto preciso, possibilmente attraverso cibi umidi per aumentare la quantità di acqua assunta e cercare di limitare la disidratazione dovuta alla incapacità del rene di concentrare le urine. L’alimentazione del gatto avrà questi obiettivi: controllare l’uremia (quindi diminuire o non far aumentare gli scarti derivati dal metabolismo delle proteine) effettuabile somministrando solo proteine che abbia reale funzione nutritiva (metabolismo dei tessuti e fonte energetica); ridurre i disturbi associati agli squilibri elettrolitici, e bilancio acido- base; portare un nutrimento reale al fisico; ridurre la progressione della malattia; utilizzo di integratori complementari alla dieta, utili a chelare il fosforo. Questi obiettivi sono raggiungibili attraverso un accurato controllo delle fonti proteiche che devono essere di altissima qualità (quindi proteine animali e non derivati) ed un bilancio dei microelementi corretto.
Un ruolo fondamentale avranno anche le integrazioni con acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3 che hanno uno straordinario potere antinfiammatorio sul parenchima renale, grazie alla capacità di ridurre lo stress ossidativo che si crea in quel distretto.
Gestione del Gatto Anziano con Insufficienza Renale Cronica
Il gatto anziano subisce fisiologicamente una ridotta funzionalità renale, dovuta proprio all’età. Questo porta ad una riduzione della condizione fisica, aggravata dalla malattia renale, sia perché ha un ridotto appetito, sia perché spesso ha episodi di vomito. La perdita di peso è dovuta sia ad una diminuita assunzione di cibo, che ad un eccessivo metabolismo muscolare che ne provoca un consumo esagerato. Questa condizione, nota con il nome di cachessia, è spesso presente in soggetti con patologie tumorali, o degenerative croniche a carico dell’apparato respiratorio o cardiaco ad esempio.
Il gatto anziano ha due particolarità che lo distinguono da tutte le altre specie: il fabbisogno di proteine è molto maggiore rispetto al cane. Il gatto è un carnivoro stretto e questo fa sì che abbia necessità di assumere proteine dalla carne. Quando la sua alimentazione non è adeguata, il fabbisogno energetico (quindi di amminoacidi) lo porta a consumare riserve muscolari e non di grassi. Il metabolismo del gatto anziano, invece di diminuire tende a rimanere costante o ad aumentare. Questo porta ad un aggravio del consumo calorico che con la malattia aumenta. Inoltre nel gatto anziano si ha una ridotta capacità di digestione delle proteine e dei grassi, con quindi una ancora maggiore tendenza alla cachessia e degenerazione muscolare.
Altro fattore che complica la gestione dell’alimentazione del gatto in questa condizione è certamente il diminuito appetito e sete che lo porta al rifiuto del cibo. Anche se non è sempre semplice verificare la presenza di nausea, quando non c’è vomito, sarà certamente consigliato utilizzare farmaci che possano ridurre questa sensazione, oltre a poter intervenire con integratori oressizzanti (che aumentino l’appetito).
Piccoli trucchi potrebbero essere: spostare la sede della ciotola, variare la temperatura della pappa, aggiungere poca acqua (del tonno al naturale), possibilmente senza sale, per non influire sulla pressione arteriosa. Se, nonostante questo, non si riesce ad aumentare l’assunzione di cibo, sarà necessario intervenire con un sondino per l’alimentazione forzata. Anche l’idratazione attraverso flebo sottocutanee, possono essere fatte con successo.
Aspettative di Vita e Peso del Gatto
Nei gatti è stato osservato che la perdita di condizione fisica e di peso, è determinante nello stabilire la prognosi, quindi al tempo di sopravvivenza del micio. Questo perché la perdita dell’appetito, è provocata ad una moltitudine di condizioni patologiche a loro volta aggravanti la condizione: aumento della pressione arteriosa, disidratazione, cambio della percezione del gusto, anemia, ipokaliemia (diminuita concentrazione di potassio nel sangue), possibile disturbo della percezione della fame. In pratica i soggetti con peso maggiore all’inizio della patologia, riescono a sopravvivere più a lungo. Ma il peso determinato dalla massa muscolare è quello più importante e sarò quindi da tenere monitorato. Al suo diminuire corrisponderà una riduzione della condizione fisica e velocità di decadimento.
È stato inoltre dimostrato come gatti con insufficienza renale che seguono un’alimentazione adeguata abbiano tempi di sopravvivenza significativamente maggiori rispetto a quelli che non la seguono. La prognosi risulta poi essere migliore nei pazienti in cui la proteinuria viene ridotta con terapia medica.
Prevenzione dell'Insufficienza Renale Cronica nel Gatto
La prevenzione più efficace nel gatto è certamente quella di alimentarlo fin dalla sua più giovane età con alimenti di alta qualità. Un alimento possibilmente umido con fonti proteiche provenienti da carne e non da derivati, che non affatichino quindi l’apparato renale a causa di una esagerata escrezione di amminoacidi non edibili.
Un altro passo fondamentale sarà quello di effettuare visite e controlli regolari, con ecografie ed esami del sangue e delle urine al fine di verificare la presenza di anomalie. Un importante parametro predittivo di malattia è il PU/CU, cioè il rapporto tra le proteine urinarie e la creatinina. Fare particolare attenzione al comportamento del gatto che, di norma beve e urina poco e rispettare le sue necessità comportamentali, per averlo sempre in forma e felice.
Proteinuria nel Gatto: Sintomi, Cause e Trattamenti
Solitamente con il termine proteinuria si intende la presenza di proteine nell’urina del felino. Una piccola quantità di proteine non reca nessun danno al micio, mentre un’eccessiva presenza può addirittura portare alla morte del gatto, se non diagnosticata in tempo. La proteinuria è strettamente collegata al funzionamento dei reni, organi utili per la produzione dell’urina, lo ”scarto” dell’organismo.
Le proteine che sono presenti nell’urina vengono da tutto il corpo, anche dalle parti appartenenti all’apparato riproduttivo che sono collegati al tratto urinario come utero, vagina e prostata. L’eccesso di proteine nell’urina del micio presenta molti fattori di rischio, tra cui: Lipemia, Infiammazione dei reni, Sangue nell’urina del gatto, Infezione cronica e Ipertensione. L’eccessivo esercizio fisico del felino potrebbe causare anche un aumento di proteine nella pipì dell’animale.
Non esistono veri e propri sintomi della proteinuria nel gatto, oltre ai livelli elevati delle proteine nell’urina, anche se in alcuni momenti potrebbe presentarsi anche del sangue nella pipì del micio.
Diagnosi e Trattamento della Proteinuria
Il test più importante che viene effettuato dal veterinario per diagnosticare un aumento delle proteine nella pipì del gatto è una striscia reattiva che s’immerge nell’urina del micio e serve ad esaminarne il contenuto. Se lo specialista sospetta una malattia glomerulare nel gatto, cioè i reni non elaborano i ”rifiuti”, potrebbe consigliare una biopsia renale. Nel caso in cui il veterinario pensa che l’eccesso di proteine nella pipì del gatto sia il segno di qualcosa di più grave, potrebbe utilizzare raggi x o ultrasuoni per determinare la causa.
La proteinuria viene trattata generalmente in ambulatorio, nel caso in cui viene rilevata una malattia glomerulare, viene raccomandata un cambiamento della dieta, essa consiste in una riduzione delle proteine e del sodio e un aumento di acidi grassi Omega-3. Nel caso in cui vi è un’infiammazione o un un’infezione dei reni del micio, il veterinario potrebbe prescrivere degli antibiotici. È importante monitorare le condizioni del gatto per verificare eventuali complicazioni gravi come edema, ipertensione, coaguli di sangue e malattia renale progressiva.
La prognosi risulta poi essere migliore nei pazienti in cui la proteinuria viene ridotta con terapia medica.
Nel gatto, la proteinuria rappresenta un marker di malattia renale oltre che un importante fattore prognostico; trial clinici e studi retrospettivi hanno evidenziato che i gatti proteinurici hanno una progressione della malattia renale più rapida ed un rischio di morte per cause renali maggiore rispetto ai gatti non proteinurici. Un gatto affetto da proteinuria e nel quale la terapia antiproteinurica non sia efficace, ha un rischio di morte per crisi uremica maggiore rispetto ad un gatto non proteinurico.
Numerosi sono i gatti a rischio di malattia proteinurica.
La terapia della proteinuria è considerata efficace se al follow-up ad un mese, il valore di PU/CU risulta ridotto di almeno il 90% rispetto al valore di partenza o risulta inferiore a 0,2.
leggi anche:
- Proteinuria di Bence Jones: significato, diagnosi e importanza nell'esame del sangue
- Proteinuria delle 24 Ore: Scopri Cause, Sintomi e Come Gestirla Efficacemente!
- Proteinuria: Scopri Tutto sull’Esame delle Urine, Cause Nascoste e Valori da Non Ignorare!
- Transaminasi GOT e GPT: Scopri Cosa Sono e i Valori Normali Essenziali per la Tua Salute!
- Dove Smaltire le Radiografie in Sicurezza: La Guida Completa per Evitare Errori
