Il sistema di Parigi rappresenta un nuovo sistema in classi per la refertazione della citologia urinaria. Si tratta di un sistema a tutt’oggi consigliato ma non obbligatorio, che ha lo scopo di uniformare la terminologia con criteri citomorfologici standardizzati per la refertazione della citologia urinaria.
Perché questo sistema è importante per la citologia urinaria
La diagnosi precoce dei tumori del tratto urinario può salvare la vita. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale che l'esame citologico sia il più preciso, affidabile e oggettivo possibile. Questa classificazione permette ai medici di gestire ogni caso con maggiore chiarezza e precisione, offrendo al paziente un percorso clinico più mirato e tempestivo.
CTM (Esame Citologico delle Urine)
CTM è la sigla con cui si parla dell’esame citologo delle urine. Consiste nell’esame microscopico delle cellule sospese nelle urine e che vengono raccolte dalla centrifuga. Si basa sul presupposto che le cellule della mucosa esfoliano (si distaccano in strati sottili e superficiali) in vescica.
Questo avviene per le cellule normali, che nascono nello strato basale profondo e via via che prosegue la loro vita (che dura pochi giorni) migrano verso lo strato più alto, quello rivolto verso il lume della vescica a contatto con l’urina. Questo strato viene raggiunto alla fine della vita di una cellula che quindi “cade” nella cavità vescicale. Questo ricambio cellulare avviene in modo molto accelerato nei tumori della vescica; tanto più accelerato quanto più i tumori sono aggressivi.
Uro-TC e Ecografia
Anche l’ecografia è utile in questa fase: oggi gli ecografi, le “macchine” che mostrano immagini ottenute dagli ultrasuoni, sono molto avanzati tecnologicamente ed un medico ecografista competente ed allenato non fatica certo a riconoscere lesioni “produttive” (ovvero che crescono verso l’interno dell’organo) anche di piccole dimensioni, tanto che il rischio che una lesione presente nella vescica o nei reni non venga riconosciuta è assai basso. Uno svantaggio dell’ecografia, tuttavia, è che non permette di osservare gli ureteri.
Ecco una delle ragioni per cui, nella fase di diagnosi, la preferenza dei medici va spesso all’Uro-TC. E’ una TC addominale che viene eseguita con l’iniezione endovenosa di un liquido specifico, detto mezzo di contrasto, che viene filtrato nei reni, in modo analogo a come i reni filtrano acqua e sostanze tossiche dal sangue, e che prosegue lungo la stessa via dell’urina.
FISH Interfasica Quantitativa delle Cellule Uroteliali
A livello medici è infatti noto che le cellule tumorali sono sempre caratterizzate da aneuploidia, ossia dalla diminuzione e/o dall’aumento del numero di copie di alcuni cromosomi. Il metodo FISH di analisi utilizza una sonda molecolare marcata con sostanze fluorescenti in grado di rilevare l’aumento l’aumento del numero di copie dei cromosomi 3, 7, 17 e, talvolta (solitamente nelle forme meno invasive), alla sola perdita totale del cromosoma 9. Tale metodica è applicabile anche su tessuto, ovvero su materiale bioptico e pezzi chirurgici.
Quando prescrivere la FISH interfasica quantitativa delle cellule uroteliali?
- Come esame di secondo livello nelle atipie lievi-moderate al fine di evitare inutili cistoscopie esplorative.
Narrow Band Imaging (NBI)
Narrow Band Imaging (NBI) è una tecnologia di miglioramento dell'immagine ottica che migliora la visibilità dei vasi sanguigni e di altre strutture sulla mucosa vescicale durante un esame di cistoscopia. Questo lo rende un ottimo strumento per la diagnosi di cancro della vescica durante tale esame in quanto in grado di rilevare lesioni tumorali apparentemente invisibili alla consueta “luce bianca”.
La luce NBI è invece composta da due lunghezze d'onda specifiche che sono fortemente assorbite dall'emoglobina. La lunghezza d'onda più corta dell'NBI è 415 nm, che penetra solo gli strati superficiali della mucosa. Questa viene assorbita dai vasi capillari nella superficie della mucosa e dà luogo ad immagini di colore brunastro sull'immagine video. La seconda lunghezza d'onda NBI è di 540 nm, che penetra più profondo di 415 nm luce. Viene assorbita da vasi sanguigni situati più profondamente nello strato mucoso, e appare di colore ciano nell'immagine NBI.
La cistoscopia NBI rappresenta una valida integrazione diagnostica nei pazienti con NMIBC (tumore superficiale), con un significativo miglioramento nella qualità della visione e conseguentemente nella diagnosi e nel follow-up della neoplasia vescicale. Tale metodo fornisce un sostanziale miglioramento alla gestione della neoplasia vescicale non muscolo-invasiva, e può essere d’ausilio successivamente soprattutto durante la resezione endoscopica del tumore della vescica grazie alla migliore definizione dei margini delle lesioni neoplastiche rispetto alla mucosa vescicale normale circostante, diminuendo il tasso di neoplasia residua e quindi di recidive precoci.
Attualmente tale tecnica cistoscopica NBI, che comporta minori costi rispetto al metodo c.d.
La metodica consiste nel migliorare il contrasto visivo tra le cellule benigne e maligne sfruttando l’interazione tra una luce specifica (illuminazione della vescica con luce blu) e una sostanza fotosensibile dotata di forte affinità per le cellule tumorali. La tecnica prevede l’instillazione in vescica della sostanza fotosensibile (Esaminolevulinato) mediante cateterizzazione. Tale sostanza, instillata in vescica un’ora prima dell’esame, induce un accumulo intracellulare elettivo di porfirine fotosensibili (PAP), in particolare di protoporfirina IX (PpIX), nelle cellule maligne di origine uroteliale.
Come è già noto la procedura standard per i pazienti affetti da tumore alla vescica durante la fase di monitoraggio prevede una cistoscopia, accompagnata da un’analisi delle urine (citologia) e, se necessario, una biopsia dell’area sospetta. In particolare, nel monitoraggio per recidive nei pazienti trattati per carcinoma uroteliale, l’esame citologico può non fornisce sufficienti garanzie per confermare l’esito negativo di una cistoscopia.
Il test, viene condotto sulle cellule provenienti da urine fresche, è assolutamente non invasivo.
Il carcinoma della vescica è caratterizzato da un tasso di recidiva elevato e da un intenso programma di follow-up, e risulta essere il tipo di cancro più costoso in base alla durata della vita del paziente e costa all'UE circa 5 miliardi di euro l'anno.
Le cistoscopie sottraggono agli ospedali ingenti risorse, quali ad esempio il tempo dedicato da medici e infermieri, denaro per la loro opera, impegno di ambienti di cura e attrezzature adeguate. Senza contare i rischi ed il disagio sopportato dai pazienti, danno un risultato negativo nel 90% dei casi e rilevano solo il 70-80% delle recidive. Sia la cistoscopia che la citologia sono metodiche soggettive, costose e fortemente dipendenti dall'esperienza dell'operatore.
E commercializzato in Italia da A. Menarini Diagnostics, rappresenta una soluzione non invasiva di particolare rilievo per pazienti e professionisti sanitari. Il test si basa sull’analisi di specifiche modificazioni molecolari associate alla patologia, valutando il profilo di metilazione del DNA, con una sensibilità del 91% nei confronti dei tumori ad alto grado. Di particolare rilievo è il valore predittivo negativo (NPV) evidenziato da Bladder EpiCheck nel monitoraggio della malattia in pazienti affetti da tumori ad alto grado.
TPS e TPS 2.0: qual è la differenza?
Dalla sua pubblicazione iniziale nel 2016, il The Paris System è stato sottoposto a revisioni e aggiornamenti grazie all’esperienza clinica maturata e all’evoluzione delle evidenze scientifiche. Queste modifiche puntano a migliorare ulteriormente la precisione diagnostica, ridurre le ambiguità e facilitare la comunicazione tra laboratori, urologi e clinici. Per questo motivo, in Urine24 utilizziamo già i criteri più aggiornati del TPS 2.0, assicurando che ogni campione venga refertato secondo i massimi standard scientifici internazionali.
Accuratezza Diagnostica della Citologia Urinaria con TPS
Indagine Internazionale sull'Applicazione del TPS 2.0
Cosa significa tutto questo per il paziente?
Scegliere Urine24 significa accedere a un esame moderno, sensibile e basato sulle più recenti evidenze scientifiche. Di conseguenza, per chi presenta fattori di rischio - come familiarità oncologica, abitudine al fumo, esposizione a sostanze chimiche o presenza di sangue nelle urine (ematuria) - utilizzare un sistema come il TPS può fare davvero la differenza tra una diagnosi tempestiva e una tardiva.
Riferimenti scientifici
- The continual impact of the Paris System on urine cytology, a 3-year experience - Autori: Nicholas Stanzione, Tagreed Ahmed, Po Chu Fung, Diancai Cai, David Y. Lu, Lauren C. Sumida, Neda A.
- Perceptions of Paris: an international survey in preparation for The Paris System for Reporting Urinary Cytology 2.0 (TPS 2.0) - Autori: Daniel F. I. Kurtycz, Eva M. Wojcik, Dorothy L. Barkan GA, Wojcik EM, Nayar R, Savic-Prince S, Quek ML, Kurtycz DF, Rosenthal DL. - The Paris System for Reporting Urinary Cytology: The Quest to Develop a Standardized Terminology. - Adv Anat Pathol. 2016; 23(4): 193-201.
- Pastorello RG, Barkan GA, Saieg M. - Experience on the use of The Paris System for Reporting Urinary Cytopathology: review of the published literature. - J Am Soc Cytopathol. 2021; 10(1): 79-87.
- VandenBussche CJ, Rosenthal DL, Olson MT. - Adequacy in voided urine cytology specimens: The role of volume and a repeat void upon predictive values for high-grade urothelial carcinoma. - Cancer Cytopathol. 2016; 124(3): 174-80.
- Barkan GA, Wojcik EM, Nayar R, Savic-Prince S, Quek ML, Kurtycz DF, Rosenthal DL. The Paris System for Reporting Urinary Cytology: The Quest to Develop a Standardized Terminology. Adv Anat Pathol. 2016 Jul;23(4):193-201. doi: 10.1097/PAP.0000000000000118.
- Pastorello RG, Barkan GA, Saieg M. Experience on the use of The Paris System for Reporting Urinary Cytopathology: review of the published literature. J Am Soc Cytopathol. 2021 Jan-Feb;10(1):79-87. doi: 10.1016/j.jasc.2020.10.002. Epub 2020 Oct 10.
- VandenBussche CJ, Rosenthal DL, Olson MT. Adequacy in voided urine cytology specimens: The role of volume and a repeat void upon predictive values for high-grade urothelial carcinoma. Cancer Cytopathol. 2016 Mar;124(3):174-80. doi: 10.1002/cncy.21634. Epub 2015 Nov 2.
- Barkan GA, Wojcik EM, Nayar R, Savic-Prince S, Quek ML, Kurtycz DF, Rosenthal DL. The Paris System for Reporting Urinary Cytology: The Quest to Develop a Standardized Terminology. Adv Anat Pathol. 2016 Jul;23(4):193-201. doi: 10.1097/PAP.0000000000000118.
- Pastorello RG, Barkan GA, Saieg M. Experience on the use of The Paris System for Reporting Urinary Cytopathology: review of the published literature. J Am Soc Cytopathol. 2021 Jan-Feb;10(1):79-87. doi: 10.1016/j.jasc.2020.10.002. Epub 2020 Oct 10.
- VandenBussche CJ, Rosenthal DL, Olson MT. Adequacy in voided urine cytology specimens: The role of volume and a repeat void upon predictive values for high-grade urothelial carcinoma. Cancer Cytopathol. 2016 Mar;124(3):174-80. doi: 10.1002/cncy.21634. Epub 2015 Nov 2.
leggi anche:
- Analisi del sangue per sistema immunitario: quali sono e cosa indicano
- Esami del Sangue per il Sistema Linfatico: Quali Sono?
- Esami del Sangue per il Sistema Immunitario: Guida Completa
- Massimetti Ecografia Pisa: Servizi Specializzati e Prenotazioni Online
- Colesterolo Duo Control: Scopri le Recensioni Vere e Tutto Quello che Devi Sapere!
