La cannella è una spezia ricavata dalla corteccia interna dell’omonimo albero, tanto apprezzata in cucina per le sue proprietà aromatiche e il suo caratteristico sapore esotico. La spezia di cannella è costituita dalla corteccia essiccata di alcuni alberi, appartenenti alla famiglia delle Lauraceae; tra i più noti ricordiamo le specie Cinnamomum zeylanicum (cannella propriamente detta) e Cinnamomum cassia (cannella cinese).
La qualità migliore, più fine e costosa, si ricava da Cinnamomum zeylanicum, denominata anche Cinnamomum vera; si tratta di un arbusto originario dello Sri Lanka (in precedenza Ceylon), che ancora oggi rimane il più importante produttore a livello mondiale. Due sono le varianti più diffuse: la Cinnamomun zeylanicum (nota anche come cannella Ceylon), nativa dello Sri Lanka e più costosa, e la Cinnamomum cassia, più economica e originaria della Cina, caratterizzata da un aroma più secco. Si distingue dalle altre varietà di cannella per il colore chiaro e il sapore dolce; si presenta in cilindri (denominati cannelli) di 20-80 centimetri con diametro intorno ai 10 mm.
Una peculiarità della cannella risiede nel suo metodo di estrazione: a differenza di molte altre spezie, non si ricava dal seme o dal frutto, bensì dal fusto e dai ramoscelli della pianta. Questi, una volta privati del sughero esterno e opportunamente lavorati, assumono la caratteristica forma di pergamena color nocciola. Sul mercato è possibile reperire la cannella sia in questa forma originale, da sminuzzare al momento dell’utilizzo, sia in polvere. Come anticipato, è preferibile l'utilizzo dei bastoncini (cannelli), poiché tendono a conservare più a lungo l'aroma rispetto alla polvere.
La storia millenaria della cannella, come riportato da Wikipedia, affonda le sue radici nell’antichità: menzionata già nella Bibbia e impiegata dagli antichi Egizi nelle pratiche di imbalsamazione, questa spezia ha lasciato tracce significative anche nelle civiltà greca e latina.
Proprietà e Benefici della Cannella
Poiché è particolarmente ricca di antiossidanti, alcune persone la considerano un ottimo rimedio naturale per molti disturbi e patologie dell’organismo. Contiene anche molte fibre. La cannella contiene molti minerali tra cui spiccano per quantità ferro, calcio e potassio.
L’uso della cannella come integratore alimentare ha origini molto antiche nella medicina cinese e in quella tradizionale: ancora oggi ne viene consigliata l’assunzione per combattere disturbi gastrointestinali, infezioni batteriche ma, soprattutto, per regolare la glicemia nelle persone che soffrono di diabete mellito di tipo II. La cannella non solo possiede proprietà antibatteriche, ma anche antisettiche e antimicotiche. Il suo aroma stimola il sistema immunitario a difenderci dalle infezioni e dai microbi, inibendo la crescita di batteri e funghi, come ad esempio la Candida o l’Escherichia coli.
Si pensa infatti che questa spezia abbia delle proprietà ipoglicemizzanti, che sia in grado di rallentare lo svuotamento gastrico e ridurre l’aumento del glucosio (zucchero del sangue) subito dopo i pasti. In questo modo, per raggiungere la TDI di 0,1 mg / kg di peso corporeo, un uomo di 100 kg dovrebbe ingerire 50 g di Ceylon. Inoltre, siccome la cannella può ridurre sia la glicemia che la pressione sanguigna, può essere sconsigliabile per chi soffre di tendenza alle crisi ipoglicemiche e alla pressione bassa; è inoltre possibile che agisca sinergicamente a farmaci o integratori antidiabetici o per la pressione sanguigna.
La cannella è sempre stata utilizzata come cosiddetto rimedio della nonna contro mal di gola, influenza e raffreddamenti, ma risulta efficace anche per alleviare i dolori mestruali o attutire i fastidi dovuti alla sindrome premestruale.
Ha diverse proprietà benefiche per l’organismo umano:
- È in grado di migliorare la digestione, riducendo in particolare flatulenza e disturbi digestivi.
- Di controllare i livelli di zuccheri nel sangue.
- Di ridurre gli attacchi di fame (grazie al controllo della glicemia e al rallentamento della velocità di svuotamento gastrico) e la voglia di dolci, aiutando a mantenere il peso corporeo nella norma.
- Di regolare il ciclo mestruale.
- Di combattere e prevenire le infezioni, soprattutto fungine e batteriche.
Cannella e Glicemia: Cosa Dice la Scienza?
È abbastanza noto che la cannella possa svolgere un ruolo significativo nella modulazione della glicemia, sia nei pazienti diabetici che in quelli sani. Negli ultimi anni è aumentata l'evidenza scientifica che la cannella possa esercitare degli effetti benefici sul diabete mellito di tipo 2 migliorando gli indici glicemici e lipidici. Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia molto diffusa in tutto il mondo e la sua prevalenza è in continua crescita (si stima che la prevalenza globale per gli adulti tra i 20 e i 79 anni aumenterà da 480 milioni nel 2022 a 692 milioni entro il 2035). È una malattia metabolica caratterizzata da un difetto della secrezione insulinica, che progressivamente può peggiorare nel tempo e determinare una condizione di insulino-resistenza.
Per secoli, la medicina tradizionale è stata utilizzata in modo efficiente come alternativa e/o completamento nel trattamento del diabete mellito di tipo 2. Alcuni composti bioattivi isolati dalle piante sono in grado di esercitare un'azione antidiabetica abbassando i livelli di glucosio nel sangue. La cannella è una tra le diverse piante in grado di esercitare un effetto positivo sulla gestione del diabete mellito di tipo 2 inducendo un effetto ipoglicemizzante.
Cinnamomum zeylanicum Nees (Cinnamomum verum J. Presl) nota anche come Cannella di Ceylon o Cannella vera è un membro della famiglia delle Lauraceae, originaria dell'Asia meridionale e sudorientale, coltivata nello Sri Lanka, nelle isole Seychelles, nell'India sudorientale, in Indonesia, nelle Indie occidentali e in Sud America. La droga è rappresentata dalla corteccia del fusto e dei rami privata delle parti più esterne ed essiccata. Presenta un sapore speziato, bruciante e dolciastro ed un odore caratteristico e aromatico. I principali composti identificati nella cannella sono la cinnamaldeide, i polimeri della procianidina di tipo A, l'acido cinnamico e la cumarina.
È stato dimostrato che la cannella ricca di polifenoli è una potenziale fonte di antiossidanti e antinfiammatori naturali, esercitando proprietà di scavenging dei radicali liberi e regolando i livelli di IL-1 e IL-6, proteina C-reattiva e TNF-alfa , che possono contribuire a proteggere dallo stress ossidativo e ad agire beneficamente sul diabete. Una recente revisione (Silva ML et al., 2022) fornisce una panoramica degli effetti benefici della cannella nell'esercitare il controllo della disglicemia e dislipidemia nei pazienti diabetici di tipo 2 riassumendo i risultati disponibili e i relativi meccanismi d'azione.
A seguito di un processo di screening degli articoli, in base ai criteri di inclusione ed esclusione, sono stati inclusi un totale di n= 23 articoli completi. Sono state analizzate le caratteristiche dei singoli studi (disegno, partecipanti, interventi e risultati dello studio) e sono stati presi in considerazione parametri biochimici importanti come la glicemia a digiuno e postprandiale, l'emoglobina A1c (HbA1c), i parametri antropometrici (indice di massa corporea, grasso corporeo), trigliceridi, colesterolo totale, LDL e HDL.
La cannella sembra agire sulla regolazione del metabolismo del glucosio mediante effetto insulino-simile e il miglioramento dell'attività enzimatica. Tra i vari meccanismi d'azione vi è l'aumento dell'assorbimento di glucosio nel muscolo e nel tessuto adiposo mediante la traslocazione del GLUT-4, della sintesi di glicogeno nel fegato e la riduzione dell'espressione genica di due regolatori della gluconeogenesi ovvero la fosfoenolpiruvato carbossichinasi e glucosio 6-fosfatasi. Studi in vitro hanno dimostrato che cannella sembra essere in grado di ridurre la glicemia postprandiale anche attraverso l'inibizione dell' alfa-amilasi. Inoltre, agisce beneficamente sul metabolismo lipidico attraverso la riduzione dell'assorbimento di colesterolo e acidi grassi nell'intestino.
Alla luce del suo potenziale effetto anti-iperglicemico e anti-iperlipidico, gli attuali dati scientifici risultano limitati e contrastanti negli esseri umani. Diverse possono essere le ragioni, tra cui l'uso di diverse dosi, estratti e specie di cannella, nonché le diverse forme di somministrazione, come cibo o capsule, la variabilità del tempo di intervento (breve termine o lungo termine) e l'influenza dei farmaci antidiabetici orali utilizzati.
In merito a questo effetto e all'opportunità di modulare la disregolazione del glucosio e dei lipidi, sono necessari ulteriori studi clinici randomizzati, controllati per comprendere gli effetti a lungo termine della cannella come supplemento nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e la relazione dose/risposta, fattore importante nella prevenzione e/o nelle strategie terapeutiche delle malattie.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
Anche la cannella, tuttavia, non è esente da controindicazioni e possibili effetti collaterali. Poiché la cannella contiene cumarina, una sostanza che a dosaggi elevati nuoce a fegato e reni, è consigliabile non abusarne. La cannella contiene cumarina, una sostanza moderatamente tossica per fegato e reni.
È importante sottolineare che, in generale, sarebbe bene consumare la cannella a basse dosi: ossia non superare i 3 gr. giornalieri. Dato che la cannella può interagire con farmaci, come ad esempio i FANS (antinfiammatori non steroidei), prima di cominciare a consumare questa spezia, è bene chiedere al proprio medico, se si stanno assumendo dei farmaci.
Inoltre, per il suo effetto sulla riduzione dei livelli degli zuccheri nel sangue, le persone diabetiche che prendono medicinali per abbassare la glicemia (ipoglicemizzanti) o seguono una terapia insulinica devono riferire al proprio medico la loro volontà di utilizzare la cannella e accordarsi con lui sulla quantità più opportuna da consumare. Essendo potenzialmente ipoglicemizzante, la dose di cannella deve tenere conto della terapia farmacologica specifica, che potrebbe anche richiedere una correzione del dosaggio.
Quando utilizzata a livello topico, la cannella può scatenare irritazioni locali molto fastidiose; è quindi fortemente sconsigliato l'utilizzo di olio essenziale di cannella in forma concentrata (non diluita).
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