La pizza, regina dei piatti tradizionali della cucina italiana, è buona, profumata e appetitosa, e rinunciarvi durante una dieta può sembrare un sacrificio. Ma è davvero necessario? In realtà, l’impasto della pizza non è così grasso e calorico e può inserirsi senza problemi in un regime alimentare equilibrato.
Storia e Tradizione della Pizza
La storia della pizza risale a molte centinaia di anni fa e ha radici in diverse culture antiche. L’antenato della pizza era la focaccia, un piatto a base di pasta per pizza condito con spezie, olio e formaggio, che era consumato nell’antico Egitto e all’epoca dei Greci e dei Romani.
La pizza nasce in Italia a cavallo fra il 1500 e il 1600, nell’allora “Regno di Napoli”, nella sua ricetta originale con un condimento a base di lardo, formaggio di pecora, pepe e basilico. Con l’immigrazione italiana negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, la pizza è diventata un piatto popolare in tutto il mondo.
Nel corso dei secoli, la pizza si è evoluta e ha acquisito la forma e gli ingredienti che conosciamo oggi. Da allora la pizza riuscì a conquistare tutti, anche i nobili dal palato fine, raggiungendo persino i sovrani di Casa Savoia, tanto che proprio alla Regina Margherita di Savoia nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la oramai famosa “pizza Margherita” a simbolo del vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde delle foglie di basilico.
Il 17 gennaio, in occasione della Festa di Sant'Antonio Abate, patrono dei pizzaioli napoletani, si festeggia da qualche anno il “Pizza Day”, una giornata dedicata proprio alla tipicità della pizza.
La Pizza Integrale: Una Scelta Più Sana
Ci sono poi alternative più sane alla pizza tradizionale, come la pizza a base di verdure o quella senza glutine per chi è celiaco. La base per la pizza integrale è ideale da preparare per gustare una pizza più rustica e particolarmente ricca di proprietà benefiche. La farina integrale è derivata da frumento non raffinato, quindi completo di tutte le sue parti: la crusca, molto ricca di fibre, il germe e l’endosperma.
Dal punto di vista della preparazione non cambia nulla rispetto alla ricetta tradizionale della base per pizza, dovrai solo utilizzare un mix di farina integrale e manitoba al posto della farina tipo 0 o 00. Puoi condire la pizza integrale come preferisci: con mozzarella e pomodoro, come nella classica margherita, solo con pomodori, come nella marinara, con verdure grigliate miste oppure con un affettato magro, come la bresaola.
Benefici della Pizza Integrale
La pizza può avere alcuni benefici a livello nutrizionale, se consumata in modo equilibrato e con ingredienti sani. Infatti, la scelta degli ingredienti, che siano salutari e poco grassi, è molto importante se si è a dieta, così com’è necessario consumare la pizza con moderazione evitando quelle industriali e surgelate.
- Fonte di nutrienti: contiene importanti nutrienti, come proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali.
- Fibre sazianti: Le fibre sono molto sazianti, quindi ti aiutano a controllare il peso, e favoriscono la regolarità intestinale.
- Controllo della glicemia: Sono di aiuto per tenere sotto controllo la glicemia, perché rallentano l’assorbimento degli zuccheri.
- Riduzione del colesterolo: Contribuiscono a tenere bassi i livelli del colesterolo totale e di quello “cattivo” LDL, quindi sono utili per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari.
- Prevenzione del cancro: Aiutano a prevenire alcune forme di tumore, in particolare quelli del colon e della mammella.
Per tutte queste ragioni, ti consigliamo di inserire regolarmente nella tua alimentazione i cereali integrali, alternandoli a quelli raffinati.
Pizza e Colesterolo: Cosa Sapere
Il colesterolo è una sostanza grassa presente nel nostro organismo, fondamentale per il corretto funzionamento delle cellule. Tuttavia, livelli troppo elevati di colesterolo nel sangue possono rappresentare un fattore di rischio per la salute cardiovascolare. L’alimentazione gioca un ruolo chiave nella regolazione dei livelli di colesterolo.
Il colesterolo è presente in due forme principali: il colesterolo LDL (low-density lipoprotein), noto come "colesterolo cattivo", e il colesterolo HDL (high-density lipoprotein), o "colesterolo buono". Il primo può accumularsi nelle arterie e favorire la formazione di placche, mentre il secondo contribuisce a rimuovere il colesterolo in eccesso e a prevenire l’arteriosclerosi.
Pane e pasta sono alimenti ricchi di carboidrati complessi, che forniscono energia al nostro organismo. Non contengono colesterolo, ma la loro digestione produce glucosio, che stimola la produzione di insulina. Quest’ultima favorisce la sintesi di colesterolo nel fegato. Pertanto, un consumo eccessivo di pane e pasta può contribuire indirettamente all’aumento dei livelli di colesterolo.
Il pane e la pasta, in particolare quelli integrali, sono fonti importanti di fibre, vitamine del gruppo B e minerali come il ferro e il magnesio. Le fibre aiutano a regolare l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, contribuendo a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.
Per chi ha il colesterolo alto, è consigliabile limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi e colesterolo, come carni rosse, formaggi grassi e dolci. Al contrario, è bene aumentare l’apporto di fibre, presenti in frutta, verdura, legumi e cereali integrali, tra cui pane e pasta. È importante anche mantenere un peso corporeo adeguato e praticare regolare attività fisica.
In conclusione, chi ha il colesterolo può mangiare pane e pasta, purché in quantità moderate e preferibilmente integrali. Questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e, se consumati correttamente, possono contribuire a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.
Consigli per un Pranzo Equilibrato per Chi Soffre di Colesterolo Alto
La strategia più efficace per chi soffre di colesterolo elevato prevede la preparazione di un pasto strutturato sul modello del “piatto sano”, raccomandato dall’Harvard T.H. Chan School of Public Health. Questo schema consiglia di suddividere il piatto in proporzioni ben definite: 50% composto da verdure e frutta, 25% da cereali integrali e 25% da fonti proteiche sane.
- Verdura e frutta: Sono ricche di fibre, antiossidanti, vitamine e minerali. Le fibre solubili, in particolare, aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo nel sangue.
- Cereali integrali: Pane, pasta, riso integrale, farro, avena e orzo sono da preferirsi ai prodotti raffinati.
- Proteine di qualità: Si consiglia pesce (soprattutto quello ricco di omega-3 come salmone, sgombro, alici, sardine), pollame, carne bianca magra e, almeno 2 volte a settimana, legumi come fonte principale proteica.
- Olio extravergine di oliva: Va scelto come principale fonte di grassi: i grassi insaturi riducono il colesterolo LDL (“cattivo”) senza abbassare quello HDL (“buono”).
Alimenti da Privilegiare
- Cereali integrali e pane ai cereali
- Verdure sempre presenti (crude o cotte)
- Proteine leggere e grassi buoni (pesce, carni bianche, legumi)
- Frutta secca e semi oleosi (in piccole porzioni)
Alimenti e Abitudini da Evitare
- Limitare carni rosse, salumi e formaggi stagionati
- Evitare cibi preconfezionati, fritti e prodotti da forno industriali
- Attenzione alle porzioni: anche gli alimenti salutari possono contribuire all’aumento del colesterolo se assunti in quantità eccessive.
- Migliorare le tecniche di cottura: preferire cotture alla griglia, al vapore, al forno o “al cartoccio”.
Esempio pratico di pranzo equilibrato
- Insalata mista di valeriana, rucola, pomodori, cetrioli e carote, condita con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e succo di limone.
- Primo piatto: piccolo piatto di orzo integrale con piselli freschi, zucchine e prezzemolo, condito con un filo d’olio crudo.
- Secondo piatto a base di pesce: filetto di salmone (alla griglia o al cartoccio), aromatizzato con limone e prezzemolo, contorno di spinaci cotti al vapore con semi di lino.
- Pane integrale (una fetta di circa 40-50 g) o di segale.
- Frutta fresca di stagione (arancia, fragole, mirtilli).
- Acqua naturale o tisana non zuccherata.
Controindicazioni e Precauzioni
Le persone che soffrono di colite e colon irritabile, per esempio, dovrebbero prestare attenzione a non eccedere con i cereali integrali perché l’eccesso di fibre potrebbe irritare il loro intestino, creando dissenteria. Sono pochi i casi in cui è meglio rinunciare alla pizza: se si soffre di diabete, per l’impatto glicemico e se si soffre di gastrite. In questo caso, infatti, la combinazione pomodoro e mozzarella rende la pizza poco digeribile, quindi meglio optare per una focaccia con le verdure senza formaggio e senza pomodoro.
La Pizza Fatta in Casa: Una Sana Alternativa
La pizza è un cibo ad alta palatabilità, croccante e saporito e già il solo profumo ci fa venire l’acquolina in bocca. Tuttavia nonostante sia realizzata con ingredienti sostanzialmente semplici (impasto di farina lievitato, pomodoro, mozzarella, olio e basilico) è annoverata tra i “junk food” o “cibo spazzatura” da consumare quindi con molta moderazione.
In questo contesto va precisato che sono le pizze industriali (e quelle di stampo americano) a rientrare generalmente in questa categoria poiché spesso sono preparate con ingredienti qualitativamente scadenti come farine ultraraffinate/raffinate (= zuccheri), formaggi grassi (= colesterolo e grassi saturi) e arricchite con salsiccia, bacon e wurstel (= grassi saturi).
Sarà divertente e in questo modo controlleremo meglio la qualità e la quantità degli ingredienti e renderemo la pizza certamente più sana; preparare pizza realizzando un impasto lievitato da farina integrale o semi-integrale per aggiungere preziose fibre al pasto; limitare il sale e l’olio nell’impasto; guarnire la pizza con una salsa di pomodoro ottenuta da pomodori freschi, mozzarella o formaggio magro (ad esempio ricotta).
Per la pizza, è necessario usare una farina di grano tenero medio-forte, in grado di dare all’impasto elasticità e leggerezza. La pizza fatta in casa ha la caratteristica di essere alta e soffice e solo una farina con una forza tra 120 e 220 W riesce a garantire questo risultato. Per avere una pizza ben lievitata è meglio non mettere più di 10 grammi di lievito di birra fresco. La lievitazione sarà più lunga ma l’impasto ne guadagnerà in leggerezza.
Trasferire l’impasto su una superficie di lavoro leggermente infarinata e impastare per alcuni minuti. Formare una palla e mettere l’impasto in una ciotola unta con un po’ d’olio d’oliva. Dopo che l’impasto è lievitato, va diviso in porzioni uguali formando delle palline. Preriscaldare il forno a 220°C. Mettere la pasta per pizza su una teglia o su una pietra ollare.
Conclusioni
La pizza può essere parte di una dieta equilibrata, soprattutto se preparata con ingredienti integrali e condimenti sani. Monitorare le porzioni e fare scelte consapevoli riguardo agli ingredienti può contribuire a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e a promuovere la salute cardiovascolare.
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