Sistema di Parigi per la Citologia Urinaria: Un Approccio Standardizzato

Il Sistema di Parigi per la Citologia Urinaria è un sistema in classi per la refertazione della citologia urinaria. Si tratta di un approccio tutt’oggi consigliato ma non obbligatorio, che ha lo scopo di uniformare la terminologia con criteri citomorfologici standardizzati per la refertazione della citologia urinaria.

Importanza del Sistema di Parigi

La diagnosi precoce dei tumori del tratto urinario può salvare la vita. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale che l'esame citologico sia il più preciso, affidabile e oggettivo possibile. Questa classificazione permette ai medici di gestire ogni caso con maggiore chiarezza e precisione, offrendo al paziente un percorso clinico più mirato e tempestivo.

Cos'è la Citologia Urinaria?

CTM è la sigla con cui si parla dell’esame citologo delle urine. Consiste nell’esame microscopico delle cellule sospese nelle urine e che vengono raccolte dalla centrifuga. Si basa sul presupposto che le cellule della mucosa esfoliano (si distaccano in strati sottili e superficiali) in vescica. Questo avviene per le cellule normali, che nascono nello strato basale profondo e via via che prosegue la loro vita (che dura pochi giorni) migrano verso lo strato più alto, quello rivolto verso il lume della vescica a contatto con l’urina. Questo strato viene raggiunto alla fine della vita di una cellula che quindi “cade” nella cavità vescicale. Questo ricambio cellulare avviene in modo molto accelerato nei tumori della vescica; tanto più accelerato quanto più i tumori sono aggressivi.

TPS e TPS 2.0: Qual è la Differenza?

Dalla sua pubblicazione iniziale nel 2016, il The Paris System è stato sottoposto a revisioni e aggiornamenti grazie all’esperienza clinica maturata e all’evoluzione delle evidenze scientifiche. Queste modifiche puntano a migliorare ulteriormente la precisione diagnostica, ridurre le ambiguità e facilitare la comunicazione tra laboratori, urologi e clinici. Per questo motivo, in Urine24 utilizziamo già i criteri più aggiornati del TPS 2.0, assicurando che ogni campione venga refertato secondo i massimi standard scientifici internazionali.

Accuratezza Diagnostica della Citologia Urinaria con TPS

Scegliere Urine24 significa accedere a un esame moderno, sensibile e basato sulle più recenti evidenze scientifiche. Di conseguenza, per chi presenta fattori di rischio - come familiarità oncologica, abitudine al fumo, esposizione a sostanze chimiche o presenza di sangue nelle urine (ematuria) - utilizzare un sistema come il TPS può fare davvero la differenza tra una diagnosi tempestiva e una tardiva.

Metodi di Diagnostica Integrativa

Oltre alla citologia urinaria, esistono diverse tecniche diagnostiche che possono essere utilizzate per individuare il carcinoma della vescica:

  • Uro-TC: E’ una TC addominale che viene eseguita con l’iniezione endovenosa di un liquido specifico, detto mezzo di contrasto, che viene filtrato nei reni, in modo analogo a come i reni filtrano acqua e sostanze tossiche dal sangue, e che prosegue lungo la stessa via dell’urina.
  • Ecografia: Anche l’ecografia è utile in questa fase: oggi gli ecografi, le “macchine” che mostrano immagini ottenute dagli ultrasuoni, sono molto avanzati tecnologicamente ed un medico ecografista competente ed allenato non fatica certo a riconoscere lesioni “produttive” (ovvero che crescono verso l’interno dell’organo) anche di piccole dimensioni, tanto che il rischio che una lesione presente nella vescica o nei reni non venga riconosciuta è assai basso. Uno svantaggio dell’ecografia, tuttavia, è che non permette di osservare gli ureteri.
  • Narrow Band Imaging (NBI): Narrow Band Imaging (NBI) è una tecnologia di miglioramento dell'immagine ottica che migliora la visibilità dei vasi sanguigni e di altre strutture sulla mucosa vescicale durante un esame di cistoscopia. Questo lo rende un ottimo strumento per la diagnosi di cancro della vescica durante tale esame in quanto in grado di rilevare lesioni tumorali apparentemente invisibili alla consueta “luce bianca”. La cistoscopia NBI rappresenta una valida integrazione diagnostica nei pazienti con NMIBC (tumore superficiale), con un significativo miglioramento nella qualità della visione e conseguentemente nella diagnosi e nel follow-up della neoplasia vescicale. Tale metodo fornisce un sostanziale miglioramento alla gestione della neoplasia vescicale non muscolo-invasiva, e può essere d’ausilio successivamente soprattutto durante la resezione endoscopica del tumore della vescica grazie alla migliore definizione dei margini delle lesioni neoplastiche rispetto alla mucosa vescicale normale circostante, diminuendo il tasso di neoplasia residua e quindi di recidive precoci.
  • Tecnica con luce blu: La metodica consiste nel migliorare il contrasto visivo tra le cellule benigne e maligne sfruttando l’interazione tra una luce specifica (illuminazione della vescica con luce blu) e una sostanza fotosensibile dotata di forte affinità per le cellule tumorali. La tecnica prevede l’instillazione in vescica della sostanza fotosensibile (Esaminolevulinato) mediante cateterizzazione. Tale sostanza, instillata in vescica un’ora prima dell’esame, induce un accumulo intracellulare elettivo di porfirine fotosensibili (PAP), in particolare di protoporfirina IX (PpIX), nelle cellule maligne di origine uroteliale.
  • FISH interfasica quantitativa delle cellule uroteliali: A livello medici è infatti noto che le cellule tumorali sono sempre caratterizzate da aneuploidia, ossia dalla diminuzione e/o dall’aumento del numero di copie di alcuni cromosomi. Il metodo FISH di analisi utilizza una sonda molecolare marcata con sostanze fluorescenti in grado di rilevare l’aumento l’aumento del numero di copie dei cromosomi 3, 7, 17 e, talvolta (solitamente nelle forme meno invasive), alla sola perdita totale del cromosoma 9. Tale metodica è applicabile anche su tessuto, ovvero su materiale bioptico e pezzi chirurgici.
  • Bladder EpiCheck: e commercializzato in Italia da A. Menarini Diagnostics, rappresenta una soluzione non invasiva di particolare rilevanza per pazienti e professionisti sanitari. Il test si basa sull’analisi di specifiche modificazioni molecolari associate alla patologia, valutando il profilo di metilazione del DNA, con una sensibilità del 91% nei confronti dei tumori ad alto grado. Di particolare rilievo è il valore predittivo negativo (NPV) evidenziato da Bladder EpiCheck nel monitoraggio della malattia in pazienti affetti da tumori ad alto grado.

Quando Prescrivere la FISH Interfasica Quantitativa delle Cellule Uroteliali?

La FISH interfasica quantitativa delle cellule uroteliali è prescritta come esame di secondo livello nelle atipie lievi-moderate al fine di evitare inutili cistoscopie esplorative.

Problematiche delle Procedure Standard e Alternative

Come è già noto la procedura standard per i pazienti affetti da tumore alla vescica durante la fase di monitoraggio prevede una cistoscopia, accompagnata da un’analisi delle urine (citologia) e, se necessario, una biopsia dell’area sospetta. In particolare, nel monitoraggio per recidive nei pazienti trattati per carcinoma uroteliale, l’esame citologico può non fornisce sufficienti garanzie per confermare l’esito negativo di una cistoscopia.

Sia la cistoscopia che la citologia sono metodiche soggettive, costose e fortemente dipendenti dall'esperienza dell'operatore. Le cistoscopie sottraggono agli ospedali ingenti risorse, quali ad esempio il tempo dedicato da medici e infermieri, denaro per la loro opera, impegno di ambienti di cura e attrezzature adeguate. Senza contare i rischi ed il disagio sopportato dai pazienti, danno un risultato negativo nel 90% dei casi e rilevano solo il 70-80% delle recidive.

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