Polipectomia Endoscopica dello Stomaco: Tecnica e Rischi

L'indagine endoscopica costituisce, in ambito gastroenterologico, una delle principali metodiche diagnostico-terapeutiche. In particolare, numerosi studi hanno accertato che la maggior parte dei tumori maligni dell'intestino deriva da polipi, secondo la sequenza evolutiva adenoma-carcinoma.

Cosa è la Polipectomia?

Per polipectomia si intende l’asportazione del polipo insieme ad una quota di tessuto sano circostante che garantisce, nella quasi totalità dei casi, l’eliminazione radicale del problema ed è gravata da bassissime percentuali di recidiva.

Oggi, nella maggior parte dei casi, la polipectomia avviene per via endoscopica, spesso già durante la colonscopia esplorativa. Durante l'esame il paziente è, solitamente, disteso sul fianco sinistro e più o meno sedato tramite somministrazione endovenosa di farmaci, che rendono l'esame meno doloroso e più sopportabile. L’intestino, tramite lo stesso strumento, viene gonfiato immettendo al suo interno anidride carbonica per offrire al medico una migliore visualizzazione della cavità.

Strumentazione e Tecniche

Lo strumentario endoscopico si è evoluto enormemente nel corso degli ultimi 15 anni e la tecnica si è affinata per ridurre al minimo il rischio di complicanze. Ogni colonscopio possiede un canale operativo attraverso cui è possibile introdurre gli strumenti necessari all’intervento.

Il primo momento di qualsiasi asportazione di polipo di dimensioni superiori al cm è l’infiltrazione della base, sessile o peduncolata che sia, con un liquido atto a creare un cuscinetto che solleva il polipo, dando la possibilità di resecare riducendo drasticamente il rischio di lesioni della parete del viscere. La sezione può avvenire mediante un’ansa, cioè un cappio metallico attraverso cui passa la corrente di taglio e di coagulazione, che avvolge e chiude al suo interno il polipo consentendone la rimozione.

Se esso è peduncolato, e si presenta dunque come un prolungamento allungato della parete intestinale, grazie all'ausilio di un particolare elettrobisturi a forma di cappio, esso viene reciso. Attraverso questo strumento, capace di strozzare il polipo alla base, vengono trasmessi impulsi elettrici che tagliano e coagulano allo stesso tempo il tessuto, consentendo quindi anche l'arresto dell'emorragia. Se non sono peduncolati, i polipi sono definiti sessili, e appaiono adesi completamente alla parete delle viscere: in questo caso, può essere asportato con pinze oppure con anse.

Quando il polipo è molto grande o non ha un peduncolo, il medico può decidere di iniettare alla base del polipo un farmaco vasocostrittore, come l'adrenalina, che chiude i vasi e riduce quindi il rischio di emorragia oltre che solleva il polipo dagli strati profondi della parete del colon (Mucosectomia). Nella sede dell'asportazione può anche essere praticata un'iniezione di inchiostro di china diluito con soluzione fisiologica (tatuaggio), per agevolare successivi controlli endoscopici e/o interventi chirurgici.

Indipendentemente dalla tecnica di polipectomia adottata, è molto importante rimuovere completamente il polipo per evitare che si riformi e recuperarlo, insieme ai suoi frammenti - se possibile - per l'analisi istologica.

Tecniche Avanzate: ESD e EMR

Una metodica avanzata e di relativamente recente introduzione è la dissezione sottomucosa (ESD), che invece si avvale di un microelettrobisturi che consente di scollare ampie aree di mucosa e sottomucosa sfruttando il cuscinetto liquido. L’endoscopic submucosal resection (ESD) e l’endoscopic mucosal resection (EMR) sono due tecniche di endoscopia avanzata utilizzate per rimuovere lesioni benigne, precancerose e nelle prime fasi di trasformazione tumorale del tratto gastrointestinale, compresi i polipi.

L’EMR è stata la prima tecnica sviluppata e viene utilizzata principalmente per rimuovere lesioni superficiali del tratto gastrointestinale. Durante la procedura, il medico utilizza un endoscopio flessibile per ispezionare la superficie interna del tratto gastrointestinale e individuare la lesione. Successivamente, una soluzione salina viene iniettata nello strato sottomucoso per sollevare la lesione dagli strati profondi della parete dell’intestino. Infine, la lesione viene rimossa utilizzando un’ansa.

L’ESD è una tecnica più avanzata che viene utilizzata per rimuovere lesioni di dimensioni maggiori o lesioni che si estendono in profondità nell’epitelio del tratto gastrointestinale. Durante l’ESD, il medico utilizza un ago endoscopico per sollevare la lesione dagli strati profondi della parete dell’intestino e successivamente utilizza uno strumento a filo con un elettrodo per rimuovere la lesione strato per strato.

Entrambe le tecniche sono eseguite in anestesia generale o in sedazione leggera. Inoltre, possono essere richiesti esami di imaging come l’ecografia o la tomografia computerizzata per valutare la profondità e l’estensione della lesione. L’EMR e l’ESD sono utilizzati principalmente per la rimozione di lesioni precancerose e benigne del tratto gastrointestinale. Tuttavia, l’ESD può anche essere utilizzato per rimuovere lesioni maligne in stadi precoci. L’obiettivo principale di queste tecniche è quello di prevenire la progressione delle lesioni precancerose in lesioni maligne, riducendo così il rischio di sviluppare il cancro del tratto gastrointestinale.

Entrambe le tecniche hanno dimostrato di avere un alto tasso di successo nella rimozione di lesioni benigne e precancerose del tratto gastrointestinale. In particolare, l’ESD ha dimostrato di essere efficace nella rimozione di lesioni di grandi dimensioni e di lesioni che si estendono in profondità nell’epitelio del tratto gastrointestinale. Tuttavia, la procedura può essere più complessa e richiedere un maggior tempo operatorio rispetto all’EMR. Inoltre, l’ESD è associato a un maggior rischio di complicanze rispetto all’EMR come l’emorragia, la perforazione della parete del tratto gastrointestinale e il restringimento del lume nella fase di cicatrizzazione. Tuttavia, il rischio di complicazioni dipende dalla dimensione e dalla posizione della lesione e dall’esperienza del medico che esegue la procedura ed è sempre bilanciato al beneficio atteso.

È importante notare che entrambe le tecniche richiedono una valutazione accurata della lesione prima della procedura. Il medico deve determinare la dimensione e la posizione della lesione e valutare il rischio di complicanze. In alcuni casi, può essere necessario eseguire una biopsia della lesione per confermarne la natura benigna o maligna.

In conclusione, l’EMR e l’ESD sono due tecniche avanzate di endoscopia utilizzate per rimuovere lesioni benigne, precancerose e tumorali del tratto gastrointestinale. Entrambe le tecniche hanno dimostrato di essere efficaci nella rimozione di lesioni superficiali del tratto gastrointestinale, ma l’ESD è preferibile per lesioni di grandi dimensioni e lesioni che si estendono in profondità nell’epitelio. Tuttavia, l’ESD è associata a un maggior rischio di complicazioni rispetto all’EMR e richiede maggiori competenze tecniche. La scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche della lesione e dall’esperienza del medico che esegue la procedura.

Rischi e Complicazioni

Chiaramente più aumenta la dimensione della lesione o la complessità della tecnica utilizzata (in ordine crescente di complessità: polipectomia, mucosectomia, dissezione sottomucosa endoscopica), maggiore sarà il rischio di complicanze, in primis la temuta perforazione. In mani esperte, tale percentuale varia da valori inferiori al 1% per le polipectomie semplici fino al 6-7% per le dissezioni sottomucose di ampie lesioni.

Come tutte le procedure invasive, anche la polipectomia è gravata da rischi e complicanze. Quelle più importanti riguardano possibili esiti emorragici, che si verificano fino a 6-8 casi su 1000 e che fortunatamente nella maggior parte dei casi si autolimitano o vengono prontamente arrestati endoscopicamente. Solo in rare circostanze la perdita ematica può assumere una portata tale da richiedere un'emotrasfusione o un intervento chirurgico. Un'altra complicanza della polipectomia, relativamente frequente, è la perforazione della parete intestinale, che si verifica nello 0,3-0,4% dei casi; questa complicanza può essere controllata con la sospensione dell'alimentazione associata ad antibiotici, mentre nei casi più gravi può richiedere l'immediato intervento chirurgico.

La somministrazione di sedativi può provocare capogiri, nausea e spossatezza, che però di solito cessano spontaneamente nel giro di qualche ora.

La Polipectomia è un Intervento Doloroso?

La polipectomia di per sé non costituisce un atto doloroso in quanto il paziente non avverte né l’infiltrazione e lo scollamento della lesione né il taglio della stessa, sicuramente i tempi più lunghi rispetto ad una normale colonscopia diagnostica potrebbero creare un discomfort legato all’insufflazione di aria, motivo per cui si è soliti eseguire la procedura in sedazione.

Convalescenza e Post-Operatorio

Sebbene la polipectomia, soprattutto quella avanzata, sia considerata un atto di chirurgia endoscopica a tutti gli effetti, la convalescenza del paziente non può essere paragonata a quella che segue un intervento di chirurgia maggiore. Infatti, la maggior parte delle asportazioni di polipi vengono eseguiti ambulatorialmente o in regime di day hospital, solo nei casi più delicati è prevista una notte di osservazione.

Al termine della polipectomia il paziente viene tenuto in osservazione per un tempo variabile in base al grado di sedazione, alle condizioni cliniche, alle dimensioni e alle caratteristiche del polipo asportato, nonché in relazione alla procedura intrapresa. Il paziente verrà dimesso quando i medici lo riterranno opportuno. Nelle 24 ore successive alla polipectomia, al paziente viene somministrata una dieta liquida, quindi priva di alimenti solidi.

Durante la convalescenza è normale un periodo di falsa stitichezza, in quanto l'intervento viene eseguito su un intestino completamente svuotato dalle feci, dunque sarà necessario qualche giorno di ritorno ad una dieta normale per riempirsi nuovamente.

Prevenzione e Diagnosi Precoce

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il tumore del colon e del retto è il terzo più comune al mondo, con circa 1,9 milioni di nuovi casi diagnosticati nel 2020. In Italia, nel 2020 sono stati stimati circa 49.400 nuovi casi di tumore del colon e del retto, con un’incidenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine. Il tumore dello stomaco è il quinto tumore più comune al mondo, con circa 1,1 milioni di nuovi casi diagnosticati nel 2020. In Italia, nel 2020 sono stati stimati circa 10.500 nuovi casi di tumore dello stomaco, con un’incidenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine.

In generale, i fattori di rischio per lo sviluppo di questi tumori includono l’età avanzata, una storia familiare di tumori, una dieta poco salutare, l’obesità, il fumo di tabacco e l’assunzione di alcol. La prevenzione primaria di questi tumori può essere fatta agendo sui fattori di rischio modificabili, attraverso una dieta sana ed equilibrata, l’esercizio fisico regolare e la limitazione dell’assunzione di alcol e di sigarette. Per i fattori dirischio non modificabili (familiarità ed età) la diagnosi precoce attraverso esami di screening regolari permette di eliminare le lesioni favorenti lo sviluppo del tumore.

Generalmente si sviluppano lentamente nel corso degli anni, e la loro causa esatta non è nota. Non esiste una risposta precisa alla domanda su quanto tempo ci mette un polipo a trasformarsi in tumore, in quanto dipende da vari fattori come le dimensioni, la posizione e il tipo di polipo (es. grado di displasia). Tuttavia, i polipi possono richiedere anni o decenni per trasformarsi in tumori, e la rimozione precoce dei polipi può ridurre significativamente il rischio di sviluppare un cancro del colon o del retto.

Tabella Riassuntiva delle Tecniche Endoscopiche

Tecnica Descrizione Vantaggi Rischi
Polipectomia con ansa Rimozione del polipo con cappio metallico e corrente elettrica. Efficace per polipi peduncolati e sessili. Emorragia, perforazione.
Mucosectomia (EMR) Rimozione dello strato mucoso interno della parete intestinale. Adatta per lesioni superficiali. Emorragia, perforazione (più alta rispetto alla polipectomia semplice).
Dissezione Sottomucosa (ESD) Rimozione di lesioni più grandi o profonde con microelettrobisturi. Efficace per lesioni estese e profonde. Emorragia, perforazione, stenosi (rischio più alto rispetto all'EMR).

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