Picco Glicemico a Digiuno: Cause e Rimedi

La glicemia, ovvero la quantità di glucosio presente nel sangue, può subire variazioni significative nel corso della giornata in risposta a ciò che si mangia e ad altri fattori fisiologici. Il picco glicemico si verifica quando il livello di zuccheri nel sangue aumenta in modo rapido e significativo, solitamente in seguito all'assunzione di cibi ricchi di carboidrati semplici o zuccheri raffinati. Questo incremento eccessivo degli zuccheri nel sangue provoca la risposta da parte del pancreas, che inizia a secernere insulina per riportare la glicemia ad un valore di normalità.

Cos'è il Picco Glicemico?

Il picco glicemico è un fenomeno fisiologico che si manifesta con un aumento repentino del livello di zuccheri presenti nel sangue (glicemia) subito dopo un pasto. Aumenti della glicemia morbidi e graduali vanno sempre preferiti a rapidi picchi glicemici, che possono avere ripercussioni sulla salute, influenzando il metabolismo e predisponendo a malattie croniche come il diabete mellito di tipo 2 e l'insulino-resistenza.

Per comprendere cos’è un picco glicemico è importante capire come avviene il processo di digestione. Quando mangiamo, i carboidrati vengono scomposti in sostanze più semplici, tra cui il glucosio, che vengono poi trasportati dai vasi sanguigni per fornire nutrimento alle cellule del nostro corpo. Il tipo e la qualità di alimenti che ingeriamo influenzano i livelli di glucosio, che diventano più alti con i carboidrati semplici.

La glicemia è regolata da un meccanismo ormonale dovuto alla produzione di insulina da parte del pancreas la quale permette alle cellule di recuperare e immagazzinare glucosio dai vasi sanguigni. Se scegliamo alimenti semplici, il livello del glucosio aumenta repentinamente e altrettanto velocemente scende determinando un crollo della glicemia. In questo modo si è verificato il picco glicemico.

Il picco glicemico costringe il pancreas a produrre l’insulina per eliminare il glucosio dal sangue e portarlo ai tessuti, quando il glucosio è in eccesso, però, e non riesce a essere smaltito tutto, viene conservato come grasso nei tessuti. Se quindi l’azione normale dell’insulina è quella di favorire l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule per ricavarne energia, se stimolata maggiormente, è in grado di favorirne l’accumulo sotto forma di grasso.

Valori di riferimento della glicemia

Per comprendere meglio i livelli della glicemia e monitorare eventuali picchi glicemici, ecco una tabella con i valori di riferimento:

Stato Valore Glicemia (mg/dL)
A digiuno 70-99
Dopo 2 ore dal pasto <140
Prediabete a digiuno 100-125
Diabete a digiuno ≥126
Prediabete post-prandiale 140-199
Diabete post-prandiale ≥200

Quando si verifica il picco glicemico?

Normalmente, un picco glicemico si manifesta in seguito al consumo di un pasto ad alto contenuto di carboidrati o alimenti ad alto indice glicemico (ovvero capaci di far aumentare rapidamente la glicemia). Tuttavia, ci sono alcune situazioni particolari in cui si possono avere picchi glicemici non per forza correlati all'assunzione di alimenti:

  • In gravidanza: le donne durante la fase della gravidanza possono avere delle alterazioni della glicemia causate da squilibri ormonali, con il rischio di sviluppare forme di insulino-resistenza, come il diabete gestazionale. Una particolare forma di diabete che colpisce circa il 10% delle donne in gravidanza e che scompare subito dopo il parto.
  • Durante la notte: alcune persone possono andare incontro a picchi glicemici durante la notte, causati da un eccesso di carboidrati assunti durante la cena o poco prima di andare a dormire. Altre persone possono andare incontro, invece, al cosiddetto “Effetto Alba”, che si manifesta con un rilascio di zuccheri da parte del fegato e quindi con un aumento della glicemia nelle prime ore del mattino. Si tratterebbe di una risposta ormonale, che prepara l'organismo al risveglio e allo stress che ne consegue.

Cosa causa il picco glicemico?

Un picco glicemico può essere innescato da una moltitudine di fattori differenti, non solo correlati all'alimentazione:

  • Assunzione di carboidrati raffinati, come pane bianco, dolciumi e bibite zuccherate o alimenti con alto indice glicemico (come la frutta molto zuccherina).
  • Fare pasti non equilibrati e senza il giusto apporto di fibre, proteine e grassi sani, che aiutano a rallentare l'assorbimento degli zuccheri a livello intestinale.
  • Oltre all'indice glicemico è importante considerare anche il carico glicemico: ovvero, assumere grandi quantità di un alimento a basso indice glicemico può comunque comportare un incremento considerevole della glicemia.
  • Una vita sedentaria e priva di esercizio fisico può ridurre la sensibilità all'insulina e predisporre a picchi glicemici non controllati.
  • Squilibri ormonali e stress quotidiano possono far aumentare i livelli di cortisolo, che a sua volta favorisce l'aumento della glicemia.

Quali sono i sintomi del picco glicemico e come riconoscerlo?

Quando si ha un picco glicemico il nostro organismo ne risente, i sintomi possono essere lievi oppure più intensi e a carico di vari organi. Dopo un pasto, soprattutto se è abbondante e ricco di carboidrati, si possono riscontrare i seguenti sintomi:

  • Stanchezza improvvisa e sonnolenza
  • Senso di fame poco dopo il pasto
  • Mal di testa
  • Sensazione di sete intensa
  • Difficoltà di concentrazione
  • Sbalzi d'umore
  • Aumento della frequenza urinaria

Il picco glicemico non va confuso con l'ebbrezza lipidica, una sensazione anch'essa correlata a pasti abbondanti, ma in questo caso ricchi di grassi saturi e grassi trans. Spesso presente insieme al picco glicemico, l'ebbrezza lipidica è causata da un aumento dei lipidi nel sangue, che può provocare uno stato di sonnolenza, lentezza digestiva, difficoltà a concentrarsi e persino rischi cardiovascolari.

Come gestire e prevenire il picco glicemico?

Per prevenire e gestire i picchi glicemici è necessario andare ad agire su tre pilastri fondamentali: alimentazione, integrazione e stile di vita.

Alimentazione

Per evitare picchi glicemici repentini è necessario avere un'alimentazione sana ed equilibrata, con pasti che associno carboidrati complessi o a lento rilascio, come cereali integrali o legumi, con fonti proteiche magre e grassi “buoni” (monoinsaturi e polinsaturi), derivanti da olio extravergine d'oliva, da semi o da pesci grassi come il salmone.

Ovviamente, non vanno dimenticate le fibre, che a livello intestinale intrappolano gli zuccheri e in questo modo modulano i tempi di assorbimento a livello intestinale e quindi la risposta glicemica. Scegliere, infine, alimenti che abbiano un basso o moderato indice glicemico:

Indice Glicemico degli Alimenti

Indice Glicemico Alimenti
Basso (<55) Legumi, avena, quinoa, mele, pere, frutti di bosco, noci, verdure a foglia verde
Medio (56-69) Riso integrale, patate dolci, ananas, uva, pane integrale, couscous
Alto (>70) Pane bianco, riso bianco, patate, dolci industriali, bibite zuccherate, cereali raffinati

Trucchetti alimentari per la glicemia

Alcuni trucchetti che possono aiutare a ridurre la glicemia del pasto possono essere l'abbinamento di verdure e ortaggi cotti e crudi nello stesso piatto oppure mangiare formati di pasta lunga e al dente.

Per quanto riguarda, invece, gli alimenti a base di amido come le patate, può essere utile sfruttare una reazione chimica di retrogradazione degli amidi. In parole semplici, lasciando raffreddare le patate dopo la cottura, gli amidi contenuti al loro interno si renderanno meno disponibili all'assorbimento intestinale e quindi contribuiranno di meno all'innalzamento della glicemia.

Integrazione

In alcuni casi può essere utile l'assunzione di integratori alimentari che aiutano a gestire la glicemia il metabolismo dei carboidrati. Ehi tra questi troviamo sicuramente:

  • Integratori a base di cromo e magnesio, come Glicemy Act 30Cps o Redulen Glicemia 60 Compresse che supportano il metabolismo glucidico e aiutano a stabilizzare la glicemia.
  • Integratori a base di fibre solubili, che aiutano a rallentare l'assorbimento di carboidrati e ad ammorbidire la curva glicemica post-prandiale. Aboca Metarecod 40 Bustine Granulari Sindrome Metabolica è un prodotto salute del marchio Aboca, formulato con una resina brevettata chiamata NeoPolicaptil Gel Retard e capace di rallentare l'assorbimento degli zuccheri a livello dell'intestino.
  • Snack proteici con basso apporto di zuccheri. Barrette come Enervit Protein Keto Snack Salted Nuts aiutano a mantenere stabile la glicemia tra i pasti principali, evitando squilibri che possono portare a fame eccessiva e al consumo di zuccheri semplici.
  • Esiste anche uno speciale tipo di pasta, chiamato FiberPasta, realizzato con un elevato quantitativo di fibre e quindi utile per mantenere la glicemia sotto controllo anche nei soggetti diabetici.

Attività fisica

Lo sport e l'attività fisica sono uno dei modi più efficaci per prevenire l'insorgenza di picchi glicemici repentini. Anche delle semplici camminate di 10-15 minuti dopo i pasti, possono aiutare a stabilizzare il livello glicemico e migliorare la risposta insulinemica da parte dell'organismo.

Conseguenze del picco glicemico: a cosa stare attenti

Un controllo non efficace della propria glicemia, che porta a picchi glicemici sproporzionati, può provocare problemi di salute come:

  • Insulino-resistenza
  • Diabete mellito di tipo 2
  • Obesità
  • Sindrome metabolica
  • Infiammazione cronica
  • Malattie cardiovascolari

Non credere ai falsi miti sul picco glicemico

Esistono tanti falsi miti che avvolgono il picco glicemico e, più in generale, il concetto di glicemia. In molti, ad esempio, pensano che tutti i carboidrati facciano male o provochino aumenti eccessivi della glicemia. Niente di più sbagliato! I carboidrati sono dei macronutrienti essenziali per il benessere dell'organismo, poiché forniscono substrati utili per l'ottenimento di energia per le funzioni di cellule e tessuti. Per questo motivo, vanno bilanciati in ogni pasto della giornata, preferendo carboidrati complessi che abbiano un buon apporto di fibre e regolino lentamente l'aumento della glicemia.

Altra falsa credenza è quella che correla il pericolo di un picco glicemico esclusivamente a soggetti diabetici. Sicuramente le persone affette da diabete o da insulino- resistenza devono fare attenzione alla propria glicemia, ma anche tutti gli altri devono prestare attenzione ed evitare picchi glicemici fuori controllo.

L'alterata glicemia a digiuno (IFG)

L'alterata glicemia a digiuno o IFG (acronimo di Impaired Fasting Glucose) è una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue, rilevati a digiuno da almeno otto ore, superano per eccesso il limite di normalità pur rimanendo al di sotto dei valori che sanciscono lo stato diabetico. L'alterata glicemia a digiuno è un monito che ci ricorda due cose molto importanti.

La prima è che il diabete mellito di tipo II non colpisce all'improvviso, ma nella maggior parte dei casi, se non sempre, passa per una condizione reversibile e non propriamente patologica che dura degli anni. Questa condizione, che possiamo identificare nell'alterata glicemia a digiuno, non dà sintomi particolari, motivo per cui dopo il quarantacinquesimo compleanno, specie in presenza di sovrappeso e familiarità per la patologia, è necessario sorvegliare con una certa attenzione la propria glicemia.

L'alterata glicemia a digiuno (IFG) non va confusa con l'alterata tolleranza al glucosio (IGT), anche se le due condizioni possono coesistere. La diagnosi di IGT viene posta attraverso il cosiddetto carico orale di glucosio, in cui si registra nel tempo la risposta glicemica del paziente all'ingestione di 75 grammi di glucosio sciolti in acqua; se dopo due ore i livelli di glucosio nel sangue sono superiori a determinati valori soglia (>140 mg/dL ma inferiori a 200 mg/dL), si parla di IGT. Tale condizione presenta un maggior rischio di evoluzione in diabete conclamato rispetto all'IFG ed è per questo che dopo il riscontro di un'alterata glicemia a digiuno molto spesso il medico indirizza il paziente verso un test da carico orale di glucosio.

L’alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza e l’aumento del rischio cardiovascolare; la sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue.

La caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili. L’esame obiettivo permette il riconoscimento da parte del medico dei segni oggettivi e dei sintomi soggettivi presentati dal paziente, tuttavia la caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre risulta essere asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente senza dare segni e sintomi obiettivabili.

La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.

I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano il paziente ha sviluppato un’iperglicemia. La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci.

Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati.

Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.

Diagnosi di alterata glicemia a digiuno

L’alterata glicemia a digiuno ha una diagnosi ovviamente basata su un campione di sangue venoso prelevato dopo un digiuno di almeno otto ore.

Test di tolleranza al glucosio

Test di tolleranza al glucosio: denominato anche test dopo carico di glucosio orale. Nel test da carico di glucosio orale il medico dà da bere, al soggetto che deve sottoporsi al test, una soluzione con 75 grammi di glucosio. In un soggetto normale il glucosio oscilla su valori standard tra i 90 mg/dL e i 100 mg/dL e dopo questo test, il picco di glicemia non supera i 150 mg/dL.

Stile di vita e trattamento

All'intervento alimentare si affiancherà una maggiore attività fisica, tanto più importante quanto più la persona è in sovrappeso.

  • Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina. L’obesità può essere trattata anche farmacologicamente con farmaci inibitori dell’assorbimento (Orlistat). La quantità di lipidi deve essere ridotta a livelli il più possibile vicino alla normalità (colesterolo totale inferiore ai 200 mg/dL), soprattutto nei pazienti con anamnesi indicativa di patologia cardiovascolare.
  • Attività fisica: è opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno. In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica.

Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.

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