La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti nell’organismo femminile, dovuti soprattutto alle variazioni ormonali tipiche di questo periodo. Alcune riguardano anche l’apparato endocrino. In particolare, nel secondo trimestre, si presenta una riduzione della risposta insulinica, con conseguente aumento del glucosio circolante nell’organismo. È proprio per questo che in alcuni casi è bene eseguire la curva glicemica in gravidanza. Quindi, a cosa serve questo esame?
Cos'è il Diabete Gestazionale?
Il diabete mellito gestazionale è il diabete diagnosticato per la prima volta in gravidanza e che comprende sia forme diabetiche la cui insorgenza è avvenuta in gravidanza, sia forme precedenti non diagnosticate. In generale il diabete mellito gestazionale non dà particolari sintomi o segni. Tuttavia il rischio di una donna che ha avuto il diabete gestazionale di sviluppare il diabete mellito tipo 2 dopo 5-10 anni dal parto è di 7 volte superiore rispetto ad una donna con una gravidanza normoglicemica.
Il diabete gestazionale è una condizione piuttosto comune in gravidanza, dovuta ad una intolleranza al glucosio. Si tratta di una condizione correlata al rischio di serie complicanze (sia della gravidanza che del parto) e di conseguenze a lungo termine, per la mamma e per il bambino. Nel nostro Paese, si stima che questa condizione sia associata all’8-10% circa delle gravidanze; l’incidenza può raggiungere il 18% in determinate etnie più predisposte. La malattia dà diritto ad agevolazioni nell’assistenza sanitaria.
Durante la gravidanza, in presenza di determinate condizioni, la glicemia può risultare difficile da controllare per l’organismo della madre: insorge così il diabete gestazionale. Il diabete gestazionale riguarda il 7% delle gravidanze e mette in pericolo sia la mamma che il bambino. Le cause e i fattori di rischio che portano all’insorgenza del diabete in gravidanza sono molteplici ed è importante conoscerli per arrivare a una diagnosi precoce e per approntare le cure migliori.
Per una donna incinta, infatti, è di fondamentale importanza diagnosticare tempestivamente e curare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale, una patologia piuttosto diffusa (si stima che incida sul 7% circa delle gravidanze) e potenzialmente rischiosa sia per la madre che per il bambino. Allo stesso tempo, però, è bene precisare che, allo stato attuale delle conoscenze mediche, i pericoli connessi al diabete gravidico possono essere efficacemente monitorati e evitati. L’importante è avere consapevolezza della severità della malattia e delle sue caratteristiche e non sottovalutarla.
La definizione di diabete gestazionale è piuttosto semplice: è una forma diabetica che insorge per la prima volta durante la gravidanza. Va distinto, quindi, dai casi di diabete pre-gestazionale, che si verificano quando una donna che ha già una diagnosi di diabete rimane incinta. Nella sostanza, però, poco cambia: in tutti i casi di diabete ci si trova di fronte a un’alterazione dell’ormone dell’insulina che provoca un aumento della quantità di glucosio presente nel sangue.
Come Riconoscere il Diabete Gestazionale: I Sintomi
Trattandosi della stessa, con l’unica differenza del momento particolare in cui si manifesta, i sintomi del diabete gestazionale non differiscono da quelli del diabete mellito che colpisce persone non in gravidanza. Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo sono:
- Aumento della necessità di fare pipì;
- Aumento della sete;
- Aumento della fame;
- Affaticamento;
- Offuscamento della vista;
- Infezioni frequenti.
Diagnosi del Diabete Gestazionale: Curva Glicemica e Test di Tolleranza al Glucosio
Data l’assenza di sintomi specifici che possano suggerire la presenza di una alterazione della glicemia, è opportuno che controlli accurati vengano eseguiti specialmente nelle persone a rischio. La diagnosi viene fatta tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza attraverso un esame chiamato test di tolleranza al glucosio (OGTT), anche detto curva del glucosio, curva di carico glicemico o carico di glucosio.
GCT è l'acronimo di Glucose Challenge Test, un esame indicato per lo screening di diabete gestazionale, noto anche come "curva glicemica in gravidanza". Definita anche con l'acronimo GCT (dall'inglese “Glucose Challenge Test”), la curva glicemica in gravidanza consiste nella misura della concentrazione ematica degli zuccheri, prima e dopo la somministrazione orale di una certa quantità di soluzione glucosata standard.
L'esecuzione del test è simile a quella vista per l'OGTT, meglio conosciuto come test da carico orale del glucosio, ma con alcune differenze. La curva glicemica in gravidanza è utile per la diagnosi del diabete gestazionale. La curva glicemica è anticipata tra la 16a e la 18a settimana di gravidanza in caso di sovrappeso, scarso controllo del profilo lipidico, pregresso diabete gestazionale e glicemia a digiuno pari a 100-125 mg/dl, all'inizio della gestazione o in passato.
Alla mamma viene fatta bere una soluzione zuccherina (acqua in cui sono stati disciolti 75 grammi di glucosio), per poi misurare i livelli di glicemia a distanza di intervalli di tempo prestabiliti nelle ore successive (0 minuti, 60 minuti cioè un’ora, 120 minuti cioè 2 ore).
Le gestanti con diabete pre-gestazionale (cioè pre-esistente alla gravidanza) sono sottoposte, invece, a un monitoraggio metabolico intensivo per controllare attentamente il livello di glucosio nel sangue. Nel corso della gravidanza, si verifica il rilascio di ormoni di origine placentare che determinano un'aumentata resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina (insulino-resistenza). Entro certi limiti, quest'evento può considerarsi “fisiologico”, in quanto finalizzato al migliore utilizzo dei nutrienti necessari alla crescita fetale. Tuttavia, se questa “resistenza” impedisce l'ottimale funzionamento dell'insulina, se viene potenziata da altri fattori di rischio e se non è sufficientemente compensata dalla secrezione extra da parte del pancreas, la glicemia tende a rimanere a livelli elevati fino ad evolvere nel diabete gestazionale.
Come si esegue la curva glicemica in gravidanza? Il test viene effettuato sempre nelle ore mattutine e attraverso tre prelievi: a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione composta da acqua e da 75 grammi di glucosio puro. Questa soluzione in qualche caso può dare fastidio alla donna; la dolcezza, ad esempio, può favorire l’insorgenza di sensazioni come la nausea e il vomito.
L'infermiere effettua un prelievo per la glicemia basale, quindi si somministra 50g di glucosio. Nell'ora successiva, la paziente deve rimanere seduta, possibilmente rilassata, senza fumare o mangiare. Dopo 60 minuti dal primo sorso si esegue un secondo prelievo ematico. L'infermiere esegue un prelievo per la glicemia basale (a digiuno), quindi si fanno assumere 100g di glucosio sciolti in 250-300 ml d'acqua, possibilmente in un breve periodo di tempo e comunque entro i 5 minuti. Non è richiesta alcuna particolare preparazione al test.
Presentarsi all'esame a digiuno assoluto (solo l'acqua è concessa) da almeno 8 ore, senza superare le 14 ore. Nei giorni che precedono il test seguire un'alimentazione normalmente equilibrata, senza eccessi calorici o particolari privazioni (ovviamente va evitato l'alcol); si consiglia un'assunzione di almeno 150 grammi di carboidrati al giorno. Evitare sforzi fisici strenui nei due o tre giorni antecedenti il test. E' molto importante anche la preventiva sospensione di eventuali farmaci interferenti con il metabolismo glucidico, secondo i consigli del proprio medico, che dev'essere avvertito per tempo dell'esame (ameno qualche settimana). L'esame si svolge al mattino.
Valori di riferimento della glicemia
La diagnosi del diabete gestazionale prevede: l’esecuzione sia del normale screening per il diabete, con la misurazione della glicemia a digiuno e dopo i pasti (1 ora dopo; nel DM non gravidico la misurazione post-prandiale si effettua 2 ore dopo); l’esecuzione della curva glicemica da carico orale (OGTT), che prevede la misurazione della glicemia dopo aver somministrato alla donna un carico di glucosio.
Per quanto riguarda il classico screening diabete, i valori di riferimento della glicemia sono:
- <90 mg/dl a digiuno
- <120 mg/dl dopo 1 ora dal pasto
La curva glicemica sotto carico, invece, viene solitamente effettuata nel periodo compreso tra le settimane 24 e 28. Nei casi in cui il rischio di diabete gestazionale sia elevato (grave obesità, precedente diabete in gravidanza o glicemia a digiuno sopra 125 mg/dl a inizio gravidanza), l’esame deve essere anticipato alla 16° settimana. Per questo test, i valori di riferimento sono:
- <95 mg/dl subito dopo l’assunzione della soluzione glucosata
- <180 mg/dl dopo 1 ora
- <155 mg/dl dopo 2 ore
E’ sufficiente un solo valore alterato in curva per arrivare a una diagnosi di diabete gestazionale.
Cause e Fattori di Rischio
Quando introduciamo zuccheri con un pasto, questi vengono digeriti e suddivisi nella loro componente fondamentale, il glucosio. Le molecole di glucosio così ottenute vengono assorbite a livello intestinale ed entrano nel sangue, facendo alzare la glicemia. L’aumento dei livelli di glucosio nel sangue stimola il pancreas a produrre insulina, l’ormone che apre al glucosio la porta per entrare nelle cellule, dove verrà utilizzato per ottenere energia utile a svolgere le funzioni fisiologiche.
Durante la gravidanza, la placenta libera sostanze che si oppongono all’azione dell’insulina e che portano quindi ad un aumento del livello di zuccheri nel sangue. Se tutto va come previsto, il pancreas della mamma rilascia più insulina per compensare l’aumento della glicemia. Ma se qualcosa va storto, i valori glicemici aumentano e rimangono alti.
Le cause dell’insorgenza del diabete gestazionale sono collegate ai naturali e fisiologici cambiamenti che il corpo femminile subisce durante la gravidanza, soprattutto a livello di produzione ormonale. In particolare, a variare possono essere i livelli di insulina prodotti (che diminuiscono) o la capacità dell’insulina di svolgere la propria funzione (cosiddetta insulino-resistenza).
Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. I più comuni sono:
- Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25);
- Familiarità con il diabete (parenti di primo grado);
- Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
- Età superiore ai 35 anni;
- Appartenenza ad etnie a rischio elevato (come le popolazioni dell’Asia meridionale o del Medio Oriente);
- Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza.
Rischi del Diabete Gestazionale
Il motivo per cui il diabete gestazionale va diagnosticato presto e curato con scrupolo è dovuto al fatto che l’eccesso di glucosio nel sangue può provocare difficoltà nella gravidanza e nel parto, mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino.
Cosa può succedere alla mamma?
Per la donna incinta, i rischi maggiori sono legati alle difficoltà che si possono riscontrare al momento del parto. Il feto di una donna affetto da diabete, infatti, può svilupparsi maggiormente ed essere quindi più grande della media alla nascita (macrosomia). Questo si traduce spesso nella necessità di ricorrere al parto cesareo. Inoltre, le donne con diabete gestazionale hanno più possibilità di sviluppare il diabete mellito nei 5 anni seguenti alla gravidanza.
Cosa può succedere al bambino?
Per il feto, invece, i rischi sono legati all’incrementata incidenza di aborti spontanei ma anche disturbi alla nascita come:
- ipoglicemia: la recisione del cordone ombelicale che avviene al momento del parto interrompe il fuso di glucosio in eccesso a cui il neonato era abituato nel ventre materno mentre il corpo del bambino continua a produrre alti livelli di insulina, e questo può tradursi in un drastico abbassamento della glicemia;
- difficoltà respiratorie: iperglicemia e iperinsulinemia rallentano lo sviluppo dei polmoni.
I rischi per il piccolo riguardano: ipertensione arteriosa e aumento generale del rischio di malattie cardiovascolari, eccesso di peso (che può risultare in un parto difficile), ipoglicemia neonatale, ittero neonatale, aumento del rischio di obesità e sindrome metabolica nell’infanzia e nell’adolescenza, aumento del rischio di patologie quali deficit dell’attenzione, iperattività, autismo.
Le complicanze in caso di diabete gestazionale e i rischi per il feto e la mamma sono quasi tutti prevenibili con un buon controllo della glicemia della donna durante la gravidanza.
- Macrosomia fetale. Il feto-neonato è più grosso della norma perché durante la gravidanza riceve una grande quantità di glucosio e reagisce producendo più insulina del normale. L’insulina converte lo zucchero in grassi, pertanto nell’organismo fetale si accumula più tessuto adiposo, il che fa sì che il neonato appaia molto più grosso della norma.
- Nascita difficoltosa. Come conseguenza delle aumentate dimensioni del feto, il parto può essere più difficile.
- Ipoglicemia neonatale alla nascita. Questo problema avviene perché l’alto livello di glucosio nel sangue fetale provoca un aumento dell’insulina, che persiste alta per un po’ di tempo anche dopo la nascita determinando così l’abbassamento della glicemia neonatale. Alla nascita viene misurata la glicemia e, se necessario, viene aumentato l’apporto di zuccheri per bocca, preferibilmente favorendo l’allattamento materno, per correggere l’ipoglicemia (in alternativa si usa la formula artificiale, mai la glucosata per bocca, e solo nei casi gravi viene usata la glucosata endovena).
- Difficoltà respiratorie alla nascita. L’iperglicemia e l’iperinsulinemia ritardano lo sviluppo polmonare fetale.
Come Tenere Sotto Controllo e Curare il Diabete Gestazionale
Alla luce di quanto detto finora, appare evidente come, una volta ottenuta la tempestiva diagnosi di diabete gestazione, sia di fondamentale importanza seguire un’attenta terapia, impostata da un medico specialista. In Italia si stima che il diabete gestazionale (o gravidico) possa riguardare una media di una donna su dieci. Alcune etnie sono maggiormente a rischio di altre, in particolare le donne di origine mediorientale, caraibica o dell’Asia Meridionale (soprattutto India, Bangladesh e Pakistan).
Nella maggior parte dei casi (nove volte su dieci), per tenere controllata la glicemia si deve seguire una dieta bilanciata e svolgere una moderata e costante attività fisica, secondo le indicazioni del medico. Se questi interventi non dovessero essere sufficienti il medico potrà prescrivere i farmaci necessari. Potrebbe essere richiesto un monitoraggio giornaliero della glicemia, denominato “profilo glicemico”, necessario per valutare i livelli di glicemia nell’arco delle 24 ore attraverso dei dispositivi di autocontrollo che prevedono un piccolo prelievo di sangue periferico da effettuarsi a orari stabiliti.
Quali sono invece i valori della glicemia consigliati dopo i pasti e a digiuno nei casi di diabete gestazionale? Naturalmente, sia per la dieta sia per l’attività fisica è bene evitare il “fai da te” e rivolgersi al proprio medico o alla propria ostetrica per ricevere i consigli più adatti. Sono assolutamente da evitare regimi alimentari “improvvisati” e particolarmente restrittivi, soprattutto quelli che propongono di evitare completamente alcuni alimenti.
Ecco alcuni consigli pratici:
- Controllare l'etichetta di cibi e bevande, è importante essere consapevoli che i succhi di frutta e i frullati contengono zucchero, così come altre bevande che riportano l'indicazione "senza aggiunta di zucchero".
- Esercizio fisico regolare può essere un modo efficace per controllare il diabete gestazionale. Il medico fornirà una informazione adeguata riguardo gli esercizi che si possono praticare durante la gravidanza.
- Se si ha il diabete gestazionale è possibile ricevere l'indicazione di controllare i propri livelli di glucosio nel sangue a casa, utilizzando un misuratore di glicemia detto glucometro. Il glucometro è un piccolo dispositivo che misura la concentrazione di glucosio nel sangue mediante l'uso di strisce reattive che vengono messe a contatto con una goccia di sangue ottenuta, in genere, dalla puntura del polpastrello di un dito.
Quando viene data l’insulina?
Quando non si riesce a mantenere la glicemia nei limiti della norma con gli stili di vita, il Diabetologo prescrive i farmaci. Sono indicati, a seconda dei casi, gli ipoglicemizzanti orali (metformina) e l’insulina, che si somministra con una iniezione sottocutanea. Le istruzioni per la gestione della terapia insulinica ti verranno date dal tuo Diabetologo o da un infermiere specializzato nell’assistenza a pazienti diabetici.
L'insulina è somministrata per via intradermica (gli aghi da insulina sono più corti degli aghi per le iniezioni intramuscolari) e il paziente riceverà indicazioni dal team di specialisti per fare l'iniezione correttamente. In base al tipo di insulina potrebbe essere necessario fare l'iniezione prima dei pasti o prima di andare a dormire oppure al risveglio.
Alimentazione e Diabete Gestazionale
La dieta è uno strumento da personalizzare in base alle caratteristiche e agli obiettivi di salute di ogni persona. Per molte donne il primo pasto della giornata ha un sapore dolce da sempre. Cosa mangiare a colazione, quindi, se è stato diagnosticato il diabete gestazionale? La raccomandazione principale è quella di evitare biscotti, torte e merendine per orientarsi verso i sapori salati o neutri. Prova, ad esempio, con una fetta di pane tostato con un filino d’olio d’oliva extra vergine o farcito con una piccola porzione di avocado o accompagnato da qualche mandorla.
Perché tu possa seguire consapevolmente queste raccomandazioni, è importante che sviluppi un rapporto equilibrato con gli alimenti, in particolare con gli zuccheri: non demonizzarli, ma impara a riconoscerli anche quando si nascondono bene. Non sono pochi gli alimenti che contengono zuccheri malgrado l’apparenza. Quando fai la spesa, presta attenzione all’etichetta dei prodotti che acquisti e controlla che riportino, ad esempio, la scritta “senza aggiunta di zucchero”. Se hai dubbi riguardo un alimento specifico, chiedi consiglio al tuo Diabetologo.
Il Parto e il Diabete Gestazionale
Se la glicemia viene tenuta sotto controllo con l’adozione di stili di vita appropriati, il parto avviene a termine. Al contrario, se sei in terapia insulinica o vi sono rischi che il tuo bambino abbia raggiunto un peso eccessivo, il parto verrà indotto da 1 a 2 settimane prima del termine. Di norma, date le energie bruciate nel travaglio, non è necessario iniettarsi l’insulina in questa fase, ma ricorda di portare con te in ospedale il glucometro e tutti i farmaci che prendi.
Il timing del parto costituisce solo l’ultimo gradino nella scala che porta a un risultato perinatale positivo se la diagnosi di diabete gestazionale è stata tempestiva, le scelte terapeutiche appropriate e la crescita fetale armonica.
Se si ha il diabete gestazionale, il tempo ideale per il parto è di solito tra le 38 - 40 settimane di gravidanza. Se i livelli di glucosio nel sangue sono normali e la salute del feto non è a rischio, è possibile aspettare che il parto avvenga naturalmente. In genere, se il parto naturale non avviene dopo 40 settimane e 6 giorni, viene consigliata l'induzione del parto o il parto cesareo.
Quando ci si reca in ospedale per il parto, è opportuno portare con se il glucometro e tutti i farmaci che si stanno assumendo. Di solito, si deve continuare a monitorare la glicemia e a prendere i farmaci fino al parto o, nel caso del parto cesareo, prima del digiuno pre-operatorio. Durante il travaglio e il parto, la glicemia sarà misurata e mantenuta sotto controllo.
Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile. I livelli del glucosio nel sangue saranno misurati a partire da due o quattro ore dopo la nascita: se sono bassi, il neonato potrebbe essere alimentato mediante sondino o flebo.
Dopo il Parto
Dopo il parto, il tuo bambino verrà alimentato entro 30 minuti dalla nascita e poi a intervalli frequenti, fino a che la sua glicemia non si sarà stabilizzata.
Dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni.
Per 6-13 settimane dopo il parto dovrai eseguire ripetuti test di carico orale di glucosio per verificare che le glicemie siano rientrate nella norma (meno di 126 mg/dL a digiuno, meno di 140 mg/dL a 120 minuti). Se ciò non è avvenuto, dovrai puntare su un rafforzamento dei comportamenti virtuosi (dieta ed esercizio fisico), con il supporto del Diabetologo e della Dietista.
Potrà essere proposto un controllo dopo almeno sei settimane dopo il parto poiché la presenza di questa malattia durante la gravidanza predispone a una maggiore probabilità di sviluppare diabete dell’adulto (tipo II) negli anni successivi. È necessario che la donna continui a monitorare la glicemia fino a 6 - 13 settimane dopo il parto per verificare che i livelli di glicemia non si mantengano alti.
Nella maggior parte dei casi, la glicemia si normalizza dopo il parto. Se ciò non avviene spontaneamente, è possibile promuovere il processo di stabilizzazione mantenendo una dieta adeguata e praticando attività fisica.
Tabella: Valori di riferimento della glicemia in gravidanza
| Test | Valore a digiuno (mg/dl) | Valore dopo 1 ora (mg/dl) | Valore dopo 2 ore (mg/dl) |
|---|---|---|---|
| Screening Diabete | <90 | <120 | N/A |
| Curva Glicemica (OGTT) | <95 | <180 | <155 |
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